curiosa di natura

Blog in rete: Business Model Canvas con Fabiana Palù

Questo mese inizia per me un nuovo progetto, un percorso che farò insieme ad un piccolo gruppo di blogger. Si chiama Blog in rete de LeROSA, progetto di SeoSpirito Società Benefit srl, in collaborazione con &Love e Scoprirecosebelle. Un percorso di studio, apprendimento e azione che prevede un video incontro al mese riguardante argomenti fondamentali per chi ha un blog e tanta esercitazione pratica.

In questo post ti racconterò del primo incontro con Fabiana Palù che ci ha fatto conoscere il Business Model Canvas, uno strumento fondamentale per avere una visione d’insieme del proprio business, una base sulla quale impostare il proprio blog. 

Ogni mese ti racconterò le varie fasi del progetto, le mie impressioni, i progressi e le difficoltà che ho incontrato. Ti parlerò del percorso che stiamo facendo insieme, noi blogger partecipanti a Blog in rete e i tutor che terranno i laboratori. Presenterò i tutor che ci accompagneranno, il loro lavoro, gli argomenti trattati per questo percorso. Sarà un post insolito per il blog, un modo per parlare di argomenti utili a tutti i blogger.

Spero che questi post saranno comunque di tuo interesse, in particolare se anche tu hai già un blog o pensi di aprirne uno. Ti invito a leggerli comunque anche perché ci sarà sempre una sorpresa che riguarda la natura, gli animali, le piante.

Blog in rete: Business Model Canvas con Fabiana Palù

Blog in rete: Business Model Canvas con Fabiana Palù

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Animali domestici: diverse forme di abbandono

L’abbandono degli animali domestici è un problema ancora irrisolto nonostante le numerose campagne di sensibilizzazione. Quando pensiamo all’abbandono, subito ci viene in mente la situazione più comune, quella delle vacanze estive o natalizie quando una famiglia si ritrova a chiedersi: dove lascio il cane o il gatto? 

Queste situazioni derivano spesso dall’adozione inconsapevole o da un regalo non richiesto. Gli animali non sono dei giocattoli e vanno adottati con responsabilità

Visitando la fiera Pets in The City mi sono resa conto che esistono molte altre forme di abbandono, quelle che si conoscono meno, più difficili da individuare, forse perché più inconsce. Sono altrettanto importanti e vanno affrontate e risolte nel modo migliore. Pensiamo, ad esempio, alla nascita di un figlio, a un trasloco, all’arrivo in casa di un altro animale o alla malattia e alla perdita di uno dei componenti della famiglia.

Incuriosita da queste domande mi sono fermata a parlare con alcuni espositori: il loro prodotto o servizio mi è sembrato interessante e innovativo e rispondente a questi bisogni che tutti potremmo incontrare nella nostra vita.

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Dalla Milano Pet Week a Pets in The City

Quest’anno Milano ha voluto dedicare una settimana e una fiera ai nostri amici animali a quattro zampe. Vi racconto la mia esperienza in giro per la città e a Pet in The City

Mi è piaciuta molto questa iniziativa della città di Milano: dedicare ai nostri amici quattrozampe un’intera settimana di eventi e una fiera proprio in occasione del 4 ottobre, Giornata Mondiale degli Animali.

È stata una settimana ricca di eventi per i proprietari di cani milanesi, fatta di corse insieme in vari parchi della città e di incontri con gli esperti cinofili. Ho visto le bellissime foto dei partecipanti e dello staff della Milano Pet Week e mi è dispiaciuto davvero non avere un cane da portare con me a questi incontri – ho una gatta abituata a stare a casa.

milanopetweek

Milano Pet Week. Le installazioni di Cracking Art per incoraggiare le adozioni di animali dai rifugi ENPA

Da quando ho letto di questa fiera – Pets in The City – la scorsa estate, non vedevo l’ora di andare a curiosare tra le novità per i nostri cani e gatti, compagni di vita e di avventure. E mi sono molto divertita, scoprendo anche cose nuove e interessanti.

Pets in The City è stato dedicato ampio spazio alle case produttrici di alimenti per cani e gatti, ai prodotti vegetariani e vegani anche per loro e all’alimentazione casalinga sul tipo della dieta Barf che sta catturando l’attenzione di molti proprietari di animali, il tutto racchiuso nell’ampia Area Pet Food. 

L’attenzione per la dieta di cani e gatti è ormai pari a quella per i prodotti umani: evitare additivi, conservanti e altri prodotti chimici, scegliere prodotti sani, naturali, provenienti da coltivazioni biologiche e tipi di cotture adeguate è la strada che le aziende del pet food stanno percorrendo.

Molto ampia anche l’Area Care & Vet nella quale ho trovato tanti prodotti per la cura dei nostri animali, dagli antipulci naturali, ai fiori di Bach, alle sostanze da diffondere nella casa e nel trasportino per tranquillizzare cani e gatti. 

Le assicurazioni per gli animali domestici sono un settore abbastanza nuovo ma che si sta fortemente sviluppando, sia per quanto riguarda i danni che cani e gatti possono provocare ad altre persone, ma soprattutto nell’area delle assicurazioni veterinarie per poter garantire sempre le cure più adeguate.

Molto carina e davvero alla moda l’Area Pet Fashion con tutti gli accessori per loro. Guinzagli, cappottini, collari, ciotole, cucce e trasportino uno più bello dell’altro. Anche in questo settore ho notato molta più attenzione all’ambiente rispetto al passato con l’utilizzo di plastica riciclata e di materiali atossici, naturali e biodegradabili.

Area Pet Fashion a Pets in The City

Area Pet Fashion a Pets in The City

La Pet Pool e la Pet Arena. Mi sono rilassata, divertita ed emozionata nelle zona dedicata alla piscina per i cani. Con la presenza degli istruttori qualificati, i proprietari invitavano i loro cani a tuffarsi e a farsi una nuotata, lanciando loro bellissimi bastoncini e giochi a forma di orma.

I cani sono proprio come noi riguardo al rapporto con l’acqua: c’è chi si tuffa subito, nuota e non vorrebbe più uscire, chi mette una zampa per sentire com’è l’acqua e poi si butta, ma con molta calma, e chi proprio non ne vuole sapere di scendere in acqua e lentamente cerca di tornare sui propri passi verso le scalette

Nella Pet Arena ho seguito la dimostrazione della Polizia Locale Cinofila per la ricerca di sostanze stupefacenti: gli istruttori hanno messo in evidenza la capacità dei cani di distinguere e scegliere tra vari oggetti quelli con un odore specifico. Molto bella anche l’esibizione del Campione del Mondo di Disc Dog, Adrian Stoica, con i suoi quattro zampe.

La Biosfera e la Cat House hanno catturato l’attenzione dei visitatori. 

Una grande struttura a forma di cupola ha ospitato la ricostruzione del clima e delle piante presenti nella foresta tropicale: tra ficus, filodendri e liane abbiamo incontrato pappagalli calopsitta e roseicollis. 

Exotic Experience: la Biosfera

Exotic Experience: la Biosfera

La Cat House ha ospitato mamma gatta con i suoi cuccioli e ha proposto un esempio di casa a misura di gatto, con ciotole, lettiera, percorsi aerei, cucce e tiragraffi su misura per loro. Il tutto costruibile partendo da comuni mobili componibili, divani, tappeti e oggetti già presenti nelle nostre case.

Cat House

Cat House

Le Associazioni per la protezione degli animali non potevano mancare in questa fiera. Conosco molte di loro, quelle che operano a Milano per l’adozione di gatti e cani, quelli salvati da corse in Spagna o in Irlanda, o in Romania. È stato bello rivedere visi conosciuti e incontrare organizzazioni che seguo online. 

Spero che questa fiera, insieme alla Milano Pet Week, entri a far parte degli eventi annuali organizzati dalla città. Ho visto molte famiglie con i loro cani partecipare, chiedere, informarsi e divertirsi. Spero che ci siano sempre più aiuti per le associazioni che soccorrono e curano gli animali e che molte persone decidano di adottare uno dei tanti cani e gatti ancora in attesa in queste strutture.

In uno dei prossimi post vorrei parlarvi dell’abbandono. Un aspetto che mi ha fatto molto riflettere durante la mia visita. Perché ci sono diversi tipi di abbandono nei confronti degli animali, non solo quello che conosciamo maggiormente, d’estate, in autostrada. Ci sono forme di abbandono, anche inconsapevoli, che possiamo prevedere ed evitare o curare.

Seguite i prossimi post per saperne di più. Vi aspetto.

E voi, avete partecipato agli eventi della Milano Pet Week? Siete stati a Pets in The City? Raccontatemi le vostre esperienze nei commenti :-) 

Di galli e galline, upupe, civette e altri animali

Le opere dell’artista Toni Zuccheri, appassionato di natura e materiali, esposte alla Casa Museo Bagatti Valsecchi e raccontate dalla Lipu – Sezione Milano per avvicinarci alla natura e agli animali.

Dal 5 giugno, fino al 13 ottobre 2019, presso la Casa Museo Bagatti Valsecchi nel centro di Milano sono esposte le opere dell’artigiano Toni Zuccheri che raccontano l’amore per il mondo della natura e degli uccelli in particolare. Ho partecipato ad un’interessante doppia visita guidata: da un lato, le opere d’arte esposte nella casa, dall’altro il mondo meraviglioso della natura e degli uccelli.

La Casa Museo Bagatti Valsecchi è aperta al pubblico dal 1994. Alla fine dell’Ottocento i fratelli Bagatti Valsecchi, Fausto e Giuseppe, decisero di ristrutturarla e di farne la loro abitazione. Al piano terra c’erano la scuderia, la selleria, le cucine e ai piani superiori i loro appartamenti con con i Saloni – delle Armi e della Cupola – e le sale da bagno e da pranzo. Una casa bellissima, da visitare, ricca di elementi artistici, che ci riporta indietro nel tempo, in una Milano al centro del Rinascimento.

Il maestro Toni Zuccheri e la mostra Di galli e galline, upupe, civette e altri animaliNelle sale della casa sono ospitate le creazioni del maestro Toni Zuccheri. Artista, architetto, designer lui si definiva “artigiano” del vetro. Nato in Friuli, si trasferì a Venezia dove incontrò questo bellissimo materiale lavorando per diverse vetrerie. Il padre era pittore specializzato in animali e la sua vita da giovane in campagna e poi sulle rive della laguna veneziana ha fatto sì che Zuccheri si appassionasse alla natura e in particolare al mondo degli uccelli: nel 1964 realizza il suo primo Bestiario e dal 1964 al 2008, anno della sua scomparsa, numerose sculture esposte ora al Bagatti Valsecchi

La natura e i materiali. Ho amato da subito questo artista così attento alla riproduzione del mondo animale. Gli uccelli di campagna e di laguna si possono ammirare nelle sue bellissime opere nelle quali il vetro è l’elemento principale. Ma non solo, Zuccheri ama sperimentare e utilizzare materiali diversi, quali gesso, fil di ferro, bronzo, conchiglie e materiali di recupero e di riciclo che si fondono insieme per rappresentare ogni singola specie.

Il percorso al Museo mi ha ispirato un racconto suddiviso per elementi naturali collegati agli animali. 

L’elemento terra: galli, galline e gazze. Galli e galline sono molto rappresentati da Zuccheri. Nella voliera finale, bellissimo il Gallo testa nera e il Gallo Pannocchia, realizzato con bronzo, vetro, cera, gesso e foglie vere di pannocchia. 

Gallo Fantastico_Toni Zuccheri

I galli hanno colori vivaci, come molti uccelli, utilizzati per comunicare insieme al canto. Gli uccelli vedono i colori in modo diverso da noi: si vedono molto più colorati – sarebbe bello poter sperimentare la loro visione.

Le gazze sono corvidi di campagna, chiamate spesso ladre perché i maschi raccolgono piccoli sassolini e oggetti colorati da donare alle femmine nel periodo del corteggiamento. Sono animali di campagna che si avvicinano sempre più alle città, per cercare cibo tra i nostri rifiuti e per il clima più mite.

L’elemento aria: pappagalli e upupe. Anche i pappagalli sono molto rappresentati nelle opere di Zuccheri. Sono di origine tropicale, diffusi anche da noi come animali da compagnia. Si sa che i pappagalli amano imparare e ripetere delle parole che usano poi, in natura, per corteggiare le femmine. 

Le femmine degli uccelli amano il piumaggio colorato, gli uccelli dal corpo sano e forte, in grado di cantare bene o di stupirle con strani suoni dagli accenti particolari – quelli che noi chiamiamo parole.

Pappagallo_Toni Zuccheri_ Credits Francesco Allegretto

Pappagallo_Toni Zuccheri_ Credits Francesco Allegretto

Le upupe sono bellissimi animali di campagna, purtroppo in declino. Sono migratori, arrivano dall’Africa in primavera per nidificare. Il loro becco, un po’ ricurvo, serve per scavare e cercare grilli talpa, uno dei loro cibi preferiti. Purtroppo l’agricoltura è cambiata – come ci hanno detto gli amici della Lipu – e l’uso di fitofarmaci, erbicidi, diserbanti sta uccidendo anche le upupe che, tra l’altro, non trovano più i muretti a secco utilizzati per nidificare.

Upupetta rosa_Toni Zuccheri_ Credits Francesco Allegretto

L’elemento acqua: i cavalieri d’Italia e i martin pescatore. Nella bellissima vasca da bagno – tra l’altro dotata anche di doccia – della Casa Museo sono stati collocati gli uccelli acquatici: i cavalieri d’Italia. Sono comuni nella laguna di Venezia, hanno zampe lunghe e rosse e un becco adatto a cercare nel fango piccole conchiglie e vermi di cui si nutrono. Più che in altri uccelli, in questa specie si vede proprio come ogni individuo è diverso dall’altro per il colore, la forma, le dimensioni.

Cavaliere d’Italia_Toni Zuccheri_ Credits Francesco Allegretto

Cavaliere d’Italia_Toni Zuccheri_ Credits Francesco Allegretto

Il martin pescatore è un piccolo uccellino dai bellissimi colori. Una specie che vive vicino all’acqua, caccia d’agguato, si tuffa per catturare la preda che consuma poi posandosi su di un ramo.  

I rapaci, l’albero della vita e le voliere. La mostra è davvero bella e interessante e il racconto della vita e delle abitudini degli uccelli mi ha catturato – tanto che non finirei più di palarne.

Meraviglioso è anche l’albero della vita con i suoi rami intrecciati e gli uccelli in vetro appollaiati sopra. Una zona delle voliere è dedicata anche ai rapaci: gufi e civette sono simbolo del buon augurio, di saggezza e conoscenza. Nelle voliere possiamo ammirare numerose opere di Toni Zuccheri e altre specie di uccelli comuni in Italia: anatra, pendolino, beccaccia, trampoliere, cocal, beccaccino.

Molti animali e molti ambienti sono minacciati. Lipu ci ricorda che stiamo perdendo molte specie di uccelli: allodole e cutrettole potrebbero essere sconosciute alle nuove generazioni. Aiutiamo questi bellissimi uccelli a non scomparire e a trovare le loro aree di nidificazione.

Grazie a queste bellissime opere del maestro Zuccheri e al Museo Bagatti Valsecchi possiamo tornare ad avvicinarci al mondo della natura.

Si parla di plastica al Milano Green Forum

Per la prima volta a Milano si è svolto il Milano Green Forum, incontro dedicato al tema dell’ambiente. Ho partecipato alla prima giornata di discussione sul tema del momento: la plastica

Dal 12 al 14 settembre presso il MiCo, Centro Milano Congressi, si è svolta la prima edizione del Milano Green Forum, “laboratorio culturale dedicato a tematiche di attualità che spaziano dall’economia circolare, al design, alle risorse energetiche, passando per la comunicazione e le nuove possibilità di green job”.

Un nuovo incontro interessante che pone al centro l’ambiente perché l’interesse per i temi ambientali riguarda ogni aspetto della vita quotidiana. Milano, città polo d’innovazione, ricca di idee nel settore della sostenibilità e dell’attenzione per il mondo green, ha ospitato il Green Forum che tornerà tra un anno sempre più ricco di relatori e partecipanti.

Milano Green Forum 2019

Milano Green Forum 2019

Plastic Strategy era il titolo degli incontri dedicati al tema green più attuale e più inquietante: la plastica. Qualche estate fa, leggendo il libro Come è profondo il mare mi sono resa conto che questo problema sarebbe stato centrale in questi anni e purtroppo è andata proprio così. 

Alla plastica nei mari ho dedicato diversi post, tratti dalla lettura del libro, ancora attuali e interessanti: 

Un mare di plastica 

Scarpe colorate e paperelle gialle 

Come sta il nostro Mar Mediterraneo?

La natura ha orrore del vuoto

Il caso del mercurio

Tritolo e simili

Il mare e la nostra dieta

 I due volti della plastica. Ascoltando gli esperti al Milano Green Forum, i professori, chi lavora in settori che hanno a che fare con il riciclo della plastica e la produzione di prodotti riciclati ho pensato che la plastica ha davvero due volti.

Da un lato sappiamo che la plastica è un derivato del petrolio e il petrolio è una risorsa non rinnovabile, destinata ad esaurirsi nel tempo. Il petrolio è anche un prodotto non-neutro dato che causa numerosi problemi e conflitti in corso in diverse aree del mondo.

Tra l’altro ci sono ancora molti dubbi sull’uso della plastica perché gli studi scientifici e medici sono ancora tutti in divenire e non sanno ancora dirci con precisione quali danni possono provocare le plastica e le microplastiche sulla salute dell’uomo.

D’altra parte il riciclo dei rifiuti in plastica e la produzione di nuovi prodotti da questo materiale riciclato è un settore che dà molto lavoro in Italia e i nostri impianti sono ai primi posti in Europa per qualità.

La plastica monouso è un tema che ha coinvolto molti partecipanti. L’uso di queste plastiche è vietato – o sta per esserlo – per legge. Cannucce, bicchieri, piatti, stoviglie di bar, ristoranti, mense verranno sostituiti con nuovi prodotti nati da bioplastiche, plastiche che hanno origine da scarti vegetali, che sono quindi più naturali e si possono compostare facilmente nella frazione umida. 

Il Comune di Milano sta lavorando molto con gli esercenti per indirizzarli verso questo tipo di prodotti. Nelle scuole elementari milanesi sono state già distribuite borracce ecologiche per incoraggiare all’uso dell’acqua del rubinetto ed evitare di acquistare bottiglie in plastica.

Due diverse tecniche di riciclo. Al Milano Green Forum si è parlato molto di impianti di riciclo della plastica. Attualmente il riciclo avviene soprattutto in modo meccanico, cioè gli impianti separano meccanicamente le plastiche che possono essere riutilizzate dagli altri prodotti. Queste plastiche sono trasformate in granuli che poi verranno lavorati. Il riciclo chimico prevede invece di rompere i legami chimici della plastica per ottenere dei polimeri da riformare e sembra che nel futuro sarà preferibile questo tipo di lavorazione.

Milano Green Forum 2019

Milano Green Forum 2019

Il futuro della plastica. La plastica scomparirà dal nostro pianeta? No, non è possibile perché il suo impiego è necessario in molti campi. Però è possibile utilizzarla solo quando serve effettivamente e non ci sono altre valide alternative e riciclarla correttamente, in modo che possa dare origine ad altri nuovi oggetti. 

Alcuni numeri che sono stati dati durante il Green Forum:

arrivare nel 2040 ad avere il 70% del riciclo degli imballaggi

arrivare nel 2040 a riciclare il 50% di tutti i rifiuti

Con la plastica riciclata si possono creare molti nuovi prodotti, anche per l’utilizzo alimentare. Occorre progettare bene i nuovi oggetti in modo che siano fatti da un unico componente – ad esempio solo plastica, o solo vetro: così sarà più semplice riciclarli e la raccolta differenziata sarà più produttiva. 

Appuntamento al Milano Green Forum del 2020. Intanto facciamo molta attenzione ad utilizzare poca plastica e a smaltirla correttamente. 

La Nazione delle Piante

Ho visitato la bellissima mostra La Nazione delle Piante curata del professor Stefano Mancuso e ho scoperto un mondo forse poco conosciuto, ma molto affascinate: il Regno Vegetale.

Arrivando all’ingresso della mostra La nazione delle Piante mi sono trovata davanti una grande foto con una domanda: “Cosa vedi?” E ho dato la mia risposta.

L’idea mi è piaciuta, tanto che vorrei riproporti qui la stessa sfida: guarda la foto, dài la tua risposta e poi prosegui nella lettura del post

Ingresso alla mostra La Nazione delle Piante

Ingresso alla mostra La Nazione delle Piante

Io sono tra quell’esiguo 10% che ha risposto “un sacco di piante e una tigre”, ma la maggior parte delle persone sembra accorgersi solo dell’animale e non delle piante, sebbene siano molto, ma molto più numerose.

Perché? Probabilmente, questa nostra “incapacità di vedere o notare le piante nell’ambiente che ci circonda” – come dice Stefano Mancuso – deriva dal fatto che diamo poca importanza al loro ruolo nella biosfera.

Spesso nella vita ci accorgiamo solo di quello che conosciamo e comprendiamo e di quello che potrebbe essere per noi un pericolo. Le piante le conosciamo poco, non si muovono, non sono pericolose: posso ignorarle, questo è ciò che il cervello dei nostri antenati ha registrato e ci ha tramandato e ce lo ritroviamo nel nostro DNA

Per moltissimi anni, il Regno Vegetale è stato riconosciuto inferiore a quello animale, come racconta il professor Mancuso in questa mostra. In realtà il Regno Vegetale è una super-potenza e detiene molti record. Io me ne sono segnati alcuni, mentre visitavo la mostra e ve li racconto.

Quanto pesiamo poco sulla Terra. Noi, esseri animali, siamo una minoranza su questo pianeta: gli animali sono lo 0,3%, mentre le piante l’81,8%. Il restante 18% circa è composto da batteri, funghi e virus. Non solo, gli esseri umani corrispondono allo 0,01% di quel 0,3%. Infinitesimali.

Le piante vincono per la quantità di energia prodotta con la fotosintesi, per la superficie occupata, per la popolazione numerosa.

Alcuni record delle piante. Visitando la mostra La Nazione delle Piante mi hanno colpito alcuni record che noi pensiamo del Regno Animale, invece i vegetali ci sorpassano ampiamente.

L’essere vivente 

  • più alto non è una giraffa ma una sequoia che arriva a 116 metri
  • il più longevo è un ulivo di oltre 2.000 anni
  • il più esteso è un ficus che occupa un’area vicina ai 20.000 metri quadrati
  • il più lungo è una pianta di segale con apparato radicale di oltre 11.000 chilometri
  • il più pesante non è una balenottera azzurra (che arriva a pesare 200 tonnellate) ma la famosa sequoia americana, il Generale Sherman, che pesa circa 1900 tonnellate!

Come sarebbe la Terra senza piante? Sarebbe molto diversa, anzi forse non potrebbe esistere così come la vediamo. Le piante sono le componenti alla base delle catene alimentari. Sono loro che ci forniscono ossigeno attraverso la fotosintesi e assorbono l’anidride carbonica che altrimenti renderebbe l’aria irrespirabile.

Le piante rendono fertile il suolo, decomponendo le sostanze organiche. Le piante rendono il clima vivibile grazie alle foreste che sono il polmone della Terra e regolano la temperatura, fornendoci un clima più mite. Anche l’acqua viene regolata dalle piante: senza la loro presenza, l’effetto serra sarebbe troppo alto e la vita sarebbe impossibile.

Le piante collaborano con gli animali

Le piante collaborano con gli animali

Sono diverse da noi, ma collaborano con noi. La mostra La Nazione delle Piante racconta come le piante sono diverse da noi esseri animali, come hanno sviluppato diverse strategie evolutive ma sono abili nel collaborare col Regno Animale.

Ad esempio le piante si difendono in modo diverso, avvalendosi anche della collaborazione degli animali. 

Sono in grado di percepire i suoni, anche perché la Terra è un buon conduttore. 

Non si muovono ma, come dice il professor Mancuso: “tengono lontano i predatori, sentono, respirano, vedono, calcolano distanze col loro corpo”

Grazie alla loro struttura modulare, se viene danneggiato fino al 90% del loro corpo, possono vivere lo stesso senza subire gravi danni.

Più di cinque sensi! Noi (poveri) umani abbiamo ufficialmente cinque sensi, anche se oggi gli studi scientifici sembra ne stanno riconoscendo di più. Alle piante ne vengono riconosciuti 13: misurano l’umidità del terreno, sentono la forza di gravità e i campi elettromagnetici, dosano la concentrazione delle sostanze chimiche. 

Una mostra interessante che ha raccontato il Regno Vegetale molto bene, cercando di avvicinarci sempre più a questi essere viventi che condividono la loro vita con noi e ci permettono di vivere meglio

“Le piante esistono sulla Terra da molto più tempo dell’uomo, si sono meglio adattate e, probabilmente, sopravviveranno alla nostra specie: nella loro evoluzione hanno trovato soluzioni efficienti e non predatorie nei confronti dell’ecosistema in cui vivono. per evitare un futuro catastrofico per l’umanità dobbiamo guardare alle piante in modo nuovo, usarle non solo per quello che hanno da offrire, ma per quello che possono insegnarci”

(Stefano Mancuso)