CURIOSA DI NATURA

Intervista a Claudia Campisi, blogger di Lavoro con Stile

Claudia Campisi, blogger di Lavoro con Stile, partecipa al percorso Blog in Rete. In questa intervista ci racconta come trovare lavoro utilizzando app e tecnologia e ci svela il suo rapporto con la natura

Psicologa con una passione smisurata per il tech e le nuove tecnologie applicate alle professioni, Claudia crede nella potenza del network e nello scambio di contenuti e valore.
Col suo lavoro vuole contribuire a integrare tutti gli strumenti tradizionali del recruiting con i software e i tools in chiave digital. Tra le sue grandi passioni c’è il suo blog, Lavoro con Stile

Conosciamo meglio Claudia Campisi e il suo blog Lavoro con stile

Psicologa, HR consultant e Recruiter Digital PR: a quale attività ti stai dedicando maggiormente in questo periodo?

In questa fase della mia vita professionale mi occupo soprattutto di progetti di digital recruiting inseriti in una strategia più ampia di talent acquisition e employer branding per l’azienda per la quale lavoro.
Per il momento la mia attività da psicologa è solo telefonica, su turni nel weekend, in qualità di volontaria, insieme ai colleghi dell’Ordine degli Psicologi della Regione Toscana per l’emergenza Covid-19. Come digital pr prediligo soprattutto eventi di comunicazione, AI & Tech.

Cludia Campisi, blogger di Lavoro con Stile

Cludia Campisi, blogger di Lavoro con Stile

Il tuo blog Lavoro con stile: quando hai iniziato questa avventura nel modo del blogging?

Lavoro con Stile è nato ufficialmente a Luglio 2019 ma era nei miei sogni praticamente da sempre. Subito dopo l’abilitazione professionale di fronte alla scelta tra il percorso in psicoterapia e un master in gestione delle risorse umane non ho avuto dubbi. Del mondo del lavoro amo ogni sua sfaccettatura da quella più tecnica agli sviluppi dell’intelligenza artificiale passando per aneddoti e curiosità. Il mio blog racconta di me, come donna e professionista HR, e delle mie più grandi passioni la lettura e ovviamente la scrittura.

Nel tuo blog ci sono molte recensioni di libri: quale libro dovrebbe assolutamente leggere chi cerca lavoro oggi?

Sabrina non ho dubbi #Digital Recruiter di Silvia Zanella e Anna Martini della collana Professioni Digitali diretta da Alberto Maestri per la Franco Angeli.
Il mercato del lavoro è profondamente cambiato e con esso dinamiche e strumenti a disposizione delle parti in gioco. È opportuno e strategico parlare la stessa lingua con chi professionalmente è chiamato a valutarci per un nuovo impiego. Il testo è ufficialmente dedicato agli addetti ai lavori ma ritengo possa rappresentare un’ottima freccia nell’arco di ogni candidato.

Sei molto interessata alle nuove tecnologie: consigliaci due app che tutti dovrebbero avere nel proprio smartphone per lavorare meglio

Per me le app rappresentano quasi una “dipendenza”. Le provo e poi o le elimino o me ne innamoro perdutamente. Leggo e seguo il tema soprattutto sul magazine Digitalic di Francesco Marino che stimo tantissimo.
Quelle che trovo davvero di grande aiuto per me sono list note” per la dettatura vocale. Nel mio lavoro in cui scrivo tantissimo, a prescindere poi dall’avere un blog, può rappresentare un valido aiuto per risparmiare tempo. Altrettanto funzionale e affidabile è “free translator english” per tradurre velocemente testi o ascoltare la pronuncia corretta di alcuni termini che non rientrano nel mio vocabolario abituale.

Nel tuo blog racconti di meeting, eventi, fiere che mettono in contatto chi cerca e chi offre lavoro: cosa ci suggerisci di fare quando partecipiamo ad uno di questi eventi?

Cura ogni dettaglio come faresti del resto in occasione di un colloquio. Preparati sulle aziende espositrici visitando i loro portali e consultando le loro career page. Fai un check approfondito ai tuoi profili social. Punta soprattutto su Linkedin che i recruiter potrebbero consultare in real time con te tramite lettura con QC.

Proponiti in modo autentico ma nella tua migliore versione quella capace di trasferire il valore aggiunto e la motivazione elementi fondamentali per far scattare il colpo di fulmine.
Il cv portalo con te e che sia aggiornato e corretto in ogni dettaglio. Pronto a sfoderare i tuoi sorrisi migliori. Sono contagiosi come tutte le emozioni positive del resto.

Moglie, mamma, lavoratrice, donna impegnata nel gruppo LeROSA: come ti organizzi?

Utilizzo un sistema di assegnazione delle priorità per ogni aspetto della mia vita basato non solo sulla dimensione dell’urgenza ma anche del piacere. Amo gli schemi e li applico tantissimo per organizzare le mie giornate a casa, a lavoro e sui social. Ho delle routine che mi consentono di raggiungere i miei obiettivi quotidiani e che mi supportano di fronte agli imprevisti e alle sorprese.
Grazie al mio lavoro ho imparato a sviluppare tantissimo il problem solving e poi ritengo di avere un carattere estremamente positivo e motivante.

Cludia Campisi, blogger di Lavoro con Stile

Cludia Campisi, blogger di Lavoro con Stile

Claudia Campisi e la natura

Sei curiosa di natura? Raccontaci un episodio che lo dimostra

Cara Sabrina la curiosità è davvero una delle mie caratteristiche personali che più mi descrive in assoluto. In relazione al mio rapporto con la natura mi viene in mente un ricordo, a me molto caro, quando intorno ai 10 anni, assistetti al parto delle mie due gatte. È stata una delle situazioni più straordinarie ed emozionanti che ho vissuto. La madre aveva partorito da pochi minuti ed era lì con i suoi micini. L’istinto materno, però l’ha spinta a lasciarli per aiutare la figlia al suo primo parto. Quanta umanità, affetto in ogni gesto. Uno spettacolo che non dimenticherò mai.

La psicologia e il mondo della natura: quali skill possono essere vantaggiose per chi lavora nel settore dell’ambiente?

Inizierei dalla capacità di parlare in pubblico e raccontare in modo semplice ma anche tanto coinvolgente il proprio lavoro. Oggi chi si occupa di ambiente più che mai si scontra con i poteri forti e grandi resistenze (abitudini, interessi economici, poca conoscenza). Aggiungerei, infine, le skills digitali e il team building. Il presente ci vede costantemente impegnati in attività progettuali con team multidisciplinari i cui partecipanti vivono spesso a migliaia di km da noi.
Gli sviluppi del tech e dell’AI daranno un aiuto formidabile all’ambiente per prima cosa sul piano della sensibilizzazione e dell’informazione. Consiglio di non perdere questo treno.

La natura insegna: quali insegnamenti tratti dal mondo della natura hai ritrovato nei tuoi studi di psicologia?

La pazienza e il rispetto per l’Altro nella sua unicità.

L’ambiente e l’ecologia sono temi che fanno parte della tua vita?

Non potrebbe essere diversamente, ma ammetto di non essere un’attivista.
Mi definisco attenta, rispettosa nei piccoli gesti quotidiani e impegnata sul fronte educativo con i miei bambini.

Grazie Claudia per il tuo tempo e i tuoi consigli. Suggerisco a tutti di seguire il blog di Claudia, Lavoro con Stile, e la pagina Facebook del blog. Se siete in cerca di lavoro, se volete cambiarlo o avete bisogno di una consulenza, trovate Claudia su LinkedIn.

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Blog in Rete: Piano editoriale con Luisella Curcio

Blog in Rete è il percorso per blogger che aiuta a migliorare la scrittura, la SEO e l’utilizzo dei social media. Nel quinto incontro abbiamo affrontato il tema del piano editoriale per il blog con Luisella Curcio.

Il progetto Blog in Rete nasce da un’idea di Giulia Bezzi, grazie alla sua società benefit SeoSpirito srl, in collaborazione con &Love e Scoprirecosebelle. Siamo arrivate circa a metà percorso. Partendo dal nostro Business Model Canvas, abbiamo imparato come migliorare il personal branding, a scrivere con la scrittura per copywriter e abbiamo parlato del giornalismo costruttivo.

In questa giornata Luisella Curcio ci ha spiegato come programmare e scrivere un piano editoriale per il nostro blog. Aspettavo questa lezione perché, come potete vedere, la mia programmazione non è ancora così precisa e puntuale come dovrebbe. Avere un piano editoriale per il blog è importante, ma c’è molto lavoro da fare prima.

In questo post ti racconto l’incontro online con Luisella Curcio, cos’è un piano editoriale e qualche consiglio per costruirlo.

Blog in Rete: quinto incontro

Ad aprile si è svolto il nostro quinto incontro per Blog in Rete. In questo periodo stiamo vivendo una terribile pandemia che ha ci ha colpito a livello mondiale e in Italia siamo in casa da circa due mesi per cercare di circoscrivere il contagio. Il nostro percorso per blogger ha subìto un rallentamento: a marzo la lezione non si è svolta ma la recupereremo presto.

Anche ad aprile non è stato possibile fare l’incontro in aula, ma Luisella Curcio è stata molto brava e disponibile nella sua lezione online tramite internet. Durante la giornata abbiamo affrontato il tema: come creare un piano editoriale SEO-friendly per il blog.

Prima di arrivare al piano editoriale occorre avere in mente quali sono i temi principali del nostro blog e a quali clienti ci rivolgiamo – nel caso di chi utilizza un blog aziendale o per il proprio business. Partendo da questi punti fondamentali, troviamo una parola chiave o keyword principale e alcune secondarie da associare ai temi del blog.

A questo punto sappiamo dove si posiziona il nostro blog e dobbiamo fare in modo di intercettare i nostri clienti mentre fanno ricerche online. Serve dunque capire cosa cerca un cliente, come e quando lo cerca e quali parole chiave utilizza su internet.

Google è il principale motore di ricerca. Quindi possiamo fare delle ricerche con le varie parole chiave che abbiamo individuato e vedere cosa troviamo online. Questo lavoro è utile anche per il piano editoriale: permette di vedere cosa e come è stato scritto, cosa potrebbe interessare, quali voci secondarie sono correlate ad una principale.

Google è in grado di analizzare le parole e comprende gli elementi di un contesto. La ricerca semantica, per significato simile, è sempre più valorizzata da Google.
Provate, ad esempio, a cercare Leonardo Da Vinci per vedere quante informazioni appaiono.

Sempre nella prima pagina di Google troviamo i riquadri People Also Ask e Ricerche Correlate che ci forniscono elementi utili alle nostre ricerche per poter scrivere nuovi post. Continuando col nostro esempio, chi cerca Leonardo Da Vinci è anche interessato alla sua biografia, alle opere, alle città in cui ha vissuto, ai musei che ospitano i suoi capolavori. Ecco che, partendo da un solo nome, le possibilità di scrivere dei post sono praticamente infinite.

Blog in Rete: il Piano editoriale con Luisella Curcio

Blog in Rete: il Piano editoriale con Luisella Curcio

Il piano editoriale

Per costruire un piano editoriale SEO-friendly per prima cosa cerchiamo di differenziare le tipologie dei contenuti. In un blog si possono proporre diversi tipi di post: le interviste, le liste, le notizie di settore, i sondaggi, i guest-post, le storie di successo, le infografiche.

I contenuti del blog si possono suddividere anche in base al tipo di articolo. Ci sono infatti tre principali tipi di articolo:

  1. Cornerstone content: un articolo che descrive la mia attività
  2. Pillar content: i post o le pagine che portano più traffico verso il blog
  3. Cluster content: articoli di approfondimento a partire dal tema principale del pillar content

Esistono diversi tool che ci aiutano nel creare un piano editoriale per il blog. Luisella Curcio ce ne suggerisce cinque indispensabili:

  1. Google Trends
  2. Ubersuggest
  3. Answerthepublic
  4. Semrush
  5. People Also Ask

Adesso abbiamo tutto il materiale che ci serve e possiamo iniziare a creare un piano editoriale per il blog. Il piano editoriale può essere annuale, mensile o settimanale: partiamo dal piano annuale per arrivare a quello mensile e poi al settimanale.

A seconda del tipo di blog, durante l’anno ci sono eventi, fiere o feste che richiamano la nostra attenzione. Prendiamo nota in un calendario e programmiamo un post nei pressi di quella data. La nostra ricerca partirà da Google, dalle parole chiave relative all’evento che ci interessa.

Per conoscere gli eventi o le fiere che interessano maggiormente chi segue il nostro blog occorre fare riferimento alle statistiche di Google Analytics.
Una volta programmati i post base, quelli relativi agli eventi o alle fiere del nostro settore, possiamo fare ulteriori ricerche per parole chiave in base agli argomenti che ci interessano.

Durante la giornata con Luisella Curcio ho scoperto anche i micro-momenti, cioè le ricerche rapide che ogni utente fa su internet.

Quando cerchiamo qualcosa online, la nostra ricerca è di tipo

  • informazionale, siamo in cerca di informazioni generiche
  • navigazionale, cerchiamo qualcosa che già conosciamo
  • transazionale, cerchiamo informazioni commerciali.

Le ricerche si basano su micro-momenti, domande veloci che richiedono una risposta veloce. Questi micro-momenti sono di quattro tipi:

  • I want to know moments: cerco un’informazione generica
  • I want to go moments: voglio fare un viaggio e mi documento
  • I want to do moments: voglio costruire o cucinare qualcosa e cerco un tutorial
  • I want to buy moments: voglio comprare qualcosa

Mettendo insieme tutte queste informazioni possiamo stendere un piano editoriale per il blog. Ora sappiamo le nostre parole chiave e cosa offriamo al cliente. Sappiamo anche che tipo di ricerca un cliente fa su internet e cerchiamo di soddisfare un suo bisogno: avere informazioni su un evento, conoscere il significato di una notizia, sapere come fare una ricetta o costruire qualcosa, vendere un nostro prodotto o servizio.

Chi è Luisella Curcio

Luisella Curcio è consulente SEO e web marketing. Aiuta brand e professionisti a migliorare la loro visibilità online. Si occupa di consulenza, scrittura testi e formazione in ambito SEO, ma anche di comunicazione online, brand identity e strategie di social media. Lavora al computer con una tazza di caffè al suo fianco e si definisce Una consulente SEO Fra Moka & Digitale.

Se fosse un animale guida, secondo me sarebbe un pavone. Il pavone ha una bella forma ma non  è attaccato ad essa: trasmette fiducia ed è simbolo di risveglio interiore. Il pavone è la magia della bellezza senza tempo, è in grado di trasformare in positiva ogni situazione negativa. Se fosse un fiore, sarebbe un fiordaliso dal colore azzurro che cresce spontaneo nei campi. Le origini di questo fiore sono molto antiche. Con i suoi petali delicati e leggeri il fiordaliso è simbolo di felicità e spensieratezza.

Questo articolo fa parte di “Bloginrete” de LeROSA, progetto di SeoSpirito Società Benefit srl, in collaborazione con &Love e Scoprirecosebelle, che ha come obiettivo primario ascoltare le donne, collaborare con tutti coloro che voglio rendere concrete le molteplici iniziative proposte e sorridere dei risultati ottenuti. È un progetto PER le donne, ma non precluso agli uomini, è aperto a chiunque voglia contribuire al benessere femminile e alla valorizzazione del territorio, in cui vivere meglio sotto tutti i punti di vista.

Te lo dico con i fiori: riconoscenza e ritorno alla calma

In questo periodo difficile, di isolamento sociale, vorrei mandare un messaggio attraverso il linguaggio dei fiori, a chi si sta prendendo cura di noi, a chi ci assicura i beni di prima necessità, alle forze dell’ordine, a tutti voi e al mondo per un ritorno alla calma. Buona Pasqua!

Ho fatto in tempo a sfogliare, in libreria, il nuovo libro di Claude Salvy, Il libro dei fiori. Manuale per chi ama, offre, coltiva fiori. Spesso regaliamo fiori alle persone senza conoscerne il significato. Ma ogni fiore, anche in base al diverso colore, racchiude in sé un messaggio specifico. Molte leggende, aneddoti, racconti parlano del significato dei fiori. Conoscerlo, ci permette di regalare i fiori del giusto colore e nel numero consigliato e di scegliere quelli più adatti alle diverse occasioni.

Leggendo un articolo di una rivista ho scelto due fiori che rappresentano meglio il periodo che stiamo vivendo: la dalia e la peonia. Nel post, ti parlo delle loro caratteristiche e del significato, del messaggio che ci trasmettono. Proprio attraverso questi fiori vorrei mandare il mio messaggio di riconoscenza e ritorno alla calma a tutti voi, insieme agli auguri di una serena Pasqua.

Il libro dei fiori

Nel mio ultimo giro in libreria, un paio di mesi fa, mi è capitato tra le mani un libro pubblicato all’inizio dell’anno: Il libro dei fiori. Manuale per chi ama, offre, coltiva fiori scritto da Claude Salvy. Un libro molto carino, che volevo consigliarvi nell’appuntamento settimanale con libri e consigli di lettura sulla pagina Facebook del blog. Poi, leggendo una rivista che parla di natura, l’ho ritrovato, insieme ad alcuni dipinti di fiori in base al loro significato.

I fiori hanno una storia, un significato, legato spesso al loro nome. Ogni fiore ha delle caratteristiche botaniche, ma anche dei colori, un nome e porta con sé un messaggio. Spesso le origini di aneddoti e modi di usare i fiori sono antiche o legate a culture lontane. Ogni cultura, in Oriente o in Occidente, utilizza fiori e colori diversi per le stesse ricorrenze perché i fiori sono parte integrante delle nostre cerimonie, dai battesimi, ai matrimoni, ai funerali. I fiori vengono regalati per anniversari, compleanni, lauree o promozioni di lavoro o per dichiarare amicizia, affetto, amore.

Spesso regaliamo fiori ai nostri cari o alle amiche senza conoscerne il significato. Ogni fiore ha un significato diverso in base al colore e alla cultura. Questo libro è interessante perché ci racconta i fiori, i loro nomi, il significato, gli aneddoti legati a ciascuna specie.

Lo stesso sottotitolo del libro ci dice che si tratta di un Manuale per chi ama, offre e coltiva fiori. Spiega come creare un bouquet per recapitare al destinatario uno specifico messaggio, quali fiori sono più adatti per le diverse occasioni e in quale numero. Si racconta anche della coltivazione delle orchidee, dell’arte giapponese dell’ikebana, dei giardini botanici. Come avrete capito, è un libro che ho segnato nella mia lista dei desideri e che andrò a ritrovare in libreria appena possibile.

Sfogliando il libro e leggendo un articolo di una rivista mi sono soffermata su questo mese di aprile. Sarà un mese di distanziamento sociale, non ci sarà possibile incontrare amici e parenti e regalare loro dei bellissimi fiori. Però il linguaggio dei fiori ci aiuta anche a distanza. Ho scelto di raccontarvi due fiori che portano un messaggio di speranza per il futuro, per tutti noi.

La dalia: riconoscenza e gratitudine

La dalia: riconoscenza e gratitudine

La dalia: riconoscenza e gratitudine

La dalia è una pianta erbacea della famiglia delle Asteraceae. Prende il nome dal botanico svedese Anders Dahl che la importò dal Messico alla fine del 1700.

La pianta della dalia è originaria del Messico ed è arrivata in Europa tra il 1600 e il 1700. All’inizio il suo tubero, la radice, veniva usata come cibo e in Messico si usa ancora a scopo culinario. Solo in un secondo momento i fiori della dalia furono apprezzati per la loro bellezza. I fiori sono di diverse tonalità e permettono di creare aiuole variopinte e belle composizioni.

La dalia è una pianta ornamentale dai fiori colorati e profumati. Si trova nelle tonalità del giallo e del rosso, ma anche bianca, arancione, rosa, viola o di tanti colori insieme. Ci sono varietà nane, alte circa 30 centimetri, e varietà giganti, che possono raggiungere i 2 metri di altezza.
Fiorisce dall’estate fino all’autunno. I fiori possono essere singoli, a forma di anemone o di pompon. Si coltiva sia in vaso che in piena terra. Ama ambienti caldi e soleggiati e soffre il freddo. Cresce bene in qualsiasi tipo di terreno. Richiede irrigazioni continue ed abbondanti.

La dalia è simbolo di ammirazione e stima. È simbolo di dignità, di buon gusto e di eleganza

Si dona una dalia
per esprimere gratitudine a chi si è prodigato per aiutare gli altri

Grazie al linguaggio dei fiori voglio fare un mio augurio di buona Pasqua con le dalie.
Questi fiori, in questi mesi davvero difficili, li voglio dedicare a tutti coloro che hanno lavorato negli ospedali, nelle case di riposo e di cura, alle forze dell’ordine, a chi ci ha assicurato i beni di prima necessità. Voglio donarle anche a chi ha rispettato con coscienza e senso civico l’invito a restare a casa per questo lungo periodo non ancora terminato.

La peonia: ritorno alla calma

La peonia: ritorno alla calma

La peonia: ritorno alla calma

La peonia (Peonia, L. 1753) appartiene alla famiglia omonima delle Peoniaceae. Sono piante originarie della Cina: questa famiglia botanica comprende specie erbacee perenni e arbusti.

I fiori della peonia possono essere semplici o doppi e di diversi colori, dal bianco, al rosa, dal rosso al viola. In natura si trovano nell’emisfero boreale, in collina, su terreni drenati, alla luce. Questo fiore resiste al freddo e alla siccità.

Secondo una leggenda, Peon era il medico degli dei, allievo di Esculapio. Riuscì a curare una ferita a Plutone utilizzando le radici di una pianta. Il dio Plutone, per ringraziarlo, rese Peon immortale, trasformandolo proprio nella pianta che lo aveva guarito: la peonia.

Le varietà arbustive della peonia resistono, in natura, a condizioni climatiche difficili. Sono longeve e possono raggiungere 1,50 metri di altezza. Fioriscono da fine marzo a maggio, a seconda del clima.

La peonia erbacea è una pianta resistente e robusta. Come specie selvatica si trova in Nord America, Europa e Asia. Nel clima mediterraneo e temperato, la pianta della peonia cresce bene a mezz’ombra, vicino a muretti e staccionate. È molto importante fornirle sempre il giusto concime. Il terreno non deve essere né secco, né troppo umido: su questo si basa la frequenza delle annaffiature.

In Occidente la peonia è simbolo di pudore e timidezza, di amore e di eleganza. Insieme alla rosa, è il fiore degli innamorati. Se di colore rosa, parla di un amore giovane, appena nato. Se rossa, simboleggia la passione amorosa.

Si regala una peonia per ringraziare qualcuno
per la calma e la serenità che trasmette

Dopo un mese di marzo molto difficile, vorrei regalare una peonia a chi mi è stato vicino, a chi mi ha capito e mi ha lasciato il mio tempo e il mio spazio. Vorrei regalare una peonia a chi ha lavorato per noi in questi giorni di distanziamento sociale e a chi è rimasto a casa per il bene di tutti.

Vorrei regalare una peonia a tutto il mondo per tornare alla calma, alla serenità, alla natura, all’amore e al rispetto per ogni creatura. Una Serna Pasqua a tutti voi

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La betulla, albero della primavera

La betulla è l’albero che simboleggia la primavera, la rinascita, la vita nuova. Con il suo tronco bianco splendente, ricco di protuberanze simili a degli occhi, questa specie è in grado di sopravvivere in condizioni avverse e colonizzare nuovi spazi liberi come pianta pioniera.

Le betulle hanno un portamento elegante. Vengono coltivate per la loro bellezza e raffinatezza. Hanno un ruolo importante nell’ambiente naturale: rendono più solidi i terreni freschi e sono dunque usate per consolidare le zone franose.

Le betulle hanno numerose proprietà terapeutiche: grazie a varie sostanze che contengono, possono depurare il sangue e la pelle, sono diuretiche ed antinfiammatorie. Utili anche per problemi legati a reumatismi ed artrite, sono utilizzate per curare la forfora e la caduta dei capelli

Gli alberi e le foreste hanno assunto diversi significati nei secoli, da luoghi oscuri e bui, a spazi per rilassarsi e ossigenarsi. Oggi si pratica lo Shinrin Yoku, il bagno nella foresta, e presto speriamo di tornare tutti ad un contatto più vero con la natura.

Nel post ti racconto di come è cambiato il significato della foresta nei secoli, della betulla come albero della primavera e delle sue proprietà terapeutiche.

Alberi di betulla

Alberi di betulla

Gli alberi, le foreste e i miti

Gli alberi sono creature che vivono da sempre accanto all’uomo. Esistevano sul nostro Pianeta prima che comparissero gli animali e sono tuttora in mezzo a noi. Gli alberi compongono la grande massa della Terra: quasi l’82% a confronto dello 0,3% della massa degli animali.

L’albero ha una sua struttura caratteristica. Da questa sua forma deriva il significato archetipico che gli è stato attribuito. Gli alberi sono ancorati alla terra grazie alle loro radici e tendono verso il cielo, verso l’infinito, con i loro rami e le loro chiome.

L’albero è simbolo della vita per l’ossigeno che è in grado di fornire a tutti gli animali. Sono gli alberi a fornirci frutti da mangiare e materie prime da utilizzare.

Gli alberi sono organismi secolari, hanno una struttura imponente e un’altezza notevole. Sono i guardiani del nostro mondo. Simboleggiano la possibilità di avere una lunga vita, ricca di persone e di eventi importanti e notevoli, con un’altezza che ci sprona a migliorare e a cercare sempre nuovi orizzonti e nuove vette.

La foresta è un insieme di alberi. Nei secoli passati alla foresta è stato attribuito un diverso significato. Nell’antichità, il suo fitto intreccio di rami, l’oscurità data dalla poca luce che attraversa le foglie, ha fatto sì che la foresta fosse considerata il simbolo di un luogo buio e pericoloso. Questo è quello che leggiamo in numerose favole, fiabe, miti e leggende.

Solo verso il XIX secolo, nell’epoca del Romanticismo, la foresta ha assunto un nuovo significato. Per i poeti, gli scrittori, gli artisti romantici, la foresta è un insieme di alberi che permettono di passeggiare, riposare, godere della bellezza della natura e dell’amore tra gli uomini. In questo periodo, gli scrittori sono rappresentati in un bosco, seduti su una panchina a osservare la natura e a creare odi e poesie o ad amoreggiare con una bella dama. Il bosco torna ad essere un luogo tranquillo, ideale per momenti di solitudine e per ammirare la bellezza della natura.

Nella nostra epoca, a partire dal Giappone, si è diffusa anche in Europa la pratica dello Shinrin Yoku, il bagno nella foresta. Abbiamo riscoperto la foresta, i suoi effetti terapeutici, il legame profondo tra noi e la natura.

Nell’attesa di poter tornare a passeggiare nel bosco, ti racconto dell’albero simbolo della primavera: la betulla.

Betulla - tavola botanica

Betulla – tavola botanica (foto©Pinterest)

La betulla: caratteristiche, simboli e proprietà terapeutiche

Betula (Betula, L. 1753) è un genere che comprende oltre 40 specie della famiglia delle Betulaceae. Si tratta di un insieme di piante diffuse nell’emisfero boreale.

Il loro nome deriva dal latino e dal gallico, ma la radice comune significa “bianco, splendente”

La betulla è un albero dal fusto bianco, slanciato e luminoso. Le sue foglie sono di un colore verde delicato. Cresce su terreni umidi, nelle radure, nelle paludi ma anche in terreni acidi, poveri e sabbiosi a seconda della specie.

Sono piante rustiche, in grado di resistere a condizioni ambientali avverse, alle gelate improvvise ma anche a lunghi periodi di siccità. Sono piante pioniere, in grado di occupare per prime suoli lasciati liberi da incendi o da disboscamento

Un’albero di betulla può vivere fino a 120 anni e raggiungere un’altezza di 30 metri.

Dalle foglie di un albero di betulla possono evaporare 50 litri di acqua al giorno, arrivando anche a 400 litri nelle giornate estive più calde.

Le betulle sono alberi eleganti. Sono coltivate per la loro bellezza, per l’eleganza delle foglie, per la corteccia dal colore bianco striato. Sono piante importanti perché possono rendere più solidi i terreni freschi: per questo sono utilizzate per consolidare le frane o per rinverdire e rimboscare i pascoli

In primavera la betulla produce foglie verdi, lucide, a forma di rombo, col margine dentato. I fiori maschili sono chiamati amenti, sono pendenti e dalla forma allungata

Simboleggia la primavera, la crescita, la giovinezza. È l’albero della nascita, della vita, della gioia.
Per il popolo dei Celti, la betulla è il simbolo di un nuovo inizio, come accade ogni anno, nella stagione della primavera. Veniva chiamato “l’albero di maggio” proprio per la sua fertilità e perché rappresenta il risveglio della natura.

Le proprietà terapeutiche della betulla sono conosciute da molti secoli. Depura il sangue e la pelle, ha un’azione antinfiammatoria e diuretica. Le tisane a base di betulla sono consigliate per chi ha problemi di reumatismi, artrite, gotta e calcoli biliari o renali. I principi attivi della betulla sono utilizzati anche contro la forfora e la caduta dei capelli.

La betulla, albero bello ed elegante, ci conduce verso la rinascita, nella primavera.

Questa specie di albero sembra che abbia ispirato molti poeti. Pablo Neruda ha dedicato alla betulla una poesia che inizia così:

“Come la pelle della betulla
sei argentea e odorosa:
Devo contare sui tuoi occhi
Per descrivere la primavera”

Conosci l’albero della betulla e le sue proprietà terapeutiche? Sai una favola o una leggenda che ne parla? Raccontamela, se ti fa piacere, nei commenti.

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Blog in Rete: Giornalismo costruttivo con Assunta Corbo

Blog in Rete è un percorso per blogger pensato per migliorare la scrittura, la SEO, l’utilizzo dei social network. A febbraio abbiamo incontrato Assunta Corbo che ci ha parlato del giornalismo costruttivo.

Il progetto Blog in Rete nasce da un’idea di Giulia Bezzi di SeoSpirito, Società Benefit srl, in collaborazione con &Love e Scoprirecosebelle.

Nei precedenti incontri abbiamo parlato di:
Business Model Canvas
Personal Branding
Scrittura per per copywriter

In questo quarto appuntamento la giornalista Assunta Corbo ha trattato il tema del giornalismo costruttivo: di cosa si tratta, quali sono i principi sui quali si fonda e come si costruisce un articolo o un’intervista secondo questo modello di giornalismo.

Blog in Rete: Giornalismo Costruttivo con Assunta Corbo

Blog in Rete: Giornalismo Costruttivo con Assunta Corbo

Blog in Rete: quarto incontro

Blog in Rete a febbraio ci ha fatto conoscere Assunta Corbo e il giornalismo costruttivo. La giornata è iniziata con le parole di Assunta a proposito di giornalisti e blogger: non serve fare distinzione tra la figura del blogger e quella del giornalista, entrambi si occupano di comunicazione.

Mi sono piaciute le frasi che ha dedicato a noi blogger e voglio condividerle con voi:

La forza del blogger è quella di dare risposte al lettore
Il blogger si specializza su un tema
Il blogger sa parlare a voce bassa, comunicare valore e speranza

Le riflessioni dalle quali siamo partite riguardano il mondo della comunicazione. Nei giornali, nei telegiornali, nei siti e anche nei blog le notizie in prima pagina parlano di catastrofi, omicidi, violenza, egoismo.

Ma sarà vero che le notizie che trattano questi argomenti sono quelle che interessano maggiormente il lettore?
Se chiediamo alle persone quali notizie vorrebbero leggere, ci sentiamo rispondere che sono stanche di leggere articoli che raccontano un mondo disumano, pieno di egoismo e violenza. Invece vorrebbero articoli che, una volta letti, facciano stare bene.

Un argomento che tratto nel mio blog è il cambiamento climatico. Assunta Corbo ha preso proprio questo tema come esempio. Il cambiamento climatico esiste, non possiamo e non vogliamo negarlo. Però possiamo prendere atto del problema e della sua gravità, agire, pensare a possibili soluzioni. In questo modo troveremo che esistono molte risposte e magari sono state già applicate in qualche Paese che ce le può raccontare, con i dati, attraverso i risultati raggiunti e i margini di miglioramento possibili. Ecco, questo è un esempio di giornalismo costruttivo che anche i blogger dovrebbero praticare.

Cosa possono fare i blogger per scrivere i loro post secondo i principi del giornalismo costruttivo?

  • Mettere online contenuti di qualità
  • L’obiettività è impossibile: ognuno scrive un articolo in base ai propri studi, alla propria esperienza, alle proprie emozioni.
  • Essere onesti: dire che il nostro è solo uno tra i tanti possibili punti di vista, quello che sentiamo maggiormente e che vogliamo raccontare e condividere.
  • L’informazione deve arrivare al lettore e arricchirlo.
  • Il lettore non è abituato al giornalismo costruttivo: ognuno di noi dovrà fare un grande lavoro ed educare il lettore a selezionare l’informazione di qualità e ad essere più consapevole.

Giornalismo costruttivo

Il Giornalismo costruttivo nasce in Nord Europa nel 2012. Il termine Constructive Journalism è del 2017, coniato della giornalista Cathrine Gyldensted e dalla ricercatrice universitaria Karen McIntyre. In Danimarca, in questi stessi anni, Urlik Haagerup fonda il Constructive Institute per formare i nuovi giornalisti che si vogliono avvicinare a questo nuovo tipo di narrazione.

Il giornalismo costruttivo si basa sulla psicologia positiva del professor Martin Seligman (1998). La sua idea iniziale era quella di “sostituire l’insistenza nella diffusione di notizie negative con l’intento concreto di fornire visioni più complete, costruttive e possibiliste”

Quando si scrivono articoli di giornalismo costruttivo, si dà valore ai sentimenti umani, il focus del discorso è spostato verso l’empatia, il rispetto, la gratitudine.
Un giornalismo di questo tipo è affascinante: in questo blog la parola rispetto per tutti gli esseri viventi si trova in ogni post.

Da cosa partire per scrivere un articolo di giornalismo costruttivo?
Il professor Seligman ha usato uno schema medico, di psicologia, adattandolo al giornalismo costruttivo. Lo schema si chiama PERMA e prende il nome dalle iniziali delle parole inglesi corrispondenti:

P = prestare attenzione alle notizie positive (dal termine inglese Positive emotions)
E = coinvolgimento (da Engagement)
R = significato (da positive Relationship)
M = relazioni (da Meaning)
A = realizzazione (da Accomplishments)

Per costruire un racconto costruttivo occorre quindi:

  • Prestare attenzione alle notizie positive
  • Raccontare storie di persone che si dedicano con gioia ed entusiasmo ad un’attività
  • Parlare di fatti che ci ricordano, di come tutti noi siamo collegati su questo Pianeta
  • Preferire il racconto di relazioni positive, costruttive, utili
  • Narrare storie che raccontano come è stato raggiunto un sogno, un grande obiettivo.

Le cinque W del giornalismo al quale siamo abituati (why, where, what, when, who) non sono più sufficienti: così si narrano fatti sterili e non si dà una prospettiva sul futuro.

Occorre porre la domanda principale del giornalismo costruttivo: What now? Cosa fare ora? In che modo? Chi lo ha già fatto, che risultati ha ottenuto?

Nel giornalismo costruttivo non si punta più sulle breaking news, ma, al contrario, si dà valore e senso alla storia e alla vita del lettore. Quello che interessa veramente al lettore è la realtà nel suo complesso. Sapere che per un problema ci sono più soluzioni possibili. Sapere che c’è gente che ha già messo in pratica queste soluzioni e spesso ha ottenuto dei buoni risultati. Noi non siamo impotenti davanti ai mali della società: c’è sempre una soluzione, c’è sempre qualcosa che possiamo fare.

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Coronavirus e animali domestici: nessun rischio contagio

Gli animali domestici non trasmettono il Coronavirus. Non c’è nessun rischio contagio da parte di cani e gatti verso l’uomo ma occorre mettere in pratica buone regole di igiene e di comportamento. Ecco 5 suggerimenti utili e risposte a domande frequenti su come comportarsi in queste settimane per chi vive con un animale domestico.

Il Coronavirus è arrivato in Italia e tutti stiamo osservando un periodo di forti restrizioni che ci hanno fatto cambiare il nostro stile di vita. I Decreti Legge si susseguono a breve distanza e spesso è difficile capire come comportarsi. Leggendo le ultime disposizioni di legge e gli articoli dei principali quotidiani ho raccolto alcuni consigli e risposte alle domande più comuni a proposito di animali domestici e Coronavisus.

Coronavirus e animali domestici: nessun rischio contagio

Coronavirus e animali domestici: nessun rischio contagio

Cinque regole di comportamento per chi vive con cani e gatti

Il Coronavirus è arrivato in Europa e in Italia dalla Cina. Ormai è quasi sicuro che dai pipistrelli abbia fatto un salto di specie per arrivare all’uomo. In un mondo in cui animali selvatici ed esseri umani sono sempre più a contatto, questo contagio ci fa riflettere sull’importanza di proteggere la biodiversità.

Dopo aver compreso la sua origine, molti di noi si chiedono se questo tipo di virus può passare dai cani e dai gatti, i nostri più comuni animali domestici, all’uomo.

Il World Small Animal Veterinary Association (WSAVA) ha pubblicato un articolo sul proprio sito nel quale si legge che:

“Attualmente non ci sono prove che gli animali domestici possano essere infettati da questo nuovo Coronavirus”

Molti veterinari, intervistati sul tema del Coronavirus, affermano senza dubbio che questo tipo di virus non si trasmette dai cani e dai gatti verso l’uomo.

Al contrario il virus potrebbe essere trasmesso dagli uomini ai cani e ai gatti. Sembra essere questo il caso del cane trovato leggermente positivo al Covid-19 ad Hong Kong. Ulteriori studi hanno messo in luce che la padrona del cane, una donna 60 enne, ha trasmesso il Coronavirus al suo animale domestico, durante il periodo della sua malattia.

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