curiosa di natura

Settimana di orsi e di foche

La settimana è iniziata con una buona notizia per gli orsi in Vietnam e una meno bella per un orso in Italia. E poi si parla anche del ritorno delle foche e della crisi idrica del nostro Paese.

Chiuse le fattorie della bile in Vietnam. La crudele pratica di allevare orsi per estrarre la loro bile sembra avere i giorni contati in Vietnam. Gli allevamenti erano considerati illegali già dal 1992, ma sembra che solo ora il divieto sarà fatto rispettare anche nella pratica, non solo in teoria. La situazione resta tragica in altri paesi, quali la Cina, che conta ancora 10.000 esemplari in gabbia per un’assurda antica tradizione, come si legge in questo articolo. Se invece volete leggere un bel romanzo che ne parla e che mi ha fatto scoprire un mondo così crudele – purtroppo – ecco il mio suggerimento di lettura.

Torna la foca monaca alle Isole Egadi. Una buona notizia per le bellissime Isole Egadi. Dopo molti anni di assenza è stata avvistata nuovamente la foca monaca. Il Progetto Rio Mare ha dato tanti buoni risultati: pesca a strascico illegale ridotta dell’85% e 21 tartarughe marine salvate. La foca monaca è stata nuovamente avvistata nelle grotte di queste isole. È una delle specie più protette al mondo e ne resterebbero solo 400 esemplari circa nel nostro Mar Mediterraneo. Maggiori dettagli in questo articolo. 

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Chiuse in Vietnam le fattorie della bile, mentre in Italia si cerca l’orso del Trentino che ha ferito un uomo

And the winner is… Essen. Essen è la European Green Capital 2017. Dal carbone e dall’acciaio, antiche industrie di quest’area, al premio di capitale green per l’ambiente. Grazie ad un progetto di rigenerazione e riqualificazione urbana, questa cittadina della Germania si è classificata al primo posto tra le città green – come potete approfondire qui. Piste ciclabili lungo i vecchi tracciati della ferrovia, bonifiche delle acque e del suolo, riconversione delle aree industriali, partecipazione della popolazione. Tutto questo ha permesso a Essen di vincere per questo 2017 l’ambito premio.

#NessunoTocchiOrso. Questo è l’hasthtag che gira online in queste ore e che ci riporta al caso dell’orsa Daniza. In Trentino, un orso ha attaccato e ferito un uomo, non gravemente. L’orso è stato subito classificato come “pericoloso” e ognuno ha preso la sua posizione pro o contro. Associazioni e privati esprimono la loro opinione, come si può leggere qui. Le indagini proseguono. Staremo a vedere. Sarà necessario abbattere l’orso (forse di tratta di una mamma con cuccioli)? Speriamo sia possibile salvare quest’animale già molto minacciato dal cambiamento climatico, dalle leggi e dal comportamento dell’uomo.

Italia, tra siccità e razionamento dell’acqua. Intanto nel nostro Paese, ben 10 Regioni su 20 hanno chiesto lo stato di calamità a causa della siccità, come potete leggere qui Tutto ciò mi fa tornare in mente alcuni anni in vacanza nel Sud quando occorreva risparmiare e fare la doccia velocemente e solo in certi orari. Poche piogge, siccità, e anche i grandi fiumi del nord, come il Po, si ritrovano quasi a secco. Una situazione difficile, con tanti danni per agricoltura e allevamento e per la popolazione. Un nuovo problema peri il nostro Paese e per altri che si trovano a combattere con i danni causati dal cambiamento climatico.

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Maryam, gatti e incendi in Italia

In queste giornate di luglio, leggendo le notizie, ne ho trovate alcune green che mi hanno colpito. Ecco qualche curiosità green della settimana

Addio Maryam. Qualche giorno fa ho letto della morte, a soli 40 anni per una malattia, della matematica Maryam Mirzakhani. L’unica donna ad ever vinto l’equivalente del Premio Nobel per la matematica: la Fields Medal. Nata in Iran è riuscita a realizzare molti sogni, quasi impensabili per una donna in quell’area geografiche del nostro Pianeta. Tra le prime ragazze a partecipare, al liceo, alle olimpiadi della matematica e a vincere la medaglia d’oro nel 1994. Si laurea e poi si trasferisce ad Harvard negli Stati Uniti.
Mi hanno colpito alcune sue parole in questo articolo:

Maryam si definiva una pensatrice lenta

Non sempre occorre essere veloci e arrivare per primi per avere successo o essere felici. A volte vale la tecnica della maratona: muoversi a passo costante, ma muoversi, e arrivare al traguardo.

Condannato a 16 anni per aver ucciso 21 gatti. Anche questa notizia mi ha fatto pensare. Robert Roy Farmer, un uomo di 26 anni che vive in California, Stati Uniti, è stato condannato a 16 anni di prigione per aver sottratto dalle abitazioni, torturato e ucciso 21 gatti. Condannato per crudeltà verso gli animali (compresi abusi sessuali) e per aver agito sotto l’azione di droghe, si è dichiarato colpevole.
Una pena troppo severa? Oppure giusta? Chissà, tutto dipende dall’insieme delle Leggi di un Paese. E in Italia, per il maltrattamento di animali, cosa si rischia? Una notizia che ci fa riflettere.

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L’italia di questi giorni colpita da siccità e gravi incendi

Incendi e alluvioni in Italia. L’Italia in questo mese di luglio è stata colpita da numerosi incendi: Sardegna, Sicilia, Campania e infine Toscana. Dopo gli incendi, in Sicilia, è arrivato anche il maltempo nelle isole Eolie e verso la Calabria, con alluvioni e allagamenti. Ad Ostia (ma anche in altre zone) ho letto di una tromba d’aria, evento davvero raro nel nostro Paese prima degli anni duemila.

I danni sono numerosi per l’uomo, ma anche per l’ambiente. Molti ettari di bosco, alberi, prato, arbusti, andati distrutti. Per non parlare della morte di tanti animali e dei molti costretti a fuggire e a invadere nuovi habitat con conseguenze per la flora e la fauna già esistente nel nuovo areale.

Purtroppo la colpa va all’azione dei piromani, ma è anche il clima che cambia, è già cambiato, come molti studiosi e scienziati ci fanno notare da parecchi anni ormai. E lo vediamo dai gravi problemi di siccità che colpiscono, non solo il Sud, ma anche il Nord, e dal verificarsi di eventi estremi come alluvioni, trombe d’aria, grandinate.

Forse serviva questo per rendercene conto. Anche se, di questi estremismi e del clima tropicale, faremo volentieri a meno. Speriamo di essere ancora in tempo per invertire la rotta

L’orto attivo ci salverà. Il clima cambia e l’agricoltura si adegua e promette di essere la nostra salvezza. Ecco allora l’orto attivo e la rivoluzione dell’agricoltura bioenergetica come è spiegato in questo articolo.

I metodi tradizionali di coltivazione e lavorazione del terreno impoveriscono il suolo. I concimi chimici distruggono la terra e non permettono la sua rigenerazione. Nell’orto bioattivo il terreno non si compatta, è aerato, e la copertura organica in superficie lo rende fertile e si crea l’habitat ideale per ogni organismo vivente, non solo per gli ortaggi che andiamo a coltivare.

Ecco qualche curiosità green di questa settimana di luglio. Se ti fa piacere, lascia un tuo commento al post. Buona estate :-)

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Virna, la “figlia del vento” salvata dalle corse in Irlanda

Per la rubrica “Li abbiamo aiutati così” Valentina ci racconta le sue avventure con Virna e ci fa conoscere il GACI – Greyhound Adopt Center Italy. Una storia d’amore a sei zampe.

“Che bel cane, è un levriero da corsa, vero?” – “Sì, è un levriero, però a dire il vero l’ho salvato dalle corse.” – “Salvato? Perché?”.
Questa conversazione-tipo è un disco rotto delle passeggiate insieme alla Virna: quante volte l’ho vissuta, quante volte ho risposto a quel “perché?” dovendo scegliere le parole giuste per il mio interlocutore. A volte è un signore anziano che ha voglia di scambiare qualche parola con qualcuno, allora gli dico soltanto che in Irlanda, il posto da dove arriva la Virna, i levrieri non sono trattati molto bene e invece sono tanto buoni e dolci. A volte è un esperto cinofilo, che però non capisce granché di levrieri (in primis che non esiste la categoria del cane “da corsa” e che i levrieri sono quasi tutti cani da caccia). A volte è una ragazza che li adora per la loro eleganza e che non sapeva si potessero adottare. Mentre io rispondo, la Virna sta lì ferma e ascolta con aria indifferente, come si conviene al carattere riservato dei levrieri. A volte, invece, si avvicina scodinzolando e con la testa protesa per dare dei bacini: allora capisco che il mio interlocutore ama i cani, perché i levrieri hanno una sensibilità fuori dal comune e leggono nel cuore di chi hanno di fronte.

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Con questo sguardo come avrei potuto non ritrovare il sorriso?

Perché dico di avere salvato la Virna?
La Virna è un greyhound (levriero inglese a pelo raso) proveniente dall’Irlanda: è uno dei circa 30.000 levrieri allevati per le corse. Lassù l’industria delle corse è come il calcio da noi: una tradizione senza cui gli Irlandesi non potrebbero concepire il loro Paese, disseminato di cinodromi, dove i levrieri vengono costretti a correre davanti agli occhi di migliaia di persone che hanno scommesso su di loro.
I levrieri in Irlanda servono soltanto a questo: a correre e fare guadagnare soldi ai proprietari. Se vincono, corrono fino a 4 anni, poi la loro carriera finisce. Quando sono poco più che cuccioli vengono testati in pista e lì si decide il loro destino. Se non vincono, vengono scartati. Se si infortunano, vengono scartati. Se finiscono la carriera, vengono scartati. Diventano cani inutili, una spesa che per i proprietari non ha senso sostenere: per un grey scartato, ce ne sono centinaia, migliaia pronti a rimpiazzarlo. Il destino di uno scarto è uguale per tutti: finire nella spazzatura. I greyhound scartati vengono uccisi, soltanto i più fortunati con un’iniezione.

Una simile barbarie non poteva lasciare indifferente la civilissima Europa, dove sono nate numerose associazioni che si occupano di dare in adozione i greyhound scartati. Io mi sono rivolta al GACI – Greyhound Adopt Center Italy , la prima associazione nata in Italia: alla chiusura del cinodromo di Roma nel 2002, un gruppo di volontari si è battuto, anche contro le difficoltà burocratiche, per salvare i 370 greyhound del cinodromo. Da allora più di tremila levrieri (greyhound e galgo) grazie al GACI hanno trovato una famiglia che li ha accolti e amati.

La Virna è arrivata nel dicembre 2014, in un momento in cui essere felice mi sembrava una utopia. Avere il cane è sempre stato il mio sogno fin da bambina, quando passavo ore guardando i documentari in televisione (per me Piero Angela è quasi una figura paterna) e il weekend tra fattorie e maneggi. Non ho mai avuto l’album delle figurine Panini: io avevo l’album delle figurine del WWF.
Non l’ho mai avuto, il cane, però sapevo che prima o poi avrei realizzato il mio sogno. E così è arrivata la Virna nel giorno di Santa Lucia, a riportare la luce nella mia vita. Che da quel giorno non è più stata la stessa e di questo ringrazio ogni giorno lei, per avermi fatto rinascere, e il GACI, per avermi affidato il cane perfetto per me: io e lei siamo uguali in moltissimi aspetti e con il passare del tempo diventiamo sempre più simili. Non soltanto perché entrambe siamo alte e magre (anche se lei è molto più magra e muscolosa di me)

Siamo riservate con gli estranei, ma affettuose con chi consideriamo la nostra famiglia. Siamo testarde, non amiamo le imposizioni, a volte siamo capricciose. Ci piacciono le coccole, le passeggiate e le dormite. Ci piace stare in compagnia, ma siamo anche gelose dei nostri spazi. E poi siamo golose, curiose, un po’ matte. Ci piacciono le novità, i cambiamenti non ci spaventano…ma ammetto che la Virna è molto più coraggiosa di me! Fin dal suo arrivo ha sempre affrontato tutto con coraggio e con la voglia di conoscere tutto quello che faceva parte della sua nuova vita. Quando è arrivata non conosceva le scale, non aveva mai visto altri cani oltre ai suoi simili, non conosceva le strade e i rumori della città, non scendeva dalla macchina. Dopo qualche giorno si era già ambientata e mi ha spinto a crescere come individuo. Mi ha messo alla prova su tutto: soltanto quando sono cambiata e le ho dimostrato che poteva affidarsi a me perché ero in grado di essere la sua guida, il nostro rapporto è diventato davvero simbiotico.

E così ho deciso di aprire un blog in cui parlo di noi due, di levrieri e delle nostre piccole avventure quotidiane. L’ho chiamato I diari di ViVa : ViVa sono le iniziali dei nostri nomi e “viva” è una parola che ha un bel significato ed è esattamente come mi fa sentire la Virna da quando ha fatto irruzione nella mia vita. Ogni giorno insieme a un levriero rescue riserva delle sorprese ed è un’avventura, un viaggio meraviglioso che si fa a sei zampe.
La Virna mi insegna ogni giorno a essere migliore e dopo due anni e mezzo mi stupisce ancora mostrandomi un lato della sua personalità che ancora non mi aveva fatto conoscere.
Io l’ho salvata dall’Irlanda, ma lei mi salva ogni giorno.

Ti è piaciuta la storia di Vale e Virna? Hai salvato anche tu una specie animale o vegetale? Sei un’azienda che cerca di recuperare il buono, il bello ed il sano che la natura può donare? Partecipa alla rubrica “Li abbiamo aiutati così” col tuo racconto. Leggi qui come fare. Aspetto nuove storie :-)

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Vacanze a quattro zampe

Siamo in estate e per chi ha un cane o un gatto si ripresenta il problema di trovare la giusta struttura turistica. Un sguardo sulla situazione italiana, secondo i dati del portale Vacanze Animali

L’Italia non rientra nella top ten dei 10 Paesi pet-friendly. Ho raccontato la situazione degli animali domestici in Italia e in Europa in questo post.

L’ambito turistico. Se guardiamo all’Italia dal punto di vista del turismo, per chi viaggia col proprio animale domestico la situazione è migliore rispetto alla classifica generale. Sul sito Airbnb, per esempio, sono presenti più di 100.000 annunci di alloggi nei quali gli animali di famiglia sono i benvenuti. Accanto a questo dato favorevole, ENPA ci ricorda che anche gli abbandoni estivi degli animali domestici sono diminuiti, confrontando i dati del 2016 con quelli del 2015.

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Estate, tempo di vacanze. Com’è la situazione in Italia per chi viaggia col proprio pet?

Il turismo a quattro zampe nel 2017. Da una ricerca fatta da Aidaa ci sono 10.000 strutture pet-friendly in montagna (soprattutto in Trentino Alto-Adige) Questo dato è positivo, ma non tutte le regioni italiane si trovano nella stessa situazione. I trend delle ricerche su Google ci dicono che chi vive in alcune regioni è molto attivo nella ricerca online di strutture che accolgono animali.

In queste regioni si trova tra l’altro il maggior numero di strutture ricettive che accettano animali:

Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Lazio

Purtroppo la situazione di gran parte delle regioni del centro-sud Italia non è così positiva. Peccato, perché le regioni del centro-sud sono tra le più ambite per trascorrere periodi di vacanza al mare. Spesso, però, non trovando strutture adatte ad accogliere il proprio animale di famiglia, i proprietari sono disposti anche a cambiare regione o destinazione, a scegliere la montagna al posto del mare, o il Nord al posto del Centro-Sud.

Viaggiare con gli animali. Cani e gatti possono viaggiare in treno e in aereo, a patto che siano in regola con le normative vigenti. Le regole per i Paesi dell’Unione Europea sono diverse da quelle dei Paesi Extra-Europei: informatevi bene prima di affrontare qualsiasi viaggio all’estero.

Le spiagge italiane. In Italia non c’è una regolamentazione valida a livello nazionale per quel che riguarda l’accesso dei quattro zampe alle spiagge. La competenza spetta ai singoli Comuni. Recentemente QuattroZampe ha proposto un proprio approfondimento che segnala agriturismi adatti ai nostri amici animali. Anche questo post dà alcuni consigli per chi sta cercando una spiaggia che accolga i cani.

Cosa ne pensano le strutture ricettive? Il sito VacanzeAnimali ha somministrato ai propri iscritti (150 strutture) un questionario. Le strutture registrate sul sito si trovano per il 47% al Nord, il 37% al centro e il 16% al Sud Italia. Il 28% di queste strutture ha una clientela con animali che incide per il 20-50% del totale dei propri clienti, mentre per il 19% delle strutture le famiglie con animali ospitate incidono oltre il 50% sul totale.

Quali sono le richieste più comuni di chi viaggia con il proprio animale domestico? Una camera con balcone o giardino privato, l’accesso anche per gli animali alle zone comuni (ristorante, strutture per lo sport…), la vicinanza di spiagge accessibili ai cani.

E i problemi più comuni? Le lamentele dei clienti senza animali, i danni causati dagli animali a persone o cose, i costi aggiuntivi.

Il 50% di queste strutture ha un regolamento interno da far rispettare a chi è col proprio cane o gatto che prevede l’utilizzo della museruola e del guinzaglio per i cani e la certificazione delle vaccinazioni fatte.

Alla domanda: “Raccontaci la tua esperienza”, domanda posta alle 150 strutture ricettive che hanno compilato il questionario, il 90% delle strutture ha dichiarato che:

“il vero problema da affrontare non sono gli animali, ma le persone”

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(foto©VacanzeAnimali.it) Una frase un po’ provocatoria, tratta dalla presentazione fatta da Vacanze Animali alla BIT Milano

Per concludere, non è ancora facile viaggiare e fare vacanza con cani e gatti in Italia. Ci sono ancora molte differenze tra le varie zone geografiche, ma tanto è stato fatto. Sono molte le strutture che ospitano animali e i proprietari dei quattro zampe sono molto soddisfatti dell’accoglienza e del soggiorno tanto da diventare clienti abituali.

E tu, viaggi con un cane o con un gatto? Qual è la tua esperienza, in Italia o all’estero?

*nota* I dati di questo post sono tratti dalla presentazione (gentilmente concessa da VacanzeAnimali) “Strutture ricettive a prova di zampa” che ho seguito lo scorso aprile presso BIT Milano, presentata dallo staff del sito Vacanze Animali 

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Boonrod e la Soi Dog Foundation

Per la rubrica “Li abbiamo aiutati così” Paola Tonussi ci racconta del salvataggio del cane Boonrod e della Soi Dog Foundation

La mia storia con Boonrod
Boonrod è un cane e il suo nome significa “colui che si è salvato”. Boonrod è stato liberato dalla Fondazione Soi Dog e dalla polizia tailandese nel gennaio del 2015, dopo che tutti i suoi compagni erano stati uccisi sotto i suoi occhi dai contrabbandieri.
Boonrod doveva essere l’ennesima vittima del DMT (Dog Meat Trade, o Traffico della carne e pelle di cane e gatto) che, nel sud-est dell’Asia, uccide ogni anno dai 30 ai 50 milioni di cani e altrettanti gatti, oltre il 75% dei quali sono animali domestici.

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Boonrod al momento del salvataggio, chiuso nella gabbia, in attesa di essere ucciso
(foto©PaolaTonussi. Foto gentilmente concessa da Paola Tonussi per questo articolo)

Soi Dog Foundation
Soi Dog Foundation è un’organizzazione no profit, legalmente registrata, che agisce in Tailandia, negli Stati Uniti, in Australia, nel Regno Unito, in Canada, Olanda e Francia. Aiuta i cani e i gatti di strada, quelli senza casa, abbandonati e maltrattati.
L’organizzazione opera per porre fine al commercio di carne di cane all’interno di queste nazioni e per aiutare gli animali nei disastri e nelle emergenze.
Non descrivo tutte le torture che questi animali subiscono: trasporto in gabbie strette, maltrattamenti, sofferenze, morti atroci. Forse conoscete il triste evento del festival di Yulin, non solo un evento, ma una realtà che si ripete durante tutto l’anno e in tante altre località dell’est asiatico.
Il commercio della carne di cane è un dramma ancora poco conosciuto qui in Italia. Raccontando la mia storia e quella di Boonrod vorrei fare luce su questo problema e sensibilizzare chiunque ami i cani e i gatti.

Ci sono anche buone notizie.
Grazie alla Soi Dog, dal 2014 la Tailandia ha una Legge per la protezione animale, che ha reso il DMT illegale: un ottimo risultato, essendo la prima legge in assoluto, in questo ambito, approvata nel sud-est dell’Asia. Un risultato ottenuto partendo dalla petizione di un milione di firme raccolte grazie all’impegno di tutti i collaboratori, volontari e sostenitori della Soi Dog.

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Boonrod nella sua nuova vita con Paola
(foto©PaolaTonussi. Foto gentilmente concessa da Paola Tonussi per questo articolo)

Io sono Paola Tonussi e Boonrod è stato adottato da me. Viviamo in Italia, a Verona e la sua storia è diventata un libro il cui titolo porta il suo nome: Boonrod, appunto.
Il libro è stato tradotto anche in inglese ed è in vendita nello shop on line di Soi Dog. I proventi delle vendite sono devoluti alla stessa Soi Dog per aiutare a combattere il DMT.

Anche in Italia è presente un Gruppo Facebook di Sostenitori Italiani della Fondazione Soi Dog (per farvi parte chiedere l’amicizia FB a Paola Tonussi o Donna Freelove)

Ho partecipato alla rubrica “Li abbiamo aiutati così” per far conoscere la drammatica situazione in cui vivono ancora oggi i gatti e i cani in molte zone del mondo. L’incontro con Boonrod ha cambiato e arricchito la mia vita e ora mi piacerebbe cambiare anche quella di molti altri esseri viventi grazie alla mia collaborazione con la Fondazione Soi Dog.

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Boonrod nella sua nuova vita con Paola e Nicola
(foto©PaolaTonussi. Foto gentilmente concessa da Paola Tonussi per questo articolo)

Ti è piaciuta la storia di Boonrod? Hai salvato anche tu una specie animale o vegetale? Sei un’azienda che cerca di recuperare il buono, il bello ed il sano che la natura può donare? Partecipa alla rubrica “Li abbiamo aiutati così” col tuo racconto. Leggi qui come fare. Aspetto nuove storie :-)

Perché guardiamo gli animali?

“Perché guardiamo gli animali?” è il libro di John Berger che ci fa riflettere sull’uomo e sulla natura attraverso dodici racconti che parlano di diverse specie animali.

Perché guardiamo gli animali? è un libro scritto da John Berger che ha come sottotitolo “Dodici inviti a riscoprire l’uomo attraverso le altre specie viventi”. Dodici racconti che ci fanno riflettere sugli animali e ci fanno pensare all’uomo attraverso il confronto con le altre specie viventi.
Vi racconto, in sei punti, i pensieri e le riflessioni principali che mi sono venute in mente leggendo il libro.

Perché guardiamo gli animali?

Perché guardiamo gli animali? Il libro di John Berger

1 . Trappola e libertà è il titolo di un racconto. Un uomo vuole catturare dei topi che entrano nella sua casa e decidere di utilizzare una trappola col formaggio, una di quelle classiche trappole per topi. Ma succede un fatto che lascia l’uomo perplesso: quando il topo entra nella trappola e questa si chiude, quando l’animale capisce di essere imprigionato in una scatola senza via d’uscita, non ha più fame. Il formaggio resta sempre intatto. Prevale nel topo il senso della prigionia. L’uomo ne rimane colpito e decide di non uccidere i vari topi che ha catturato in casa con questo sistema ma di liberarli in un campo vicino. L’uomo si immedesima nel topo, ed è come

“Un prigioniero che realizza un sogno di felicità”

2. La bellezza ci commuove. Nel racconto “L’uccello bianco” si tratta il tema della bellezza. Viviamo in un mondo di sofferenza, il male dilaga, bisogna resistere e trovare la speranza. Ma dove? Nella bellezza. La bellezza è un’eccezione, perciò ci commuove.
Il concetto di bellezza dipende dal periodo storico nel quale viviamo e dalla cultura, ma ci sono delle eccezioni, delle cose che tutti, in ogni parte del mondo e in ogni epoca storica, trovano belle: il mare, la luna, i fiori, gli animali.

“L’emozione che proviamo di fronte a un oggetto creato dall’uomo è un derivato dell’emozione che proviamo davanti alla natura”

3. Il rapporto uomo – natura Se ne parla nel racconto “Aprire un cancello”. Gli animali, all’origine, erano il primo cerchio attorno all’uomo e gli uomini dipendevano dagli animali. Nei secoli questo rapporto si è perso, è cambiato e l’uomo ha costretto gli animali dentro delle categorie, a proprio piacimento. Oggi ci sono animali addomesticabili, specie alimentari e specie magiche.

4. Perchè guardiamo gli animali? È il racconto che dà il titolo al libro e che ispira molte riflessioni sullo sguardo, su come ci guardiamo a vicenda, noi e gli animali.
Gli animali non ci guardano con occhi diversi rispetto a come si guardano tra di loro. Però sono vigili e diffidenti verso l’uomo. Manca un linguaggio comune tra uomo e animali.

L’uomo si distingue dagli animali perché sa pensare per simboli e perché ha sviluppato un linguaggio, anche se i primi simboli usati dal linguaggio umano erano proprio degli animali.

La storia ci racconta che l’uomo viveva in armonia con la natura e con gli animali fino all’epoca di Cartesio e dell’animale-macchina. Poi gli animali sono stati considerati materia prima per il lavoro, per la compagnia, per l’alimentazione. Ora sono un prodotto industriale. Le tecniche di condizionamento sociale si basano su esperimenti fatti sugli animali.

Gli animali erano presenti in ogni famiglia. Da sempre, però, l’ideologia era una sola: ad essere osservati erano solo gli animali. L’ uomo non pensa che viene a sua volta ossservato dagli animali stessi. Riconosciamo che la natura è un valore, ma questo è proprio all’opposto del pensiero delle istituzuoni sociali. Oggi gli animali sono come il popolo minuto: stanno scomparendo.

5. Gli zoo. Se ne parla all’interno del racconto “Perchè guardiamo gli animali?”. Gli zoo nascono nelle capitali europee attorno alla fine del 1700 (uno dei primi zoo nati in Europa è il Jardin des Plantes di Parigi del 1793) per dare prestigio alla città e alla nazione stessa.

Oggi tutti sappiamo che gli animali negli zoo non sono liberi, ma si trovano in uno stato di reclusione totale. Vivono la dipendenza e l’isolamento. Non si interessano più a quello che accade attorno a loro, ma assumo un atteggiamento che è esclusivo dell’uomo: l’indifferenza.
Come ci insegna Desmond Morris nei suoi libri, il comportamento innaturale degli animali in cattività ci aiuta a comprendere, accettare e superare lo stress di vivere nelle società consumistiche.

6. Lo sguardo. Quello che ci rende consapevoli che anche gli animali sono esseri viventi come noi, che provano le nostre stesse emozioni, è il loro sguardo.

Allo sguardo degli animali è dedicata la poesia “Loro sono le ultime” che recita, tra gli altri versi:

“… Ora che non ci sono più
è la loro resistenza a mancarci.
A differenza dell’albero
del fiume o della nuvola
gli animali avevano occhi
e nel loro sguardo
c’era permanenza…”

Libro: John Berger – Perché guardiamo gli animali? Dodici inviti a riscoprire l’uomo attraverso le altre specie viventi – Il Saggiatore – 2016 – pagine 120 – prezzo di copertina 16€

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