curiosa di natura

Climatizzatori, ecologia e sostenibilità

Se state pensando di acquistare un climatizzatore questa è la stagione giusta. Nel post trovate alcuni consigli su ecologia, sostenibilità e risparmio per indirizzarvi nella scelta del vostro nuovo impianto

Il climatizzatore è un apparecchio sempre più presente nelle nostre abitazioni. Le ultime estati ci hanno portato un caldo umido, spesso davvero insopportabile, che ci fa pensare di installare – o sostituire – un climatizzatore in vista della bella stagione che tutti stiamo aspettando.

Il climatizzatore è una macchina termica. Funziona in base allo stesso principio dei comuni frigoriferi. All’interno del climatizzatore si trova un gas refrigerante. Questo gas lavora ad una pressione superiore a quella atmosferica così da sottrarre calore e umidità all’aria dell’ambiente, rendendo le nostre stanze meno umide e più fresche.

In pratica, un liquido a bassa pressione e a bassa temperatura viene portato in circolo attraverso i tubi. Grazie all’evaporatore, il liquido evapora e passa dallo stato liquido a quello di gas. Durante questo processo assorbe calore e raffredda l’aria della stanza. Poi il gas torna all’unità esterna, sempre attraverso i tubi e il ciclo può ricominciare.

I climatizzatori e gli split. Nelle nostre abitazioni, i climatizzatori sono composti da un’unità esterna – quella che viene installata sul balcone o sul terrazzo – e da uno o più split. Lo split è l’apparecchio che viene posizionato all’interno della casa.

Se l’abitazione è di dimensioni normali, si utilizza comunemente un solo split e il climatizzatore è chiamato mono split. Per grandi case, per negozi o realtà commerciali può servire installare più di un apparecchio interno – in questo caso si parla di climatizzatori fissi multi split.

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Quali climatizzatori sono tra i più ecologici e sostenibili?

Climatizzatori ed ecologia: il gas refrigerante. Per molti anni i climatizzatori sono stati penalizzati dal punto di vista ecologico per la presenza, al loro interno, di un gas refrigerante molto dannoso per la nostra atmosfera. Questo gas, necessario al loro funzionamento, era indicato con la sigla R410A. L’R410A sarà messo al bando definitivamente nel 2025 anche se la maggior parte dei climatizzati moderni lo ha già sostituito con un gas più ecologico: R32.

Il potenziale di riscaldamento globale, GWP, è un indice internazionale che misura il danno prodotto nell’atmosfera da un gas in termini di emissioni di molecole di anidride carbonica, che è il gas di riferimento, il cui indice è pari a 1. La sua sigla inglese è GWP, ovvero Global Warming Potential.

Questo parametro ci permette di vedere immediatamente i vantaggi di un gas come l’R32 rispetto all’R410A.

R32 :     GWP=650 – pari a 650 kg di CO2 emessi in atmosfera

R410A: GWP=2.088 – pari a 2.088 kg di CO2 emessi in atmosfera

Da questi dati capiamo come i moderni climatizzatori siano molto meno inquinanti rispetto a quelli più datati.

Un altro vantaggio dell’utilizzo di un gas come l’R32 è il miglioramento del 10% dell’efficienza dell’impianto di climatizzazione.

Climatizzatori ed ecologia: le classi energetiche. Quando acquistate un elettrodomestico fate attenzione alla sua etichetta energetica. Ogni tipo di elettrodomestico ne possiede una, anche i climatizzatori.

Per questo tipo di impianto è consigliabile tenere conto di quattro valori – che si trovano sull’etichetta:

  1. la potenza nominale per il raffreddamento, indicata in kW
  2. l’indice di efficienza energetica stagionale o SEER
  3. il consumo annuale in kWh per anno
  4. la rumorosità

Dal 2010, alla classe energetica migliore, la A+, quella che ci consente il massimo risparmio energetico, si sono aggiunte anche le classi A++ e A+++. Meglio acquistare un climatizzatore di classe A+++ perché consuma fino al 50% in meno di energia rispetto ad uno di classe A.

Climatizzatori e risparmio economico. Oltre ai dati sull’efficienza energetica, ad ogni nuovo acquisto tutti cerchiamo anche di risparmiare. Questi impianti rientrano nelle detrazioni fiscali conosciute come ecobonus.

Se unite le ristrutturazioni edilizie all’acquisto di un climatizzatore ad alta efficienza energetica potete detrarre fino al 65% della somma spesa. Se, invece, avete solo la necessità di sostituire il vostro climatizzatore con uno più moderno ed efficiente, potete detrarre fino al 50% del totale.

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Scegliere i climatizzatori migliori e gli esperti certificati per il nostro impianto domestico

Qualche consiglio finale. Se siete intenzionati ad acquistare un climatizzatore, ecco qualche suggerimento finale che vi farà risparmiare in termini economici, ma anche ecologici.

Posizionate in modo corretto l’unità esterna. Cercate una zona all’ombra, protetta dalla luce diretta del sole. In questo modo il vostro apparecchio sarà riparato dal surriscaldamento e dall’usura e funzionerà al meglio.

La temperatura giusta da mantenere nella propria abitazione in piena estate è di circa 26°C. In questo modo non avrete rischi per la vostra salute, dovuti ad un’eccessivo sbalzo termico tra la casa e l’esterno. Oltre alla temperatura, è importante tenere conto anche dell’umidità: ricordate che in estate la temperatura ideale è attorno ai 27°C con una percentuale di umidità compresa tra il 40 e il 60%. La differenza tra i gradi in casa e quelli esterni non dovrebbe mai superare i 7°

In questo modo il vostro climatizzatore lavorerà bene, assicurandovi un risparmio di denaro medio annuale di circa 90 euro e non correrete rischi per la vostra salute.

Tempo di Libri 2018

Per il secondo anno sono stata a Tempo di Libri. Data e sede nuova per un appuntamento da non perdere con il mondo della lettura e dell’editoria

Anche quest’anno sono stata a Tempo di Libri, la fiera internazionale dell’editoria di Milano. Rispetto allo scorso anno è cambiata la data, non più ad aprile ma a marzo. Anche la sede quest’anno è stata diversa, non a Rho Fiera ma all’interno di Milano a fieramilanocity.

Dall’8 al 12 marzo, cinque giorni, ognuno con un proprio tema caratterizzante: donne, ribellione, Milano, libri e immagine e mondo digitale. Io sono capitata il giorno della ribellione, forse per caso, forse perché sarà il mio tema per il futuro.

Quest’anno ho voluto girare con tranquillità tra gli stand della fiera e non ho partecipato a nessuno dei numerosi e interessanti workshop in programma. Lo so, non è da me, spesso ti racconto di incontri ed eventi, ma questa volta avevo bisogno di calma e relax e di camminare e pensare liberamente.

E pensando all’anno scorso ho ritrovato sugli stand alcuni dei libri che mi ero segnata per future letture. Qualcuno sono riuscita a leggerlo, altri no, purtroppo, ma il tempo per leggere, si sa, non basta mai. Ecco allora che ho fatto mente locale e mi sono segnata di nuovo alcuni titoli che vorrei tanto avere il tempo di leggere.

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Mi fermo spesso in questi angoli di fiera dove si trovano libri sugli animali, le piante, la natura

Alcune riflessioni che ho fatto quest’anno in giro per la fiera.

Le immagini e le copertine. Non so nulla di grafica ma in questi ultimi mesi mi è capitato di fare un lavoro di questo tipo per un bellissimo training camp che sto seguendo e da quel momento guardo alle immagini con occhio nuovo.
A Tempo di Libri ho notato molto le immagini e la grafica delle copertine. Sono poi andata a leggere la trame del libro e spesso non ho trovato nessuna correlazione. Chissà, forse non me ne intendo abbastanza e non voglio giudicare, ma è senz’altro vero che il titolo e la copertina sono due elementi che attraggono, affascinano, forse decisivi sull’acquisto del libro stesso.

Gli editori. Allo stand della Regione Lombardia mi sono fermata a leggere una brochure con dati sui lettori e sugli editori.

“la Lombardia si conferma la prima regione d’Italia per la produzione di opere con 24.296 titoli pubblicati nel 2016, pari a circa il 28 per cento del totale nazionale”

Sono dunque felice di vivere nell’hinterland milanese, in una regione con un così alto numero di realtà editoriali. In Lombardia ci sono 373 editori su 1.775 presenti in tutta Italia: la mia regione si posiziona la primo posto di questa particolare classifica seguita da Lazio e Piemonte. Milano è la provincia più attiva a livello nazionale, seguita da Roma e Torino.

I lettori. Ricordo di aver sentito in un servizio televisivo sull’inaugurazione della fiera la parola “coraggiosi” rivolta a chi si occupa di editoria, ma anche ai visitatori della fiera e ai lettori di libri in generale. E i dati confermano l’uso di questa parola. Purtroppo l’Italia non brilla come nazione di forti lettori.
A me è sempre piaciuto molto leggere, fin da piccola, e riesco a leggere almeno 10 libri l’anno, a volte anche di più, anche se mi piacerebbe leggerne il doppio, ma qui torniamo al discorso tempo che è difficile da controllare.
In Italia i lettori scarseggiano. Nel 2016 sono diminuiti dal 42 al 40,5% della popolazione con più di sei anni e i lettori più accaniti risultano essere le donne e i ragazzi e le ragazze tra gli 11 e i 14 anni.

Qualche libro da segnalare. Ognuno ha i suoi gusti in fatto di libri. A me piacciono molto i classici e i gialli, libri dove c’è qualcosa da scoprire, con una trama intricata da seguire col fiato sospeso. D’altra parte amo anche i libri che parlano di animali, natura, ecologia e in questo blog ne ho raccontati molti e altri ne racconterò.

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Come sono belle le nuove Garzantine scientifiche :)

Se amate che voi quest’ultimo genere, ecco qualche consiglio di lettura fresco fresco dagli stand di Tempo di Libri.
Il trucco c’è e si vede è un interessante libro, scritto da Beatrice Mautino, sui cosmetici, sugli inganni e le bugie, su come difendersi, ma soprattutto “uno sguardo scientifico sulla cosmesi”.
Noi e l’albero di Valentina Ivancich racconta di “natura urbana, salute umana”. L’ecologia si occupa sempre più delle città e degli spazi verdi al suo interno. Gli alberi e il verde urbano sono analizzati dal punto di vista dei benefici che danno alla salute umana, ai bambini, agli anziani, a chi soffre di malattie croniche.
Avventure di un gatto viaggiatore di Paola Capriolo descrive, attraverso il viaggio di una moderna famiglia, la storia dei gatti nelle antiche civiltà.
Per chi ama la scienza, interessanti le nuove Garzantine scientifiche sulle quali tanti di noi hanno ripassato per qualche esame universitario.
Infine ho letto che sarà ristampato un libro che mi è piaciuto molto. Si tratta de La ragazza sull’albero di Julia Butterfly Hill che ha vissuto per anni sopra una sequoia per salvare una zona di alberi in America e poi nel mondo. Sarà ospite di un altro interessante evento milanese – la fiera Fa’ la cosa giusta! – e spero tanto di poter ascoltare il suo racconto dal vivo.

Buone letture a tutti e appuntamento al prossimo anno con Tempo di Libri a Milano

My Plant and Garden 2018

Anche quest’anno ho visitato My Plant & Garden, the International Green Expo. Sapete quali sono i  cinque fiori più presenti nelle composizioni floreali e tra i vivaisti? Ve li racconto nel post

My Plant & Garden è la mostra del settore green più conosciuta e visitata in Italia, che conta anche numerosi espositori e visitatori provenienti dall’estero. In numeri: 3 padiglioni, 650 marchi presenti, 70 incontri ed eventi. Un’immensa serra di 45.000 metri quadrati pari a 170 campi da tennis.

My Plant & Garden è “la casa del verde”. Una grande esposizione che raccoglie diversi settori tutti in ambito verde e giardini: vivai, fiori, decorazione, edilizia, macchinari, servizi, tecnica e vasi, insomma tutto quel che occorre per decorare la casa, il terrazzo e il giardino.

Mi piace molto passeggiare tra gli stand e ammirare le composizioni floreali create dagli esperti e dagli studenti delle scuole del settore. Quest’anno c’era una bellissima tavola imbandita con fiori dalle mille tonalità calde, dall’arancio al rosso, dal rosa al lilla realizzata da Euroflora s.r.l.

Una parte degli stand è stata trasformata in teatro con molti costumi arricchiti da stupende composizioni floreali. Molto originale anche lo spazio della moda con le realizzazioni di abiti inseriti in angoli fioriti.

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Tavola imbandita con fiori colorati realizzata da Euroflora s.r.l. a My Plant and Garden 2018

Tra uno stand e l’altro vado sempre in cerca delle sfilate dedicate agli abiti da sposa. Quest’anno sono riuscita a vederne due. Davvero incantevole l’intrecciarsi dei fiori che diventano parte integrante dell’abito, sotto forma di scialle o di cintura, e decorano il capo: i fiori non sono solo il classico bouquet da lanciare.

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Sfilata di abiti da sposa a My Plant and Garden 2018

Girando tra i vivai, tra le numerose varietà di fiori in esposizione e quelle presenti nelle composizioni, ho notato la presenza di cinque fiori tipici di questa stagione dell’anno. Non siete curiosi di sapere quali sono?!

1 – I ciclamini. Caratteristici di questo periodo, resistenti al freddo dell’inverno, dal bianco al rosso, dal rosa al lilla, sono parte di bellissimi cestini dedicati solo a loro.

2 – Le calle sono tornate di moda in tutte le loro varietà di colore. Le mie preferite restano quelle bianche e le rosa, ma le nuove tonalità mattone e viola scuro offrono diverse possibilità di abbinamento nelle composizioni.

3 – I ranuncoli sono i protagonisti di quest’anno. Li ho visti in esposizione e in numerose composizioni. Di tutti i colori, già fioriti o ancora in boccioli, mi hanno ricordato la semplicità e la primavera.

4 – Le orchidee, tra i miei fiori preferiti, sono molto diffuse in fiera. Nelle composizioni, per gli abiti da sposa, in vaso e nei giardini sono fiori bellissimi, sembrano creati da una mano umana tanto sono perfetti.

5 – Le gardenie sono tornate ad essere protagoniste. Con il loro colore bianco candido e quel profumo inconfondibile che ti colpisce appena arrivi nelle vicinanze di uno di questi vasi, sono una delle cinque piante più presenti i fiera.

Anche quaest’anno la giornata passata a My Plant & Garden è stata ricca di emozioni, tra belle composizioni, abiti, tavole decorate, piena di profumi e di colori. Una fiera da visitare, sempre ricca di novità. È qui che lo scorso anno ho trovato un esempio di economia circolare dal basso di cui non conoscevo l’esistenza.

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Un angolo green, tra verde e bambù, a My Plant and garden 2018

Quest’anno, tra i mille oggetti e fiori esposti, mi sono soffermata ad ammirare:

  • i vasi in plastica – spesso riciclata – belli ed eleganti quanto quelli in terracotta, con mosaici che sembrano veri
  • graziosi abiti e cappelli da indossare mentre si lavora in giardino o nell’orto perché anche l’occhio vuole la sua parte
  • divani, poltrone e amache per i momenti di relax e convivialità in giardino
  • e anche lussuose piscine con barbecue sul bordo vasca che fanno sognare di essere all’interno di  immensi giardini o all’ultimo piano di grattacieli urbani.

Solo una segnalazione – che molti dei visitatori hanno notato: i fiori in esposizione non sono in vendita, non è una mostra-mercato. Davvero peccato, perché io, come altri visitatori, qualche bel fiore in vaso me lo sarei portato a casa molto volentieri :-)

*nota* Se vi piacciono le fotografie, qui ne trovate altre, scattate da me durante la visita a My Plant & Garden

Quanti animali ci siamo persi?

Quanti animali si sono estinti nel corso dei secoli? Moltissime sono le specie animali che non vivono più sulla Terra. Ve ne racconto sette, incontrate durante la visita alla mostra “Estinzioni”. Per riflettere sul nostro presente e sul futuro

“Gli scienziati stimano che più di trecento tipi di mammiferi, uccelli, rettili e anfibi si siano estinti dal 1500 a oggi”

Nel mio ultimo post vi ho raccontato della mostra “Estinzioni” citando alcune di queste specie. Ecco sette esempi di animali che non abbiamo potuto ammirare sul nostro Pianeta.

Uccelli

L’alca impenne (Pinguinus impennis) è una specie estinta. Si tratta di un uccello che viveva nell’emisfero boreale fino all’Ottocento. Gli individui si riunivano in colonie sulle isole dell’Atlantico settentrionale nel periodo della riproduzione. In inverno si spostavano a sud fino a raggiungere le coste più meridionali di Spagna e Italia. L’alca era simile, nell’aspetto, ai pinguini e come questi era incapace di volare ma molto abile nel nuoto. La sua estinzione è dovuta all’uomo che la cacciava per la carne e il grasso usato come olio combustibile a basso costo. Gli ultimi esemplari osservati in vita risalgono al 1852 nella zona del Canada.

Alca impenne

Alca impenne

L’emù nero (Dromaius novaehollandiae minor) era presente solo nell’Isola di King tra Australia e Tasmania (una specie di questo tipo è detta endemica, cioè vive solo in alcuni territori). Questo uccello non era in grado di volare e viveva nelle zone lagunari dell’isola. Anche questa estinzione è opera della caccia dell’uomo che si cibava dell’emù nero. Questa specie è stata dichiarata estinta nel 1805.

Emù nero

Emù nero

L’huia (Heteralocha acutirostris) è un uccello passeriforme endemico della zona di North Island in Nuova Zelanda. Viveva nelle foreste dell’isola, si cibava di larve di coleottero trovate sugli alberi. La distruzione delle foreste e la caccia da parte dei coloni europei nell’Ottocento sono le cause della sua estinzione. Gli ultimi esemplari vivi sono stati osservati nel 1907

Huia

Huia

Rettili

Lo scinco gigante di Capo Verde (Chioninia coctei) è un rettile dalla famiglia degli scincidi, endemico dell’arcipelago di Capo Verde. Notturno, viveva sugli scogli rocciosi accanto alle colonie di uccelli marini (si cibava delle loro uova e dei pulcini). La popolazione diminuì prima a causa di cani e gatti e poi dell’uomo: cacciatori, commercianti e collezionisti contribuirono all’estinzione di questa specie. L’ultimo esemplare fu avvistato nel 1912. Da allora è considerato estinto.

Scinco gigante di Capo Verde

Scinco gigante di Capo Verde

Marsupiali e Mammiferi

Il leone berbero (Panthera leo leo) era simile ai leoni che vivono nel sub-sahara, anche se di mole più massiccia e con una criniera molto estesa. Il suo areale era confinato ai deserti del Nord Africa. Il numero di esemplari è diminuito a causa dell’esportazione di leoni destinati ai circhi dell’Impero Romano. Nell’Ottocento e nel Novecento il leone berbero si è estinto per la diminuzione del suo habitat e per la caccia indiscriminata.

Leone berbero

Leone berbero

Il quagga (Equus quagga quagga) era un mammifero degli equidi simile alla zebra. Le sue striature erano di colore diverso e presenti solo nella parte anteriore del corpo. Viveva nelle pianure più aride del Sud Africa. Nel Settecento, con l’arrivo dei coloni europei, venne eliminato per creare pascoli per l’allevamento. Venne anche cacciato per la pelliccia e la carne. L’ultimo esemplare vivo fu avvistato nel 1878

Quagga

Quagga

Il tilacino (Thylacinus cynocephalus) o tigre della Tasmania, era un marsupiale carnivoro diffuso nelle zone dell’Australia, Tasmania e Nuova Guinea. Venne perseguitato dagli allevatori locali perché predava il loro bestiame. L’ultimo esemplare di questa specie morì in uno zoo della Tasmania nel 1936

tilacino

Tilacino

*nota* I dati e le citazioni di questo post sono tratte dal libretto guida della mostra Estinzioni biodiversità dei vertebrati in allarme rosso realizzato dal Museo Regionale di Scienze Naturale dalla Regione Piemonte. Le foto sono tratte dal web, molte di esse sono relative al Museo di storia Naturale di Torino

Estinzioni: vertebrati in allarme rosso

“Estinzioni biodiversità dei vertebrati in allarme rosso” è una mostra visitabile fino al 14 febbraio a Torino. Ecco perché quello delle estinzioni è un tema molto importante

Se siete a Torino nei prossimi giorni, vi consiglio di visitare la mostraEstinzioni biodiversità dei vertebrati in allarme rosso” aperta fino al 14 febbraio 2018 presso la Sala Mostre Regione Piemonte in Piazza Castello a Tornio.

Quali criteri ci dicono se un animale è a rischio estinzione? La IUCN, Unione Mondiale per la conservazione della Natura, ha definito alcuni parametri per classificare le specie più a rischio di estinzione. Come si vede nella foto, due sigle contraddistinguono una specie estinta: EX, estinta, e EW, estinta in ambiente selvatico. Tre sigle indicano le specie da tenere sotto controllo: CR, in pericolo critico, EN, in pericolo e VU, vulnerabile. Altre quattro sigle indicano un livello di rischio minore: NT, quasi minacciata, LC, minor preoccupazione, DD, carente di dati e NE, non valutata.

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Le sigle IUCN che indicano il rischio di estinzione

Anche i vertebrati sono in pericolo. Un quinto dei Vertebrati è a rischio estinzione. L’uomo stesso appartiene ai Vertebrati e dovrebbe bastare questo a metterci in allarme. I musei naturali delle nostre città svolgono compiti importanti, quali conservare e salvaguardare le specie animali e vegetali e farci conoscere meglio il mondo nel quale viviamo.

Secondo l’ecologo Edward O. Wilson per invertire la tendenza attuale che porta alla scomparsa di intere comunità animali e vegetali

“occorre mettere in sicurezza una porzione significativa degli ambienti naturali, pari almeno al 50% dell’area originale” 

Il Progetto Estinzione è uno studio finanziato dal Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con il Museo di Scienze Naturali di Torino, il MUSE di Trento, il Museo di Zoologia di Padova, il Laboratorio FEM2 di Milano Bicocca. Lo studio prevede un censimento dei reperti di vertebrati estinti e in via di estinzione conservati nelle varie istituzioni scientifiche italiane. Inoltre, come per tutti i musei, anche queste istituzioni si occupano dello studio, della divulgazione e della comunicazione scientifica.

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Locandina e libretto della mostra “Estinzioni”

La mostra“Estinzioni biodiversità dei vertebrati in allarme rosso” presenta i risultati del Progetto Estinzioni e racconta storie di vertebrati estinti, suggerendo come intervenire per conservarli. Alcuni di questi interessanti racconti riguardano animali estinti per sempre: l’alca impone, l’emù nero, l’huice, il leone berbero, il quagga, lo scinco gigante di Capo verde e il tilacino – dei quali vi racconterò nel prossimo post.

La biosfera, ai nostri giorni, ci mostra la scomparsa di specie animali e vegetali. L’uomo contribuisce ad alterare e frantumare gli habitat terrestri. Per questo il nostro secolo è stato definito come “secolo delle estinzioni”. In particolare, la sesta estinzione, quella in atto in questi decenni, è l’unica dovuta all’azione dell’uomo (a differenza delle cinque precedenti dovute a cause naturali).

“L’uomo è una specie invasiva, violenta ed egoista”

L’uomo è la principale causa di estinzioni:

“Si stima che dal 1500 ad oggi siano scomparse almeno 300 specie di vertebrati e ogni anno il nostro impatto ne porta all’oblio oltre 300”

L’estinzione è per sempre. Indietro non si torna. Quelli che scompaiono sono i nostri compagni di viaggio su questo Pianeta. Noi siamo l’unica specie che distrugge l’habitat nel quale vive:

“L’alterazione degli ecosistemi, il cambio climatico e l’inquinamento incidono pesantemente sul futuro di una specie davvero a rischio: Homo sapiens”

Come un’opera d’arte è unica e irripetibile, allo stesso tempo i capolavori della natura che estinguiamo non torneranno mai più

*nota* I dati e le citazioni di questo post sono tratte dal libretto guida della mostra Estinzioni biodiversità dei vertebrati in allarme rosso realizzato dal Museo Regionale di Scienze Naturale dalla Regione Piemonte

Leonardo 39: una mostra, un anniversario

Leonardo da Vinci è il genio italiano celebrato in una mostra nel 1939. Oggi torna protagonista della nuova esposizione “Leonardo 39” al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano

Il genio di Leonardo da Vinci è riconosciuto universalmente. Nel periodo fascista la sua figura è stata celebrata con un’importante mostra, la “Mostra Leonardo da Vinci e delle invenzioni italiane” organizzata a Milano nel 1939. Fu una grande esposizione, un evento culturale molto discusso.

Presso il Palazzo dell’Arte di Milano vennero esposti disegni, dipinti e codici di Leonardo e dei suoi allievi. Molte delle macchine da lui progettate attraverso i suoi disegni furono poi costruite con grande cura ed esposte per l’occasione. Nel periodo fascista numerose mostre venivano allestite per esaltare l’Italia e il genio degli italiani. Leonardo da Vinci non fa eccezione: venne celebrato come inventore capostipite di una tradizione italica che, dal Rinascimento a Guglielmo Marconi, eccelleva nella scienza e nella tecnologia. Leonardo diviene un genio universale, un mito che rimane nel tempo.

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La locandina della mostra del 1939 dedicata a Leonardo da Vinci e alle invenzioni italiane esposta nell’attuale mostra “Leonardo 39”

Sempre in questo periodo, l’Italia vuole essere una nazione autosufficiente, che sa produrre e sostenersi in autonomia. Anche la figura di Nazareno Strampelli e la “battaglia del grano” evidenziano ancor di più il genio degli italiani in vari settori della scienza e della tecnologia (ma anche delle lettere e dell’arte).

Le celebrazioni di Leonardo da Vinci continuarono nel 1952-53, in Italia e all’estero. Il Museo di Milano, inaugurato nel 1953, scelse il nome di Leonardo per rendere omaggio alla sua geniale inventiva.

Da questa gloriosa mostra del 1939 prende spunto una giornata dedicata a Leonardo da Vinci, lo scorso 18 gennaio al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Un incontro per fare il punto sul passato, sul presente e sul futuro di Leonardo.

Nella giornata dedicata a Leonardo, tutti gli interventi hanno messo in evidenza i numerosi campi del sapere che Leonardo ha esplorato.  La meccanica, l’idraulica, l’ottica rivelano la genialità di Leonardo nelle scienze esatte. Leonardo è il primo a sostenere il metodo sperimentale nelle scienze. Un uomo ritenuto da tutti indipendente dal potere politico e da quello religioso.

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Giornata dedicata a Leonardo da Vinci presso il Museo Scienza di Milano

Milano ha dedicato a Leonardo da Vinci un monumento in Piazza della Scala, riconoscendo grande valore ai suoi studi di geografia, di ottica, di meccanica e idraulica. Leonardo fu uno dei primi studiosi a dedicarsi alla fillotassi, quella parte della botanica che studia la geometria delle piante, dei fiori, dei rami. La teoria delle onde, l’aerodinamica, la camera oscura e la spettroscopia fanno tutte parte degli studi di Leonardo.

In seguito al grande successo della mostra del 1939, la “Mostra Leonardo da Vinci e delle invenzioni italiane”, e dopo l’inaugurazione del Museo con il nome del grande inventore, il Museo di Milano apre una nuova mostra per far conoscere a tutti il vero volto di Leonardo da Vinci: Leonardo 39.

Proprio in questi giorni, infatti, è possibile visitare al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano la mostra “Leonardo 39. La costruzione di un mito”. Nel Museo sono esposti alcuni tra i primi facsimile di manoscritti leonardeschi pubblicati a fine Ottocento, come il Codice Hoepli, che hanno contribuito a diffondere gli studi di Leonardo ingegnere, le fotografie della mostra areonautica del 1934 e molte lettere, cartoline, articoli di giornale, cataloghi, locandine della mostra del 1939. Si può ammirare anche un modello di argano per sollevare artiglierie realizzato nel 1952  sul modello di quello che era esposto al Palazzo dell’arte nel 1939. In mostra sono esposti anche documenti, disegni, fotografie della mostra leonardesca del 1952 che ha dato origine al Museo.

La  giornata di studi su Leonardo insieme alla mostra appena aperta “Leonardo 39. La costruzione di un mito” sono due delle numerose tappe che portano alla celebrazione, nel 2019, dei 500 anni dalla morte del grande Leonardo da Vinci.

Visitando il Museo della Scienza e della Tecnologia fino al 6 maggio sarà possibile accedere anche all’esposizione dedicata a Leonardo,”Leonardo 39. La costruzione di un mito”. Sempre all’interno del Museo, non perdetevi la Galleria dedicata a Leonardo da Vinci con i modelli creati dagli ingegneri dell’Esercito, realizzati grazie all’interpretazione dei suoi manoscritti. Nella Galleria sono raccontati tutti i campi del sapere ai quali Leonardo si dedicò: il volo, le acque, l’ingegneria militare, gli strumenti di misura, l’ingegneria edile, le macchine da lavoro, ma anche la botanica, l’anatomia umana, l’ottica e la geografia.