Festival per l’Ambiente 2022

Il 5 e 6 giugno a Milano si è svolta la prima edizione del Festival per l’Ambiente organizzato da Green and Blue. Una vera e propria festa, con musica, mostre, laboratori e dibattiti per tutti.

Climate Changers è il nome dato al concorso fotografico che Green and Blue ha lanciato per raccontare il cambiamento climatico attraverso gli scatti fotografici delle persone comuni, interessate ai temi ambientali. Climate Chargers è anche il titolo dell’evento: storie, idee e persone che salvano il mondo.

Come green blogger, creatirce di contenuti, ecobiologa e appassionata di ecologia e ambiente, non potevo perdermi questo appuntamento. Si sa che in questi eventi gli incontri e i panel sono sempre molto numerosi e non avrei potuto seguirli tutti. In questo post te ne racconto due in particolare: il punto di vista delle associazioni che in Italia si occupano di ambiente e la spinta della crisi vista da Jeremy Rifkin.

L’ambiente in Italia: il punto di vista delle Associazioni 

La tavola rotonda con le maggiori associazioni che si occupano di natura, ambiente e territorio in Italia si è svolta appena dopo l’intervento del Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani. Come potete immaginare, una voce si è alzata unanime: ci vogliono scelte immediate e più coraggiose.

Al dibattito hanno preso parte rappresentanti delle associazioni Legambiente, WWF,  Greenpeace, Kyoto Club, LifeGate, Asvis, Italia Nostra e Fondazione Sviluppo Sostenibile.

Quella dell’ambiente e del clima è una sfida importante, ma se ne parla ancora troppo poco in televisione e nei media: tutti concordano con questa affermazione. Se facciamo un confronto con la Germania, dobbiamo essere più coraggiosi, crederci di più nel cambiamento. Si tratta di un cambiamento epocale, di cambiare un modello di vita, ecologico ed economico.

Consumiamo ancora troppi materiali, le risorse sono sempre più scarse, la distruzione della biodiversità e degli habitat procede a ritmo troppo veloce . È urgente cambiare il nostro modello economico da lineare a circolare.

Le associazioni fanno notare che siamo l’unico Paese europeo a non avere una legge per il clima, a vivere una grande incertezza che deriva da non avere punti di riferimento legislativi. Difendere il paesaggio urbano e rurale è fondamentale, così come ridare importanza alle ARPA e a chi si occupa di monitorare il territorio.

Cambiare la Costituzione italiana con riferimento al futuro e agli ecosistemi è stato un passaggio importante. Occuparsi del sociale e del gender gap ancora troppo evidente è in linea con una visione del mondo basata sull’ecologia integrale.

Secondo LifeGate, il 75% delle persone è molto interessata alla sostenibilità: le persone vogliono fare la propria parte, c’è consapevolezza e volontà di agire. Le società benefit sono importanti per evitare il massacro sociale. 

Quello che ancora non c’è è un vero dibattito sulla natura e sugli habitat. Nel mondo ci sono numerose guerre: una cruciale per il futuro sarà la guerra dell’acqua. I servizi ecosistemici sono fondamentali: ogni ettaro sottratto alla natura incide sul cambiamento climatico.

Partire da un cambio di prospettiva: le persone devono avere un nuovo approccio, di tipo culturale, al problema dell’ambiente. Le associazioni chiedono al governo di istituire un garante per la natura: c’è troppa frammentazione nel trattare la protezione della natura, anche solo tra regione e regione. Altro punto molto discusso è quello del combattere le lobby di gas e petrolio e tutta la burocrazia che rallenta la transizione ecologica.

In conclusione ecco cosa serve:

  • Poche regole chiare e tempi certi 
  • Definire insieme gli obiettivi
  • Allargare la visione dei problemi
  • Mobilitare i cittadini, essere attivi e partecipare
  • Massima trasparenza
  • Correggere le fake news
Festival dell’Ambiente 2022 (foto dal sito ©GreenandBlue)

Jeremy Rifkin: la spinta della crisi

Quando ho letto della presenza dell’economista americano Jeremy Rifkin, ho voluto ascoltare il suo intervento con curiosità. Qualche anno fa ho preso parte ad un bellissimo progetto, Soultrotters, e mi sono immedesimata il lui per un racconto che parlasse di ambiente, economia ed ecologia.

In collegamento dagli Stati Uniti, Rifkin ha dato un’immagine precisa e puntuale della situazione italiana. Il mondo vive un periodo di calo del PIL, disoccupazione, bassa crescita. 

Dopo due rivoluzioni industriali, stiamo già vivendo quella che sarà la terza. La prima è stata la rivoluzione industriale inglese con l’uso dei combustibili fossili: da qui sono nati il motore a vapore e il telgrafo.

La seconda rivoluzione industriale è stata quella delle comunicazioni, dell’energia, della mobilità e della logistica. Nella terza rivoluzione industriale assisteremo all’abbandono del motore a scoppio e alla globalizzazione

In Europa, il digitale e il Green Deal ci porteranno verso un periodo che sarà chiamato età della resilienza. La rivoluzione di internet va di pari passo con la rivoluzione solare ed energetica. Una rete intelligente per scambio di energia, insieme ad internet dei trasporti e internet delle cose. Ogni edificio sarà riadattato per l’efficienza energetica e la comunicazione interna, insieme a solare ed eolico.

Ma serve un cambiamento totale: economico ed ecologico. Ancora oggi il 45% degli uomini sulla Terra vive con meno di 5 dollari al giorno e vive male. Le 8 persone più ricche al mondo detengono la ricchezza di metà della popolazione mondiale. La crisi è seria.

Il cambiamento climatico influisce sul ciclo idrico: per ogni grado centigrado di aumento della temperatura dell’acqua, sono più frequenti gli eventi meteo estremi. I prossimi anni saranno anni di resilienza: il clima peggiorerà, ci sarà un mondo nuovo e diverso. Ci muoviamo verso la sesta estinzione di massa, ma non se ne parla. Non siamo preparati: d’altra parte, l’ultima estinzione risale a 65 milioni di anni fa.

L’Italia ha ricevuto molti soldi per questo cambiamento ecologico: 200 miliardi di dollari. Ma non siamo pronti: non abbiamo un piano vero e proprio, abbiamo quattro anni per creare piani concreti. 

Il costo dell’energia solare ed eolica oggi è minore rispetto ai combustibili fossili e non ha senso tornare al nucleare, più costoso e con problemi di scorie, incidenti e un elevato consumo di  acqua. Basti pensare che il 40% dell’acqua in Francia serve per raffreddare i reattori nucleari.

Il mercato chiede solare ed eolico, seguiamo il mercato, non gli interessi politici che vanno verso nucleare e carburanti fossili. 

Occorre condividere, anche nel campo dell’energia, perché sole e acqua e vento sono di tutti, a rotazione. Consumare meno cibo, meno carne, per un mondo più sano.

Quello che l’uomo fa ha effetto su tutto il Pianeta. La natura si riadatta continuamente. Dobbiamo avere più cura del Pianeta, la razza umana deve salvare se stessa e tutti gli ecosistemi. Parlare meno e fare di più.

Serve una politica della biosfera per tornare a fiorire

Jeremy Rifkin

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.