Il giardino che ci cura

Il giardino ci cura: con la garden therapy. Lavorare attivamente in giardino fa bene alla salute. Persone anziane e disabili possono trarre grande beneficio anche camminando passivamente nei giardini terapeutici.

Studi scientifici dimostrano la validità dei trattamenti in giardino: nascono così la garden therapy e gli healing garden, i giardini terapeutici. In questo post ti racconto i vantaggi della garden therapy: lavorare attivamente in giardino dà sollievo e cura numerose patologie. Anche solo osservare o camminare per chi non è in grado di occuparsene attivamente, può portare notevoli benefici e facilitare la guarigione attraverso i giardini terapeutici o healing garden. Se l’argomento ti appassiona, trovi nel post anche tre libri come suggerimento di lettura

I vantaggi della garden therapy

Il giardinaggio è un’attività che molti di noi praticano da sempre. Altri hanno riscoperto il piacere di curare i vasi sul balcone o il giardino di casa proprio durante queste giornate di quarantena.
Gesti semplici che ci fanno stare bene: preparare il terreno per la semina, cambiare la disposizione dei vasi, seminare, innaffiare, tagliare foglie e rami secchi. In questi giorni a casa abbiamo ripescato una bustina di semi abbandonata nell’armadio e abbiamo provato a seminarla oppure abbiamo messo a dimora i semi che già siamo soliti raccogliere e scambiare.

Praticare giardinaggio è vantaggioso da molti punti di vista. Gli studi scientifici lo confermano. È un’attività anti stress, insegna la pazienza, affina il gusto dell’attesa, regala gioia, sorpresa, emozioni quando nasce una nuova pianta o sboccia il primo fiore. Cura lo stress, l’ansia e la depressione. Per questo il giardinaggio è considerato una terapia e si parla di garden therapy.

I principali vantaggi della garden therapy:

  • Cura la depressione e patologie simili (ansia e attacchi di panico)
  • Favorisce il recupero dell’autostima
  • Migliora le capacità motorie
  • Combatte i pensieri negativi
  • Promuove la socialità
  • Permette di uscire dagli stati di passività

Mentre pratichiamo giardinaggio si stabilizzano il battito cardiaco e la pressione sanguigna. A livello scientifico il contatto con le piante del giardino fa rilasciare al nostro corpo le endorfine, sostanze chimiche prodotte dal cervello, che hanno potere analgesico ed eccitante. Di conseguenza l’ormone che il corpo produce per combattere lo stress, il cortisolo, risulta rilasciato in quantità minore.

Garden therapy e giardini terapeutici

Garden therapy e giardini terapeutici

I giardini terapeutici: healing garden

I giardini terapeutici o healing garden nascono nei Paesi del Nord Europa e si diffondono ovunque, compresa l’Italia. Si trovano negli ospedali, nelle case di cura e riabilitazione, nelle strutture che curano disabili a livello fisico e mentale.

Il giardino terapeutico è definito come:
“uno spazio aperto, appositamente progettato per incontrare i bisogni fisici, psicologici e sociali delle persone che ne usufruiscono, così come dei loro famigliari, amici e del personale di assistenza”

Queste persone – anziane, malate o disabili – non sono in grado di prendersi cura delle piante in modo attivo come fa chi pratica giardinaggio. Roger Ulrich, architetto svedese, dimostrò negli Anni Ottanta che i pazienti che avevano una stanza con vista sul verde venivano dimessi prima rispetto agli altri. Non solo: i pazienti che potevano osservare un giardino dalla propria finestra o che avevano accesso ad aree verdi, dimostravano tempi di recupero più brevi e necessitavano di minori quantitativi di antidolorifici.

Da questi studi sono nati i giardini terapeutici che permettono a persone malate di entrare in contatto con il verde e la natura. Passeggiare in giardino, sedersi sulle panchine, osservare il verde e i fiori, ascoltare i suoni della natura è di grande aiuto ai malati e agli anziani. Per patologie quali l’Alzheimer e per chi soffre di malattie come depressione e autismo, il giardino terapeutico può essere di grande aiuto.
I giardini terapeutici oggi sono molto diffusi e gli studi scientifici hanno confermato che il verde ha un effetto curativo sulla psiche e sul corpo.

Alcuni consigli per progettare un giardino terapeutico

Ogni persona è diversa dall’altra. Per ogni tipo di patologia, c’è un giardino. In questo campo il lavoro di medici, botanici e architetti del verde si unisce per creare delle oasi di pace e guarigione. Si parte dalle piante, che devono creare angoli di armonia e tranquillità e allo stesso tempo stimolare la fantasia e la creatività.

I giardini terapeutici tengono conto dei nostri cinque sensi e li valorizzano tutti. L’olfatto è stimolato dalla presenza delle piante aromatiche e di fiori particolarmente profumati. Anche i colori devono seguire i suggerimenti della cromoterapia per creare aree di calma e relax (con prevalenza di colori freddi) e zone più vivaci (ricche di colori caldi).
Nel giardino si introducono vari materiali per le esperienze tattili: oltre al legno, la sabbia, la corteccia, le pietre. Anche l’acqua che scorre o all’interno di fontane è di aiuto con il suo suono. Si creerà così un’oasi abitata da uccelli, farfalle, insetti, piccoli rettili e mammiferi che formeranno un ecosistema fatto di suoni e di colori. Un luogo favorevole per chi deve recuperare la propria salute o soffre di patologie croniche. Ascoltare i suoni della natura, immergersi in un’oasi naturale separata dalla normale zona di vita, crea momenti di relax e tranquillità davvero efficaci. Spesso i giardini terapeutici contengono al loro interno anche aree adibite al gioco e all’incontro con i famigliari, aree per percorsi didattici, aree per praticare la pet therapy.

Tre libri per curarsi in giardino

Girando in libreria, leggendo articoli sui giardini che curano e gli healing garden, ho trovato tre libri interessanti per poter approfondire l’argomento.

Il primo libro è scritto da Rossella Calabrò e si intitola Il balcone delle meraviglie. Un libro per chi ama il giardinaggio o si è avvicinato da poco a questa attività. Il giardinaggio ci aiuta a capire la vita anche se non sempre ce ne rendiamo conto. Ad esempio, a volte occorre tagliare i rami secchi oppure troppa acqua può affogare una pianta così come poco sole può farla ingiallire. Comportamenti che utilizziamo per le nostre piante, a pensarci bene, possono essere importanti anche nella vita e nelle relazioni di ogni giorno.

Il secondo libro è Il messia delle piante dello scrittore spagnolo Carlos Magdalena. Botanico e orticoltore, lavora al Royal Botanic Garden, spedisce piante in tutto il mondo e così facendo ha salvato molte specie vegetali dall’estinzione. “Se distruggiamo una specie, si dà il via per la distruzione di tutte” è il pensiero di Carlos Magdalena che ogni giorno salva piante e le fa conoscere.

Il terzo libro si intitola Le emozioni nascoste delle piante di Didier Van Cauwelaert. Romanziere esperto di piante, ci fa conoscere le diverse specie vegetali tramite racconti e considerazioni personali.
Un romanzo che è anche un saggio perché dimostra, mediante informazioni scientifiche, come “alberi e fiori reagiscono al dolore, provano compassione, sono solidali tra loro”

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3 Comments on “Il giardino che ci cura

  1. Articolo molto interessante, è un tema che mi sta appassionando molto, pensando anche al rapporto tra architettura e natura e alla loro necessità di integrazione e connessione nella progettazione (soprattutto di interni, nel mio caso)… Da approfondire! Magari grazie ai libri che ci hai segnalato :))

    • Grazie del tuo commento, Ema. I giardini terapeutici sono interesasnti perché coinvolgono diverse figure professionali. Tra i libri da consigliare ho trovato anche un testo di Monica Botta “Caro giardino, prenditi cura di me. Delicate storie di vita e di ben-essere nella natura” che racconta episodi di malati e azioni che traggono beneficio da questo tipo di giardini

      • Interessante! Grazie anche per questo consiglio :-) Terrò presente! A presto :-))

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