Wildlife Photographer Of The Year 2018

A Milano fino al 9 dicembre 2018 presso Fondazione Luciana Matalon le 100 fotografie naturalistiche vincitrici del concorso più prestigioso al mondo. Una mostra da non perdere.

Anche quest’anno sono stata a visitare la più bella mostra di fotografie naturalistiche. Wildlife Photographer of the Year 2018 è davvero incantevole e ogni anno le immagini degli animali, delle piante, della natura mi lasciano senza fiato. È sempre un’occasione per ammirare la bellezza che ci circonda, ma anche per riflettere sul danno che noi esseri umani stiamo provocando all’ambiente e ai nostri simili. 

Esplorare la biodiversità, interrogarsi sul nostro impatto sull’ambiente e costruire un futuro sostenibile sono gli intenti di questa mostra che ogni anno porta in città il nostro intero pianeta in tutta la sua bellezza. Quest’anno mi sono soffermata molto sulle descrizioni delle fotografie e mi hanno davvero colpito le frasi usate dai fotografi. Così ho pensato di riproporvene qualcuna.

La foto vincitrice. È una foto impressionante: la foto di Brent Stirton, Memorie di una specie, ritrae un rinoceronte nero dilaniato da una ferita alla testa. Ucciso dai bracconieri per il commercio del corno di rinoceronte, un commercio vietato ormai da 40 anni, ma ancora in atto oggi dove, sul mercato nero, l’avorio è il terzo bene commerciato al mondo dopo l’oro e la cocaina. 

“… se proviamo disgusto è per la nostra stessa specie…”

Memorial to a species © Brent Stirton - Wildlife Photographer of the Year 2017

Memorial to a species © Brent Stirton – Wildlife Photographer of the Year 2017

Una delle sezioni che preferisco è Ritratti animali, perché mostra, attraverso i loro sguardi, l’intelligenza e la capacità di sentire che accomuna tutti gli animali.

La foto di Peter Delaney, Contemplazione, ritrae la bellezza di uno scimpanzé che si rilassa sdraiato a terra, guardando il cielo, dopo aver provato a conquistare una femmina senza successo. Bellissimi i ritratti dell’aquila di mare testa bianca, del rospo che si atteggia, della volpe artica che ha rubato un uovo di oca.

L’elefantessa del Kenya ha 

“… uno sguardo pieno di rispetto e intelligenza, essenza di un essere senziente…”

Anche nella foto Lo sguardo della balena il fotografo ha cercato di fissare

“… l’intensità dello sguardo, la sua intelligenza…”

quella di un grande mammifero che può vivere fino a 70 anni in natura.

The power of the matriarch © David Lloyd_Portraits_Wildlife Photographer of the Year 2017

The power of the matriarch © David Lloyd_Portraits_Wildlife Photographer of the Year 2017

La sezione Mondo subacqueo ci racconta della vita sott’acqua. La bellissima bocca spalancata dello squalo filtratore, le tecniche di pesca dei pesci palla e le loro strategie di difesa.

Molto bella la foto utilizzata nel volantino della mostra: Gli intrusi di King Lin con tre pesci pagliaccio in primo piano ognuno con un piccolo isopode parassita nella bocca. 

Affascinante anche la sezione dedicata a Piante e funghi. La foto vincitrice è L’arazzo della vita di Dorin Bofan che racconta la roccia metamorfica coperta di muschi in un bosco di betulle. Il mondo vegetale è davvero sorprendente, come nella foto Paradiso di acqua dolce del Brasile:

“… più a lungo osservi e più vedi…”

La sezione Documentario di quest’anno ci porta a un problema non ancora risolto: l’olio di palma. In questa parte della mostra mi ha molto impressionato la foto vincitrice: Sopravvissuti all’olio di palma. Tre elefanti adulti e un cucciolo si riuniscono ai bordi di una desolata piantagione di palma da olio:

“… si erano radunati, resi minuscoli da un paesaggio desolato e ormai profanato…”

Palm-oil survivors © Aaron Gekoski - Wildlife Photographer of the Year 2017

Palm-oil survivors © Aaron Gekoski – Wildlife Photographer of the Year 2017

Bellissime le foto delle piccole iguane giamaicane, lucertole rare, per le quali sono in atto campagne di protezione, così come l’immagine dell’uomo che si prende cura del pangolino. 

La foto della tigre in gabbia mi ha fatto sentire davvero molto a disagio, sempre per il suo sguardo in grado di comunicare. Finita nella trappola di un bracconiere, ha perso una zampa anteriore e ora grida dalla sua gabbia in un’immagine che comunica:

“…volevo catturare l’espressione di questa giovane tigre per evidenziare il suo dolore, la sua paura e sofferenza…”

Purtroppo anche il mondo degli uccelli paga un prezzo molto alto, come si vede nello scatto Il tormento degli uccelli: per un piatto tradizionale di Cipro, vengono catturati migliaia di piccoli animali, mettendo della colla sui rami dove si appoggiano e lasciandoli lì ad agonizzare.

I gruppi animali. Mammiferi. Bellissima la foto vincitrice, Il raduno dei giganti, capodogli che si incontrano nelle acque dello Sri Lanka. Lo scatto delle antilopi all’arrivo del coccodrillo, la caccia ai salmoni dell’orso bruno, la ginnastica in acqua delle foche di Weddel, l’incredibile attacco del leone alla giraffa. Nel fotografare Le tattiche del killer, un branco di orche a caccia di aringhe, il fotografo racconta:

“…È stato il più incredibile comportamento animale a cui ho assistito, un momento intenso e una straordinaria esperienza…”

Invertebrati. La mostra dedica una sezione anche a questi animali forse meno conosciuti. A vincere è lo scatto Granchi a sorpresa: un polpo si ritrova a cacciare tra un numeroso gruppo di granchi, 

“… come un bambino felice in un negozio di caramelle…”

Molluschi, mosconi blu, ragni saltanti, falene, cicale e formiche sono tutte rappresentate in questa sezione fotografica.

Uccelli. L’uccello incubatore dell’Australia, il bellissimo quetzal dai colori vivaci, i casuari australiani, le migrazioni degli gnu delle zebre che incontrano i marabù, animali opportunisti, rappresentano un mondo di animali che affascinano per la loro capacità di volare.

Rettili e anfibi. A vincere la sezione è la foto della tartaruga liuto e dell’antico rituale della deposizione delle uova che si ripete puntuale ogni anno. Il combattimento tra due coccodrilli sott’acqua, la raganella che combatte il tonchio e di nuovo la notte delle tartarughe. 

Altre due sezioni che amo particolarmente sono Bianco e nero e Natura in città.

Le fotografie in bianco e nero hanno sempre qualcosa di affascinante, nonostante la mancanza del colore. Forse è proprio per questo che catturano la nostra attenzione, fermandola su dei particolari.

La foto vincitrice, Passo a due polare, mostra le zampe di una mamma di orso polare col suo cucciolo, ferme ad annusare e ad assaggiare quello strano liquido che fuoriesce da una nave. In questo caso il contrasto tra il bianco della neve e del mantello degli animali e il nero della pozza di sostanze inquinanti è davvero allucinante. Molto bella la foto dello scoiattolo rosso che chiude gli occhi “come fosse in preghiera”, così come quella del combattimento di due lepri di montagna tra la neve e dei licaoni che si spartiscono la carcassa di una preda. Nel fotografare una spirale di squali grigi, il fotografo “ha provato non terrore, ma ammirazione”.

Polar pas de deux © Eilo Elvinger_Black and White_Wildlife Photographer of the Year 2017

La Natura in città ci fa riflettere sugli animali che si avvicinano sempre più ai luoghi abitati in cerca di cibo e protezione. Il succiacapre, un uccello dal piumaggio criptico, ha fatto il nido dentro un copertone di automobile. In Spagna, stormi di aironi guardabuoi si ritrovano in una baia industriale per trovare rifugio per la notte e volare via all’alba. Le motacille bianche sono uccelli che nidificano in luoghi molto strani, come ad esempio la mensola di una cucina in una casa abbandonata. Molto bella anche la foto del gatto che infastidisce un nido di falchi grillai.

Arrivati a questo punto della mostra, dovete concedervi ancora del tempo per le fotografie dei giovani. Ve ne racconto solo qualcuna per non togliervi il piacere della visita. Bellissimo lo scatto vincitore, Incastrato: una volpe rossa che ficca la testa nella neve a caccia di topi.

Stuck in © Ashleigh Scully_Wildlife Photographer of the Year 2017

Amo molto i lupi e la foto, Lo sguardo del lupo,  che ritrae questo bellissimo animale in Finlandia è una delle mie preferite così come L’abbraccio dell’orso, tra una mamma di orso bruno e il suo cucciolo.

Bear Hug © Ashleigh Scully _ Wildlife Photographer of the Year 2017

Bear Hug © Ashleigh Scully _ Wildlife Photographer of the Year 2017

Raccontare delle fotografie non è facile: occorre guardare con i propri occhi. Vi consiglio di visitare questa bellissima mostra per vedere di persona e provare tutte quelle fantastiche sensazioni che il mondo degli animali e della natura sanno regalarci ogni giorno. Forse così impareremo ad amarli e a rispettarli di più.

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