Il gatto, i malviventi e altre storie

I gatti sono i protagonisti di undici racconti che hanno dell’incredibile nel libro di Detlef Bluhm “Il gatto che arrestava i malviventi e altre storie”

Qualche settimana fa ho letto il libro”Il gatto che arrestava i malviventi e altre storie scritto da Detlef Bluhm. Mi è tornato in mente proprio all’inizio di dicembre perché una di queste storie parla proprio delle atmosfere del Natale.

Nel libro ci sono dei racconti davvero incredibili nei quali i gatti mostrano doti quasi soprannaturali tanto da chiedersi: sarà tutto frutto della fantasia dello scrittore oppure i gatti ne sono davvero capaci? (e mi sa che la seconda risposta è spesso quella giusta :-))

Il gatto che arrestava i malviventi

Una lettura interessante, tra gatti, gialli e storie da raccontare: “Il gatto che arrestava i malviventi e altre storie”

Il “Gatto tigre“, per esempio, è un racconto con protagonista un gatto che si trova nel mezzo di un delitto e segue le tracce del colpevole, un ricercato dall’F.B.I.

Nel racconto “Day dreamer“, invece, si parla dell’amicizia tra un cavallo da corsa e una gatta. Il cavallo corre solo se vede l’amica, una gatta nera che lo aspetta al traguardo. Certo, l’amicizia tra gatti e altri animali non è così insolita ed è stata documentata spesso.

I gatti sono ovunque, si sa, anche sulle navi, come nel racconto “Karl, il gatto della nave“. Karl è un gatto bianco e nero che ha perso l’occhio sinistro nella lotta con un gatto di città. Karl si imbarca sulla nave e segue le tappe del viaggio, per scendere poi al prossimo porto. Il bello è che riesce sempre ad essere a bordo in tempo per la successiva partenza: istinto felino? Chissà… Ad un certo punto della sua vita anche Karl si innamora di una micia e mette su famiglia. La sua vita finirà durante un combattimento, come un vero eroe.

Nel libro ci sono tanti racconti incredibili, come “Einstein e la gatta immortale“. La gatta Newton è bianca con striature grigie sulla fronte e sul dorso. Un alunno, dopo 15 anni, è alla ricerca del suo professore scomparso e lo trova. Trova anche una gatta, uguale, identica, a quella di un antico dipinto, quindi dovrebbe avere più di 500 anni. Sarà una gatta immortale?

C’è anche il caso dell’ultima lettera di Francesco Petrarca. Si ipotizza che lo scrittore, negli ultimi anni della sua vita, si sia innamorato di una gatta a tre colori, incontrata d’estate, alla quale ha pure scritto un’appassionante lettera d’amore.

La gatta del Broken” si trova sulla strada di un pittore che vuole scalare una montagna, d’inverno, nella nebbia. La gatta gli fa da guida, evitandogli di prendere pericolose strade senza uscita. Alla fine si scoprirà l’identità del pittore-scrittore e tutti resteranno sbalorditi (ma questo è un particolare che non vi svelo).

Un gatto si trova perfino ad essere testimone di un fatto di cronaca e aiuterà uno scrittore di gialli nelle sue investigazioni.

Il racconto dal titolo “Frate Medardus” è quello al quale mi sto ispirando per il post di Natale. Dunque, vi lascio con la suspance e la curiosità.

L’ultima storia del libro mi ha lasciato sbalordita. S’intitola “La gatta e la morte“. Tutti abbiamo un certo appuntamento con questa Signora e non possiamo scappare. Ma se si potesse rimandare? Come? Certo bisogna scendere a patti con Signora Morte la quale sembra essere molto affascinata dalle belle storie, dai racconti. Allora, come guadagnare un altro anno di vita? Con due, tre, belle storie da raccontare :-)

“La vecchia gatta rimase sul prato e si rotolò felice sulla schiena da un lato all’altro facendo le fusa. Per un anno poteva stare tranquilla perché la Morte avrebbe teso la sua mano protettiva sopra di lei. Un paio di storie le aveva in serbo. Tuttavia, in questo periodo, si ripromise di tenere le orecchie ben aperte. Forse ne poteva mettere insieme ancora altre due. Non immaginavo, pensò allegra, che le storie potessero essere così utili”

Questa sarebbe una buona notizia e, se non ritarda la morte, raccontare storie belle e interessanti, magari che parlino di animali, piante e natura, di sicuro ci rende più piacevole e lunga la vita :-)

Il post fa riferimento al libro di Detlef Bluhm – Il gatto che arrestava i malviventi  altre storie – Corbaccio Editore

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