I cinque sensi in giardino

Il giardino è la natura a portata di mano. Leggendo il libro “Effetto biofilia” sono rimasta affascinata dal potere terapeutico dei nostri orti e giardini e da come possiamo allenare i nostri cinque sensi tra fiori e piante.

Ho letto da poco il bellissimo libro di Clemens G. arvay dal titolo Effetto biofilia. Un libro scorrevole e interessante, scritto da un biologo e basato su dati scientifici che ci racconta “il potere di guarigione degli alberi e delle piante”.

Il bosco è il luogo dove praticare l’effetto biofilia. Ne ho parlato in due post sul blog della casa editrice Gruppo Macro, raccontando come Potenziare il nostro sistema immunitario nel bosco e Passeggiare nel bosco: i benefici.

Se vuoi sapere cosa significa “effetto biofilia”, ho creato questo breve video

Nel libro, oltre alla natura selvaggia e al bosco, si parla della natura più a portata di mano: quella degli orti e dei giardini. Gli orti e i giardini sono da millenni zone create e curate dall’uomo per avere a disposizione cibo fresco e sano – come diciamo oggi, a chilometro zero.

Prendersi cura di orti e giardini fa bene alla nostra salute. Stare all’aria aperta, sistemare foglie e fiori, seminare e raccogliere, sono tutte attività salutari. Il sole e la luce, anche in inverno, hanno la caratteristica di far produrre al nostro organismo serotonina e vitamina D, sostanze che aiutano a ridurre lo stress e ad aumentare la concentrazione e l’attenzione.

Orti e giardini ci ricordano la ciclicità della vita, il susseguirsi delle stagioni. In inverno, attendiamo che il gelo e la neve passino e che arrivi la primavera che si preannuncia con i primi verdi germogli, per poi sbocciare con nuove foglie e fori colorati. L’estate ci fornisce i suoi frutti, è tempo di raccolta, di mettere via i semi per il nuovo anno, di preparare il terreno per nuove future coltivazioni.

Le piante ci affascinano,

“le piante sono esseri di luce”

sono in grado di utilizzare la luce solare per produrre nutrienti ed energia, sono alla base di ogni altro tipo di alimentazione.

Da sempre l’uomo ha coltivato piante e modificato il loro genoma facendo incroci favorevoli alle coltivazioni, incroci per avere più frutti, per ottenere piante più resistenti. Ne sono un esempio il pomodoro, le zucche, le mele e le pere che hanno subìto una loro evoluzione aggiunta a quella portata avanti dall’uomo.

Quello che più mi affascina del giardino è la riscoperta dei cinque sensi.

La vista nei giardini ci fa immergere in un mondo pieno di verde, del giallo, del rosso e del marrone delle foglie nelle varie stagioni. I colori dei fiori e dei frutti, le loro mille sfumature sono un piacere da non perdere. Il giardino ci fa scoprire anche simmetrie e asimmetrie, forme e perfezione, ma anche la bellezza delle imperfezioni e della diversità.

L’olfatto trova il suo mondo nel giardino. I profumi che indossiamo ogni giorno provengono da essenze ricavate dal mondo vegetale. L’erba appena tagliata, il muschio, la corteccia del legno sono odori che ognuno ha sperimentato passeggiando per boschi e giardini.

Una curiosità che ho letto in questo libro riguarda uno dei profumi più amati: la rosa. La rosa è uno dei fiori più belli e più amati anche per il suo profumo: sapete perché? Perché ci riporta alla nostra infanzia, alla vita nel grembo materno. Il profumo dell’indolo, presente nelle rose, è simile a quello dell’indolo che abbiamo respirato come sostanza di scarto del liquido amniotico nel quale siamo stati immersi per i primi nove mesi della nostra vita. Nella sua forma pura, infatti, l’indolo sa di frutta troppo matura. Il nostro cervello però sa riconoscerlo nella rosa, dove assume la sua caratteristica fragranza trovandosi assieme ad altri elementi.

Forse è proprio per questo che la rosa ci piace tanto – a me per prima, è il mio fiore preferito – perché la associamo alle sensazioni di calore, protezione, amore, nutrimento.

rose

Il profumo dell’indolo, presente nelle rose, è simile a quello dell’indolo che abbiamo respirato come sostanza di scarto del liquido amniotico nel quale siamo stati immersi per i primi nove mesi della nostra vita

Anche il gusto trova ampio spazio nell’orto. Frutta e verdura sono il dono che ci offre tutto l’anno. Le radici e i tuberi dei quali ci nutriamo hanno sapori diversi dalle foglie, dai fiori, dai germogli.

Il tatto è un senso tutto da provare nei nostri giardini e nell’orto. È bello fermarsi a toccare le foglie, i rami, i tronchi, le cortecce e poi i fiori e i frutti. Chi non è in grado di vedere, nell’orto e nel giardino può allenare il tatto a riconoscere quello che trova sul suo cammino.

Anche l’udito trova spazio negli orti e nei giardini. Nel libro Effetto biofilia si parla del movimento che fanno le radici delle piante. Si tratta di uno schiocco che non viene percepito dall’udito umano, ma che le orecchie di altri animali sono in grado di riconoscere. E poi il vento, la pioggia, il canto degli uccelli, i suoni prodotti dagli animali sono tutti parte dell’ecosistema dell’orto e del giardino che ospitiamo sotto casa.

Negli orti e nei giardini possiamo ritrovare molti simboli. Il simbolo è un disegno che viene percepito dall’inconscio umano e che spesso rimanda allo stesso significato in culture diverse, in popoli lontani migliaia di chilometri. Il verde è simbolo di vita, di speranza, di giovinezza, è la primavera, il germoglio, un nuovo inizio, è la crescita e lo sviluppo.

Il potere terapeutico di orti è giardini è sotto gli occhi di tutti noi. Curare un giardino o un orto è come prendersi cura di un animale domestico: richiede responsabilità e amore.

Il giardino ci aiuta a porre la nostra attenzione all’altro, al diverso da noi, ai bisogni degli altri esseri viventi. Quando arrivano buoni risultati, poi, la nostra autostima ne ricava grandi benefici e fiori e frutti ci ripagano del lavoro fatto e dell’attesa.

Insomma il giardino è per tutti. I suoi stimoli sensoriali sono lì a nostra disposizione. Il giardino, come gli animali e la natura, non discriminano e ci amano per come siamo. Chi ha una disabilità, chi non può utilizzare appieno i cinque sensi, trova nell’orto e nel giardino un luogo ideale, dove può essere sé stesso, senza essere giudicato, né discriminato, perché:

“… lì nessuno riceve meno degli altri, la natura offre qualcosa a tutti”

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