Visitando l’Orto Botanico di Bologna

Sono stata un weekend a Bologna in occasione del SANA e ho visitato il bellissimo Orto Botanico presso l’Università della città. Vi racconto il mio percorso e vi consiglio di visitare l’Orto se passate da quelle parti.

L’Orto Botanico ed Erbario dell’Università di Bologna è uno tra i più antichi d’Europa (nasce nel XVI secolo). Amo molto la botanica, le piante, gli orti botanici e i giardini. Appena ho avuto la possibilità di trascorrere qualche giorno a Bologna ho subito pensato di farmi un giro in mezzo alla natura, tra il verde e gli alberi di questa zona dell’Università dedicata allo studio e alla ricerca, ma aperta anche alla conoscenza del pubblico, dei visitatori, delle famiglie.

L’Orto Botanico è davvero grande: una superficie di 2 ettari che arriva fino alle mura antiche della città. Raccoglie al suo interno collezioni tematiche di pregio e ricostruzioni di ambienti naturali. Sono presenti anche quattro serre: due tropicali, due di piante succulente e una piccola serra di piante insettivore.

L’ingresso è sulla via Irnerio, da dove si accede a numerose facoltà universitarie di carattere scientifico. Appena entrati, ci accoglie il giardino anteriore con piante arboree e gimnosperme. Caratteristico di questa zona un grande Ginkgo biloba, un’antica pianta a seme presente anche in molti giardini della mia città, Milano. Camminando nel verde si incontra poi una metasequoia, una conifera del periodo Terziario, che abitava la nostra Terra 600 milioni di anni fa e che si pensava fosse estinta. In questa zona anteriore ci si può fermare a sostare sulle numerose panchine attorno alla fontana che ospita piante delle zone rocciose.

Camminando oltre si arriva al vero e proprio ingresso dell’Orto Botanico: il giardino posteriore. Qui sono stati ricostruiti molti ambienti tipici della zona di Bologna, primo fra tutti il bosco di latifoglie. Proseguendo si incontrano poi le serre, l’orto dei semplici, le collezioni tematiche, note soprattutto per le rose, e il bosco-parco. Belle anche le vasche con piante acquatiche spontanee italiane, molte delle quali davvero rare, e le vasche con specie esotiche.

La serra delle piante succulente raccoglie tutte le principali famiglie di questo raggruppamento botanico. Sono disposte secondo la zona geografica di origine: America centro-meridionale, Africa, Madagascar, Canarie e secondo la loro fisiologia.

La serra tropicale, invece, è ricca di Bromeliacee ed orchidee, tipica vegetazione delle foreste pluviali. Raccoglie anche molte piante alimentari che provengono proprio da quelle zone: caffè, palma da cocco, datteri, spezie e piante medicinali.

La serra delle piante carnivore presenta diverse specie di piante molto particolari. Le carnivore sono in grado di catturare piccoli insetti con varie strategie molto elaborate ed efficaci. Questo per poter integrare la loro dieta di acqua e sali minerali con sostanze di origine animale.

La visita prosegue quindi con l’Orto dei semplici. Molti orti botanici sono nati come orti dei semplici: nel Medioevo venivano allestiti per coltivare e studiare le piante medicinali, quelle dalle quali si ricavano medicine e principi attivi usati in erboristeria. Il primo Orto Botanico di Bologna fu fondato nel 1568 proprio come orto dei semplici dal grande naturalista Ulisse Aldrovandi. Qui si possono trovare le piante aromatiche, la digitale, l’equiseto, la calendula, il peperoncino, il ricino, la cicuta, la belladonna.

Dopo la zona dell’orto dei semplici, si cammina verso il bosco golenale, una zona di boscaglia tipica della pianura emiliana. Qui crescono piante che amano l’umidità e alberi quali il pioppo bianco, i frassini e gli aceri.

Dopo la boscaglia si incontra lo stagno, specchio d’acqua dolce che raccoglie molte specie animali e vegetali tipiche di ecosistemi che in natura stanno scomparendo. Tritoni, coleotteri, girini, chiocciole e libellule sono tutti abitanti di questo stagno.

Alla fine del percorso troviamo il giardino roccioso. Una zona composta da blocchi di gesso tipici delle zone collinari bolognesi e romagnole. Si incontrano piante quali le felci, le Crassulacee, le opuntie, ma anche il timo e il cisto. Segue poi una zona con rocce diverse, rocce basiche con carbonati (calcari, dolomie, marne). Infine, la zona con rocce acide e suoli a pH acido chiude il giro del giardino roccioso.

Il bosco è l’ultima zona che si incontra durante il percorso di visita all’Orto. Si tratta di una ricostruzione dei boschi appenninici che si possono incontrare nelle zone collinari e montane dell’Emilia. Le piante qui sono distribuite in fasce di vegetazione fino ad arrivare ad una zona più asciutta e soleggiata che ospita piante del bosco sempreverde mediterraneo.

La mia visita si è conclusa qui. Purtroppo non sono riuscita ad accedere all’Erbario, ma mi sarebbe piaciuto molto visitarlo. È un’area chiusa al pubblico e aperta solo per motivi di studio e ricerca. L’erbario di questo Orto Botanico contiene 100.000 campioni e le collezioni di Ulisse Aldrovandi e Antonio Bertoloni

Se abitate in zona o se siete in viaggio a Bologna, se amate il verde, la natura e i giardini, vi consiglio di programmare qualche ora di visita a questo bellissimo giardino. Proseguendo poi la vostra camminata per via Zamboni, vi ritroverete proprio nel centro della città. Un modo per unire la storia e l’arte alla natura e al paesaggio in un’unica giornata.

*nota* Molti nomi di piante e i nomi delle varie zone del percorso sono tratti dal volantino guida fornito ai visitatori all’ingresso dell’Orto, curato dall’Orto Botanico ed Erbario, Sistema Museale di Ateneo, Bologna

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2 Comments on “Visitando l’Orto Botanico di Bologna

    • Grazie Katia. Sono stata a Bologna per la prima volta e ho scelto un paio di mete di mio interesse, ma senz’altro ne ho tralasciate altre per i prossimi viaggi :)

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