I ghiacciai ci parlano. Intervista a Angaangaq Angakkorsuaq

I ghiacciai ci parlano, ma noi esseri umani sappiamo ascoltarli? Ecco la mia intervista ad Angaangaq Angakkorsuaq, sciamano e cantastorie, anziano eschimese Kallallit che vive nel nord della Groenlandia, profondo conoscitore della natura, ci racconta il rapporto dell’uomo col clima

Ice Wisdom, la saggezza del ghiaccio. I ghiacciai della Groenlandia, del Nord del mondo ci parlano da sempre. Raccontano il nostro rapporto con le piante, con gli animali, e anche col clima. E tutti questi fattori sono cambiati nel tempo. Ma i ghiacci continuano a parlarci. E noi, esseri umani, sappiamo ascoltarli?

Angaangaq Angakkorsuaq è uno sciamano, un guaritore e un cantastorie. È un Anziano degli eschimesi Kalaallit nell’alto nord della Groenlandia – Kalaallit Nunaat. Parla in congressi e convegni su temi inerenti all’ambiente, al cambiamento del clima e ai problemi degli indigeni. Il suo impegno per l’armonia interculturale è largamente riconosciuto.

Sono molto interessata ai popoli nativi delle zone più diverse e difficili del mondo. Loro conoscono la natura, le piante, la vera essenza dei luoghi. Che siano i nativi americani, le popolazione delle grandi foreste oppure delle zone più fredde del mondo, come Angaangaq Angakkorsuaq, credo che queste persone abbiamo una grande saggezza che deriva dal contatto stretto con la natura.

Perciò, quando ho avuto questa possibilità, sono stata felice di poter rivolgere tre domande a questa grande personalità.

Grazie a Greta La Rocca che ha permesso l’intervista. L’attività e l’impegno di Angaangaq nel mondo è sostenuta e organizzata da Icewisdom International LCC, una società internazionale nata per portare nel mondo il messaggio e gli insegnamenti dello sciamano. La sede principale è in Florida, negli Stati Uniti, mentre in Europa è attiva la società gemella Icewisdom Germany, con sede a Monaco di Baviera

Angaangaq Angakkorsuaq

Angaangaq Angakkorsuaq (foto © dal sito IceWisdom.com)

Ecco dunque la mia intervista: INTERVISTA di Sabrina Lorenzoni.

1) Come sono cambiati la natura e il paesaggio nell’Artico?
Tutto è cambiato: il sole si alza prima perché il Grande Ghiaccio è più basso. A causa del cambiamento climatico gli alberi hanno cominciato a stare in piedi. Lo scioglimento del permafrost nel suolo ha dato vita a nuovi insetti che non abbiamo mai visto prima. Sono arrivati nuovi animali e, siccome il mare è più caldo, anche nuovi pesci. Nello stesso tempo, il mare non ghiaccia più, il che influisce su tutto il ciclo di vita. Sono nati anche fiori nuovi, piante nuove. Non conosciamo i loro nomi, non sappiamo se possiamo usarli come medicine, se possiamo mangiarli… però ce ne sono tantissimi, molti più di prima.

E con l’aiuto della tecnologia moderna possiamo avere l’agricoltura nel sud della Groenlandia. Inoltre, il terreno si sta alzando, perché non c’è più il grande peso del ghiaccio. Perciò si può dire letteralmente che, mentre il ghiaccio si sta sciogliendo, il terreno si sta alzando.

Gli eschimesi in Groenlandia riescono ad adattarsi a questo nuovo mondo, a differenza di quello che accade in altre parti del mondo dove adattarsi ai cambiamenti è più difficile.

2) Quali evidenze ci sono di un cambiamento climatico? Quale ruolo ha l’uomo all’interno di questo cambiamento?
I venti sono diventati più forti, anche le piogge sono aumentate, c’è più siccità, più calore, ma anche più freddo… le onde del mare sono diventate più alte, le correnti stanno cambiando, l’acqua si sta espandendo. E l’uomo, che ruolo ha? Non sapeva che cosa stavano accadendo… se avessimo capito prima, forse saremmo stati molto più prudenti nell’utilizzo delle nostre risorse. Da secoli sappiamo che gli alberi creano ossigeno per noi, ma cosa facciamo? Li tagliamo!

Groenlandia

Groenlandia (foto © dal sito IceWisdom.com)

3) Come dovrebbe essere il rapporto uomo-natura?
L’uomo dovrebbe conoscere la natura così come la conosceva un tempo. … ma è diventato sempre più difficile, perché la maggior parte di noi vive nelle grandi città, in Paesi tutti sviluppati. La natura selvatica non esiste quasi più. Nell’Europa occidentale non ci sono zone incontaminate; il nostro rapporto con Madre Natura non è come dovrebbe essere… pensiamo ai nostri parchi, estinguiamo molte specie di animali. E ciò accade anche per il mondo delle piante: per esempio vi sono molte specie di mele diverse, ma nei negozi troviamo solo quelle economicamente più vantaggiose.

Come possiamo ritrovare l’armonia? Usciamo all’aperto e rendiamoci conto di ciò che abbiamo perso. Molte persone però non riescono neanche più a immaginarsi la bellezza della natura, perché non l’hanno mai vista. Quando penso agli Stati Uniti… è un Paese incredibile, ma molti americani non hanno mai visto la vera natura perché hanno sempre e soltanto vissuto nelle grandi città. Una volta ho tenuto un discorso in una scuola a Philadelphia e ho chiesto da dove vengono le galline. Un ragazzino di dieci anni mi rispose: “Dal Kentucky Fried Chicken”. Dobbiamo recuperare il rapporto con Madre Natura.

Parole vere, parole sagge. Quella saggezza semplice e diretta che solo chi conosce profondamente la natura e il mondo può avere. Sono molto contenta di avere avuto questa opportunità e condivido le parole di Angaangaq Angakkorsuaq.

E voi, cosa ne pensate? Il ghiaccio ci parla da sempre. E noi, sappiamo ascoltarlo?

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2 Comments on “I ghiacciai ci parlano. Intervista a Angaangaq Angakkorsuaq

  1. Mah?!! Certo le parole di un grande saggio che ha testato con mano questi mutamenti nell’immenso laboratorio a cielo aperto del tetto del mondo sono significative, quantomeno di una loro percezione nella cultura di uno dei pochi popoli ancora legati ai cicli naturali. Da qui ad affermare che vi sia in atto un cambiamento climatico di origine antropica, al di fuori delle normali fluttuazioni cicliche di qual grande sistema omeostatico che è la Terra, ce ne corre. La scienza è stata inventata proprio per questo.

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    • Ciao. Questo è il pensiero di un saggio che vive in Groenlandia, un eschimese. Concordo con quello che dice, le sue sono parole sagge. Certo spetta alla scienza spiegare il cambiamento climatico in corso sulla base dei dati scientifici che abbiamo

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