Orticola 2017, cinque curiosità

Anche quest’anno sono stata ad Orticola in una bellissima giornata di sole. Un’esposizione, un mercato a cielo aperto in una location unica, al centro di Milano, tra arte, scienza e giardini.

Chi legge spesso i miei post saprà che sono un’appassionata della mostra mercato Orticola che ogni anno si tiene nel cuore di Milano. Il posto è bellissimo: i giardini pubblici Indro Montanelli con davanti il Museo di Storia Naturale e di lato la PAC, Padiglione d’Arte Contemporanea. Un insieme di arte, scienza e giardini.

Anche quest’anno gli espositori sono numerosissimi. Rose, gerani, peonie, ortensie, buganvillee, erbe aromatiche e tante altre varietà di bellezza e di utilità per le nostre cucine. Il bello di Orticola è che puoi ritrovare il vivaista che ti ha venduto una certa pianta, comprarne una nuova, raccontargli di come e quanto è cresciuta e se ha fiorito oppure no. Ma il bello è anche scoprire qualche novità all’interno degli espositori già conosciuti. Ecco cinque idee nuove che ho trovato ad Orticola 2017.

1 – La rosa di Brera. Quest’anno la Pinacoteca di Brera e l’adiacente Orto Botanico hanno voluto adottare una rosa, da mettere a dimora nell’Orto, che rappresentasse lo spirito di Brera. La rosa è stata scelta tra le rose ibride ancora senza nome presso il vivaio Barni di Pistoia.Il Direttore della Pinacoteca, James Bradburne, insieme al Direttore dell’Orto Botanico, Martin Kater, alla presenza della signora Francesca Marzotto Caotorta, vice Presidente di Orticola, hanno raccontato come è avvenuta la scelta.

Bradburne, un uomo certamente fuori dagli schemi, voleva una rosa che rappresentasse Brera e ha scelto questa perché cambia colore durante l’apertura del fiore, dal giallo, al rosso intenso, al rosa e ha un petalo stellato, frastagliato, insomma una rosa non standard e soprattutto piena di poesia.

rosadibrera

2 – OrtoBrick. Girando tra gli stand, mi hanno colpito queste zollette, a forma di saponetta, che contengono tutto il necessario (terra, nutrienti e semi) per far crescere in un vaso alcune specie aromatiche: basilico, prezzemolo e anche la rucola. Pensato da un’azienda toscana, Ortobrick, è ideale per chi vuole farsi un piccolo orto sul balcone, sulla mensola della cucina o sulla scrivania, ma non è esperto di coltivazioni e ha paura di sbagliare. Qui è tutto pronto: basta seminare e innaffiare.

ortobrick

3- HotiVeS. Preservare la biodiversità, rispettare l’ambiente, assciurare un’alimentazione più sana e disponibile sono alcuni dei progetti di HortiVeS.Il progetto di ricerca, promosso e coordinato dall’Associazione Filiderba, vuole valorizzare la conoscenza delle varietà orticole locali ed antiche. L’Orto dai Sapori Antichi ricerca semi di varietà (o meglio, “accessioni”) locali antiche per riscoprirle, studiarle, farle conoscere e tutelarle grazie alla conservazione del germoplasma fatta in laboratori e strutture di ricerca tecnologicamente moderni.

In pratica, iscrivendosi al progetto si accettano le sue regole e si piantano ogni anno 5 varietà di semi che l’Associazione ci assegna per far crescere questi ortaggi, gustarli, farli conoscere e preservare a nostra volta parte di questi preziosi semi.

hortives

4- Kokedama, erbe da compagnia. Al centro del giardino, nei pressi della fontana, in una zona all’ombra, mi sono fermata ad ammirare i kokedama di kokedma&co, queste perle di muschio sospese nell’aria. Sono legate all’arte giapponese e alla cerimonia del tè, ma quello che mi ha colpito sono le loro fluttuazioni nell’aria. Accanto ai vasi ci sono delle campanelle che si muovono al vento, accompagnando le piante in un momento di relax e poesia. Non ci si allontanerebbe più, tanta è la grazia e la tranquillità che si trova…

kokedama

E poi, passiamo alla parte fashion, modaiola, da centro città che si respira qui ad Orticola.

5- Arrosoir & Persil. Ogni anno sono affascinata da questi accessori da giardino. Arrosoir&Persil creano fiori, papaveri, margherite, fiori blu da mettere come decorazione nel giardino, sul balcone, sul terrazzo. Sono oggetti creati da materiale metallico di recupero e di riciclo e il loro progetto include lo sviluppo sostenibile in zone dello Zimbabwe. Ci sono anche gli animali: rondini e martin pescatore, farfalle e formiche, gatti e pavoni. Ogni anno trovo delle new-entry: il coccodrillo, gli scarabei e una gigantesca mantide religiosa sono quelle di questo 2017.

papaveri

E per concludere, mi piace molto riscoprire la parte dei tessuti e degli oggetti in vetro di All’Origine Si tratta di oggetti di antiquariato, in stoffa, in ceramica, in vetro e in altri materiali. È bella l’idea che possano tornare a vivere, da una casa che è stata svuotata, verso un’altra da arredare. Non amo lo spreco e il consumismo e apprezzo sempre questi oggetti bellissimi di seconda mano.

vetrietessuti

Non c’è Orticola senza cappellini e anche quest’anno c’è stato un ampio sfoggio di queste fantastiche creazioni di Federica Davoli (su Instagram @federicadavol1). Orticola, da questo punto di vista, non ha nulla da invidiare alle corse di cavalli inglesi, dove le dame sfoggiano eccentrici cappelli e decorazioni. Anzi, qui non si hanno animali da far correre, ma solo piante bellissime da ammirare.

cappellini

Se volete saperne di più su questa edizione di Orticola, cercate le mie foto Instagram @curiosa_di_natura. A breve qualche mini-racconto su Steller. Qui i miei post delle edizioni del 2013 , 2014 e 2015. Orticola 2017 prevede anche molti altri eventi del “fuori Orticola”. Sul sito, potete trovare tutte le informazioni. Buona visita :-)

 

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