Il mio Tempo di Libri a Milano

Negli scorsi giorni a Milano si è svolta la prima edizione di Tempo di Libri. Sono stata a fare un giro e ho partecipato anche un incontro interessante sulle piante. Per non parlare di incontri reali. Ecco come è andata.

Dal 19 al 23 aprile a Milano, presso Rho Fiera, si è svolta la prima edizione di Tempo di Libri, fiera dell’editoria italiana. Sono stata a visitarla e mi è sembrata interessante. Due padiglioni con molti stand di case editrici note a livello nazionale (e internazionale) e altre piccole realtà dell’editoria indipendente. A mio parere, questa fiera non è da vedere in competizione con il Salone del Libro di Torino che è diverso, molto più grande e più noto e con trent’anni di vita alle spalle. Semplicemente sono contenta che a Milano ci sia una settimana dedicata al libro, oltre che quelle dedicate alla moda, al mobile, alla musica e all’architettura (dal prossimo giugno).

tempodilibri17

L’alfabeto degli incontri a Tempo di Libri Milano #TdL17

Ho girato per stand in cerca di titoli da leggere nel futuro, ho preso qualche contatto, sperando in qualche collaborazione. Ho trovato molte idee per le prossime letture, anche da raccontare qui nel blog. Se volete avere qualche suggerimento di lettura, su ambiente, animali e non solo, lo riceverete nella newsletter ai primi di maggio, il tempo di organizzarla (se non siete iscritti, potete farlo a questo link). Intanto qui c’è anche il mio mini-racconto fotografico.

A Tempo di Libri ho incontrato Noemi e sono ancora molto felice ed emozionata. Il suo blog di libri, Tazzina di caffè, è uno dei primi che ho seguito e che seguo tuttora e che mi ha ispirato ad aprire questo blog (anche il nome ha una certa assonanza, forse). Grazie per l’incontro, per la foto, e per le chiacchiere. Dunque, se volete un parere un po’ più autorevole su questa fiera, vi rimando senz’altro a questo post di Noemi e vi invito a seguire le sue proposte di lettura, sempre molto attuali e interessanti.

Durante Tempo di Libri ci sono stati numerosi incontri con gli autori che hanno firmato anche copie delle loro ulite opere letterarie. Io ho partecipato all’incontro dedicato al nuovo libro di Stefano Mancuso: Plant Revolution. Perché è un argomento che mi incuriosisce sempre.

Di questo autore avevo già letto Biodiversi (ma anche “Uomini che amano le piante“) e mi era piaciuto molto. In tre quarti d’ora circa ha raccontato come mai le piante sono rivoluzionarie, rispondendo ad alcune domande che lui e il suo staff di ricerca sulle piante si sono posti durante i loro esperimenti.

1- Come fa il fagiolo a trovare il supporto? Quando la pianta cresce, le viene messo alla destra o alla sinistra, un supporto in legno e lei lo trova e ci si aggrappa. Perché le piante hanno una coscienza, intesa come consapevolezza di loro e del mondo che le circonda. Non solo, ma le piante di fagiolo competono (di brutto) per trovare per prime il supporto e assicurarsi una buona crescita.

2 – Perché la mimosa pudica chiude le foglie a volte sì, altre no? È una tecnica per tenere lontani gli insetti, ma questa tecnica costa energia e va dosata bene. Un esperimento interessante rivela la coscienza delle piante: se faccio cadere per terra un vaso di mimosa, questa chiude le foglie. Se lo faccio cadere per altre 2,3,4,5, volte, la pianta si ricorda e non le chiude più perché ha capito che non si tratta di un pericolo.

3- Dove e come conservano le informazioni se non hanno un cervello? I neuroni sono le cellule animali in grado di produrre e trasmettere segnali elettrici. Nelle piante, ogni cellula è in grado di fare questo.

“La pianta è un grande cervello”

Le piante hanno scelto di non avere organi perché, stando ferme, è meno pericoloso per loro. D’altra parte, per gli animali è essenziale avere gli organi, ma allo stesso tempo molto rischioso: se ti si rompe il cuore o il cervello non ne hai un altro per sostituirlo, mentre le piante possono perdere gran parte del loro corpo e vivere lo stesso.

4- Le piante sono moderne, non sono antiche come pensiamo noi. Le piante con fiore, se guardiamo l’età della Terra, sono organismi moderni che hanno sviluppato relazioni sociali con altre piante e con gli insetti impollinatori.

5- Le piante sono abili comunicatori. Hanno tipi di comunicazione universali e altri legati al clan, alla cerchia delle piante vicine. Le piante percepiscono suoni e frequenze. Ad esempio la frequenza 200 Hz è quella dell’acqua che scorre e le piante sanno riconoscere bene questo suono.

Dunque, le piante sono esseri dotati di intelligenza e coscienza di sé e dell’ambiente circostante. Sono esseri sofisticati, in grado di mettere in atto delle strategie.

In biologia, dice Stefano Mancuso, non c’è stata ancora una rivoluzione come quella copernicana, che ha portato a scoprire che è il Sole al centro del Sistema Solare, non la Terra. L’uomo mette ancora sé stesso al centro dell’Universo e considera e valuta tutto secondo una propria visione antropocentrica. E questa è una follia, dice Mancuso. Le piante sanno quello che serve loro per vivere, così come accade agli animali.

In conclusione, sono davvero felice di questa fiera milanese e mi preparo a seguire il suo sviluppo negli anni futuri :-) E voi, ci siete stati? Cosa ne pensate?

3 Comments on “Il mio Tempo di Libri a Milano

  1. Pingback: 1_Qual è il tuo animale guida? | curiosa di natura

    • Hai ragione, Paolo. Devo dire che a Milano gli eventi sono molti e un paio di volte sono stata anche al Salone del Libro di Torino. Spero che anche in altre regioni possano nascere presto iniziative simili. Un saluto

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