Koert van Mensvoort: natura e tecnologia

Ho seguito online l’incontro con Koert van Mensvoort al Museo Scienza di Milano, organizzato da Meet The Media Guru. Natura, tecnologia, uomo i temi trattati con nuovi progetti e sogni che condivido.

Non potendo essere presente in sala per motivi famigliari, ho deciso di seguire online l’intervento di Koert van Mensvoort al Museo della Scienza e Tecnologia di Milano. L’incontro è stato organizzato da Meet The Media Guru. Per dirla tutta, quella sera il collegamento internet non mi funzionava e mi sono presa una seconda serata per rivedere il video.

Koert è una persona che fa qualsiasi cosa ed è appassionata di qualsiasi cosa: architetto, blogger, designer, amante della natura, della tecnologia, dell’uomo. Anche lui mi ha incuriosito, così come John Thackara che ho seguito lo scorso anno.

Koert (d’ora in poi lo chiamerò solo col nome, visto il cognome complicato) inizia parlando di tecnologia: i dispositivi elettronici che sono attorno a noi sono davvero tanti. Koert ha raccontato cose che definire futuribili è forse poco. Piante che crescono in base ai dati numerici che forniamo loro. Vernice delle pareti interattiva che cambia colore a seconda del nostro umore. Lampada che viene ricaricata dalle alghe che ci vivono dentro.

Cosa mi ha colpito del discorso di Koert? Un punto è senz’altro il fatto che la tecnologia fa parte della nostra vita.

“L’essere umano è tecnologico per natura”

È come se ci fossero tre pianeti paralleli: quello geologico, quello dato dalla biosfera e quello dato dalla rete dei dati e dalla tecnologia.

Screenshot della presentazione di Koert van Mensvoort: la geosfera, la biosfera e la tecnosfera

Un secondo discorso interessante è quello della carne. L’Olanda, il Paese di Koert, sta producendo carne in laboratorio. Non so se in futuro si andrà in questa direzione e non mi interessa tanto la carne in sè. Quello che mi ha colpito del suo ragionamento è che produrre carne in laboratorio limita la sofferenza degli animali, elimina il problema etico del mangiare un altro essere umano. Un secondo esempio a questo proposito è quello di un acquario da tenere in casa che contiene degli ibridi tra piante ed animali, esseri creati in laboratorio. In questo modo i pesci non sono veri, non soffrono nello stare chiusi, non soffriamo noi umani per le loro condizioni.

“Next Nature. Nature changes along with us”

L’essere umano è nella natura. C’è una coevoluzione tra l’uomo e la natura. C’è una coevoluzione tra l’uomo e la tecnologia. Le api si evolvono assieme ai fiori che impollinano, così l’uomo si evolve assieme alla tecnologia che produce. Purtroppo, al momento, la biodiversità diminuisce e ci sono più brevetti che specie vegetali e animali. Ma il mondo non è perfetto, gli esseri umani non sono perfetti e insieme ai vantaggi dobbiamo anche saper affrontare i problemi che la tecnologia ci pone.

La piramide della tecnologia. Molto interessante il discorso sulla piramide della tecnologia. Una piramide fatta di sette scalini. Alla base c’è un’idea, un pensiero. Poi la tecnologia che usiamo (telefono, televisione…) e la tecnologia applicata (il petrolio, l’energia solare, l’energia eolica). Un gradino più sopra c’è la tecnologia “accettata”, quella che entara a far parte della nostra quotidianità: il cellulare, l’automobile, il GPS. Al quinto livello c’è la tecnologia vitale, quella di cui non possiamo fare a meno. Qui l’esempio di Koert è interessante: possiamo fare a meno delle fogne? Possiamo fare a meno di internet?

Al sesto livello arrivano le sorprese, cose alle quali, sinceramente, non avevo pensato: la tecnologia invisibile, come l’alfabeto, l’orologio. Impariamo da piccoli ad utilizzarli e poi sono così naturali che non ci sembrano nemmeno più tecnologia. Al livello più alto c’è la “tecnologia naturalizzata”, quella che è talmente parte di noi che se ci chiedessero degli esempi di tecnologia, chi nominerebbe l’agricoltura, l’abbigliamento, il cucinare? Sono tutte tecnologie ma ce ne siamo dimenticati, perché sono ormai parte della nostra vita.

Screenshot della presentazione di Koert van Mensvoort: la piramide della tecnologia

 

“Tu, che sogno hai?” Koert ha fatto questa domanda che è stata fatta anche a lui. Ognuno ha un sogno. Ascoltando questo discorso ci ho ritrovato uno dei miei sogni ecologici per questo mondo: quello della Eco-Coin

Dare valore alla natura: ne ho parlato anche nel mio ebook, è un tema che vorrei vedere realizzato nel futuro. Facciamo un esempio (potete trovarlo qui, nel sito Next Nature). Il signor Alberto ha una piccola fattoria nella Foresta Amazzonica. Arriva una grande azienda, spesso una multinazionale, e gli offre 10.000 $ per comprare il terreno, bruciare tutto, coltivare altro, ciò che il mercato richiede. Questa è una possibilità. La seconda è lasciar vivere la foresta, ma così Alberto guadagna 0$ e muore di fame.

Perché non ci può essere una terza possibilità? Quella della eco-moneta. Alberto decide di salvare la foresta, la foresta ha una valore ambientale, quindi economico, per lui e per il Pianeta e Alberto riceve 5.000 eco-monete (ma forse anche di più, a seconda del valore che diamo alla foresta)  per poter vivere e allo stesso tempo far vivere il Pianeta.

Ecco, signor Koert, questo è il mio sogno :-) Grazie per averlo fatto vivere in una bella serata di aprile a Milano. Spero di poterlo vedere realizzato nel futuro. Perché sì, è vero, noi

“Andiamo avanti verso la natura. Forward to Nature. Next Nature”

 

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