Cani selvaggi

In una cittadina canadese chiude un mobilificio che dava lavoro a molti. La gente è preoccupata. In diverse famiglie i cani vengono spinti ai margini del bosco e tornano ad una vita libera. Ma sei proprietari non si rassegnano alla sparizione e li vanno a cercare

Cani selvaggi è il libro scritto da Helen Humphreys. L’ho trovato per caso, consigliato sul volumetto Feltrinelli “Cento librai per cento libri”. La storia mi è piaciuta molto. Racconta diversi caratteri umani, del loro rapporto con i cani ma anche del bosco, della vita selvaggia, dei lupi.

“Un tempo facevamo parte della vita di questi cani, appartenevamo a loro e, adesso che ci hanno lasciato, non sappiamo più chi siamo”

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Helen Humpreys – Cani selvaggi

Tutto parte dalla chiusura del mobilificio che crea disagio e disoccupazione nella piccola cittadina canadese. Il malumore spinge molte persone a portare il cane di famiglia nei pressi del bosco e a lasciarlo libero di tornare ad una vita selvaggia. Ma sei padroni che hanno visto allontanare i loro cani da persone di famiglia – che consideravano loro cari – decidono di andare a cercarli. Così, ogni sera, si trovano ai confini del bosco, dietro la fattoria di Cooper.

Due dei tre capitoli del libro sono raccontati dalla protagonista: Alice. Una donna che ama la libertà, una ragazza che va in motocicletta e cambia mille lavori per vivere e sopravvivere. Quando il mobilificio chiude, licenzia il suo compagno che a sua volta allontana la cagnolina Hawk da casa. Forse per gelosia, forse perché sente che la storia con Alice è alla fine. Lei non si arrende alla perdita e decide di andare a cercare Hawk ai margini del bosco.

Il secondo capitolo è narrato dagli altri cinque compagni di avventura.
Jamie che cerca il suo cane Scout. Jamie è un tredicenne che si ribella a tutto e che vive in una famiglia con problemi. Jamie si muove come un cane, si ferma continuamente ad indicare qualcosa, cerca di inserirsi nel paesaggio

“O fugge, o lotta, un mio insegnante descriveva così i diversi tipi di animali. Il cavallo è un animale che fugge, perché quando è spaventato scappa. Il lupo lotta. E lo stesso fa il ratto. Io non lotto e non scappo. Non so che tipo di animale sono.”

Lily cerca il suo cane di nome Cane. È una ragazza ventenne con problemi psicologici che fa fatica a vivere nel mondo. Ma sarà lei l’unica ad addentrarsi nel cuore del bosco per cercare il suo cane e sarà lei a pagare il prezzo più alto.

“Che cosa aveva di speciale quella ragazza? Perché è questo che ho pensato, che doveva avere qualcosa che la rendeva diversa da tutti gli altri. E cosa c’era in lei che le aveva fatto preferire i cani agli esseri umani?”

Malcom è un quarantenne che vive con la madre malata. Ma Alice si chiede se sia ancora viva, se non sia già morta. Malcom dipinge ma poi non è soddisfatto e riempie ogni tela di nero. Ma anche a lui manca il suo cane.

“Mi manca il cane. Mi manca il modo in cui guardava con grande attenzione quel che facevo, pur senza giudicarmi. Mi manca la sua forma indefinita.”

Walter è un uomo pacifico che si dà da fare per aiutare la figlia e il nipotino. Anche lui cerca il suo cane Georgie ogni sera, con tutti gli altri, ai margini del bosco.

Spencer non fa parte dei sei padroni ma racconta un suo paragrafo del libro. È un cacciatore e insieme ad altri si reca nel bosco per andare a vedere dove sono finiti questi cani. Sedici, per la precisione, sono i cani spariti dalle case per tornare al bosco.

“Ricordo quanto era buono l’odore del bosco, nell’ora in cui comincia ad assorbire dal sole il primo accenno di calore, e gli alberi, le foglie del ricco profumo della terra rilasciano il loro odore. […] Avevo dimenticato quanto amavo stare nel bosco, quanto mi faceva bene camminare piano all’aperto di mattina”

Rachel è la sesta persona del gruppo. È una biologa che studia i lupi che ha portato con sé uno di questi cuccioli. È lei che vive una storia d’amore con Alice, è lei che la lascia.

“Il mio stretto legame con i lupi definiva me stessa, e senza quello, chi ero? Essere in relazione con un altro essere umano era molto meno rassicurante che capire i lupi. Non mi piaceva perdere il controllo”

Un piccolo libro molto carino per chi ama la psicologia umana e crede che ognuno di noi è un po’ anche il suo animale domestico. Un libro che mi ha riportato ad un tema attuale, purtroppo, racchiuso in questa frase che, a mio parere, ne racchiude l’essenza:

“Ho davvero aiutato i lupi che studio? Li ho catturati, sedati e dotati di un radio collare. Ho usato un elicottero per seguire un branco attraverso un lago ghiacciato. Che cosa ho imparato da tutto questo? Abitudini migratorie. Abitudini alimentari. Qualcosa riguardo alla natura di un particolare branco. Ho imparato soprattutto la facilità e la frequenza con cui i lupi vengono uccisi dagli uomini”

Il libro: Helen Humphreys – Cani selvaggi – Playground – 2007 – 176 pagine – prezzo di copertina 13 €

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