Arne Næss e l’ecologia profonda

Oltre a cose pratiche, a mostre, libri ed eventi, quest’autunno dedicherò qualche post alla filosofia. Sì perché vado contro corrente. Ho scoperto il movimento dell’ecologia profonda fondato da Arne Næss. In un mondo pieno di cose pratiche, forse è arrivato il momento di fermarsi a fare qualche riflessione.

Vado contro corrente, anche stavolta. Infatti ho deciso di dedicare qualche post alla filosofia dell’ecologia. Quest’estate ho letto il libro “Introduzione all’ecologia”. L’autore è il filosofo, ambientalista, alpinista norvegese Arne Næss. Ho scoperto di avere molto in comune, senza saperlo, con il movimento dell’ecologia profonda e vorrei raccontarvi di cosa si tratta.

Innanzitutto: tranquilli, sarà una cosa semplice. Ho studiato per qualche anno filosofia al liceo scientifico e poi nulla più. Dunque, mi è servito un po’ di tempo per “ingranare”, per capire qualcosa del pensiero di questo autore. Con semplicità, vi racconto quel che mi ha colpito di questo movimento filosofico-ecologico. Se dovessi sbagliare qualcosa: pazienza, andate a leggere il libro, fatevi la vostra idea e correggetemi.

Arne Næss è conosciuto come il fondatore del movimento dell’ecologia profonda. Ha insegnato filosofia per molti anni in prestigiose università, ma ha anche viaggiato molto e passato tanto tempo in montagna, camminando e praticando l’alpinismo, il suo sport preferito. Nato nel 1912 ad Oslo, ha attraversato le due Guerre Mondiali.

Negli Anni Sessanta, Rachel Carson ha scritto un libro che passerà alla storia: Silent Spring, primavera silenziosa (libro che purtroppo non ho letto, ma spero di rimediare al più presto). E proprio in seguito a questa pubblicazione, negli Anni Settanta è nata una nuova coscienza ecologica, tanto che Næss ha pubblicato i suoi “Principi del Movimento dell’Ecologia Profonda”, passaggio verso un nuovo paradigma filosofico onnicomprensivo (1973).

arne-naess

Arne Næss (foto ©www.utemagasinet.no)

La sua idea di natura è racchiusa nella Ecosofia T, dove T è l’iniziale del nome della montagna da lui tanto amata, il luogo dove trascorreva molto tempo in una caratteristica baita (Tuergastein, ovvero “pietre incrociate”).
Perché profonda? “L’aggettivo profondo sottolinea il fatto che noi ci chiediamo il come e il perché, mentre gli altri non lo fanno” rispondeva Arne a chi gli faceva questa domanda. “Si dice profondo il nostro modo di guardare la realtà e non la realtà stessa”

Arne enuncia nel suo pensiero quello che poi è diventato (ed è tuttora) il primo principio dell’ecologia: “Tutto è collegato”. Se seguite questo blog, avrete notato quanto spesso ne parlo. Prima non sapevo l’origine di questo concetto in cui credo e questa lettura mi ha molto aiutato a capire meglio. Ho notato anche che il filosofo prende un po’ le distanze dalle scienze naturali, che hanno dato (secondo lui) troppo valore alla realtà e meno all’esperienza. È proprio all’esperienza che occorre ridare la profondità che si merita.

Nasce un nuovo concetto di ambiente. L’uomo è immerso da sempre nella natura, deve dialogare con la natura. Il nostro ambiente è la nostra casa (come ha ripetuto Papa Francesco nella sua recente enciclica). L’uomo ha un progetto da portare avanti, un fine ultimo, che coincide con lo sviluppo delle sue potenzialità, della sua stessa natura. Næss riprenderà questo concetto parlando di auto-realizazione.

Allora come mai la ragione ha condotto alla distruzione e alla devastazione della natura e delle sue risorse? Arne rispondeva a questa domanda con le parole di Aristotele: perché spesso gli umani non vivono “secondo natura”. Non si può ridurre la natura ad una riserva di risorse inerti e senza vita. L’uomo ha ridotto la natura ad un oggetto ed è arrivato al punto di vivisezionarla. Da qui nasce la crisi ecologica della nostra epoca.

Ma la soluzione è sempre nell’uomo. Arne Næss dà valore agli uomini, quel valore che molti pessimisti stanno loro negando. L’uomo è in grado di agire in modo positivo, con inclinazione e gioia. Solo così, tornado a vivere nella natura, si potrà superare questa crisi.

Se il pensiero di Naess vi sembra interessante, se volete conoscerlo meglio, seguite i prossimi post del blog. Vi racconterò qualcosa che forse già saprete, ma anche nuovi modi di pensare e di agire che ho scoperto leggendo questo libro. Vi racconterò perché penso di far parte del movimento dell’ecologia profonda e di cosa si tratta.

Perché, come dice Arne Næss:
“la ragione indica la strada, ma solo la forza dei sentimenti può eseguire il compito di viaggiare per un lungo e difficoltoso cammino, […] ossia la via del proprio sé”

*nota* I concetti raccontati in questo post sono tratti dal seguente libro: Arne Næss – Introduzione all’ecologia – traduzione e introduzione a cura di Luca Valera – Edizioni ETS. Ringrazio la casa editrice per avermi omaggiato di una copia del libro.

One Comment on “Arne Næss e l’ecologia profonda

  1. Pingback: Il cerchio dell’anno | curiosa di natura

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