Cosa ci portiamo dentro

Il titolo di questo post doveva terminare con: “dopo le vacanze”, ma il recente terremoto lo ha cambiato.  Dopo il silenzio di questi giorni, qualche piccola riflessione sul recente sisma e sulle mie vacanze.

Avrei voluto tornare a scrivere, dopo la pausa estiva, un post dal titolo: “Cosa ci portiamo dentro dopo le vacanze”. Nel frattempo, il terribile terremoto di questi giorni nel centro Italia mi ha tolto le parole. Mi ha lasciato addolorata e sgomenta. Cosa avrei potuto scrivere in questi giorni?

Sono vicina alle zone colpite dal terremoto, luoghi devastati che non sono (e forse non saranno mai) più come erano prima. Strade distrutte, case ed edifici crollati al suolo. Sono ancor più vicina alle persone che hanno perso i loro i cari in questa tragedia e a tutte le forze dell’ordine, ai soccorritori, alla protezione civile e ai volontari che si sono dati da fare senza risparmiarsi per ore di seguito scavando tra le macerie spesso a mani nude.

Il mio silenzio di questi giorni voleva essere una preghiera per tutti loro.

Ogni persona ha diverse sensibilità. Se seguite questo blog saprete quanto mi emozionano gli animali. In questi giorni li ho ricordati sulla pagina Facebook di curiosa di natura. Soprattutto loro, i cani da salvataggio e i cani molecolari che sentono la vita sotto le macerie e prestano il loro prezioso aiuto ai soccorritori per cercare di portare di nuovo alla luce queste vite umane.

Ancor di più mi hanno emozionato le immagini dei soccorritori che hanno salvato anche molti cani e gatti. Così come la storia del cane che è rimasto sul letto di ospedale, ai piedi del suo padrone ultra-novantenne. E poi la storia del cocker vicino alla bara del suo giovane padrone durante i funerali, lì a piangerlo assieme alla moglie e ai parenti e agli amici più cari.

cocker_terremoto

Il cocker vicino alla bara del padrone che ha perso la vita nel recente terremoto in centro Italia (foto trovata nel web)

Altre parole non ne ho. Non voglio esagerare, esprimere opinioni, dire cosa si doveva o non doveva fare. Ho scritto queste poche righe solamente per esprimere quello che ho provato in queste ore. Sperando che la situazione possa tornare presto come era prima, concludo la prima parte di questo post dedicata al terremoto.

Per tornare alle vacanze, le mie sono sempre state al mare, in campeggi che poi si sono trasformati in villaggi, aggiungendo case bungalow, piscine e campi sportivi, animazione. Amo la vita all’aria aperta, tutto il giorno al mare, nella pineta, fuori. Le mie vacanze sono sempre più strane se pensate che non ho televisione, né computer, né cellulare. Accendo il telefono solo qualche ora la sera e cerco di collegarmi ancor meno, aiutata dal fatto che in zone come le isole o i boschi della nostra Italia, la connessione risulta spesso assente o difficile. Tutto questo mi aiuta: a staccare dalla vita quotidiana, dall’eccesso di notizie e tecnologia che per tutto l’anno mi accompagna. A rilassarmi, a stare all’aria aperta, il più possibile nella natura. Spesso mi chiedo: ma ci saranno altre persone che fanno vacanze simili? Se ci siete, fatemi sapere, condividete la vostra esperienza :-)

Dato che sono pigra durante l’anno, spesso ho poco tempo e anche poche disponibilità, approfitto delle vacanze per praticare sport. La mia mattina si riempie con il risveglio muscolare, il nuoto, l’acquagym attività che amo molto fare quando mi trovo al mare.

Quest’anno il risveglio muscolare sulla spiaggia con Melania (l’animatrice-fitness) era particolarmente interessante, di tipo yoga-zen. Musica rilassante in sottofondo, qualche posizione yoga e una riflessione finale. Quella del bosco (come potete immaginare) mi è piaciuta molto e vorrei riproporvela (vado a memoria). Una bella riflessione, ancor più dopo i recenti fatti di cronaca. Vuole essere un pensiero, una dedica, una speranza verso una nuova vita :-) La sera, quando andrò a dormire, me la ripeterò e spero possa piacere anche a tutti voi :-)

bosco

“Ponete la vostra coscienza all’interno di questo albero secolare”

“Distendetevi, chiudete gli occhi e respirate lentamente. Immaginate di essere in un bosco. Un grande bosco, pieno di alberi verdi. Sentite il rumore del vento tra le foglie. Il vento ora accarezza anche il vostro viso. Sentite i profumi dei fiori e della terra. Sentite il canto degli uccelli e il rumore dell’acqua di un ruscello in lontananza. Ora, davanti a voi, c’è un grosso albero, un albero secolare. Ponete la vostra coscienza all’interno di questo albero. Un albero forte, possente, con radici profonde che arrivano all’interno della terra. Un albero con rami forti, pieno di foglie verdi. Sentite la forza, la maestà, il coraggio, il valore di questo albero. Ora, pian piano, tornate in voi e portate con voi queste sensazioni, questa forza e questo coraggio. Respirate sempre con calma, aprite gli occhi e tornate alla vita”

Cosa ci portiamo dentro, dunque, dopo le vacanze? Io mi porto la sensazione del camminare a piedi nudi sulla sabbia. La gentilezza delle onde del mare che si infrangono sulla riva. Quella particolare canzone che parla di estate. Dei bei libri e delle buone lettura. Una cena particolare. Amici e persone conosciute. Amore per tutti. Rinascita. Voglia di ricominciare e di essere migliore.

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