Educazione e spiritualità ecologica

L’ultimo capitolo dell’Enciclica di Papa Francesco sulla casa comune. Conclusioni e proposte per una rivoluzione ecologica.

L’umanità ha bisogno di cambiare: “Manca la coscienza di un’origine comune, di una mutua appartenenza e di un futuro condiviso da tutti”. Si tratta di “una grande sfida culturale, spirituale e educativa”. Ecco cosa ci propone Papa Francesco.

1. Puntare su un altro stile di vita
Il mercato tende a creare un meccanismo di consumismo ossessivo per piazzare i suoi prodotti e le persone vengono travolte dal vortice degli acquisti e delle spese superflue. Questo accade perché “l’umanità postmoderna non ha trovato una nuova comprensione di sé stessa”: “Abbiamo troppi mezzi per scarsi e rachitici fini”.

Nel mondo c’è tanta precarietà e insicurezza che favorisce forme di egoismo collettivo. Se la società è fatta così, anche le regole e le norme sono rispettate solo nella misura in cui non contraddicono le proprie necessità.
I problemi del futuro potrebbero venire da fenomeni climatici o catastrofi naturali, ma anche (e forse, soprattutto) da crisi sociali.

“Eppure non è tutto perduto, perché gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all’estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi […]”

Guardare sé stessi con onestà e intraprendere nuove strade verso la libertà, questo bisogna fare. Un cambiamento negli stili di vita è necessario, dunque. Inoltre, se le persone lo fanno, potrebbero anche fare pressione sul potere politico, economico e sociale. Ad esempio, ci sono movimenti di consumatori che riescono a far sì che si smetta di acquistare certi prodotti. Ricordiamo sempre la responsabilità sociale dei consumatori:

“Acquistare è sempre un atto morale, oltre che economico”

Bisogna augurarsi che la nostra epoca sia quella del risveglio per la vita, per la sostenibilità, per la lotta a favore della giustizia e della pace. Siamo di certo capaci di superare l’individualismo e arrivare ad uno stile di vita alternativo che cambi in modo rilevante la società.

2. Educare all’alleanza tra l’umanità e l’ambiente
Nonostante i problemi attuali, le nuove generazioni dimostrano una diversa sensibilità ecologica e uno spirito generoso e “lottano in modo ammirevole per la difesa dell’ambiente”
L’educazione ambientale ha allargato i propri obiettivi: cerca ora di recuperare l’equilibrio ecologico anche a livello interiore e spirituale.

È bello aver cura del creato con piccole azioni quotidiane e motivarle fino a dare forma ad un nuovo stile di vita.Non bisogna pensare che i piccoli gesti di ogni giorno non cambieranno il mondo:

“Tali azioni diffondono un bene nella società che sempre produce frutti […]”

L’educazione deve venire da diversi ambiti: la famiglia (prima di tutto), la scuola, ma anche la politica, le associazioni e la Chiesa.

Anche l’estetica ha la sua importanza:

“Quando non si impara a fermarsi ad ammirare ed apprezzare il bello, non è strano che ogni cosa si trasformi in oggetto di uso e abuso senza scrupolo”

mondo

“Quando non si impara a fermarsi ad ammirare ed apprezzare il bello, non è strano che ogni cosa si trasformi in oggetto di uso e abuso senza scrupolo”

3. La conversione ecologica
A questo punto dell’Enciclica, Papa Francesco propone ai cristiani alcune linee di spiritualità ecologica che nascono dalla lettura del Vangelo e della Bibbia.
Non sempre i Cristiani hanno seguito le indicazioni delle Scritture: “alcuni cristiani […] spesso si fanno beffe delle preoccupazioni per l’ambiente. Altri sono passivi […]“
Torna, allora, l’esempio di San Francesco d’Assisi e della sua riconciliazione con il creato.

Ma non basta che ognuno sia migliore: occorre una conversione comunitaria. Per prima cosa, servono “gratitudine e gratuità” che i Cristiani ritrovano nella consapevolezza che ogni creatura riflette qualcosa di Dio.

4. Gioia e pace
La spiritualità cristiana trova nella Bibbia le convinzioni che portano ad una nuova ecologia: “meno è di più”. Nei Testi Sacri si parla di crescere nella sobrietà, di sapere godere con poco, di tornare alla vita semplice e gustare le piccole cose. Per i non credenti, occorre trovare la spinta al cambiamento in sé stessi e nella società.

“[…] quelli che gustano di più e vivono meglio ogni momento sono coloro che […] imparano a familiarizzare con le realtà più semplici e ne sanno godere”

Nell’ultimo secolo, sobrietà e umiltà non sono state molto considerate. La pace interiore delle persone, invece, è legata alla cura dell’ecologia e del bene comune: “La natura è piena di parole d’amore, ma come potremo ascoltarle in mezzo al rumore costante, alla distrazione permanente e ansiosa, o al culto dell’apparire?”
Un’ecologia integrale richiede un po’ di tempo da dedicare per recuperare l’armonia con il creato, per riflettere sul nostro stile di vita e sui nostri ideali.

5. Amore civile e politico
Per avere cura della natura occorre saper vivere insieme e conoscere la “fraternità universale“ (perché solo l’amore fraterno è gratuito). Occorre sentire che abbiamo bisogno degli altri, ma  anche che abbiamo una responsabilità verso gli altri e verso il mondo.

Sono importanti i piccoli gesti quotidiani. Anche l’amore civile e politico portano a costruire un mondo migliore, così come l’amore sociale.
Ci sono molte associazioni che si occupano del bene comune, difendono l’ambiente naturale e urbano: si preoccupano dei luoghi pubblici, risanano e abbelliscono qualcosa che è di tutti. Proprio intorno a queste associazioni si può sviluppare un nuovo tessuto sociale. Si coltiva un’identità comune, ci si prende cura del mondo e della qualità della vita di tutti.

ecologia

“Ci sono molte associazioni che si occupano del bene comune, difendono l’ambiente naturale e urbano: proprio intorno a queste associazioni si può sviluppare un nuovo tessuto sociale”

6. I paragrafi finali
Negli ultimi paragrafi dell’Enciclica, Papa Francesco si rivolge direttamente ai fedeli.
Nel sesto paragrafo ricorda “I segni sacramentali e il riposo celebrativo”. Nel settimo paragrafo parla de “La Trinità e la relazione tra le creature”, ricordando che tutte le creature tendono a Dio. L’ottavo paragrafo è dedicato a Maria, “La regina di tutto il creato” e a San Giuseppe, mentre in “Al di là del sole” si prospetta il mondo della vita eterna.
L’Enciclica si conclude con una “Preghiera per la nostra terra” e una “Preghiera cristiana con il creato”.

Siamo giunti, quindi, alla fine del libro. Spero che il racconto di questa mia lettura estiva vi abbia fatto piacere. Ho letto con interesse questa Enciclica e ho trovato le parole di Papa Francesco molto realistiche e schiette. Senza mezzi termini ha parlato dei problemi che affliggono la nostra epoca. Mi sarei aspettata forse una maggiore apertura verso il mondo animale, soprattutto nel paragrafo sulla sperimentazione, ma forse è un pretendere un po’ troppo da un uomo di Chiesa)
Mi farebbe piacere sapere qual è il vostro pensiero su questa Enciclica: se volete, lasciate un commento, sarà molto gradito. Un’Enciclica che, comunque, resta un “documento rivoluzionario”

natura

“Camminiamo cantando!”

Concludo con due righe che mi hanno particolarmente colpito alla fine del libro e che sono un ottimo insegnamento per tutti (credenti e non):

Insieme a tutte le creature, camminiamo su questa terra cercando Dio, perché “se il mondo ha un principio ed è stato creato, cerca chi lo ha creato, cerca chi gli ha dato inizio, colui che è il suo Creatore” (*)
Camminiamo cantando! Che le nostre lotte e la nostra preoccupazione per questo pianeta non ci tolgano la gioia della speranza.

(*) Basilio Magno, Homin Hexaemeron.

2 Comments on “Educazione e spiritualità ecologica

  1. Cara Sabrina, sono felice di leggerti perchè bisogna far capire alla gente che così non possiamo andare avanti. Se non sviluppiamo in tempi brevissimi un pensiero ecologico e ambientale, per la specie Homo sapiens, nel giro di non molti anni ci sarà un crollo totale. L’enciclica è da condividere e da meditare, ricordiamo che il riscaldamento globale continua, i gas serra sono sempre più elevati, la popolazione mondiale ha toccato i sette miliardi e novecento milioni di individui. I ghiacciai stanno scomparendo, quando i mari sommergeranno parte delle terre ferme ci saranno esodi di popoli che faranno impallidire quello che sta accadendo adesso . Un abbraccio cara amica e grazie per i tuoi pensieri sull’ambiente.

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    • Grazie Enrico per il tuo commento che mi commuove, mi riempie di gioia e mi fa sentire utile. Sono pienamente d’accordo con il tuo pensiero. Abbraccio ricambiato :-)

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