Un’ecologia integrale

Dal momento che “tutto è connesso”, in questo quarto capitolo Papa Francesco si sofferma a riflettere sull’ecologia integrale, quella che comprende le dimensioni umana e sociale.

Ecologia ambientale, economica e sociale. L’ecologia studia le relazioni tra gli organismi viventi e l’ambiente in cui si sviluppano. Così come spazio e tempo sono connessi, lo sono anche le specie viventi che formano infatti una “rete ecologica” e che condividono, in varia misura, il patrimonio genetico.

La parola “ambiente” si riferisce alla natura e alla società che la abita. Noi siamo inclusi nella natura. E allora come mai un luogo viene inquinato? È una domanda che richiede un’analisi profonda del funzionamento della società.

ecologia

“L’ecologia studia le relazioni tra gli organismi viventi e l’ambiente in cui si sviluppano”

Da diversi anni si fanno studi di impatto ambientale e in questi studi occorre tener conto del parere di esperti e ricercatori. Allo stesso modo si dovrebbe favorire lo studio degli “ecosistemi” per capire come diverse creature si relazionano tra loro.

Serve passare ad una “ecologia economica” che consideri la realtà in modo più ampio e ad un umanesimo dei diversi saperi per una visione dei problemi più integrale e integrante.

Oggi l’analisi dei problemi ambientali non si può separare dall’analisi del contesto umano, familiare, lavorativo, urbano. Si dimostra ancora una volta che “il tutto è superiore alla parte”
“Anche lo stato di salute delle istituzioni di una società comporta conseguenze per l’ambiente e per la qualità della vita umana”. Molti Paesi sono governati da un sistema istituzionale precario e le leggi (anche corrette) rimangono “come lettera morta”.

Ecologia culturale. Non è solo il patrimonio naturale ad essere minacciato, ma anche quello storico, artistico e culturale. L’ecologia si deve prendere cura anche “delle ricchezze culturali dell’umanità”.

Per cultura si intende ciò che ci ha lasciato il passato, ma soprattutto quello che viviamo nel presente. Una visione troppo consumistica e un’economia globalizzata tendono a rendere omogenee culture che invece sono molto varie. “[…] la cura del mondo dev’essere flessibile e dinamica”.
La scomparsa di una cultura è tanto grave quanto la scomparsa di una specie animale o vegetale. Occorre quindi prestare molta attenzione alle comunità aborigene, le più a rischio.

Ecologia della vita quotidiana. Il miglioramento della vita umana dev’essere integrale, cioè deve riguardare anche gli ambienti in cui viviamo, dato che influiscono sulla vita e sul modo di vedere, sentire, agire.

“Facciamo uso dell’ambiente per esprimere la nostra identità”

città

“Facciamo uso dell’ambiente per esprimere la nostra identità”

Molte persone vivono in zone degradate, in case deteriorate: spesso è proprio in questi luoghi che si crea una vita sociale benefica. Un esempio “dell’ecologia umana che riescono a sviluppare i poveri in mezzo a tante limitazioni”. È così che “qualsiasi luogo smette di essere un inferno”

Allo stesso modo, purtroppo, può nascere la situazione opposta, cioè in ambienti difficili e privi di armonia possono “sorgere comportamenti disumani e la manipolazione delle persone da parte di organizzazioni criminali”.

Hanno grande responsabilità coloro che progettano edifici, quartieri, spazi pubblici e città e devono sempre tener presente il punto di vista degli abitanti del luogo.

Le diverse parti di una città devono essere ben integrate e occorre curare gli spazi pubblici in modo che “gli abitanti possano avere una visone d’insieme invece di rinchiudersi in un quartiere”.

Anche la mancanza di alloggi è un grave problema in molte parti del mondo: la casa è importante per la dignità delle persone (questione centrale dell’ecologia umana)

I trasporti hanno il loro peso nella qualità della vita nelle città: bisogna dare la priorità a mezzi pubblici che siano ecologici ma anche sicuri. Non dimentichiamo, inoltre, i problemi degli abitanti delle zone rurali, zone che si trovano spesso in uno stato di abbandono e trascuratezza.

Infine occorre sempre ricordare che l’ecologia umana pone l’uomo a contatto con sé stesso, con la propria natura. Per questo bisogna imparare ad accettare il nostro corpo, ad averne cura e a rispettare i suoi significati.

Il principio del bene comune. L’ecologia umana è inseparable dalla nozione di bene comune. Il bene comune presuppone il rispetto della persona umana. Richiede la pace sociale, la stabilità, la sicurezza. La società e lo Stato hanno l’obbligo di difendere e promuovere il bene comune.

La giustizia tra le generazioni. La nozione di bene comune coinvolge anche le generazioni future. Le crisi economiche internazionali ci hanno mostrato cosa significa disconoscere un destino comune.

Ci interroghiamo sul presente, ma anche sul futuro:

“Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi?”
“Quello che c’è in gioco è la dignità di noi stessi”

Ci sono previsioni catastrofiche per il futuro. Lo stile di vita attuale è insostenibile e può portare solo a delle catastrofi.
“Le difficoltà a prendere sul serio questa sfida è legata ad un deterioramento etico e culturale, che accompagna quello ecologico”
Prevalgono oggi i comportamenti individualisti, la ricerca della soddisfazione immediata, la crisi dei legami famigliari e sociali, le difficoltà a riconoscere l’altro.

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