Quello che sta accadendo alla nostra casa

Continua la mia lettura estiva dell’Enciclica sulla casa comune di Papa Francesco: nel primo capitolo si fa il punto sulla situazione attuale del nostro Pianeta. Ecco cosa si dice.

In natura tutto cambia, ma la natura ha i suoi tempi di crescita e di riposo. Oggi, invece, vogliamo cambiare troppo rapidamente e questo è in contrasto col mondo naturale.

Nelle 39 pagine e nei 44 punti del primo capitolo, il Papa ci dice che il nostro Pianeta è soggetto a:
1 . Inquinamento e cambiamenti climatici
2 . La questione dell’acqua
3.  Perdita di biodiversità
4.  Deterioramento della qualità della vita umana e degradazione sociale
5.  Inequità planetaria
6.  La debolezza delle reazioni
7.  Diversità di opinioni

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“La terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia”

1.  Inquinamento e cambiamenti climatici. Gli inquinamenti di cui soffrono l’essere umano, la natura e l’ambiente sono molti: inquinamento acustico, dell’aria, dell’acqua, del cibo… Anche l’inquinamento prodotto dai rifiuti (spesso tossici) è un grave problema:

“La terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia”

La cultura dello scarto colpisce le cose (che si trasformano troppo presto in rifiuto) e gli esseri umani: sono sempre di più le persone rifiutate dalla società attuale. I cicli della natura, invece, sono esemplari: dalle piante, agli erbivori, ai carnivori, ai loro rifiuti, nulla è sprecato.

Il clima è un bene comune, di tutti e per tutti, perciò il suo equilibrio è molto complesso. Il riscaldamento dell’aria, l’innalzamento dei livelli dei mari, gli eventi estremi ci spingono a cambiare al più presto il nostro stile di vita. Le emissioni di anidride carbonica e la perdita di foreste tropicali concorrono al cambiamento climatico. Aria, terra, acqua: tutti gli elementi sono minacciati. I cambiamenti climatici causano migrazioni, non solo di animali, ma anche di intere popolazioni e con questo fenomeno ci dovremo confrontare anche in futuro. Tutto questo avviene nella (quasi) generale indifferenza:

“Molti di coloro che detengono più risorse, potere economico o politico sembrano concentrarsi soprattutto nel mascherare i problemi o nascondere sintomi…”

Occorrono politiche che riducano l’inquinamento e si muovano verso fonti di energia rinnovabili.

2.  La questione dell’acqua. Le risorse naturali si stanno esaurendo, prima tra tutte l’acqua potabile. Molte popolazioni non hanno accesso a quest’acqua oppure è inquinata e causa malattie (dissenteria, colera…) Intanto i Paesi che hanno più acqua la sprecano o la privatizzano. Il problema è soprattutto educativo e culturale: non c’è consapevolezza.

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L’acqua potabile è un bene prezioso per tutti

3.   La perdita di biodiversità. La perdita di biodiversità non va vista solo come un problema perché da molte delle specie che si stanno estinguendo ricaviamo sostanze utili all’uomo. Ogni specie vegetale o animale che sia ha valore in sé:

Ma per il buon funzionamento degli ecosistemi sono necessari anche i funghi, le alghe, i vermi, i piccoli insetti, i rettili e l’innumerevole varietà di microrganismi

Spesso l’intervento dell’uomo, invece che risolvere la situazione, la aggrava, soprattutto se è coinvolto il mondo della finanza:

“ […] ci illudiamo di poter sostituire una bellezza irripetibile e non recuperabile con un’altra creata da noi”

Molti si occupano di tutelare la biodiversità: sono persone che hanno “uno sguardo che va al di là dell’immediato”
Anche le acque dolci e salate sono oggetto di perdita di biodiversità: bisogna investire nella ricerca per capire il funzionamento degli ecosistemi e per proteggerli, senza dimenticare che tutte le creature sono connesse tra loro.

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“Ma per il buon funzionamento degli ecosistemi sono necessari anche funghi, le alghe, i vermi, i piccoli insetti, i rettili e l’innumerevole varietà di microrganismi”

4. Deterioramento della qualità della vita umana e degradazione sociale. L’essere umano fa parte del mondo. Il degrado dell’ambiente colpisce anche l’uomo che vive sempre più in luoghi inadatti, in città invivibili, senza il contatto con la natura. Il progresso ha portato alla disuguaglianza sociale. Anche il mondo di internet viene spesso vissuto in modo scorretto, creando solitudine ed emozioni artificiali.

5. Inequità planetaria. “L’ambiente umano e l’ambiente naturale si degradano insieme”
In entrambi i casi, i più colpiti sono sempre i più deboli. Il modello di vita attuale non funziona perché una minoranza si crede in diritto di consumare e sprecare. C’è una sorta di “debito ecologico” tra Nord e Sud del mondo. Il debito dei Paesi poveri si è trasformato in strumento di controllo verso di loro.

6. La debolezza delle reazioni. Negli ultimi due secoli abbiamo maltrattato e offeso la nostra casa comune ma non abbiamo ancora la cultura necessaria per affrontare questa crisi.
“Degna di nota è la debolezza della reazione politica internazionale”: l’interesse economico arriva a prevalere sul bene comune. Mentre “i poteri economici continuano a giustificare l’attuale sistema mondiale”, “il degrado ambientale e il degrado umano ed etico sono intimamente connessi”

Ci sono esempi positivi di risultati nel migliorare l’ambiente e confermano che l’essere umano è ancora capace di intervenire positivamente.

7. Diversità di opinioni. Alcuni sostengono il mito del progresso, altri ritengono che la specie umana sia solo una minaccia per l’ecosistema. Tra le due posizioni occorre identificare possibili scenari futuri.

Ecco quali temi tratta il primo capitolo dell’Enciclica sulla cura della casa comune. Una vera analisi ecologica che sembra fatta da uno studioso di ecologia e sociologia. E forse è proprio così…

Il prossimo post di questa mia lettura estiva riguarderà il terzo capitolo dell’Enciclica. Salterò il secondo capitolo – Il Vangelo della creazione – perché non mi sento di raccontarlo o riassumerlo, essendo dedicato alla fede e ad un libro sacro.

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  1. Pingback: Arne Næss e l’ecologia profonda | curiosa di natura

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