Di aromi, fragranze e profumi. The Garden of Wonders

L’uomo crea essenze da sempre per il proprio piacere e non solo. Una beve storia del profumo ce la raccontano BeOpen Future e Mondadori Interni all’Orto Botanico di Brera. E una curiosa come me non poteva mancare…

In questi giorni di FuoriSalone e fino al 24 maggio l’Orto Botanico di Brera ospita bellissime installazioni, create da BeOpen Future e Mondadori Interni. Tra queste, The Garden of Wonders – A Journey through Scents (Il Giardino delle Meraviglie – Un viaggio attraverso i Profumi)

profumi

“The Garden of Wonders – A Journey through Scents” all’ Orto Botanico di Brera

All’interno di questa installazione Elena Vosnaki narra la storia del profumo in 12 tappe, dalle sue origini ad oggi, insieme a Gérald Ghislain, il creatore di altrettanti profumi che accompagnano la narrazione. Questo post si basa sul racconto che si legge nei pannelli dell’esposizione.

“Profumo, fragranza, colonia, l’uomo crea essenze da sempre, per compiacere le divinità, per proteggere la propria salute, per sedurre o per proprio piacere. I profumi sono sempre più oggetto di scoperta personale”

Le origini del profumo. Siamo nel 2000 a.C. nel Regno degli Egizi, tra i più grandi esperti di profumo del mondo antico, utilizzato da loro soprattutto per imbalsamare e conservare i loro morti. Il nome “profumo” nasce perché i popoli del Mediterraneo e dell’Oriente bruciavano essenze, soprattutto l’incenso, per avvicinarsi e ingraziarsi le divinità “per fumum” cioè “attraverso il fumo” o meglio il profumo che queste essenze sprigionavano quando venivano bruciate.
Gli Arabi, nel 600 d.C. utilizzarono per primi il muschio, essenza che estraevano dalle ghiandole della zona genitale dei cervi del Nepal e del Tonkin: il muschio è un profumo penetrante e resistente con note di incenso. Questa essenza fragrante ed avvolgente veniva inserita nella malta usata per costruire le moschee. Col caldo del sole, l’odore di muschio si disperdeva nell’aria e sembra che si possa sentire fino a 200 anni dopo la costruzione dell’edificio. Oggi (per fortuna) l’essenza di muschio è prodotta in laboratorio per salvaguardare la specie animale dalla quale deriva.

Regine, Re e Imperatori. Nel 1340 la Regina Elisabetta d’Ungheria usava un’acqua di colonia chiamata “L’Eau de la Reine d’Hongrie”, sia come profumo, ma anche come bevanda. La sua bellezza, salute e longevità si dice derivino dalle proprietà di questa speciale fragranza. Anche Charles Perrault ne parla nella sua “La Bella Addormentata” usando il profumo per svegliare dal sonno la principessa (ma senza risultato…)
Re Carlo d’Inghilterra morì di ictus nel 1685, ma la sua morte venne classificata come “dubbia”: molti insinuarono che fu avvelenato da una sostanza messa nella sua colazione a base di uova e ambra grigia. L’ambra grigia (ambergris) è una sostanza gelatinosa che si trova in riva al mare e deriva dai capodogli della specie Physeter macrocephalus. Una fragranza calda e salina che copre bene altri odori e sapori.
Anche in “Moby Dick” c’è un capitolo dedicato alla “perla grigia” della profumeria dove si legge:

“Dico che il movimento delle pinne di un capodoglio sull’acqua emana profumo”

Napoleone Bonaparte, invece, utilizzava l’acqua di colonia (“Eau de Cologne”) nata da una formula italiana e resa famosa nella città tedesca di Colonia. Il Generale sembra ne consumasse 4 litri al giorno, versandola anche su zollette di zucchero che poi mangiava. Questa fragranza agrumata era un rimedio contro il raffreddore e l’alito cattivo.

La peste del 1630. A Tolosa la grande epidemia di peste causò 500 000 vittime. Molti ladri, però, riuscivano a saccheggiare le case dei malati senza infettarsi. Una volta catturati, rivelavano il loro segreto in cambio della vita: si strofinavano sul corpo una essenza “Le Vinaigre des 4 Voleurs”. Lo stesso accadde a Marsiglia nel 1720: profumi e composti aromatici venivano utilizzati per la loro funzione profilattica, cioè per proteggersi dalle malattie.

L’Oriente e l’Isola di Cipro. Nel 1800 pittori, artisti e musicisti si ispiravano all’Oriente nelle loro creazioni. Nuove terre e nuovi prodotti venivano scoperti, come il cioccolato e la vaniglia. In Europa si coltivavano le orchidee vanigliate per utilizzare i loro baccelli come aromatizzanti. L’essenza di vanillina fu poi isolata anche dalla corteccia dei pini e dall’olio di chiodi di garofano. La vanillina sintetizzata nel XIX secolo diventa la base per molti profumi.
A Cipro si trova il primo stabilimento di produzione citato nella storia della profumeria che risale al 1850 a.C. Da quest’isola nasce e si diffonde l’uso della cipria oltre che dei “profumi made in Cipro”. Il profumiere Coty creò il profumo “Chypre” partendo da 3 elementi: bergamotto, resina di labdano (un cespuglio del cisto) e muschio di quercia (un parassita che vive su questi alberi e profuma di inchiostro). Da allora, ogni casa di profumi ha la propria versione del chypre.

marilyn

Marilyn Monroe e il suo “Chanel n.5”

Eau de Couture. Nel 1921 Coco Chanel avanza una richiesta al proprio profumiere di fiducia, Ernest Beaux:

“Una donna non dovrebbe odorare come un letto ricoperto di fiori. Creami un’essenza che profumi di donna!”

Tra tutti i campioni proposti, Coco sceglie il numero 5: nasce così il celeberrimo “Chanel n.5” che ha la caratteristica di avere un abbondanza di aldeidi che esaltano le note floreali e gli altri aromi.
Negli Anni ’80, il profumo divenne famoso grazie a Marilyn Monroe e Andy Warhol che ne rappresentò la boccetta nel 1985.

Dal 1950 al 1990. La più famosa creazione di Dior è “Diorissimo”, al profumo di mughetto. È impossibile estrarre dai fiori l’essenza di mughetto: Roudnitska riuscì a ricreare questa fragranza mescolando tra loro, nelle giuste proporzioni, ingredienti diversi. Il mughetto è considerato un porta fortuna e il 1° maggio in Francia si usa regalarne dei mazzetti.
Gli anni ’50-’60 sono l’età dell’oro per l’arte della profumeria. I profumi riscuotono grande successo in ogni epoca, ma con l’incertezza economica che si presenta dal 1990 si cerca di creare profumi che confortino i sensi, che richiamino alla mente il perido dolce e spensierato dell’infanzia. Ecco allora che si utilizzano la vaniglia, il latte, il cioccolato. Thierry Mugler crea “Angel”, profumo dal mix di note alimentari, quali caramello, patchouli scuro, frutti amari. Ora ogni casa profumiera ha un proprio standard di “Angel”.

mughetto

La fragranza Portafortuna (creata per l’esposizione): “Il mughetto canta, con la sua voce acuta, la canzone di Maggio, in un paesaggio verdeggiante”

Oggi, come accade spesso nella ciclicità della storia, c’è un ritorno al passato, in particolare all’Oriente. L’ultima tendenza in fatto di profumi si chiama “oud” e deriva dalla secrezione resinosa prodotta dagli alberi di Aquilaria malaccensis, come risposta immunitaria all’infezione da funghi parassiti. Il suo aroma è affumicato, sa di muffa e terra, con un tocco di sottobosco e noci. Il risultato è un profumo dalla fragranza esotica che richiama l’oriente.

La storia del profumo è anche la storia dell’uomo, dei fiori, delle piante e degli animali che ci regalano queste essenze meravigliose

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