L’umorismo ecologico: L’anno della lepre

“L’anno della lepre” è una lunga novella dello scrittore finlandese Arto Paasilinna. Il libro è considerato il progenitore del genere umoristico-ecologico ed è stato tradotto dalla casa editrice milanese Iperborea che ha scelto di portare in Italia la letteratura del Nord Europa.

L’inizio della storia. Siamo in Finlandia. Un giornalista e un fotografo quarantenni tornano a casa dopo il lavoro, stanchi della vita, delle mogli, della solita routine. Succede che un leprotto attraversi la strada e venga investito dal fotografo alla guida. Il giornalista scende per soccorrerlo, ma deve inoltrarsi nella foresta per trovarlo. Il fotografo lo aspetta, lo chiama, si spazientisce e alla fine… lo lascia lì e se ne va.

L'anno della lepre

“L’anno della lepre” è il libro dello scrittore finlandese Arto Paasilinna che ha dato origine ad un genere letterario: il romanzo umoristico-ecologico

“ Il giornalista avanzava distrattamente nella radura, arrivò ai bordi di un piccolo campo, saltò il fosso e si mise a scrutare nel verde scuro del prato. Il leprotto era là, in mezzo all’erba.
Aveva la zampa posteriore sinistra rotta che penzolava tristemente dal ginocchio e doveva soffrire davvero molto, dal momento che non tentò di scappare neppure quando vide che l’uomo si stava avvicinando.
Il giornalista prese in braccio il leprotto atterrito. Spezzò un rametto e glielo fasciò stretto alla zampa con il suo fazzoletto strappato in bende. La lepre nascondeva la testa tra le zampette anteriori, il cuore le batteva così forte da farle tremare le orecchie […]
Il giornalista non rispose. Teneva fra le braccia il piccolo animale. Apparentemente, oltre alla zampa, non aveva altre fratture. A poco a poco la bestiolina si calmò”
Da quel momento il giornalista, che si chiama Kaarlo Vatanen e la lepre non si separeranno mai più.

La natura della Finlandia. Il romanzo racconta le peripezie di Vatanen che se ne va in giro per foreste con la sua lepre al fianco (che nel frattempo ha fatto curare da un veterinario). La natura della Finalndia si mostra in tutto il suo splendore, fatto di foreste, di laghi e ruscelli, di neve e alberi. Vatanen lavorerà come taglialegna e vivrà varie peripezie, narrate con grande senso dell’umorismo da Paasilinna: l’incendio della foresta, la nascita del vitellino, le numerose sbornie (quasi all’ordine del giorno nella fredda e severa Finlandia), gli interrogatori della Polizia e l’arresto, fino alla promessa di matrimonio (pur essendo già sposato) accompagnano un racconto che arriva ad essere surreale. E se pensiamo che il libro uscì in Finlandia nel 1975 ( la prima edizione italiana di Iperborea è del 1994), dobbiamo dire che inaugura davvero un genere bello e interessante, ma poco presente nella letteratura italiana: il romanzo umoristico-ecologico.

La lepre della storia appartiene alla specie Lepus timidus, secondo la postfazione di Fabrizio Carbone. Come molti animali del freddo Nord, d’inverno diventa bianca come la neve e soltanto le punte delle orecchie restano nere, per poi tornare al colore grigio-bruno in estate.
Vatanen gira per foreste, prati, villaggi e campagne con la sua lepre al seguito che non manca di combinare qualche marachella persino in chiesa! L’animale sarà anche vittima di un sequestro con richiesta di riscatto! Vatanen se ne prende sempre cura amorevolmente e non l’abbandona mai.

Mi piace il passaggio nel quale il veterinario gli consiglia gli alimenti adatti:

“Da mangiare le dia del trifoglio tenero, a quest’epoca lo si trova dappertutto. E da bere, acqua fresca, non conviene spingerla a bere latte. In aggiunta al trifoglio, qualunque altro foraggio fresco può andar bene, anche guaime d’orzo… e poi gradisce molto le agrostidi, il làtiro e tutte le vecce, anche il trifoglio ibrido va bene. D’inverno, le dia dell’alburno di latifoglie e dei rametti di mirtilli surgelati, se la tiene in città.”

Un bel libro, pieno di amore per la natura e per gli animali, con grande senso dell’umorismo, ma anche una riflessione sulla foresta, sugli incendi e sull’uomo.

Forse il lavoro nelle città, al chiuso di uffici, ci allontana troppo dal contatto con la natura. Allora basta poco, l’incontro con una lepre ferita per esempio, a risvegliare il nostro bisogno inconscio del contatto con l’ambiente. Un libro che consiglio di leggere a tutti voi che amate la natura, per conoscere le terre del Nord Europa e per una lettura col sorriso sulle labbra: circa duecento pagine che scorrono leggere come il vento del Nord tra i rami degli alberi.

La casa editrice Iperborea è nata qui a Milano nel 1987 con l’intento di far conoscere la letteratura del Nord Europa, in particolare della Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia. Un grande obiettivo, pienamente raggiunto in questi anni. E tra gli autori più letti c’è Arto Paasilinna con L’anno della lepre: più di 120 000 copie!
Oltre ai libri, propone corsi di lingua svedese, norvegese e finlandese. Da gennaio 2015, la veste grafica dei romanzi Iperborea è cambiata: anche il logo, il font utilizzato, la carta. Perché un cambiamento, dopo molti anni, è sempre necessario.

Resta immutata la passione di Iperborea per la letteratura del Nord Europa, che mi ha contagiato con la lettura di questa novella (come Arto Paasilinna ama definire “L’anno della lepre”) e che proseguirà con “Fiabe Lapponi”. Tanti in bocca al lupo per il rinnovamento alla casa editrice Iperborea e un grazie ad Anna Oppes per questo graditissimo dono.

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