Impressioni sul mare – dopo Conrad

Dopo l’incontro con Elisabetta Polezzo mi sono presa il tempo necessario per visitare la mostra “Conrad e il mare” e per tornare con la mente agli inizi del Novecento. Le mie impressioni sul mare e un piccolo regalo a fine post.

Conrad e il mare

Acquario Civico Milano e locandina della mostra “Conrad e il mare”

La mostra “Conrad e il mare” presso l’Acquario Civico di Milano si sviluppa in tre sale.
La prima sala espone un pannello con una breve biografia dello scrittore e uno con le rotte dei suoi numerosi viaggi in mare. Seguono immagini di mare con didascalie tratte dai romanzi di Conrad. In questa prima sala ci sono anche dei bellissimi attrezzi usati in mare: il timone e la chiesuola, il sestante, il cronometro e la clessidra per tenere la rotta e il tempo.

Caratteristica è la farmacia, una cassetta con dei medicinali di base che si teneva a bordo della nave in caso di necessità. La medicina più in uso all’epoca era il chinino, per curare la malaria, ma anche la febbre (e per altre malattie che non si conoscevano) che spesso colpiva i marinai europei durante i loro i viaggi nelle zone tropicali.

La seconda sala si trova nel piano sotterraneo. Qui sono esposte delle immagini ingrandite, sempre con didascalie tratte da opere di Conrad. Sono esposti in questa sala preziosi libri antichi, molti provenienti dalla Biblioteca Sormani, in lingue diverse come testimonianza del fatto che Conrad è da sempre letto in tutto il mondo. Ci sono poi delle casse, come quelle che si trovano a bordo, sulle quali ci si può sedere, prendere un testo dal cesto e leggere, facendosi cullare dalla musica che riproduce le onde del mare.

La terza sala è quella cinematografica: ospita il filmato “fedele a Kurtz” girato dal MIC, Museo Interattivo del Cinema di Milano. Questo documentario della durata di circa 15 minuti, rende omaggio a Conrad attraverso sezioni di film come Apocalypse Now, I duellanti, Sabotaggio e brani tratti dal libro “Cuore di tenebra”.

la farmacia di bordo

La farmacia di bordo – Mostra “Conrad e il mare”

Il mare: le mie impressioni. Conrad ha viaggiato in tutto il mondo, per mari ed oceani, ma anche lungo fiumi come il Congo, in Africa. Viaggiare nel 1900 era davvero trovarsi a tu per tu con il mare. Niente punti di riferimento, se non le stelle, le carte nautiche e gli strumenti di bordo.

Il mare calmo di molte immagini e descrizioni, dei porti, di quando puoi goderti la navigazione, mentre la nave scorre liscia sulla superficie delle acque come una matita leggera che disegna su fogli di carta. Il bello dei luoghi esotici e tropicali, degli animali e delle piante, delle usanze e dei cibi, il fascino del nuovo e dell’avventura.

Ma poi, il mare nella sua dualità di elemento naturale, quindi “benevolo ma anche pericoloso”, all’improvviso cambia. Iniziano venti, sempre più forti, burrasche e tifoni e tempeste. E non ce ne sono due uguali, due tempeste o due burrasche, da poter fare un confronto, da poter dire di averla già vista e saper cosa fare. E allora si cerca di governare la nave, se si riesce, di tenere una rotta e affrontare le onde. E se così è, se ne può uscire anche senza troppi danni.

Se invece capita che la nave non risponda ai comandi, occorre affidarsi alla sorte, o pregare un dio se si è credenti, e aspettare. Mentre la nave ondeggia, oscilla, fino a piegarsi quasi tutta di lato, tanto che da una parte molti uomini sono già caduti in mare e dall’altra, i marinai si aggrappano ai pali, alle assi, a qualsiasi cosa possa tenerli a galla. E alla fine, quando il peggio è passato, solo allora ci si conta e ci si accorge di aver preso molti bravi marini, uomini coraggiosi che non faranno ritorno sulla terra ferma.

Il mare e l’oceano che portano lontani, chiedono quasi un loro tributo al viaggio in termini di sofferenza, malattia e perfino di morte. E Conrad ne ha visti di questi “demoni” come mostra il filmato finale: demoni del bello, del bene, dell’amore e della lussuria ma anche molti demoni del male, delle sofferenze, delle malattie, dei duelli e delle guerre, fino alla morte.

Una mostra che ci fa riflettere sulle condizioni di chi ha viaggiato in passato per mare. Oggi la tecnologia ci viene in aiuto, ma il mare resta una forza della natura con la sua “doppia faccia”: natura benigna, ma anche selvaggia e crudele.

Con questa mia riflessione, invito tutti a prendersi una giornata da trascorrere all’Acquario per visitare anche questa mostra davvero emozionante. Avete tempo fino a fine marzo.
Ma intanto… sì vi ho promesso un piccolo regalo: eccolouna foto della nave della locandina della mostra alla quale ho aggiunto una breve citazione (sempre dai testi in mostra) sul mare che non riposa e non fa riposare mai :-) La trovate sempre nella pagina “cose belle gratis” :-)

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