Blue Food: Green Future? ovvero che pesci pescare

Un anno di riflessioni sulle risorse alimentari di mare e di acqua dolce nella città di Expo 2015 promosso da varie Associazioni per un consumo consapevole e sostenibile.

Giovedì 22 gennaio presso l’Acquario Civico di Milano è stato presentato il progetto “Blue Food: Green Future?” che prevede un anno di eventi e scambi culturali, scientifici e gastronomici sulle risorse alimentari marine e di acqua dolce. In accordo con il tema di Expo 2015, nutrire il Pianeta, il progetto propone una serie di approfondimenti sul mare, sugli ecosistemi di acqua dolce, sulla pesca e sull’alimentazione: incontri per tutti i gusti, per appassionati di mare, ecologia, pesca sostenibile, gastronomia e cucina.

Il nome e il logo. Il nome “Green Food: Blue Future?” è stato scelto per sottolineare che occorre utilizzare le risorse acquatiche (pesci e molluschi che mangiamo) in modo compatibile con la capacità di rigenerarsi dell’ecosistema. Solo così la natura sarà in grado di offrire cibo a noi e alle generazioni future. Il logo rappresenta un sarago, pesce del Mediterraneo, e il mondo con i colori blu delle acque, marrone delle terre emerse e giallo del sole.

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“Blue Food: Green Future?” ovvero quali pesci è meglio pescare per noi e per il Pianeta

A che punto siamo? Durante la conferenza è stato evidenziato da tutti i relatori (in particolare da WWF e Geenpeace) che

stiamo sfruttando gli ecosistemi di acqua dolce e salata più di quanto questi siano in grado di rigenerarsi

Il riscaldamento globale e il cambiamento delle correnti marine hanno modificato l’ecologia di fiumi, laghi, mari e oceani: occorre studiare i cambiamenti, conoscere, per utilizzare in modo consapevole le risorse che le acque ci offrono.

Slow Food fa notare che peschiamo troppo e male e conosciamo poco i pesci che consumiamo. Dobbiamo farci delle domande: cosa sto mangiando? quali specie sono più a rischio? quali tipi di pesca rispettano l’ambiente e quali no?

Dobbiamo avvicinarci alle origini del cibo, riscoprire gusti dimenticati e essere curiosi verso sapori diversi dai nostri.

L’Acquario Civico e Stazione Idrobiologica sarà il luogo base per tutti gli eventi in calendario. La scelta è dovuta al tema del mare e della vita nelle acque, ma anche al fatto che l’edificio è l’unico padiglione rimasto dalla passata edizione dell’Expo a Milano nel 1906. Un modo per unire passato e futuro attraverso il presente. Greenpeace si occuperà di portare il progetto anche al di fuori dell’edificio, in particolare parlando dei GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) di Milano e del Mercato del Pesce.

Quali Associazioni partecipano. Il progetto è stato promosso dal Comune di Milano – Cultura, insieme ad Acquario Civico di Milano e Verdeacqua Onlus, in collaborazione con AIRG Associazione Italiana Ristoratori Giapponesi, GreenPeace gruppo locale di Milano, ISM Istituto per gli Studi sul Mare, Slow FoodSlow Food Milano e WWF Italia. Partecipano inoltre Coop Lombardia e l’Istituto per l’Ambiente e L’Educazione Scholé Futuro Onlus.

Cosa propone il progetto Blue Food. I nostri mari, sopratutto il Mar Mediterraneo, stanno subendo molti cambiamenti: di tipo ecologico-climatico, ma anche culturali, etici e sociali. Occorre conoscere le dinamiche della biologia marina e dell’ecologia per poter gestire la pesca in modo sostenibile.
Ma questo non basta. Serve conoscere le popolazioni che si affacciano sul Mediterraneo, le loro culture e i loro modi di pescare. Solo così si potrà arrivare ad una pesca e una alimentazione davvero sostenibili. L’uomo, infatti, fa parte di un ecosistema e deve promuovere un rapporto equilibrato e armonioso tra sé stesso e le reti alimentari delle quali è parte.

pesca

Non tutti i tipi di pesca sono uguali. Scegliamo pesce pescato correttamente

Blue Food: Green Future? propone punti di incontro e di confronto tra le diverse culture e tradizioni di vari Paesi del mondo. Incontri a tema, mostre, concorsi, degustazioni, eventi multimediali per raccontare i Paesi del Mediterraneo in parallelo ad Expo 2015, per saper gestire insieme nel modo migliore le risorse naturali e i prodotti alimentari che provengono dall’acqua.

Qui ci sono il programma degli incontri e la scheda WWF che si spiega quali pesci preferire.

WWF Mediterranean Initiative. WWF porta avanti una serie di progetti relativi al Mediterraneo, progetti di conservazione degli ecosistemi marini e costieri che prevedono la partecipazione del WWF di diversi Stati (Italia, Spagna, Francia, Grecia, Turchia) che si affacciano sul Mar Mediterraneo.

Perciò si parla di Mediterranean Initiative con lo scopo di agire in ambito internazionale, strategico e connesso.

Mediterranean Initiative e Programma Mare WWF si pongono l’obiettivo di conservare gli habitat profondi e costieri, i grandi predatori (tonno rosso, squalo, pesce spada), i cetacei, le tartarughe, le foche, le specie ittiche utilizzate per l’alimentazione umana.

Il Programma Mare WWF Italia, in particolare, prevede di:

  • diminuire la distruzione degli habitat dovuta alla pesca
  • combattere il fenomeno del bycatch cioè della cattura accidentale di specie che non sono ciò che si vuol pescare e vendere, e dell’overfishing cioè la pesca indiscriminata, eccessiva e illegale
  • promuovere il turismo sostenibile
  • combattere l’urbanizzazione non sostenibile nella fascia costiera
  • evitare l’introduzione di specie aliene (quelle che non sono tipiche dei nostri territori)
  • diminuire l’inquinamento in tutte le sue forme
  • studiare e prevenire il cambiamento climatico globale

Un ricco calendario per parlare di cibo. Non solo quello proveniente dalla terra, ma anche quello che le nostre risorse di acqua dolce e di mare sono in grado di fornirci.

One Comment on “Blue Food: Green Future? ovvero che pesci pescare

  1. Pingback: Il perché di una mostra: Conrad e il mare a Milano | curiosa di natura

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