Animali e Costituzione: due punti di vista

Alcune associazioni attive nelle tutela degli animali propongono di modificare la Costituzione e introdurre i concetti di ambiente, ecosistema, animali. Ecco cosa chiedono.

“Siamo convinti che sia finalmente arrivato il momento di accogliere, tra i beni e i valori tutelati dai principi fondamentali della nostra Costituzione, l’ambiente, gli ecosistemi e gli animali”

Questo è il messaggio chiave della proposta di legge presentata lo scorso dicembre da 34 associazioni attive nella tutela dei diritti e del benessere degli animali riunite sotto la sigla FIADAA. Secondo queste associazioni, nel nostro secolo, caratterizzato da profondi cambiamenti a livello globale, anche il rapporto uomo-natura ha subito delle mutazioni e oggi siamo tutti più consapevoli dei limiti entro i quali possiamo disporre delle risorse del Pianeta e del sentimento di empatia che ci lega a tutti gli altri esseri viventi.

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La proposta di legge per introdurre nella Costituzione i temi dell’ambiente, dell’ecologia e degli animali

Di questo cambiamento hanno già preso atto molti Paesi: Germania, Austria e Svizzera hanno cambiato le loro Costituzioni e anche a livello europeo, il Trattato di Lisbona, tiene conto dell’evolversi del rapporto uomo-animali. Come mai allora, un Paese come l’Italia, ricco di biodiversità e di patrimonio ambientale, non ha ancora provveduto a cambiare la propria Costituzione in questa direzione?

L’Articolo 9 della Costituzione Italiana:

“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”

Solo un riferimento al paesaggio, quindi, e per questo motivo le associazioni della FIADAA ( Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente) propongono di sostituire il concetto di “paesaggio” (concetto soggettivo) con quelli di “ambiente” ed “ecosistemi”.
Inoltre chiedono di aggiungere all’Art. 9 della nostra Costituzione anche il principio:

“Gli animali sono esseri senzienti e la Repubblica ne promuove e garantisce la vita, la salute e un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche etologiche”

Il punto di vista della FIADAA. Questo, in breve, il punto di vista delle 34 associazioni tra le quali le fondatrici LAV, Enpa, OIPA, Lndc e Leidaa portato in Parlamento da Michela Vittoria Brambilla del movimento La coscienza degli animali e appoggiato da Gianluca Felicetti, Presidente della LAV.

Secondo queste associazioni, esistono le giuste condizioni politiche e culturali per un cambio di prospettiva, per definire in modo più moderno lo status giuridico degli animali. Nel nostro secolo non è più possibile considerarli delle “cose”: di fronte alla vita, alla morte, alla sofferenza, siamo tutti uguali, umani e non umani. Occorre riconoscere nella Costituzione che gli animali sono esseri senzienti.

La proposta di legge è stata discussa anche durante il convegno “La questione animale” occasione per presentare il trattato di Biodiritto (una collana di studi di bioetica edita da Giuffré) nel quale si è parlato di vari aspetti che ogni giorno si presentano nelle nostre vite: l’alimentazione vegana, la tutela degli animali da compagnia, della fauna selvatica ed esotica, l’utilizzo degli animali in feste, circhi, e sagre, e altre questioni che hanno a che fare con l’etica in generale.

Un altro punto di vista (da Il Fatto Quotidiano). Leggendo di questa notizia ho fatto varie ricerche in rete: non avendo fatto studi di Diritto non volevo sbagliare termini sulla Costituzione. Guardando vari quotidiani ho trovato il punto di vista di una giornalista, Rosaria Iardino, esperta di diritti civili e politiche socio-sanitarie.
In questo suo articolo afferma di essere d’accordo con i principi espressi in questa proposta di legge per quanto riguarda il rispetto e i diritti degli animali. Allo stesso tempo, però, crede che cambiare la Costituzione sia “un’ipotesi velleitaria” e un’iniziativa di facciata.

Spiega così il suo punto di vista. Secondo questa proposta, tutti gli animali sono uguali, non ci sono differenze: come la mettiamo, allora, con le macellazioni di animali a fini alimentari o commerciali e con altre questioni simili che coinvolgono la sfera commerciale?
Inoltre, se le modifiche fossero approvate, sarebbe impossibile metterle in pratica (secondo la giornalista) perché non realizzabili in concreto. Sarebbe meglio invece occuparsi degli animali quotidianamente, come fanno già molte amministrazioni comunali e regionali e molte norme delle Aziende Sanitarie Locali.

Due punti di vista ugualmente accettabili. Non so dire quanto sia fattibile cambiare la carta costituzionale (penso che sia un processo molto lungo e difficile) ma credo che questa proposta di legge sia del tutto accettabile e attuale. Allo stesso tempo, però, sappiamo bene quale peso abbiano tutte le attività che hanno a che fare col profitto e col commercio nella nostra società.

Come andrà a finire? La proposta sarà approvata? Stiamo a vedere. E voi, cosa ne pensate?

One Comment on “Animali e Costituzione: due punti di vista

  1. Si potrebbe cominciare con il regolamentare abbandoni, animali a feste, sagre, tutela degli animali da compagnia eccetera eccetera e aspettare un attimo per gli animali che vengono usati come cibo… non tutti sono vegani/vegetariani e non tutti desiderano diventarlo. Imporre uno stile di vita sarebbe anticostituzionale e si fa presto a finire nella situazione del cane che si morde la coda…

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