Serata Sea Shepherd e la salvaguardia degli oceani

Serata Sea Shepherd – la salvaguardia degli oceani – Museo Minguzzi – Milano

Venerdì scorso al Museo Minguzzi la sala era piena per la serata dedicata a SeaShepherd e alla salvaguardia degli oceani. Il clima era piacevole, quasi estivo, la gente numerosa, allora mi sono seduta ad ascoltare.

Soprattutto per saperne di più a proposito di questa organizzazione che conosco per l’impegno in aiuto dei delfini in Giappone nella Baia di Taiji  e per la Giornata Mondiale dei delfini e in effetti sono rimasta molto colpita dal loro coraggio e dalla loro passione.

Sea Shepherd è stata fondata nel 1977 come Sea Shepherd Conservation Society, organizzazione internazionale no-profit per la conservazione della fauna selvatica marina.

La nostra missione è quella di porre fine alla distruzione dell’habitat naturale e al massacro delle biodiversità negli oceani di tutto il mondo, allo scopo di conservare e proteggere l’ecosistema.”

Dopo il bellissimo ed emozionante filmato introduttivo, i volontari ci hanno parlato della campagna forse più conosciuta, quella che riguarda la regione antartica

La Campagna Antartica è iniziata per contrastare la caccia alle balene. Esiste una Commissione Internazionale per le Balene, la International Whaling Commission (IWC) addetta a regolamentare il numero di individui uccisi a scopo commerciale.

La quota di balene da cacciare, però, è un numero ambiguo: questa era stata stabilita, negli Anni ’70, dall’indice chiamato BWU, cioè Blue Whale Unit, un indice poco chiaro e mal definito che è stato ben presto sostituito, senza però risolvere la questione.
Negli Anni ’80 si inizia ad affrontare il problema della caccia alle balene dato che l’opinione pubblica dimostra di essere sensibile alla caccia indiscriminata. E da questo momento si apre la questione del Giappone.

Balene uccise dalla caccia dal 1946 al 1986 (dati di Seashephered.it)

Il Giappone e la caccia a scopo di ricerca. Dato che la IWC non fissa nessuna quota massima da cacciare per fare ricerca scientifica, il Giappone utilizza questo escamotage per cacciare indiscriminatamente questi animali. E il fatto ancor più grave è che la pesca avviene in una zona protetta, il Santuario delle Balene, un braccio di mare sotto l’Australia.

Mi sono segnata alcuni numeri perché danno maggiormente l’idea di quello che succede e ve li ripropongo in questa immagine.

La mission di SeaShepherd La Campagna Antartica è diretta a fermare questo massacro indiscriminato di animali e il secondo video che ci hanno mostrato è stato davvero emozionante.
Le navi dell’organizzazione (che sono 16 volte più piccole delle navi giapponesi) cercano di ostacolare la nave che porta il rifornimento alla nave da caccia principale e riescono a frapporsi tra le due navi, impedendo così che la campagna di caccia possa continuare: senza rifornimento di carburante, la nave giapponese è costretta ad interrompere la caccia e SeaShepherd segna un punto a suo vantaggio con la Campagna Operazione Rentless nel 2013.

Usiamo l’azione diretta per investigare, documentare e intervenire ovunque sia necessario per scoprire e fermare le attività illegali in alto mare. Attraverso la salvaguardia del delicato equilibrio degli ecosistemi oceanici, operiamo per garantire la sopravvivenza per le future generazioni”

I successi delle Campagne di Sea Shepherd (dati Seashepherd.it)

I successi di SeaShepherd. Con le loro campagne hanno ottenuto questi risultati

SeaShepherd usa l’azione diretta, usa l’aggressività non violenta in luoghi dove nessuno va a far rispettare le leggi. Diverse navi di cacciatori illegali e bracconieri sono state affondate dall’organizzazione, ma non è mai stato registrato alcun uomo ferito, né ucciso a partire dal 1977 fino ad oggi.

SeaShepherd è impegnata anche nelle Isole Galapagos e in Italia, ma per saperne di più dovrete aspettare uno dei prossimi post :-)

Intanto vi lascio con la frase preferita dal Capitano Paul Watson. A voi la scelta se essere d’accordo oppure no:

“Ciò che fa davvero la differenza non è l’azione dei governi, non sono le organizzazioni, ma è la passione dei singoli individui”
(Paul Watson).

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