Wildlife Photogapher of the Year -1°parte-

Ingresso al Museo Minguzzi e alla mostra fotografica Wildlife Photographer of the Year

Anche quest’anno si è inaugurata da poco a Milano la mostra Wildlife Photographer of the Year presso il Museo Minguzzi, aperta fino al 26 ottobre 2014.

Organizzata dall’Associazione culturale Radiceunopercento, raccoglie le 100 immagini premiate al concorso internazionale di fotografia naturalistica indetto dal Natural History Museum di Londra con il BBC Wildlife Magazine e arrivate in Italia grazie all’esclusiva concessa dal museo inglese a Pas Event di Torino.

Una delle mostre fotografiche che preferisco in assoluto e che visito ogni anno per la bellezza delle immagini e il piacere di leggere in ogni didascalia (oltre ai dati tecnici e geografici) le emozioni, le aspettative e le paure del fotografo durante l’attesa per lo scatto.

Il premio vuole dare evidenza alla bellezza del nostro Pianeta, raccogliendo momenti drammatici e mozzafiato, insieme ad altri più intimi, catturando il dinamismo della natura e allo stesso tempo facendo conoscere le specie più minacciate, i conflitti creati dall’uomo, il problema dei cambiamenti climatici.

Le parole del direttore del Natural History Museum, Dr. Michael Dixon, sono significative:

Le immagini vincitrici evocano in tutti noi il desiderio di una vita eco-sostenibile e di poter celebrare ogni giorno la diversità della natura: questi sono i principali obiettivi della scienza portati avanti dal Museo

La foto vincitrice assoluta del premio Wildlife Photographer of the Year è del sudafricano Greg du Toit con lo scatto Essence of Elephants che ritrae questi pachidermi nella Riserva del Botswana.

Animali nel loro ambiente è una delle categorie in gara che fa riflettere: parla di animali minacciati e della necessità della loro salvaguardia. Bellissima la foto vincitrice L’orso e l’acqua che riesce a ritrarre sott’acqua un esemplare di orso bianco, comunicandoci il problema dello scioglimento dei ghiacciai che minaccia il loro habitat.

Ci sono poi i delfini campioni di surf, i due leoni che condividono la doccia di acqua piovana, gli elefanti spaventati dal temporale, lo stambecco che si staglia verso l’orizzonte al tramonto, la cinciallegra nella foresta ghiacciata e i parrocchetti occhi bianchi tra le cascate Iguaçu in Argentina.

© Hannes Lochner (South Africa) Curiosity and the cat | Animal Portraits

Ritratti di animali è una delle mie sezioni preferite: foto che immortalano la bellezza degli animali in primissimo piano. Vincitrice è la foto degli elefanti, citata prima, animali che possono percorrere lunghe distanze, bevendo anche solo 1 volta al giorno.

Bello l’occhio del rospo che osserva dal pelo dell’acqua e ancor più bello il cucciolo di leone curioso, una delle mie foto preferite :)

E poi c’è il dugongo che nuota, preceduto dai pesci carangidi, ci sono i grifoni dorso bianco in mezzo alla polvere e un tasso nei caldi colori del tramonto.

Il mondo nelle nostre mani, sezione esempio di come l’uomo ha cambiato, anche inconsapevolmente, le abitudini degli animali.

Lo squalo balena, animale lungo fino a 14 metri, ha imparato a mangiare bucando le reti dei pescatori (foto vincitrice della sezione).

La zona di Alberta, in Canada, mostra come l’uomo ha cambiato la geografia di una zona: sabbie bituminose, si intrecciano a strade e a tratti di natura. Animali pescati, come le razze, uccise per ricavarne medicine in Cina, sono buttati a terra, in vendita, nella piazza del mercato in Sri Lanka. Capita poi di vedere uno squalo nutrice grigio sopravvissuto alla cattura che nuota e vive con un amo e il filo da pesca appeso alla bocca.

Natura in città Perché piante e animali si avvicinano sempre più agli insediamenti urbani. Così succede di trovare nuova vita tra le carcasse di auto arrugginite dove i tordi bottacci hanno fatto il nido (una foto bellissima di Päl Hermansen).

Nel Parco del Gran Paradiso, uno stambecco si arrampica sulle dure pietra di una diga e in India, gruppi di macachi maculati, sacri al popolo Indù, vivono sui tetti delle basse abitazioni.

Restando sempre al problema delle specie minacciate, interessante è il Premio Durrell: le foto vincitrici mostrano animali a grave rischio di estinzione, scatti catturati molto vicino ai pochi esemplari rimasti.

La tigre dell’Amur e i leopardi dell’Amur: il loro habitat è stato spesso distrutto dall’uomo, sono minacciati dal bracconaggio e dai cambiamenti climatici. Così come la bellissima foto di mamma gorilla, animale raro a causa dei disboscamenti, ritratta con i suoi due cuccioli gemelli, evento ancor più raro in natura per questa specie.

© Lukasz Bozycki (Poland) Eye of a toad | Animal Portraits

Il Premio Fotogiornalista vuole valorizzare una sequenza di sei immagini speciali che raccontano una storia.

E questa storia è sempre molto tragica, purtroppo, come nel caso del primo classificato, L’avorio di Dio, che documenta il massacro degli elefanti per il commercio dell’avorio.

Anche le immagini seconde classificate ci portano a riflettere: La foresta pluviale spazzata via dalla diga.

Per concludere questo mio primo post, il Premio Portfolio Eric Hosking, che premia giovani dai 18 ai 26 anni, che ha visto vincitore il canadese Connor Stefanson per la diversità delle sue foto: oggi Connor ha solamente 22 anni è biologo ecologo e fotografo naturalista!

Spero di avervi incuriosito tanto da aspettare il secondo post (sapete che per questa mostra, me ne servono due, visto che ho sempre tante cose da dire!) e da visitare questa mostra bellissima, in un angolo della città grazioso e accogliente :)

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