Al Gore e la nuova speranza per il clima

Al Gore e il suo ultimo articolo sul clima – The Turning Point

Lo scorso 18 giugno, Al Gore ha pubblicato un suo articolo nella pagina della Politica on line del RollingStone.com. Il titolo del suo post: “Il punto di svolta: nuova speranza per il Clima”

Sentendo parlare Al Gore mi sarei aspettata una dura riflessione sui danni che stiamo apportando al clima e sul difficile futuro a cui andremo incontro, continuando di questo passo.

Invece Al Gore racconta tutto ciò che di positivo è stato fatto e i buoni risultati raggiunti e si mostra ottimista verso il futuro.

 Egli afferma che “nella lotta per risolvere la crisi climatica, un potente cambiamento, in gran parte inosservato, sta avvenendo. Il cambiamento verso il futuro della civiltà umana sarà difficile e pericoloso, ma è ormai chiaro che alla fine prevarrà. L’unica domanda è quanto velocemente possiamo accelerare e completare il passaggio verso una civiltà a basse emissioni di carbonio.”

Abbiamo aspettato troppo a lungo – puntualizza Al Gore – e alcuni danni per il nostro ecosistema planetario sono ormai irreversibili (cioè non si può tornare indietro: il danno fatto non si può curare, né cancellare).
Ma la notizia positiva è che molti danni “catastrofici” possono ancora essere evitati.
Inoltre il ritmo dei cambiamenti che abbiamo e stiamo mettendo in atto può essere davvero significativo.

Una sorprendente e scioccante buona notizia. La buona notizia è che
“la nostra capacità di trasformare l’energia del Sole in energia utilizzabile è diventata molto più conveniente e ciò è accaduto molto più rapidamente di quanto chiunque avesse previsto.”

Secondo Al Gore, il costo dell’energia elettrica da fotovoltaico o da celle solari è ora uguale o inferiore al costo dell’energia elettrica da altre fonti in almeno 79 Paesi. Entro il 2020 la scala delle distribuzioni crescerà e i costi continueranno a diminuire e oltre l’80% della popolazione mondiale vivrà in regioni in cui solare sarà competitivo con l’elettricità da altre fonti.

Sul mercato ciò che fa la differenza è il costo! In tutto il mondo, i dirigenti di aziende che vendono energia elettrica prodotta dalla combustione di combustibili fossili (principalmente dal carbone) stanno apertamente discutendo le loro paure crescenti di una possibile chiusura delle loro aziende.

Un esempio di pale eoliche

Cosa succede in EuropaIn Germania, potenza industriale d’Europa, dove i sussidi rinnovabili sono stati particolarmente elevati, il 37% dell’elettricità al giorno è oggi generata da fonti eoliche e solari e gli analisti prevedono che si salirà al 50% entro il 2020” continua Al Gore nel suo articolo.
E non è solo la Germania. L’anno scorso, in tutta Europa, le ditte produttrici di energia da fonti fossili non rinnovabili (carbone e gas) hanno riferito di aver perso la metà del loro valore dal 2008. Secondo la banca svizzera UBS, 9 su 10 centrali a carbone e di gas in Europa stanno ora perdendo guadagni.

Cosa succede negli Stati Uniti Nel 2012, negli Stati Uniti, fino al 49% della nuova capacità di generazione proveniva da fonti rinnovabili. 166 impianti di generazione elettrica a carbone hanno o chiuso stanno chiudendo negli ultimi 4 anni e mezzo. La proposta di costruire ulteriori 183 nuove centrali a carbone è stata annullata a partire dal 2005.

Nuovi modelli energetici Così continua il suo articolo Al Gore – “Stiamo assistendo all’inizio di un massiccio spostamento verso un nuovo modello di distribuzione di energia: dal modello “centrale a carbone” che risale al 1880 ad un modello “ampiamente diffuso”, con celle solari sul tetto e griglie di immagazzinaggio delle batterie”.

Il gruppo commerciale principale che rappresenta le aziende elettriche statunitensi, la Edison Electric Institute, ha individuato nella nuova tipologia della “generazione distribuita”, la più grande minaccia a breve termine per il modello a carbone. Infatti lo scorso maggio, Barclays ha declassato la totalità delle ditte del settore elettrico proveniente da carbone negli Stati Uniti.

Dal 1980, gli Stati Uniti hanno ridotto l’intensità energetica totale del 49 per cento.
“Vale la pena ricordare questo fatto fondamentale – riprende Al Gore – a proposito della fornitura del “carburante” di base: l’energia grezza che raggiunge la Terra dal Sole in un’ora è abbastanza per eguagliare tutta l’energia utilizzata da tutto il mondo in un anno intero.”

Cosa succede nei Paesi più poveri. Nei paesi più poveri vive la maggior parte della popolazione del mondo e qui si registra la maggiore crescita del consumo di energia

In India, il nuovo Primo Ministro, Narendra Modi (che ha scritto un e-book sul riscaldamento globale), ha annunciato uno splendido piano per affidarsi principalmente al fotovoltaico nella fornitura di energia elettrica per 400 milioni di indiani che attualmente non ce l’hanno.
Uno dei sostenitori di Modi, S.L. Rao, ha aggiunto che l’industria dei combustibili fossili ha raggiunto una fase in cui o cambia l’intero sistema in modo rapido o crollerà.

Il vicino Bangladesh installa 2 nuovi impianti fotovoltaici sui tetti ogni minuto – il che fa di questo Stato il mercato in più in rapida crescita nel mondo.

In Africa occidentale e orientale le celle solari stanno cominciando ad essere utilizzate ed è previsto un periodo di crescita esplosiva.

Nel mese di maggio, la Cina ha annunciato che entro il 2017, avrà raggiunto la capacità di generare 70 gigawatt di energia fotovoltaica.

L’energia dal vento, energia eolica Lo stato che produce la più grande quantità di energia eolica è il Texas: il costo dell’energia eolica è precipitato, essendo sceso del 43% negli Stati Uniti dal 2009 – e questo prezzo lo rende ora più conveniente rispetto al carbone.
Nei soli Stati Uniti, quasi un terzo di tutta la nuova capacità elettrica di generazione negli ultimi 5 anni proviene dall’energia ricavata dal vento e la capacità eolica installata negli Stati Uniti è aumentata più di 5 volte dal 2006.

Una buona notizia per i consumatori: mentre il costo dell’energia proveniente dal carbone continua ad aumentare, il costo dell’elettricità solare è sceso in media del 20% all’anno dal 2010 in poi.

Al Gore utilizza il suo primo telefono cellulare – foto degli Anni 80

Un esempio dal passato: i telefoni cellulari Al Gore conclude il suo articolo ricordando i primi telefoni cellulari apparsi sul mercato.

“Ho pensato che quei primi enormi e goffi telefoni cellulari erano divertenti da usare e sembravano alla moda (ora sarebbero antiquati, naturalmente)”

Nel 1980, Al Gore comprò uno dei primi modelli di questi nuovi telefoni. L’azienda AT & T condusse uno studio di mercato globale e giunse alla conclusione che entro il 2000 ci sarebbe stato un mercato di telefoni cellulari per 900.000 abbonati.

La previsione si è dimostrata del tutto sottostimata: 109 milioni sono i contratti attivi alla data del 2000 e oggi sono 6,8 miliardi a livello globale.

Questo esempio ci mostra come, anche per le energie alternative, soprattutto il solare e l’eolico, le previsioni di crescita sono buone e potrebbero essere sottostimate, come accadde nel 1980 con le previsioni per la diffusione dei telefoni cellulari.

Questo ciò che si legge nell’articolo di Al Gore scritto di recente che fa ben sperare per il futuro del nostro Pianeta e per quello delle energie alternative.

L’articolo originale: “The Turning Point: New Hope for the Climate”

4 Comments on “Al Gore e la nuova speranza per il clima

  1. Ciao! Complimenti per il blog! Vorrei segnalare a tutti pedaliamo.wordpress.com: ogni giorno un’itinerario per scoprire una città in bicicletta!

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