La Milano (verde) che vorrei

Durante le giornate in fiera a “Fà la cosa giusta!” molti sono gli eventi e i laboratori organizzati nelle varie piazzette e negli stand della manifestazione. Avrei voluto seguirne di più, ma il tempo è quello che è e gli eventi sono numerosi.

Incontro dal tema “La Milano (verde) che vorrei” a Fà la cosa giusta!

Quest’anno mi sono fermata allo stand del Comune di Milano, spazio organizzato in collaborazione con ATM, BikeMi e Clear Channel e ho seguito l’incontro dal titolo:

“La Milano (verde) che vorrei” Le associazioni, i gruppi e i comitati che si occupano della cura del verde cittadino si raccontano

Volevo vedere cosa succede nei vari quartieri della mia città, anche sulla scia della bella trasmissione Orto e Mezzo che mi ha fatto scoprire che queste realtà esistono in tutta Italia. Qui a Milano, ho scoperto che gruppi di abitanti dei diversi quartieri della città si danno da fare sia in modo pratico, rimboccandosi le maniche e mettendo le mani nella terra, che burocratico, contattando il Comune e gli Assessori, esponendo loro i problemi e le loro necessità.

All’incontro ho seguito l’introduzione di Stefania Fontana su “Il tavolo del verde” una tavola rotonda a cui aderiscono molte associazioni e comitati. Stefania ha riassunto i problemi comuni ancora esistenti, i risultati raggiunti e gli obiettivi che un po’ tutti i gruppi condividono.

“Il tavolo del verde” nasce per mettere a fuoco un nuovo modello di verde urbano, mettere a sistema le buone pratiche e scambiare idee. Vuole raccogliere le varie richieste delle associazioni e portarle al Comune. Il loro processo di lavoro si riassume in 5 punti:

  1. aggregazione e incontro
  2. messa a sistema di un gruppo
  3. formulare richieste per le Amministrazioni
  4. possibili interazioni col Comune di Milano
  5. documenti strategici e priorità condivise

Questo è l’agire comune che lega tutte le Associazioni e i Comitati che sono intervenuti al dibattito. Ognuno poi ha delle particolari richieste e obiettivi da raggiungere. Per chi vorrà continuare a leggere, ecco cosa hanno detto i vari Comitati e le Associazioni.

Comitato per il Grande Parco Forlanini (Zona 3 e 4) – Sono riusciti a bloccare il progetto di un campo da golf. Vogliono utilizzare la nuova linea della metropolitana M4 per avvicinare il parco alla città. L’idea è quella di una “continuità” dei parchi, da piazza Risorgimento fino all’Idroscalo. Perciò si stanno relazionando anche col vicino Comune di Segrate

Comitato Ponti (zona 6) – Stanno creando un giardino condiviso, da dare in gestione ad un’associazione per tre anni per riqualificare il territorio con attività culturali. Hanno iniziato i lavori nel 2013 con orti didattici, pranzi e cene, intrattenimento e spettacoli, attività coi bambini delle scuole della zona

La Via Verde (quartieri Solari, Foppa, Tortona) – condividono l’idea di valorizzare le aree parco presenti e raccordarsi coi parchi vicini per creare una lunga striscia utilizzabile anche come pista ciclabile

Parco Segantini (zona 6) – Un’area di 90 mila metri quadrati, della quale si occupa l’Associazione Parco Segantini, fondata dai cittadini della zona. Oggi il parco è un importante punto di aggregazione, grazie anche al coinvolgimento di altre associazioni quali Lipu e Italia Nostra

Comitato Sempione (Zona 1) – Il Parco è uno dei più antiche della città: perciò va ripensato e collegato ai parchi limitrofi. Occorre valorizzare la sua natura e la sua storia. Con la pedonalizzazione di piazza Castello sarà ancora più importante la sua riqualificazione. Il comitato si sta battendo anche per trovare una diversa sistemazione alle giostre del carnevale ambrosiano

Parco Teramo – Una porta verso il Parco Agricolo Sud Milano. Comprende orti didattici, percorsi eco-sportivi, aree di connessione con le filiere agro-alimentari del Parco Sud.

Giambell Garden (zona 6) aree Giambellino – Lorenteggio – In una zona con problemi di degrado architettonico e anche culturale, questo giardino, vicino alla biblioteca comunale, offre delle nuove opportunità di riqualificazione dell’area e dà spazio ai cittadini, alla cultura e al lavoro. Sono stati piantati fiori, un orto, una zona con fichi di diverse specie e sono nate collaborazioni con la biblioteca e le scuole del quartiere.

Comitato Basmetto (zona 5) quartiere Gratosoglio – Piccola realtà periferica, si sono battuti ed hanno ottenuto che la Cascina Basmetto fosse tutelata dal FAI come “luogo del cuore”. Il territorio è quello tra il Parco Sud e il Naviglio con le sue vicine risaie. Ora chiedono che una parte del fiume Lambro sia pulita e nasca una zona ciclabile

Orto del Politecnico (zona 9) quartiere Bovisa – Nato da un progetto del PoliMI, Politecnico di Milano e dal lavoro degli studenti, oggi è un orto conviviale, dove ci si incontra e si pranza assieme di sabato. Occupa una superficie di 900 metri quadri all’interno del Campus Bovisa e intende coinvolgere sempre più la cittadinanza del quartiere.

Questo incontro è stato davvero interessante e spero che ne seguano altri, per conoscere sempre meglio le aree verdi di Milano, i parchi e i cittadini che si occupano della loro tutela e valorizzazione.

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