Vandana Shiva e i nostri semi

Vandana Shiva, autrice del libro “Storia dei semi”

Vandana Shiva nasce in India, nella zona dell’Himalaya. Grazie a varie borse di studio, si laurea in fisica nucleare in Canada e quindi decide di tornare nella sua terra. Il ritorno è un’esperienza traumatica: il paesaggio è cambiato totalmente, modificato dall’uomo.

Vandana non può tollerare tutto questo: deve fare qualcosa per proteggere la terra dov’è nata. Decide così di aderire ad un gruppo, “il movimento Chipko”, fondato e portato avanti da numerose donne attiviste: per evitare che alcuni alberi vengano abbattuti, abbracciano i loro tronchi, per proteggerli, per far capire a tutti l’importanza di queste piante. Questo movimento risveglia la coscienza ecologica di Vandana, che si era sopita durante gli anni di studi in Canada ed aspettava solamente di venire destata.

La biodiversità è ciò che sta a cuore a Vandana: degli alberi, della natura, degli animali e soprattutto dei semi. Si accorge che l’uomo è diventato cieco nei confronti della natura: prima utilizzava 85000 specie di semi come cibo, ora le specie coltivate sono solamente 8. Comincia da questo dato di fatto la lotta per la salvaguardia dei semi, descritta da Vandana Shiva in un piccolo libro dal titolo “Storia dei semi” edizioni Feltrinelli Kids.

I semi sono di tutti, occorre lottare per la libertà dei semi. Per evitare che vengano modificati geneticamente, proclamati “nuovi organismi” e brevettati dalle grandi compagnie multinazionali.

Una volta che un seme viene brevettato da una multinazionale, il suo scambio è proibito. Questo non può esistere, secondo Vandana: da secoli, i contadini dell’India scambiano semi tra di loro, liberamente. Perciò fonda un movimento (chiamato Navdanya) per la salvaguardia delle specie vegetali e per la conservazione e condivisione delle sementi tra gli agricoltori.

Navdanya significa “9 semi” e coloro che appoggiano questo gruppo si prefiggono di “salvare i nostri semi tradizionali, recuperare cibi dimenticati e piatti cucinati coi cereali”. Un seme fa parte della storia di un popolo. Nello scambio di semi tra coltivatori si assiste ad uno scambio alla pari, e non sono solo i semi ad essere scambiati, ma “scambiano anche idee, consigli, storie e racconti”.

Navdanya significa anche “nuovo dono” perché i 9 semi rappresentano anche i 9 pianeti dell’astrologia Indù. Se siete interessati, vi invito ad approfondire in rete; qui, per curiosità, elenco solo i 9 semi e i pianeti corrispondenti.

Orzo – Sole

Miglio piccolo – Luna

Pisello arboreo – Marte

Fagiolo mungo – Mercurio

Cece – Giove

Riso – Venere

Sesamo – Saturno

Fagiolo nero – Nodo lunare nord

Legume (Kulitta) – nodo lunare sud

Vandana Shiva pensa che:

“Difendere l’equilibrio tra i semi nei campi e prendersi cura della salute del terreno e del nostro corpo è un po’ come difendere l’equilibrio del cosmo”

“Il seme rappresenta l’abbondanza […] In un seme ci sono il passato e il futuro”

“I semi sono dunque il primo anello di una catena che garantisce il cibo e la sopravvivenza agli esseri viventi”

Questa è una breve recensione di un piccolo libro, interessante per ragazzi e per adulti. L’ho letto perché seguo la trasmissione Orto e mezzo che ha la felice idea di proporre in coda una lettura consigliata. Mi ripropongo di leggere altri libri da loro indicati e di parlarvene.

Per ora consiglio a tutti questo piccolo libro, per approfondire la storia dei semi e di Vandana Shiva, vincitrice tra l’altro nel 1993 del Premio Nobel Alternativo, Right Livelihood Award:

“…per aver posto le donne e l’ecologia al centro del moderno dibattito sullo sviluppo.”

Autrice: Vandana Shiva

Titolo: Storia dei Semi

Editore: Feltrinelli Kids

Pagine: 112

Prezzo: 13 €

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6 Comments on “Vandana Shiva e i nostri semi

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  3. Interessantissimo, mi piace lo scambio delle sementi. In effetti è un dono prezioso e va assolutamente preservato. Grazie per questa condivisione cercherò sicuramente questo libro. Buona giornata 😊

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