Fukushima e il signor Naoto

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Fukushima, città fantasma, dopo l’incidente nucleare. Uno struzzo vaga per le strade

Fukushima è una città del Giappone, capoluogo della prefettura omonima sull’isola di  Honshū. Nel 2006 la città contava circa 290.000 abitanti.

È nota soprattutto per il disastro nucleare di Fukushima Daiichi

Così si può leggere su Wikipedia, alla voce Fukushima, tristemente nota per il fatto che l’11 marzo 2011, a seguito di un forte terremoto e maremoto, la centrale nucleare nei pressi della città ha dovuto affrontare 4 diversi incidenti, ma solamente il 24 maggio, la TEPCO, la società che gestisce l’impianto, ne ha dato conferma ufficiale. Questo evento è stato classificato di grado 7 dall’Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale, massimo grado della scala, raggiunto solo dal disastro di Černobyl.

Qualche giorno fa si è parlato di nuovo di radiazioni nucleari nella zona di Fukushima e anche oggi si legge che il livello di radiazione nello specchio d’acqua antistante la centrale nucleare ha raggiunto i valori più alti degli ultimi 2 anni. Gli operai che controllavano i serbatoi hanno ammesso la fuoriuscita di almeno 430 litri d’acqua radioattiva che ha raggiunto il mare. Lo stesso premier giapponese Shinzo Abe ha chiesto aiuto per poter contenere le perdite (come si legge, ad esempio, in questo articolo)

Fukushima: un disastro nucleare, un disastro di vite umane, un disastro ambientale. Ma non solo. Insieme ai fatti che tutt’oggi ci riportano al problema delle centrali nucleari, televisioni e giornali hanno riproposto una storia che nel 2011 non avevo sentito, forse presa dall’evento catastrofico e dalla paura per il mondo in generale.

Fukushima: un disastro per gli animali. Perché l’agenzia giapponese non ha pensato a loro, agli animali da compagnia, agli animali nelle fattorie a quelli degli allevamenti. Solo successivamente, alcune associazioni animaliste sono state nella zona e hanno portato in salvo circa 250 cani e più di 100 gatti, ritrovando i rispettivi proprietari nell’ 80% dei casi.

Ma fin dal giorno seguente al terremoto, un uomo di 50 anni circa, ha deciso di disobbedire all’ordine di evacuazione dato dalle autorità e oggi vive ancora lì nella città in cui è nato. Si tratta del signor Naoto Matsumura, agricoltore da cinque generazioni. La CNN gli ha dedicato un’intervista dal titolo “Gli animali di Fukushima abbandonati e lasciati morire”, nella quale Naoto afferma:

Sono pieno di rabbia. Ed è questa la ragione per la quale sono ancora qui. Mi rifiuto di andarmene portando con me questa rabbia e questo dolore. Piango ogni volta che guardo la città nella quale sono nato. Il governo e la gente di Tokyo non sanno quello che sta succedendo qui

Il signor Naoto Matsumura mentre dà da mangiare ad alcuni cani

Il signor Naoto Matsumura mentre dà da mangiare ad alcuni cani

Così il signor Naoto, dopo il disastro, ha deciso di restare nella sua casa per dar da mangiare ai suoi animali, ma anche agli animali randagi rimasti, quelli che non sono morti e vagano senza cibo nelle vie delle città ormai deserte. Naoto dice di star bene, nonostante i livelli di contaminazione radioattiva siano al 100% nel suo corpo. Forse la malattia arriverà tra anni e allora sarò già morto: questo è quello che risponde alla CNN e ai giornalisti che gli domandano perché non ha lasciato l’area.

Sono ancora qui perché qualcuno deve pensare agli animali, perché nessuno se ne è occupato, nessuno se ne occupa. E lui stesso riceve cibo, acqua e cure, grazie ad alcuni volontari che saltuariamente visitano la città fantasma.

Oggi la zona è un cimitero di animali a cielo aperto. Sembra che siano rimasti in vita 400 mucche, 60 maiali, 30 galline, 10 cani, più di 100 gatti e uno struzzo, tutti nutriti alla meglio da Naoto, che racconta 2 episodi che lo hanno molto impressionato:

“La mucca era pelle e ossa e il suo piccolo piangeva e cercava ostinatamente di attaccarsi alle mammelle della madre. Ma lei, forse temendo che se avesse nutrito il cucciolo sarebbe morta, lo allontanava scalciando. Dopo molti rifiuti il vitellino si rintanò in un angolo della stalla e prese a succhiare della paglia, come se fossero le mammelle di sua madre. Il giorno dopo tornai alla fattoria e li trovai entrambi morti.”

Toccante anche la storia di un cane rinchiuso in un granaio per un anno e mezzo: quando Naoto Matsumura l’ha salvato, l’animale era quasi privo di pelo e denutrito. Era riuscito a sopravvivere nutrendosi delle carcasse degli altri animali reclusi con lui.

Oggi e per molto tempo ancora, temo, si parlerà di Fukushima. Salterà fuori un altro problema, un altro incidente. Il piano di evacuazione in caso di terremoto, maremoto, incidente nucleare non prevede nulla per gli animali, siano essi da compagnia o da allevamento.

La priorità resta l’uomo, è vero. Ma forse, in futuro, l’esempio del signor Naoto potrà far pensare ai Governi qualche soluzione per gli altri animali che vivono con noi su questo pianeta. Se non un piano di evacuazione vero e proprio, almeno prendere in considerazione la loro esistenza.

3 Comments on “Fukushima e il signor Naoto

  1. E’ una situazione tristissima. Purtroppo nessuno pensa agli animali quando succedono certe tragedie. Sono d’accordo che la priorità è salvare vite umane, ma sono anch’io convinta che un piano per aiutare le bestiole lasciate indietro debba esserci. Speriamo che l’illuminazione arrivi…

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