L’inaugurazione “Da cosa nasce cosa”

“Da cosa nasce cosa. Il ciclo di vita dei prodotti” – nuova sezione espositiva interattiva – Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia di Milano

Ieri è stata inaugurata la rinnovata sezione “Da cosa nasce cosa. Il ciclo di vita dei prodotti” del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, realizzata in partnership con Amsa e Centro di coordinamento RAEE.

La nuova sezione interattiva che si pone l’obiettivo di far esplorare e riflettere il pubblico sul concetto di ciclo di vita del prodotto, è organizzata in 5 aree tematiche: progettazione, produzione, distribuzione, uso e dismissione.

Questi i dati di partenza di una divertente e istruttiva giornata al Museo. All’arrivo mi sono subito fermata a riflettere sul fatto che un edificio così antico, storico, con un bellissimo chiostro, sia lì, oggi, ad ospitare un museo dedicato all’innovazione e il mix mi è sembrato intrigante.

La presentazione è avvenuta nella Sala del Cenacolo, anch’essa ricca di storia e dipinti sopra la nostra testa che è stato impossibile non fotografare durante l’attesa. Quando la sala si è riempita di un centinaio di persone, l’incontro è iniziato in maniera sorprendente ed emozionante, almeno per me. Un educatore scientifico-attore ha recitato un testo di Italo Calvino dedicato alla spazzatura ( “la poubelle agrèè” – la pattumiera gradita). Dovunque vada, che si tratti di un corso sulle fiabe o di una presentazione scientifica, Calvino mi accompagna ad indicarmi la sua grandezza.

Quindi la parola è passata al Direttore Generale del Museo, Fiorenzo Galli e ai rappresentanti di A2A, di Centro di coordinamento RAEE e all’Assessore Pierfrancesco Maran. Tutti nei loro brevi interventi sono stati concordi ed hanno usato parole quali contaminazione culturale, museo del divenire, interazione scienza e industria, raccogliere differenziando e organizzando, condivisione.

Per quanto riguarda l’ambiente, tutti hanno messo in evidenza che il Pianeta ha bisogno di maggior equilibrio e di uno stile di vita più sostenibile per tutti, per i Paesi in via di sviluppo e per quelli industrializzati.

Dopo la presentazione in sala, ci siamo divisi in gruppi. Alcuni sono scesi a vedere la nuova sezione, altri sono stati piacevolmente intrattenuti da un gradevole buffet (andato a ruba, come si vede dalla foto).

Arrivato il mio turno, ho raggiunto i locali della nuova sezione, che è per un tratto a zig zag e poi procede linearmente. Quello che mi ha più colpito, l’ho fotografato

e lo trovate nella gallery che conclude il post. Devo dire, purtroppo, che ho un po’ trascurato le bellissime postazioni multimediali e il mini cinema per lasciare posto anche agli altri visitatori e sarà quindi un buon motivo per tornare.

Il ciclo di vita di un prodotto (o LCA, Life Cycle Assessment) parte dalla sua progettazione, passando dal suo utilizzo per finire con il suo riciclo. È una cosa seria, come si può vedere dal diagramma che si ottiene per una semplice sedia. Va quindi dedicato molto spazio alla progettazione e alle componenti di un prodotto, che non sono solo i materiali che lo compongono, ma anche la strada che fanno queste componenti, l’energia che occorre per il loro trasporto, le emissioni che producono quando diventano rifiuto, come si vede nel pannello dedicato.

Proseguendo, si trova la bellissima vetrina con poltrona e televisore, uno spaccato realistico delle nostre abitazioni, che ci fa vedere anche gli oggetti e gli elettrodomestici più comuni dal punto di vista del loro ciclo vitale. Molto interessante anche la parte sul packaging, gli imballaggi, che costituiscono il 34% di tutti i rifiuti annualmente prodotti in Italia.

Una cosa che spesso trascuriamo è il trasporto. Bella l’idea di dare un “peso” a questo elemento, prendendo in considerazione la frutta. Se un kiwi (che è italiano e poco deperibile) ha peso 1, quanto peseranno un cocco, un ananas, un mango e una banana? Sollevare per credere!

Che dire poi della questione dell’usa e getta: meglio 1 piatto di porcellana usato 1000 volte o 1000 piatti in plastica monouso?

A questo punto del percorso si trova la bellissima Europa, opera d’arte di Andrea Sarzi Braga, costruita con materiali di rifiuto e i pannelli che ci illustrano lo smaltimento in alcune città europee (da indovinare).

Segue una breve storia dell’evoluzione dei contenitori usati per i rifiuti e degli uomini da sempre incaricati alla raccolta e non mancano le norme, le Direttive europee sul tema dei rifiuti e della loro gestione con l’esempio della città di Milano.

Al termine del percorso, il pannello ci ricorda il racconto di Italo Calvino e gli oggetti di uso comune sono stati trasformati e riutilizzati per comporre l’opera “Monumento all’uomo”.

A questo punto mi sono messa a vagare di nuovo tra gli oggetti e le postazioni della mostra e mi sono fermata a giocare, presa dalla “trash mania” bellissimo gioco interattivo che spiega cosa succede al prodotto dopo che l’ho gettato nell’apposito contenitore, come avviene il suo riciclo e smaltimento. Si può giocare con vari elettrodomestici e componenti d’arredo: io ho scelto il frigorifero e l’armadio e ho raggiunto la top 5! come si vede dalla foto, con grande gioia!

E così ho concluso la visita alla nuova sezione del Museo, divertendomi e riproponendomi di tornare. Perché sono curiosa di natura. Perché non si finisce mai d’imparare. Perché spero di avere anch’io nella vita, come dice il pin di Leonardo da Vinci, almeno 1 attacco di genio! :)

Maggiori info sulla nuova sezione

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