I cani randagi in Romania

Fermiamo le uccisioni dei cani randagi in Romania

Negli ultimi giorni ho letto diversi articoli sulle uccisioni di cani randagi in Romania. Qualche anno fa si era parlato di questo argomento, poi è calato il silenzio e ora se ne torna a parlare. Cosa sta succedendo in Romania, paese a noi vicino, paese della Comunità Europea?

Lo scorso 2 settembre, nella città di Bucarest, un bambino di 4 anni, sfuggito al controllo dei nonni mentre giocava in giardino col fratello, si è avventurato in un cortile abbandonato ed è stato aggredito da un gruppo di cani randagi che probabilmente si era stabilito in quel luogo dismesso. Purtroppo per il bambino non c’è stato nulla da fare.

Da qui è ripartita la polemica sui cani randagi, forse prendendo a pretesto questo episodio, forse perché la vicenda non è ancora stata del tutto chiarita. Così il Presidente della Romania, Basescu, ha chiesto la discussione di una legge per approvare la soppressione di tutti i cani randagi e di quelli accolti nei canili per più di 7 giorni.

Nel 2001, con la stessa ordinanza, furono uccisi più di 81000 cani randagi, senza risolvere la situazione e spendendo milioni di euro. Molte associazioni animaliste locali hanno già fatto sentire la loro voce, come la FNPA (Federatia Nationala pentru Protectia Animalelor)  che ha citato ad esempio la città di Oradea, nella quale la sterilizzazione dei randagi ha portato a buoni risultati: si è passati da 5000 a 300 cani randagi.

L’Associazione Save The Dogs afferma che dal 2001 al 2007 una legge simile portò all’uccisione di 144000 cani con una spesa di 14 milioni di euro, senza risolvere minimamente il problema e senza ottenere alcun risultato. Ma, nonostante questo, nelle ultime ore sono aumentate le segnalazioni di uccisioni e avvelenamenti dei cani randagi da parte di semplici cittadini.

Intanto il Parlamento rumeno si è riunito e ha approvato qualche giorno fa una legge che reintroduce l’eutanasia per i cani randagi. Una legge eticamente inaccettabile. Una legge dichiarata incostituzionale in quanto in disaccordo con la Convenzione Europea per la protezione degli Animali da Compagnia, sottoscritta dal Governo rumeno nel 2003, tenendo conto dell’entrata della Romania nell’Unione Europea. Una legge in contrasto con la Carta di Lisbona che riconosce gli animali come esseri senzienti.

Anche le associazioni animaliste italiane si stanno muovendo. OIPA ha inviato una lettera all’Ambasciatore della Romania presso l’Unione Europea chiedendo di prendere in considerazione l’”Appello per fermare l’uccisione sistematica dei cani randagi in Romania” presentato il 6 settembre da un gruppo di associazioni.

LAV ha rivolto un appello ai Presidenti di Camera e Senato italiani e al Ministro Emma Bonino per sollecitarli a prendere posizione rispetto a questa legge e chiederne l’abrogazione.

Per maggiori informazioni, vi segnalo i post di OIPA e LAV che ho utilizzato per la stesura di questo post. Spero che ogni singolo cittadino europeo avrà il diritto di esprimersi presto sulla questione. Nel frattempo, informiamoci e facciamo sentire la nostra voce.

2 Comments on “I cani randagi in Romania

  1. Ci risiamo… :-( Purtroppo per chi non ama gli animali è più facile sopprimere che sterilizzare. Anche da questo, secondo me, si misura la civiltà di un popolo. E, al momento, il popolo della Romania sta facendo una magra figura… Speriamo scendano a più miti consigli.

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