Libera tavola, Libera Terra

Libera tavola a Fa’ la cosa giusta!

Quest’anno il libro ingresso a “Fa’ la cosa giusta!” s’intitola “Libera Tavola”, ricette d’autore dalle terre confiscate alle mafie, scritto da Lorenzo Buonomini e Jacopo Manni. E proprio i sapori e i profumi mi hanno fatto gustare, tra le molte cose, i giorni della fiera. Profumi di lavanda, di caffè appena tostato, di pane caldo, di scorza d’agrumi e sapore di dolci biscotti, di grandi insalate, di pastosi formaggi sono ancora sul mio palato.

Nei momenti liberi qua e là e sulla metropolitana, mi son messa a leggere le introduzioni ai capitoli del libro e queste sono le prime note dell’esperienza in fiera che voglio raccontare. Delle altre, ne parlerò nei prossimi post, per non interrompere l’excursus gastronomico, per non rovinarvi l’acquolina in bocca! :)

Si parte con “pesti e battuti” che raccolgono le salse crude per eccellenza della cucina italiana. La base è una e semplice: olio extravergine di oliva Libera Terra, con tutta la realtà della coltivazione delle olive, della raccolta, della spremitura che stanno dietro alla bottiglia che arriva sulle nostre tavole. E con le salse non possono mancare i vini IGT Centopassi della Sicilia. Primo capitolo, perché le salse ricordano gli esperimenti infantili di mescolare assieme gli ingredienti più vari.

Segue “tutto bufala” omaggio a questo animale, allevato soprattutto nelle province di Caserta e Salerno, che ci fornisce quella delizia conosciuta come mozzarella di bufala campana DOP, ma anche la ricotta, ugualmente saporita. Si arriva poi a “la festa dell’orto”, capitolo dedicato a chi ama coltivare, sporcandosi le mani nella terra, e a tutti i vegetariani. Qui gli ingredienti base sono: olio, pomodoro cuore di bue (una varietà deliziosa, che a me piace molto) e mozzarella di bufala da abbinare con vino Placido Rizzotto bianco. E per soddisfare tutti i palati, non solo quelli dei vegetariani, il libro dedica un capitolo alle “polpette”, che derivano da un gesto istintivo di unire varie cose insieme e formare un impasto da suddividere in palline. Forse è anche per questa istintività nella preparazione che sono diffuse un po’ in tutte le culture gastronomiche. Sono facili da preparare e una tira l’altra, un po’ come le ciliegie!

La grande varietà del cibo italiano

Anche se non lo sappiamo, noi siamo il Paese dello “street food”, cibo da gustare per strada con amici o come spuntino. Qui gli esempi sono tanti e sicuramente ne mancherà qualcuno: pizza, lampredotto, pani ca’ meusa, piadina, sciamadde, cecina, porchetta, gnocco fritto, tigella… Ma siccome siamo un popolo esuberante, vogliamo pure riempire ogni vuoto, e allora “tutto ripieno” è il capitolo pensato ai nostri ripieni casalinghi. Un piatto su tutti: la pasta ripiena fatta in casa, da abbinare a un Negramaro IGT profumato, gradazione alcolica 13,5°. Non dimentichiamoci poi la tradizione e il “menù delle feste”, quello ricco, molto ricco, fatto di brodo di cappone e cappelletti per iniziare e un’insalata russa con verdure particolari, quali il sedano rapa da mangiare con le friselle. Seguirà l’immancabile pasta al forno con caserecce, melanzane e piselli e per gli amici della cucina romana, puntarelle e coratella, tutto sorseggiando Negramaro IGT. E nelle feste di fine anno un bel tortino di lenticchie con cotechino per soddisfare tutti i palati.

E qui il libro potrebbe finire, avendo accontentato tutti i gusti e avandovi fatto venir fame, spero. E invece no,

c’è un ultimo capitolo, il più simpatico e interessante perché raccoglie ricette e memorie di vita di personaggi quali Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Giovanni Tizian e tanti altri.

L’introduzione voglio riportarla per intero. Perché mi ricorda Montalbano e la terra di Sicilia. Perché una parola cambia significato col passare del tempo. Perché c’è sempre bisogno di gente che va controcorrente. Perché chi visita queste fiere come “Fa’ la cosa giusta!” un po’ lo è. Perché chi tiene un blog per il piacere di condividere e raccontare, anche lei o lui, un po’ lo è.

Ma che cosa sono, che cosa è? Vi state chiedendo voi… Perché voi non lo siete, ma noi altri, sì! :)

Fiore di campo nasce / dal grembo della terra nera,

fiore di campo cresce / odoroso di fresca rugiada,

fiore di campo muore / sciogliendo sulla terra / gli umori segreti.

Peppino Impastato

Scassaminchia è stato definito Peppino Impastato da chi ha

deciso di non poter più tollerare il suo lavoro.

Scassaminchia sono state definite decine e decine di persone,

attivisti e normali cittadini curiosi e per nulla intimiditi.

Scassaminchia ancora oggi continuano a essere definiti giornalisti, scrittori e artisti che non hanno l’accortezza di fermarsi davanti alle minacce.

Questa parola però sta lentamente, ma inesorabilmente, assumendo un significato opposto.

Un ribaltamento semantico di tremendo impatto e valore, che indica che si sta andando nella direzione giusta.

Scassaminchia diventa chi fa, chi scrive, chi lotta e chi suda.

Scassaminchia diventa chi crede e appoggia progetti come quelli di Libera Terra.

Scassaminchia diventano quelle persone che hanno deciso di annientare con le proprie azioni l’omertà.

Scassaminchia diventa chi lavora e non si ferma.

Volevamo scrivere un libro che fosse collettivo, che avesse la forza e l’appoggio della parte buona e attiva di questo nostro Paese, degli Scassaminchia appunto. Abbiamo scelto di farci accompagnare in questo percorso da chef, giornalisti, ricercatori, attivisti, food-dj, attori, scrittori, musicisti e politici, e siamo stati letteralmente travolti dall’entusiasmo e dalla disponibilità di queste straordinarie persone, che ci hanno regalato una loro ricetta e una propria storia, e che vogliamo qui ringraziare di cuore.

Lorenzo Buonomini, Jacopo Manni,
Libera tavola, ricette d’autore dalle terre confiscate alle mafie,
Terre di Mezzo Editore 2013, 173 pagine, 10 euro

 

3 Comments on “Libera tavola, Libera Terra

  1. Pingback: Vandana Shiva e i nostri semi | curiosa di natura

  2. Giusto ieri ho letto la comunicazione presso la scuola di mio figlio che a mensa verranno serviti dei piatti cucinati con i prodotti Libera terra. Che coincidenza! E il libro deve essere molto interessante…

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