Beni di lusso, cure e microchip

Beni di lusso, cure e microchip

Beni di lusso, cure e microchip

Dalle parti di Cremona, pochi giorni fa, il proprietario di una cucciolata di cani si è rifiutato di far mettere il microchip ai nuovi nati per paura del redditometro. Un caso unico, d’accordo, l’eccezione che conferma la regola di migliaia di padroni che rispettano la legge e dotano di microchip il loro animale. Un gesto di protesta estrema, sicuramente, che però non è sfuggito ad una attenta considerazione da parte dei medici veterinari.

L’ ANMVI, Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, ha denunciato l’accaduto per mettere in evidenza un aspetto psicologico importante e una discrepanza nel comportamento di chi ci governa.

L’aspetto psicologico non è da sottovalutare, anzi viene definito “devastante” dall’Associazione dei Veterinari su Il Sole 24 Ore. In un periodo di crisi, anche gli animali domestici vengono colpiti, in quanto fanno parte della famiglia. L’angoscia da redditometro e il fatto di considerarli alla pari di “beni di lusso” può portare a comportamenti di protesta, come nel caso del signore di Cremona, se non addirittura all’abbandono con l’incremento del fenomeno del randagismo.

Ma nonostante tutto, credo che questo non sia il problema maggiore: i proprietari consapevoli di un cane o di un gatto domestico non abbandonerebbero mai colui che ormai è uno di casa.

La discrepanza da parte di chi ci governa, invece, è un fattore da considerare. Infatti se una legge dice che è obbligatorio mettere il microchip al cane, un’altra tende a scoraggiare questo comportamento affermando che gli animali domestici sono considerati come “beni di lusso”. Inoltre, dal prossimo anno, dalle dichiarazioni dei redditi potrebbero non essere più detraibili le spese mediche veterinarie, se verranno considerate come indicatori della ricchezza personale.

Le associazioni a tutela degli animali e i veterinari dell’ANMVI hanno portato le firme raccolte e le loro richieste ai politici e si spera che possano essere considerate.

Intanto noi, famiglie con animali domestici, cosa possiamo fare per combattere la crisi assieme ai nostri quattro zampe? Alcuni semplici consigli.

  • Per la loro alimentazione: possiamo utilizzare gli avanzi dei nostri pranzi (quelli adatti a loro) e mescolarli al cibo confezionato, in modo da risparmiare sugli acquisti di cibo in scatola.
  • Per le cure veterinarie: se l’animale è sano, bastano un paio di controlli l’anno con le relative vaccinazioni, ma questi sono necessari e inevitabili per la prevenzione delle loro malattie. Alcuni veterinari o associazioni a tutela di animali li effettuano gratuitamente in alcuni mesi specifici dedicati ai controlli.
  • Per i farmaci: a volte si può chiedere al medico veterinario di fiducia di prescriverne uno ad uso umano, quando possibile, che costa meno ed è ugualmente efficace.

In attesa di sapere come si evolverà la questione, confidiamo nella buona condotta dei cittadini e dei proprietari di cani e gatti, soprattutto in questo momento molto difficile per l’economia. Perché di loro, dei nostri amici a quattro zampe, non ci dobbiamo preoccupare troppo, dal punto di vista psicologico: sanno senz’altro ricompensare i nostri sforzi e sacrifici col loro affetto.

Per saperne di più, ecco un breve video AdnKronos (1 minuto)

4 Comments on “Beni di lusso, cure e microchip

  1. Vorrei criticare duramente questo signore, ma purtroppo se davvero le nostre bestiole verranno considerate beni di lusso vedremo altro che questo. I costi per i nostri amici a quattro zampe sono davvero alti, soprattutto se la bestiola non è perfettamente in salute… Noi abbiamo cane e gatto, stessa cosa mia mamma, tutti animali che avevano bisogno di una sistemazione, ma a volte le spese per loro ti fanno rizzare i capelli in testa… ma noi facciamo finta di niente e risparmiamo su altro. E speriamo bene per il futuro…

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  2. Ma si pagano tasse sugli animali? Mi sembrava che non fosse passata la legge. E poi il microchip è obbligatorio? Forse solo per i cani, a me non mi hanno mai detto nulla per Ghiro.

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    • Non si pagano tasse sugli animali e il microchip è obbligatorio solo per i cani, al momento. Però se verranno considerati beni di lusso, temo l’aumento degli abbandoni: anche con tutta la buona volontà dei padroni, se non ci sono abbastanza soldi, sarà più difficile per tutti.

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