Musica è un concerto riciclato

Oggetti in disuso, accantonati alla rinfusa in un angolo all’uscita della stazione della metropolitana o ai bordi dell’autostrada, buttati in un naviglio cittadino, ai margini di un fiume, dietro dune di sabbia in riva al mare. Discariche abusive di rifiuti indifferenziati, cose di varie forme, colori, impieghi, abbandonate perché diventate inutilizzabili, dopo una vita.

Vietato, secondo la legge, trattare un così un rifiuto e sconveniente alla vista e al senso comune. C’è poi il modo ordinato, legale, persino carino e discreto di ricollocare questi oggetti, in attesa della loro nuova vita. Sono zone attrezzate, quelle che chiamiamo “isole o piattaforme ecologiche” coi loro cassonetti con le scritte. Vetro, plastica, alluminio, carta e cartone, indifferenziato e altre categorie ancora. Poi di lato la serie dell’usato: oli usati, lampadine usate, elettrodomestici usati.

Spesso nelle discariche, accanto a quegli oggetti che chiamiamo un po’ impropriamente “rifiuti”, parola che esprime una connotazione leggermente negativa, ci trovi un anziano pensionato che fa fatica ad arrivare a fine mese e cerca, cerca un televisore da riparare, un armadietto da aggiustare, una scatola di metallo ancora buona.

Ma, alle volte, potresti trovarci anche dei giovani, in cerca di materiale che parla, anzi, suona. Quei tubi di plastica che, tagliati in modo opportuno, forniscono tutte quante le sette note musicali, bemolli e diesis compresi. Le chiavi inglesi da percuotere, così come i bidoni di plastica e i coperchi metallici. Hanno trovato perfino una vecchia macchina da scrivere a cui manca qualche tasto usato a dismisura, forse una “a” o una “o”. E il telefono grigio, con il disco che ruota e gira per comporre il numero. E ancora un’insieme disomogeneo di legni e legnetti, tubetti di plastica, un battiscopa, delle corde.

Con tutto questo ben di dio ci si può metter su un’orchestra, o meglio una band. Eccola lì, Mia tral via, con i suoi incredibili strumenti da discarica a proporre un concerto riciclato fantastico, di tutto rispetto a “Fà la cosa giusta!”

Sono incantata ad ascoltarli, passo e di nuovo mi fermo ad ammirare e registro questi due brevi filmati amatoriali.

Ed è incredibile quanta vita possa esserci negli oggetti, quanti e quali utilizzi diversi da quello comune si possano trovare per ognuno di loro.
Adesso faccio ancora più attenzione quando butto un oggetto, mi assicuro di non sbagliarmi nella raccolta differenziata, in modo che arrivi nell’apposito contenitore in discarica.

Non si sa mai che qualche band, più o meno rockettara, ne abbia bisogno. Mi è è anche capitato di sentire dei suoni in discarica, una musica. Era il vecchio cacciavite, di sicuro, che scandiva sul bordo del cassone il suo amore per la lampadina che strideva in sua risposta.

3 Comments on “Musica è un concerto riciclato

  1. Pingback: Fa’ la cosa giusta! Decima edizione | curiosa di natura

    • Grazie a te, Emanuela! In effetti di modi di riciclare e riutilizzare oggetti ne ho visti tanti, ma questo degli strumenti musicali riciclati non l’avevo mai visto! un saluto

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