Le 7 vite del(la donna) gatto

Oggi è venerdì 17. Venerdì a parte, è la festa del gatto. È stato scelto il giorno 17 perché in numeri romani si scrive XVII e anagrammandolo, si ottiene VIXI, cioè “ho vissuto”. Si sa che i gatti hanno 7 vite, forse perché cadono sempre in piedi, soprattutto da una certa altezza.

Sono convinta che il gatto e la donna sono molto simili, ma più che altro il gatto è una creatura femminile. I suoi movimenti sono dolci, ma anche sinuosi e intriganti. Il gatto è una creatura femminile e diabolica, anche le donne un po’ diaboliche lo sono.

Il gatto e la donna hanno in comune la curiosità. Si dice infatti: “la curiosità uccide il gatto” e “tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”. La gatta, appunto. Certo entra in gioco quel suo istinto di cacciatrice per procurarsi il cibo per i cuccioli, ma io credo che, di natura, la gatta sia più curiosa del gatto.

Se in una casa arriva una un gatto è molto più facile che si affezioni ad una delle sue componenti femminili piuttosto che maschili. Lo studioso del comportamento animale, Desmond Morris, ipotizzava che i gatti trovano più piacevole la voce femminile perché più acuta e simile a quella di un piccolo felino. Inoltre le donne hanno un diverso approccio a questo animale: tendono ad avvicinarsi, a parlargli e a mettersi al suo livello; gli uomini, invece, spesso si accostano all’animale dall’alto, sovrastandolo e intimorendolo.

Spesso nei racconti, nelle poesie e nelle fiabe si accosta il gatto a Satana e al Diavolo. Mi viene in mente il racconto “Il gatto e il diavolo” di James Joyce. È la storia di una città, divisa da un fiume; gli abitanti non avevano abbastanza soldi per costruire un ponte e quindi ci si faceva visita andando da una parte all’altra con le barche. Il sindaco fa un patto con il diavolo perché costruisca in una notte un ponte tra le due rive della città, ma il diavolo in compenso avrà l’anima della prima persona che lo attraverserà.

( … “quando il diavolo ti accarezza, vuole l’anima!”)

Quando il giorno dopo un bel ponte nuovo collega le due parti della città tutti hanno paura di attraversarlo, ma il sindaco organizza una festa con la fanfara e si presenta con una catena d’oro al collo, un secchio e un gatto. Mentre il gatto gioca con la catena il sindaco con il secchio lo bagna e inevitabilmente il gatto scappa attraversando il ponte. Il diavolo quindi si arrabbia, ma deve stare a quel che ha detto e prende il gatto rimproverando la città in un pessimo francese. Ai cittadini però non importa, perché ora se ne vanno a passeggio sul bel ponte nuovo pieno di bambini che giocano.

Anche la storia ci dice che nel Medioevo le donne e i gatti sono stati perseguitati. Le donne considerate streghe solo perché si prendevano cura dei gatti, possibilmente neri. Forse perché se guardiamo un gatto di notte, le sue pupille sono così fosforescenti che il suo sguardo assume un tocco diabolico.

Come dicevo, il gatto è una creatura femminile e diabolica, anche le donne un po’ diaboliche lo sono. Pensiamo alla CatWoman, sexy protagonista del mondo dei fumetti, coi suoi movimenti striscianti nel suo vestito attillato di pelle nera, con la maschera, le unghie e il frustino, elementi di seduzione presi in prestito dall’universo felino.

Per non parlare poi del mondo delle canzoni dove è spesso la gatta ad essere cantata ed elogiata.

La piccola gatta nella soffitta vicino al mare, con la sua stellina, dolcemente fa compagnia al protagonista.(La Gatta)

Poi  Year of the cat ci porta in un film di Bogart, tra pioggia e sole, tra negozi e autobus.

C’è anche la gatta intrigante che “non parla ma dice sì”  che fa agitare tanto gli animi negli Anni Ottanta (Nell’aria)

Fino alla recente La gatta (sul tetto) di Giorgia, una gatta sexy moderna, un po’ vendicativa, un po’ bisognosa di affetto.

Insomma il mondo felino è intrigante, misterioso e diabolico quanto una donna … pardon, una femmina!

Se siete passati di qua e avete gradito, uomini o donne che siate, potete lasciare la vostra impronta gattesca … Miao!

11 Comments on “Le 7 vite del(la donna) gatto

  1. La trasformazione delle donne in gatto (ailurantropia) era una delle accuse più comuni rivolte dagli inquisitori alle presunte streghe; questo in associazione alla tradizionale natura diabolica dello sfuggente felino domestico. Ho sempre amato i gatti e diffidato delle femmine, e viceversa.

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  5. A questo punto mi fai dubitare della mia sessualità, poiché mi comporto tale e quale ad una donna, nell’approcciarmi con la mia adorata gatta. Certo non ho quel tocco in più di una voce femminile acuta, ma per il resto…

    E poi riflettevo che anche nel grande capolavoro di Bulgakov, c’è un grande gatto nero parlante, bellissimo. Si chiama Behemot ed è un adepto, di Woland, ovvero Satana.

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    • @Demian Grazie per il commento. Le ipotesi di Morris avranno trovato l’eccezione che conferma la regola! Bulgakov, “Il maestro e margherita”, certo, un bellissimo libro, uno di quelli che si odiano o sia amano. A me è piaciuto moltissimo

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