curiosa di natura

La betulla, albero della primavera

La betulla è l’albero che simboleggia la primavera, la rinascita, la vita nuova. Con il suo tronco bianco splendente, ricco di protuberanze simili a degli occhi, questa specie è in grado di sopravvivere in condizioni avverse e colonizzare nuovi spazi liberi come pianta pioniera.

Le betulle hanno un portamento elegante. Vengono coltivate per la loro bellezza e raffinatezza. Hanno un ruolo importante nell’ambiente naturale: rendono più solidi i terreni freschi e sono dunque usate per consolidare le zone franose.

Le betulle hanno numerose proprietà terapeutiche: grazie a varie sostanze che contengono, possono depurare il sangue e la pelle, sono diuretiche ed antinfiammatorie. Utili anche per problemi legati a reumatismi ed artrite, sono utilizzate per curare la forfora e la caduta dei capelli

Gli alberi e le foreste hanno assunto diversi significati nei secoli, da luoghi oscuri e bui, a spazi per rilassarsi e ossigenarsi. Oggi si pratica lo Shinrin Yoku, il bagno nella foresta, e presto speriamo di tornare tutti ad un contatto più vero con la natura.

Nel post ti racconto di come è cambiato il significato della foresta nei secoli, della betulla come albero della primavera e delle sue proprietà terapeutiche.

Alberi di betulla

Alberi di betulla

Gli alberi, le foreste e i miti

Gli alberi sono creature che vivono da sempre accanto all’uomo. Esistevano sul nostro Pianeta prima che comparissero gli animali e sono tuttora in mezzo a noi. Gli alberi compongono la grande massa della Terra: quasi l’82% a confronto dello 0,3% della massa degli animali.

L’albero ha una sua struttura caratteristica. Da questa sua forma deriva il significato archetipico che gli è stato attribuito. Gli alberi sono ancorati alla terra grazie alle loro radici e tendono verso il cielo, verso l’infinito, con i loro rami e le loro chiome.

L’albero è simbolo della vita per l’ossigeno che è in grado di fornire a tutti gli animali. Sono gli alberi a fornirci frutti da mangiare e materie prime da utilizzare.

Gli alberi sono organismi secolari, hanno una struttura imponente e un’altezza notevole. Sono i guardiani del nostro mondo. Simboleggiano la possibilità di avere una lunga vita, ricca di persone e di eventi importanti e notevoli, con un’altezza che ci sprona a migliorare e a cercare sempre nuovi orizzonti e nuove vette.

La foresta è un insieme di alberi. Nei secoli passati alla foresta è stato attribuito un diverso significato. Nell’antichità, il suo fitto intreccio di rami, l’oscurità data dalla poca luce che attraversa le foglie, ha fatto sì che la foresta fosse considerata il simbolo di un luogo buio e pericoloso. Questo è quello che leggiamo in numerose favole, fiabe, miti e leggende.

Solo verso il XIX secolo, nell’epoca del Romanticismo, la foresta ha assunto un nuovo significato. Per i poeti, gli scrittori, gli artisti romantici, la foresta è un insieme di alberi che permettono di passeggiare, riposare, godere della bellezza della natura e dell’amore tra gli uomini. In questo periodo, gli scrittori sono rappresentati in un bosco, seduti su una panchina a osservare la natura e a creare odi e poesie o ad amoreggiare con una bella dama. Il bosco torna ad essere un luogo tranquillo, ideale per momenti di solitudine e per ammirare la bellezza della natura.

Nella nostra epoca, a partire dal Giappone, si è diffusa anche in Europa la pratica dello Shinrin Yoku, il bagno nella foresta. Abbiamo riscoperto la foresta, i suoi effetti terapeutici, il legame profondo tra noi e la natura.

Nell’attesa di poter tornare a passeggiare nel bosco, ti racconto dell’albero simbolo della primavera: la betulla.

Betulla - tavola botanica

Betulla – tavola botanica (foto©Pinterest)

La betulla: caratteristiche, simboli e proprietà terapeutiche

Betula (Betula, L. 1753) è un genere che comprende oltre 40 specie della famiglia delle Betulaceae. Si tratta di un insieme di piante diffuse nell’emisfero boreale.

Il loro nome deriva dal latino e dal gallico, ma la radice comune significa “bianco, splendente”

La betulla è un albero dal fusto bianco, slanciato e luminoso. Le sue foglie sono di un colore verde delicato. Cresce su terreni umidi, nelle radure, nelle paludi ma anche in terreni acidi, poveri e sabbiosi a seconda della specie.

Sono piante rustiche, in grado di resistere a condizioni ambientali avverse, alle gelate improvvise ma anche a lunghi periodi di siccità. Sono piante pioniere, in grado di occupare per prime suoli lasciati liberi da incendi o da disboscamento

Un’albero di betulla può vivere fino a 120 anni e raggiungere un’altezza di 30 metri.

Dalle foglie di un albero di betulla possono evaporare 50 litri di acqua al giorno, arrivando anche a 400 litri nelle giornate estive più calde.

Le betulle sono alberi eleganti. Sono coltivate per la loro bellezza, per l’eleganza delle foglie, per la corteccia dal colore bianco striato. Sono piante importanti perché possono rendere più solidi i terreni freschi: per questo sono utilizzate per consolidare le frane o per rinverdire e rimboscare i pascoli

In primavera la betulla produce foglie verdi, lucide, a forma di rombo, col margine dentato. I fiori maschili sono chiamati amenti, sono pendenti e dalla forma allungata

Simboleggia la primavera, la crescita, la giovinezza. È l’albero della nascita, della vita, della gioia.
Per il popolo dei Celti, la betulla è il simbolo di un nuovo inizio, come accade ogni anno, nella stagione della primavera. Veniva chiamato “l’albero di maggio” proprio per la sua fertilità e perché rappresenta il risveglio della natura.

Le proprietà terapeutiche della betulla sono conosciute da molti secoli. Depura il sangue e la pelle, ha un’azione antinfiammatoria e diuretica. Le tisane a base di betulla sono consigliate per chi ha problemi di reumatismi, artrite, gotta e calcoli biliari o renali. I principi attivi della betulla sono utilizzati anche contro la forfora e la caduta dei capelli.

La betulla, albero bello ed elegante, ci conduce verso la rinascita, nella primavera.

Questa specie di albero sembra che abbia ispirato molti poeti. Pablo Neruda ha dedicato alla betulla una poesia che inizia così:

“Come la pelle della betulla
sei argentea e odorosa:
Devo contare sui tuoi occhi
Per descrivere la primavera”

Conosci l’albero della betulla e le sue proprietà terapeutiche? Sai una favola o una leggenda che ne parla? Raccontamela, se ti fa piacere, nei commenti.

Il mio post ti è piaciuto? Sei interessato a collaborare con me? CONTATTAMI

Blog in Rete: Giornalismo costruttivo con Assunta Corbo

Blog in Rete è un percorso per blogger pensato per migliorare la scrittura, la SEO, l’utilizzo dei social network. A febbraio abbiamo incontrato Assunta Corbo che ci ha parlato del giornalismo costruttivo.

Il progetto Blog in Rete nasce da un’idea di Giulia Bezzi di SeoSpirito, Società Benefit srl, in collaborazione con &Love e Scoprirecosebelle.

Nei precedenti incontri abbiamo parlato di:
Business Model Canvas
Personal Branding
Scrittura per per copywriter

In questo quarto appuntamento la giornalista Assunta Corbo ha trattato il tema del giornalismo costruttivo: di cosa si tratta, quali sono i principi sui quali si fonda e come si costruisce un articolo o un’intervista secondo questo modello di giornalismo.

Blog in Rete: Giornalismo Costruttivo con Assunta Corbo

Blog in Rete: Giornalismo Costruttivo con Assunta Corbo

Blog in Rete: quarto incontro

Blog in Rete a febbraio ci ha fatto conoscere Assunta Corbo e il giornalismo costruttivo. La giornata è iniziata con le parole di Assunta a proposito di giornalisti e blogger: non serve fare distinzione tra la figura del blogger e quella del giornalista, entrambi si occupano di comunicazione.

Mi sono piaciute le frasi che ha dedicato a noi blogger e voglio condividerle con voi:

La forza del blogger è quella di dare risposte al lettore
Il blogger si specializza su un tema
Il blogger sa parlare a voce bassa, comunicare valore e speranza

Le riflessioni dalle quali siamo partite riguardano il mondo della comunicazione. Nei giornali, nei telegiornali, nei siti e anche nei blog le notizie in prima pagina parlano di catastrofi, omicidi, violenza, egoismo.

Ma sarà vero che le notizie che trattano questi argomenti sono quelle che interessano maggiormente il lettore?
Se chiediamo alle persone quali notizie vorrebbero leggere, ci sentiamo rispondere che sono stanche di leggere articoli che raccontano un mondo disumano, pieno di egoismo e violenza. Invece vorrebbero articoli che, una volta letti, facciano stare bene.

Un argomento che tratto nel mio blog è il cambiamento climatico. Assunta Corbo ha preso proprio questo tema come esempio. Il cambiamento climatico esiste, non possiamo e non vogliamo negarlo. Però possiamo prendere atto del problema e della sua gravità, agire, pensare a possibili soluzioni. In questo modo troveremo che esistono molte risposte e magari sono state già applicate in qualche Paese che ce le può raccontare, con i dati, attraverso i risultati raggiunti e i margini di miglioramento possibili. Ecco, questo è un esempio di giornalismo costruttivo che anche i blogger dovrebbero praticare.

Cosa possono fare i blogger per scrivere i loro post secondo i principi del giornalismo costruttivo?

  • Mettere online contenuti di qualità
  • L’obiettività è impossibile: ognuno scrive un articolo in base ai propri studi, alla propria esperienza, alle proprie emozioni.
  • Essere onesti: dire che il nostro è solo uno tra i tanti possibili punti di vista, quello che sentiamo maggiormente e che vogliamo raccontare e condividere.
  • L’informazione deve arrivare al lettore e arricchirlo.
  • Il lettore non è abituato al giornalismo costruttivo: ognuno di noi dovrà fare un grande lavoro ed educare il lettore a selezionare l’informazione di qualità e ad essere più consapevole.

Giornalismo costruttivo

Il Giornalismo costruttivo nasce in Nord Europa nel 2012. Il termine Constructive Journalism è del 2017, coniato della giornalista Cathrine Gyldensted e dalla ricercatrice universitaria Karen McIntyre. In Danimarca, in questi stessi anni, Urlik Haagerup fonda il Constructive Institute per formare i nuovi giornalisti che si vogliono avvicinare a questo nuovo tipo di narrazione.

Il giornalismo costruttivo si basa sulla psicologia positiva del professor Martin Seligman (1998). La sua idea iniziale era quella di “sostituire l’insistenza nella diffusione di notizie negative con l’intento concreto di fornire visioni più complete, costruttive e possibiliste”

Quando si scrivono articoli di giornalismo costruttivo, si dà valore ai sentimenti umani, il focus del discorso è spostato verso l’empatia, il rispetto, la gratitudine.
Un giornalismo di questo tipo è affascinante: in questo blog la parola rispetto per tutti gli esseri viventi si trova in ogni post.

Da cosa partire per scrivere un articolo di giornalismo costruttivo?
Il professor Seligman ha usato uno schema medico, di psicologia, adattandolo al giornalismo costruttivo. Lo schema si chiama PERMA e prende il nome dalle iniziali delle parole inglesi corrispondenti:

P = prestare attenzione alle notizie positive (dal termine inglese Positive emotions)
E = coinvolgimento (da Engagement)
R = significato (da positive Relationship)
M = relazioni (da Meaning)
A = realizzazione (da Accomplishments)

Per costruire un racconto costruttivo occorre quindi:

  • Prestare attenzione alle notizie positive
  • Raccontare storie di persone che si dedicano con gioia ed entusiasmo ad un’attività
  • Parlare di fatti che ci ricordano, di come tutti noi siamo collegati su questo Pianeta
  • Preferire il racconto di relazioni positive, costruttive, utili
  • Narrare storie che raccontano come è stato raggiunto un sogno, un grande obiettivo.

Le cinque W del giornalismo al quale siamo abituati (why, where, what, when, who) non sono più sufficienti: così si narrano fatti sterili e non si dà una prospettiva sul futuro.

Occorre porre la domanda principale del giornalismo costruttivo: What now? Cosa fare ora? In che modo? Chi lo ha già fatto, che risultati ha ottenuto?

Nel giornalismo costruttivo non si punta più sulle breaking news, ma, al contrario, si dà valore e senso alla storia e alla vita del lettore. Quello che interessa veramente al lettore è la realtà nel suo complesso. Sapere che per un problema ci sono più soluzioni possibili. Sapere che c’è gente che ha già messo in pratica queste soluzioni e spesso ha ottenuto dei buoni risultati. Noi non siamo impotenti davanti ai mali della società: c’è sempre una soluzione, c’è sempre qualcosa che possiamo fare.

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Coronavirus e animali domestici: nessun rischio contagio

Gli animali domestici non trasmettono il Coronavirus. Non c’è nessun rischio contagio da parte di cani e gatti verso l’uomo ma occorre mettere in pratica buone regole di igiene e di comportamento. Ecco 5 suggerimenti utili e risposte a domande frequenti su come comportarsi in queste settimane per chi vive con un animale domestico.

Il Coronavirus è arrivato in Italia e tutti stiamo osservando un periodo di forti restrizioni che ci hanno fatto cambiare il nostro stile di vita. I Decreti Legge si susseguono a breve distanza e spesso è difficile capire come comportarsi. Leggendo le ultime disposizioni di legge e gli articoli dei principali quotidiani ho raccolto alcuni consigli e risposte alle domande più comuni a proposito di animali domestici e Coronavisus.

Coronavirus e animali domestici: nessun rischio contagio

Coronavirus e animali domestici: nessun rischio contagio

Cinque regole di comportamento per chi vive con cani e gatti

Il Coronavirus è arrivato in Europa e in Italia dalla Cina. Ormai è quasi sicuro che dai pipistrelli abbia fatto un salto di specie per arrivare all’uomo. In un mondo in cui animali selvatici ed esseri umani sono sempre più a contatto, questo contagio ci fa riflettere sull’importanza di proteggere la biodiversità.

Dopo aver compreso la sua origine, molti di noi si chiedono se questo tipo di virus può passare dai cani e dai gatti, i nostri più comuni animali domestici, all’uomo.

Il World Small Animal Veterinary Association (WSAVA) ha pubblicato un articolo sul proprio sito nel quale si legge che:

“Attualmente non ci sono prove che gli animali domestici possano essere infettati da questo nuovo Coronavirus”

Molti veterinari, intervistati sul tema del Coronavirus, affermano senza dubbio che questo tipo di virus non si trasmette dai cani e dai gatti verso l’uomo.

Al contrario il virus potrebbe essere trasmesso dagli uomini ai cani e ai gatti. Sembra essere questo il caso del cane trovato leggermente positivo al Covid-19 ad Hong Kong. Ulteriori studi hanno messo in luce che la padrona del cane, una donna 60 enne, ha trasmesso il Coronavirus al suo animale domestico, durante il periodo della sua malattia.

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Sviluppo sostenibile nelle aziende

Le imprese sostenibili sono quelle che intraprendono un percorso verso la sostenibilità ambientale e sociale. Perché lo sviluppo sostenibile riguarda anche le aziende, non solo i singoli cittadini.

Ogni azienda può iniziare un percorso e arrivare ad una certificazione ambientale e sociale. In particolare, le aziende stanno lavorando sulla riduzione dell’uso della plastica e sulla diminuzione delle immissioni di anidride carbonica in atmosfera.

Nello sviluppo sostenibile ambientale si punta ad eliminare l’uso dei combustibili fossili e a preferire le energie green e la mobilità elettrica. Tutte le aziende possono contribuire alla sostenibilità, anche quelle del settore terziario. La certificazione ambientale più conosciuta è la certificazione ambientale ISO-14001.

La sostenibilità sociale parte dalla sicurezza sul lavoro, dalle condizioni di lavoro ottimali per tutti, dal welfare aziendale. Alcuni esempi di aziende sostenibili dal punto di vista sociale sono quelle che hanno creato asili aziendali per favorire il lavoro delle donne e delle mamme e i corsi, sportivi e linguistici, per migliorare la salute fisica e il benessere dei propri dipendenti. La certificazione sociale più conosciuta è la SA-8000 Responsabilità Sociale.

Sviluppo sostenibile nelle aziende

Sviluppo sostenibile nelle aziende

Cosa sono le imprese sostenibili

Le imprese sostenibili sono quelle che si sono rese conto che la sostenibilità non è più solo un concetto ecologico. Il termine sostenibilità indica che dobbiamo consumare le risorse tenendo conto del presente e del futuro, in modo responsabile e consapevole. In questo percorso lasciamoci guidare dai principi dello sviluppo sostenibile: una riflessione continua e quotidiana sul fatto che le risorse sono limitate e occorre preservarle per le generazioni future.

La sostenibilità riguarda le aziende. Sono le aziende che producono i prodotti che utilizziamo quotidianamente.

Quali passi può fare un’azienda verso la sostenibilità? Molte imprese hanno cominciato a pensare al proprio prodotto, alle fasi di lavorazione, a come rendere questi passaggi più in linea con il concetto di sostenibilità.

Le aziende sostenibili si stanno muovendo soprattutto in due direzioni: ridurre l’uso della plastica e compensare le emissioni di anidride carbonica.

La plastica inquina: oggi più che mai ce ne rendiamo conto. Ecco che diverse ditte stanno lavorando per diminuire l’uso degli imballaggi in plastica e utilizzare sempre più l’ecoplastica derivata da sostanze naturali e compostabili nella frazione umida o nella carta.
Non solo le ditte che producono prodotti, ma anche bar e ristoranti stanno eliminando le posate e i bicchieri in plastica per passare a stoviglie in ecoplastica: sono derivati del mais, come i sacchetti che utilizziamo per la raccolta differenziata dell’umido.

L’inquinamento prodotto nelle fasi di lavorazione di una ditta può essere di diverso tipo. Molte aziende stanno diminuendo la produzione di anidride carbonica compensandola con comportamenti virtuosi: piantare alberi nei parchi cittadini o in zone del mondo soggette a deforestazione e utilizzare fonti di energia rinnovabile come i pannelli solari e fotovoltaici.

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Coronavirus e animali: proteggere la biodiversità

Il Coronavirus è il nuovo tipo di virus arrivato in Italia dalla zona di Wuhan in Cina nelle scorse settimane. Questo virus ha causato gravi danni dal punto di vista sanitario ed economico in Asia e ora anche in Italia e in Europa.

Come è arrivato questo virus all’uomo? 

Quali animali possono averlo portato? 

Cosa possiamo imparare da questa emergenza? 

L’importanza della protezione della biodiversità, la lotta al bracconaggio e al commercio illegale di specie: tutto questo ci aiuterà a prevenire contagi nel futuro.

Anche le tradizioni, gli allevamenti intensivi, le pessime condizioni di vita alle quali obblighiamo molte specie animali sono comportamenti da evitare e da condannare per la salute animale e umana.

Coronavirus: gli animali e l’origine del contagio

Il Coronavrirus è un ceppo di virus che si può trovare negli animali. I virus non sono in grado di replicarsi da soli ma hanno bisogno delle cellule di un ospite: gli animali sono gli ospiti che permettono a questo tipo di virus di vivere e replicarsi. 

Alle volte il virus può arrivare all’uomo facendo uno spillover ovvero un salto di specie. Questo passaggio è davvero raro perché non tutti i virus sono adatti a cambiare specie. 

Inoltre, per fare questo passaggio, occorrono due condizioni essenziali:

  1. Il contatto molto stretto tra uomini e animali selvatici
  2. La capacità del virus di replicarsi anche nel corpo umano.

Lo stretto contatto tra uomo e animali è quello che si è verificato nel mercato di Wuhan in Cina, zona dalla quale il contagio da Coronavirus si è diffuso in varie aree del mondo. In questo e in molti altri mercati le condizioni igieniche sono estremamente precarie: c’è tanta promiscuità tra gli animali. Animali vivi sono a contatto con animali morti presenti come carne macellata e con le loro deiezioni. Una situazione igienica che può facilitare il contagio.

Ma, come abbiamo visto, nella grande maggioranza dei casi i virus che infettano gli animali non sono in grado di replicarsi nell’uomo e quindi non infettano gli esseri umani. Alle volte i virus del tipo Coronavirus possono passare da un animale ad un altro, detto ospite intermedio, e così arrivare all’uomo.

Questo è già successo in due epidemie abbastanza recenti: la SARS e la MERS. Nel 2004, nel caso della SARS, Sindrome Respiratoria Acuta Grave, il virus è passato dai pipistrelli a piccoli mammiferi e poi è arrivato all’uomo. Per la MERS, Sindrome Respiratoria Mediorientale, nel 2012 il virus si è trasmesso dai pipistrelli ai dromedari e quindi all’uomo.

Anche nel caso recente del Coronavirus-Covid19 dalla Cina i pipistrelli sembrano essere gli animali dai quali è partito il contagio ma le ricerche sono ancora in corso e un altro animale è stato additato come animale che ha dato origine alla zoonosi: il pangolino.

I pangolini sono animali a rischio di estinzione. Il loro commercio illegale in Asia e Africa per utilizzare le loro scaglie o per la loro carne ha diminuito notevolmente il loro numero. Il commercio illegale non favorisce le condizioni igieniche necessarie: i pangolini nel mercato cinese possono aver portato la malattia dai pipistrelli al genere umano.

Coronavirus e animali: proteggere la biodiversità

Coronavirus e animali: proteggere la biodiversità

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Blog in Rete: Scrittura per copywriter con Regina Moretto

Blog in Rete è il progetto per blogger che sto seguendo da ottobre scorso. A gennaio abbiamo parlato di scrittura per copywriter con Regina Moretto viaggiando nel tempo e nello spazio: dall’epica, alle favole fino ai fumetti e alle fake news.

Blog in Rete è un percorso per blogger pensato per migliorare la scrittura, la SEO, l’utilizzo dei social network: tutti strumenti che un blogger deve conoscere bene. Il progetto è stato ideato da Giulia Bezzi di Seospirito, Società Benefit srl, in collaborazione con &Love e Scoprirecosebelle. 

Siamo arrivate al terzo appuntamento che prevede un’immersione totale nella scrittura e nella creatività. Nei primi due incontri abbiamo pianificato il nostro Business Model Canvas con Fabiana Palù e a dicembre abbiamo affrontato il tema del Personal Branding con Salvatore Russo.

In questo post ti racconto cosa possiamo costruire con la scrittura, da dove partire e perché oggi più che mai è importante combattere la pigrizia e l’ignoranza nella rete.

Blog in Rete - Scrittura per copywriter con Regina Moretto

Blog in Rete – Scrittura per copywriter con Regina Moretto

Blog in rete: terzo incontro

Ogni mese aspetto con ansia di poter vedere il video della giornata. Seguendo da casa passa circa una settimana tra la data in aula e l’arrivo del video. Così leggo i post delle blogger che erano presenti e cerco di immaginare, di indovinare, di intuire quello che hanno fatto insieme. 

Poi il video arriva e mi immergo nella sua visione. Lo guardo un po’ per volta, prendendomi i tempi che hanno dato durante la giornata per fare gli esercizi e per lavorare sul tema proposto. 

A gennaio abbiamo parlato di scrittura per copywriter. Ho seguito diversi laboratori di scrittura creativa e mi piacciono sempre molto, come in questo caso, perché lasciano spazio alla creatività che nel mio blog non è così evidente. 

Raccontando di natura, animali, ambiente i miei post  hanno un taglio di tipo giornalistico e un linguaggio specifico. Ogni cosa ha il suo nome – come ci dicono in questi corsi – e anche le piante e gli animali hanno bisogno di rigore e precisione. Però cerco sempre di raccontare in modo allegro, divertente e colloquiale, come se fossimo seduti vicino e ti parlassi del libro che ho letto, della mostra che ho visitato, di quel che succede nel mondo animale e vegetale, utilizzando i termini corretti che la scienza prevede.

La giornata dedicata alla scrittura per copywriter ha richiesto una sua preparazione. Regina Moretto ci ha chiesto di ritagliare delle immagini dalle riviste, di portare alcune fotografie a noi care e degli oggetti che amiamo, ai quali siamo affezionati, che ci rappresentano. Con questo materiale Regina ci ha mostrato come la scrittura parta da dentro di noi, ispirata da tutto ciò che ci circonda.

Mentre leggete questo post sto continuando a lavorare agli esercizi di scrittura che Regina Moretto ci ha proposto. Perché la scrittura che parte dal proprio interno richiede tempo e io vorrei allenarmi a raccontare la natura e gli animali nel modo migliore, più semplice e coinvolgente possibile, per arrivare a tutti voi, per catturare la vostra attenzione e farvi fermare a pensare a tutto il bello che ci circonda. 

Scrittura per copywriter

Nella giornata con Regina Moretto abbiamo parlato di scrittura e di immagini. Spesso si dice che le immagini valgono più di mille parole: in alcuni casi è vero, in altri non lo è. 

Amo molto le fotografie ma quando leggo un libro, un racconto, la mia mente ha la possibilità di essere libera, di vagare, di immaginare quello che mi viene descritto.

Leggo di una persona, di un luogo, di un fiore e lo vedo nella mia mente, me lo configuro a modo mio e mi piace: per questo i grandi scrittori sono potenti, perché ti fanno fare viaggi immensi nel tempo e nello spazio.

I primi racconti scritti che abbiamo ricevuto dal passato sono quelli dei poemi, dei miti, degli eroi. Chi è un eroe? Quali caratteristiche ha? Regina Moretto ha raccolto le nostre impressioni e siamo tutti d’accordo nel dire che l’eroe 

  • fa cose che altri non fanno 
  • ha coraggio e paura, ma il coraggio supera la paura
  • affronta l’ignoto e supera i limiti
  • è vulnerabile e ha sempre almeno un punto debole 

Nelle fiabe e nelle favole ci sono gli eroi e gli antieroi. Questo tipo di racconto ci mostra come costruire il personaggio e ci dice che gli elementi fondamentali presenti in ogni narrazione sono cinque: il protagonista e il suo aiutante, l’eroe e il suo aiutante e l’oggetto del desiderio. 

Dalle fiabe ai fumetti, tutti riconosciamo Topolino come eroe e Paperino come antieroe. E lo stesso possiamo dire dei numerosi personaggi dei telefilm e dei film che abbiamo visto da bambini e da ragazzi e che guardiamo tuttora.

Come possiamo allora portare tutto questo nel presente, nei blog, nello storytelling aziendale? Durante l’incontro con Regina Moretto abbiamo provato a rispondere ad alcune domande: 

  • c’è un eroe nel tuo blog? 
  • l’autore e il narratore sono la stessa persona? 
  • il tuo blog piace solo a te o anche al tuo pubblico?
  • perché dovrebbero seguire il mio blog e leggere i miei post?

Domande impegnative alle quali non sono chiamata a rispondere solo io, ma anche tu, lettore, e mi piacerebbe molto conoscere le tue risposte, soprattutto alle ultime due domande. 

È vero che in alcuni blog c’è un alter ego che racconta: un personaggio inventato, un animale, una parte della persona stessa che si fa personaggio. Nel mio caso sono io stessa a raccontare. 

Però mi sento anche un piccolissimo eroe, molto modesto, perché Regina mi ha fatto riflettere. Siamo nella società delle immagini, del tutto e subito, del presto che non ho tempo da perdere. Da qui nascono le fake news, dal fatto che spesso si legge un titolo e si condivide senza aver letto quello che dice l’articolo, chi lo ha scritto, dove ha preso la notizia, quali sono le sue fonti.

Ecco perché mi sento un po’ un eroe. Perché cerco di informarmi molto prima di scrivere, perché segnalo i post che ho letto e quali fonti ho utilizzato. Perché, come dice Regina, nel mio piccolo, col mio blog voglio combattere la pigrizia e l’ignoranza della rete. Una battaglia che, lettori del blog, se vorrete seguirmi, combatteremo insieme :-)

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