CURIOSA DI NATURA

L’ecologia, Dante e la Divina Commedia

Ecologia, Dante Alighieri e la Divina Commedia: cos’hanno in comune? Come considerava Dante la natura e l’ambiente? Nella XX Settimana della Lingua Italiana nel Mondo lo scopriamo attraverso La Gallina Commedia, il libro di Debora Fabietti e uno studio della Società Dante Alighieri.

Questa è la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo. Nel 2020 il tema della manifestazione è “L’italiano tra parola e immagine: graffiti, illustrazioni, fumetti”.

Quando si parla di lingua italiana, a tutti viene in mente Dante, il Sommo Poeta. Nel 2020 sono iniziate le celebrazioni per i 700 anni dalla sua morte. Celebrazioni che proseguiranno nel 2021 e spero che si potrà assistere a numerose mostre, incontri ed eventi per un grande poeta e autore.

Leggendo articoli e notizie dedicate a questo anniversario speciale mi sono chiesta: ma Dante si è occupato di ambiente ed ecologia? E ho scoperto cose interessanti.

A Dante e al suo rapporto con la natura si è ispirata Debora Fabietti per il suo libro La gallina Commedia. Uno studio più approfondito su Dante e la scienza è stato promosso dalla Società Dante Alighieri.

Seguimi alla scoperta di un Dante naturalista forse poco conosciuto che sorprenderà anche te.

La Gallina Commedia, il libro di Debora Fabietti

La Gallina Commedia è il libro di Debora Fabietti dedicato ai bambini e ai ragazzi, ma anche agli adulti.

Si ispira alla cantica dell’Inferno ed è composto da 21 capitoli. Ogni capitolo inizia con una parte in rima e contiene tre pagine, numero ricorrente nelle terzine di Dante.

Debora racconta di aver scritto il libro con l’intento di 

divertire, distrarre, educare

La GallinaCommedia, il libro di Debora Fabietti

Protagonista del racconto è un comune gallo. Questo povero gallo è vittima di un incidente in autobus mentre ritorna a casa. Si ritrova solo e si addentra in un bosco. Cammina cammina, come nelle favole, arriva davanti ad una porta misteriosa con delle strane scritte.

Ad aprire la porta è una chioccia con vestiti medioevali. Insieme si avviano lungo un percorso sotterraneo. Al primo livello del viaggio, incontrano delle volpi imprigionate da oggetti superflui. Cambiare abitudini e non accumulare troppo può essere un grande insegnamento. Camminando, camminando, i due si trovano a scendere nelle profondità e a percorrere diversi tipi di scale.

Nel secondo girone, ecco degli elefanti che hanno sperperato acqua durante la loro vita e ora corrono verso rubinetti in lontananza. Il terzo girone è il regno delle tartarughe marine: costrette a mangiare oggetti in plastica così come accade nella loro esistenza moderna.

Giunti nel quarto girone, troviamo pinguini che hanno reso l’aria irrespirabile e ora, come in tutti i più tipici contrappassi danteschi, sono costretti a respirare solo fumo e nel quinto girone, le scimmie che hanno abbattuto alberi per produrre legno e carta ora sono infilate nel terreno come strani alberi e danno riparo ad animali di ogni genere.

Nel sesto girone le api che per guadagno hanno manipolato il DNA delle piante ora fuggono da alberi mostruosi che le vogliono divorare, mentre nel settimo girone troviamo le mucche che hanno usato altri animali come fossero dei beni mobili e adesso sono costrette ad essere dei mobili nella sala della pannocchia.

In questo ambiente finale si sentono scosse simili ad un grande terremoto. Qui si sveglia il protagonista che si ritrova terrorizzato nel proprio letto. Ora gli manca la chioccia, che era diventata una grande amica e una guida. Il gallo decide di correre in spiaggia col rastrello e il secchiello e invita tutti a ripulire le coste dalla plastica.

Il libro di Debora Fabietti è davvero originale perché si ispira alla Commedia per trarre un insegnamento ecologico. Se Dante fosse vissuto ai nostri giorni di sicuro avrebbe dedicato parte dei suoi versi all’inquinamento dell’ambiente e alla natura.

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Biomimetica, la robotica che si ispira alla natura

La biomimetica o robotica bioispirata è una disciplina che studia e imita i processi biologici e della natura. Cosa possiamo apprendere dalla natura? Perché ispirarci alla natura per realizzare un robot?

L’uomo studia da sempre la natura. Per comprendere come sono fatti gli esseri viventi che ci circondano, come vivono, su quali meccanismi si basano la loro esistenza e le loro interazioni.

Con l’avvento della tecnologia anche il modo di guardare la natura è cambiato. Capire come vivono gli esseri viventi e come si relazionano può essere utile anche per costruire robot ecosostenibili, che siano in grado di aiutare l’uomo in diversi settori.

Finora non mi sono mai interessata al mondo dei robot e dell’intelligenza artificiale. Ora è arrivato il momento di farlo. I robot sono già nel nostro presente e faranno parte del nostro futuro.

Per il mio approccio al mondo della robotica ho deciso di farmi guidare da una collega molto illustre: la biologa Barbara Mazzolai. Leggendo il suo libro “La natura geniale” ho iniziato a vedere il mondo della robotica e quello della natura con occhi diversi.

In questo primo post ti racconto cos’è la biomimetica e perché utilizzarla renderà migliore il nostro futuro.

Cos’è la biomimetica

La biomimetica o biomimesi è una disciplina nata attorno al 1960. Si occupa di studiare la natura e i meccanismi biologici e fisiologici che la regolano per applicarli al mondo dei robot. Invece la parola robot è stata usata per la prima volta in un racconto del 1920.

Secondo le ricerche di Barbara Mazzolai fu Leonardo da Vinci nel 1495 a progettare e realizzare il primo robot simile all’uomo. Si chiamava Automa cavaliere ed era un umanoide in grado di muovere la testa, le braccia e le gambe.

Da allora sono passati millenni e ci sono state numerose rivoluzioni industriali, tanto che questa della robotica è indicata da molti studiosi come la quarta rivoluzione industriale. 

La robotica è quella parte della scienza che studia come costruire macchine che si muovono, che hanno una certa sensibilità e percezione dello spazio. Ci ispiriamo alla natura e agli animali perché ci sono azioni, comportamenti, modi di crescere che noi uomini non abbiamo – ma che vorremmo tanto avere.

Sarebbe molto utile correre veloce come un ghepardo, muoversi sicuri su tutte le superfici come un insetto o ancora crescere all’infinito senza invecchiare come una pianta. I robot ispirati alla natura potranno fare tutto questo. 

La robotica bioispirata ci viene in aiuto in caso di situazioni estreme: terremoti, catastrofi naturali, pericolo chimico. Invece di esporre un essere umano a un pericolo del genere, una macchina potrebbe fare il primo passo in questi territori e darci delle preziose informazioni su come agire.

L’esplorazione degli ambienti estremi e il monitoraggio ambientale sono altri due campi di applicazione per le macchine ispirate alla natura. Per costruire questi robot si cerca di impiegare materiali naturali ed ecologici in modo da creare un automa composto da parti perfettamente riciclabili quando saranno usurate.

Anche nel campo della medicina, degli apparecchi diagnostici, dell’endoscopia, i robot ispirati alla natura avranno un largo impiego e utilizzo.

Concepire la biologia come una fonte di ispirazione per sviluppare l’ingegno umano, questo è il fine della robotica bioispirata

– Barbara Mazzolai
Il polpo è uno degli animali modello per la creazione di robot ispirati alla natura
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Donne e ambiente: una vita dedicata alla Terra

Donne e ambiente : molte di loro hanno dedicato la vita alla salvaguardia di animali e piante. Tre donne, tre vite dedicate alla Terra: Vandana Shiva, Jane Goodall e Wangari Maathai potrebbero essere considerate “le nonne di Greta Thunberg”

Greta Thunberg è la ragazza svedese diciassettenne che tutti conosciamo per i suoi scioperi del venerdì a favore dell’ambiente. I Fridays for Future si sono diffusi in tutto il mondo e hanno portato nelle piazze migliaia di studenti con le loro famiglie, per protestare contro i Governi che non prendono decisioni serie a proposito dei cambiamenti climatici e della salvaguardia della natura.

Un ottimo esempio per le nuove generazioni, ma ci sono moltissime donne che da decenni dedicano la loro vita alla salvaguardia del Pianeta e dei suoi abitanti. Per questo motivo potrebbero essere considerate tutte come delle nonne di Greta.

Questa estate mi è capitato di leggere degli articoli dedicati a tre donne, tre vite dedicate alla Terra. Sono rimasta colpita dal loro grande impegno per la natura. In questo mese di settembre, ho deciso di partire da donne e ambiente, e raccontare la storia di tre donne straordinarie: Vandana Shiva, Jane Goodall e Wangari Maathai.

Donne e ambiente: una vita dedicata alla Terra

Vandana Shiva

Vandana Shiva è nata nel 1952 nell’Inghilterra del Nord. Ha studiato fino ad arrivare alla laurea, conseguendo un dottorato sulla meccanica quantistica. Nello stesso tempo, fin da giovane, ha iniziato la sua battaglia in favore del nostro Pianeta. Le sue lotte sono da sempre contro la ripartizione ingiusta delle risorse.

Ci sono zone del mondo, come l’India, nelle quali le foreste sono una fonte di sostentamento: offrono cibo, combustibile, legna, medicinali. In queste zone molto povere, distruggere le foreste significa danneggiare l’ecosistema e impedire la sopravvivenza di migliaia di persone. Le foreste vengono distrutte dalle multinazionali per far posto alle loro monocolture. Si tratta di colture di un unico prodotto che distruggono la biodiversità anche tramite l’utilizzo di pesticidi e erbicidi, spesso illegali.

Per combattere questa pratica profondamente ingiusta, per le popolazioni locali e per la biosfera, Vandana Shiva ha costituito la Fondazione per la Scienza, la Tecnologia e l’Ecologia, sfidando le multinazionali del settore agroalimentare. Una donna forte e determinata che ha dedicato la propria vita alla Terra.

Ho incontrato spesso il nome di Vandana Shiva in Expo Milano 2015: a lei si deve Navdanya, la banca dei semi che protegge e incoraggia la tradizione contadina di seminare, raccogliere, conservare e scambiare i semi delle diverse varietà di piante coltivate.

Un libro scritto da Vandna Shiva è Chi nutrirà il mondo? Nel libro si racconta l’agricoltura delle multinazionali praticata utilizzando pesticidi e fertilizzanti, in contrapposizione con l’agricoltura su media e piccola scala più rispettosa dell’ecosistema e dell’ambiente.

Una frase di Vandana Shiva:

Noi possiamo sopravvivere come specie solo se viviamo in accordo con le leggi della biosfera. La biosfera può soddisfare i bisogni di tutti se l’economia globale rispetta i limiti imposti dalla sostenibilità e dalla giustizia

Vandana Shiva
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Blog in Rete: Instagram con Andrea Antoni

Blog in Rete è arrivato al suo penultimo appuntamento con i tutor. Con Andrea Antoni, graphic designer e graffiti writer, abbiamo parlato di Instagram per blogger: come usare al meglio il social network dedicato a video e immagini?

Il percorso Blog in Rete è iniziato lo scorso anno e proseguirà fino a settembre. Si tratta di un progetto ideato da Giulia Bezzi per SeoSpirito srl società benefit insieme a &Love e Scoprirecosebelle.

Chi segue il blog sa che amo molto fare fotografie: per questo Instagram è oggi tra i miei social preferiti. Le immagini sono davvero essenziali per raccontare la natura, le piante e gli animali. Ma cosa occorre sapere per essere seguiti su questo social network?

Blog in Rete: nono incontro

Andrea Antoni ha dedicato a noi una giornata per parlare di Instagram. Il nome di questo social deriva dalla fusione di due termini: istante e telegramma. Con un’immagine possiamo fissare un momento e mandare un telegramma che lo racconti: questa è stata la novità di Instagram che ha conquistato molti di noi.

Anche per Instagram, come per gli altri social network, occorre conoscere le logiche che lo governano e le regole da seguire: sui social network la regola numero uno è essere presenti.

Andrea ci ha raccontato come utilizzare Instagram in modo creativo, partendo da alcune semplici regole:

  • presentarsi e mostrare chi siamo veramente
  • creare un profilo che ci rappresenti al meglio
  • conoscere le regole le logiche della piattaforma.

Per chi ha un blog, Instagram permette di avere un profilo professionale: in questo caso è consigliabile avere un proprio piano editoriale. Dobbiamo pensare a come e quando pubblicare, essere presenti, controllare e interagire con gli altri profili. Questo perché Instagram premia chi è più presente e costante, chi interagisce con gli altri profili attraverso like, commenti e menzioni.

Nel nostro feed dobbiamo postare contenuti che abbiano un filo logico che prosegue nel tempo: raccontare chi siamo come persone, cosa facciamo, quali sono gli argomenti trattati nel nostro blog.

Per chi ha intenzione di aprire un blog e un profilo Instagram collegato è importante scegliere il giusto nickname. Andrea ci consiglia di utilizzare il nome del blog e della persona che lo ha creato. Ricordiamoci che dev’essere breve, facile da ricordare, coordinato e collegato al nostro progetto.

Le regole base di Instagram sono quelle che valgono anche per gli altri social network:

  • cercare e seguire altri utenti che hanno progetti e argomenti simili al nostro
  • dare like e commenti, essere generosi
  • socializzare

Ecco dunque cinque consigli base dai quali partire per i blogger che vogliono utilizzare Instagram:

  • avere un progetto concreto, parlare di un tema chiaro e preciso
  • portare avanti il nostro progetto seguendo un filo logico
  • essere riconoscibili. Non solo nelle immagini e nel logo, ma avere un proprio stile nel raccontare, uno stile che ci identifichi tra i tanti profili Instagram presenti nel web
  • avere costanza
  • essere sociali: commentare, rispondere alle domande, ai commenti e ai messaggi, mettere like e fare domande.
Blog in Rete: Instagram con Andrea Antoni
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Cinque libri per l’estate 2020

Cinque libri per questa estate 2020 tratti dalle nuove uscite di case editrici e dai miei ultimi giri in libreria. Se sei curioso di scienza e natura, se vuoi scoprire il mondo dei funghi e degli insetti, ti propongo alcune letture fuori dal comune.

Siamo arrivati ai mesi estivi dopo un anno difficile. Per chi è in vacanza, per chi è a casa e vuole rilassarsi con la lettura di un buon libro, ecco cinque novità che ho trovato in libreria girando tra gli scaffali dedicati a scienza, animali, piante e natura. Libri insoliti, ultime uscite che ci raccontano un mondo che spesso non siamo abituati ad osservare in tutta la sua meraviglia.

La rete invisibile della natura

La rete invisibile della natura è l’ultimo libro scritto da Peter Wohlleben. Di questo autore ho letto diversi libri pubblicati da Gruppo Macro Editoriale. La sua scrittura è coinvolgente e rilassante. Ci racconta il mondo della natura come se fosse un grande orologio nel quale tutti gli ingranaggi funzionano in accordo e armonia tra di loro. 

La natura ci riserva sempre nuove sorprese: alberi che possono modificare la rotazione terrestre, lupi che sanno deviare il corso di un fiume, lombrichi che permettono ai cinghiali di sopravvivere. Come dico sempre qui nel blog: in natura tutto è collegato e Wohlleben ci spiega come animali e piante, mari e monti si influenzano tra loro e come il cambiamento climatico agisce su di essi.

Gli anni trascorsi a lavorare come guardia forestale hanno fatto di Peter Wohlleben un esperto di alberi e animali, un conoscitore della natura che sa raccontarci la meraviglia del mondo mettendoci in guardia dai danni che spesso l’uomo compie direttamente o indirettamente attraverso il clima che cambia.

Ho letto diversi suoi libri, tra i quali La vita segreta degli animali. Un libro ricco di curiosità che racconta mille aneddoti del mondo animale.  Gli animali ci sanno sorprendere:

L’infinito gioco della scienza. Come il pensiero scientifico può cambiare il mondo

L’infinito gioco della scienza. Come il pensiero scientifico può cambiare il mondo è l’ultimo libro scritto da due scienziati, Edoardo Boncinelli, esperto di genetica, e Antonio Ereditato, professore di fisica delle particelle.

Nella nostra epoca l’informazione è molto superficiale, tanto che la scienza sembra confinata in secondo piano. Questi due esperti scienziati ci dicono che non è così:

“mai come oggi la ricerca scientifica è stata così forte e affidabile”

Nel loro ultimo libro Edoardo Boncinelli e Antonio Ereditato ci raccontano che

la scienza è bellezza, creatività, gioia della ricerca e della scoperta”

Gli scienziati lavorano per scoprire i misteri della natura e dell’universo, come in un grande gioco intellettuale, faticoso e attraente, sempre nuovo e diverso. Tra tentativi, prove, teorie e conclusioni, il mondo attorno a noi ci sorprende e ci svela i suoi misteri. Una partita, quella della scienza, che è sempre interessante giocare.

Cinque libri per l'estate 2020
Cinque libri per l’estate 2020
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Blog in Rete: Facebook con Mery Greiss

Blog in Rete è il percorso per blogger della durata di un anno. In questo ottavo incontro abbiamo parlato di Facebook con Mery Greiss: dalla nuova versione del social network a Facebook Creator.

Il percorso Blog in Rete è iniziato lo scorso anno e proseguirà fino a settembre. Un progetto ideato da Giulia Bezzi per SeoSpirito srl società benefit insieme a &Love e Scoprirecosebelle.

Mery Greiss ci ha fatto scoprire cosa c’è dietro un social network come Facebook. Abbiamo parlato del mestiere di social media manager e di come un’analisi iniziale sia importante per chi ha o vuole aprire una pagina Facebook collegata al proprio blog. In questi ultimi mesi Facebook si sta rinnovando e ci propone una nuova versione. Anche per programmare i post le cose sono cambiate: ora occorre affidarsi a Facebook Creator.

Blog in Rete: ottavo incontro

Blog in Rete è arrivato all’ottavo incontro. Le giornate di formazione proseguono online e con Mery Greiss abbiamo dedicato molto tempo all’analisi dei nostri blog attraverso diversi esercizi pratici.

La figura professionale del social media manager è nata da pochi anni e forse non è ancora conosciuta. I social media manager si occupano di creare nuovi contenuti e organizzare le attività digitali per siti e blog. 

L’Italia è un Paese molto connesso e social. I dati del 2019 di wearesocial ci dicono che:

35 milioni di persone sono attive sui social. In media ogni utente trascorre su internet 6 ore al giorno, 2 delle quali dedicate ai social.

Parliamo sempre di social media e social network. Sono due termini che anch’io spesso ho confuso. In realtà ho scoperto che non sono la stessa cosa. Con il termine social media si intende un gruppo di applicazioni web per scambiare contenuti tra utenti, mentre con social network si indicano le reti sociali, ovvero il reticolo delle persone legate da interessi comuni.

Chi ha un blog, spesso ha anche una pagina Facebook collegata. Per queste pagine è importante fare un’analisi iniziale per vedere se c’è richiesta per il mio prodotto o servizio, chi è la mia concorrenza, di cosa si occupa e come posso distinguermi ed emergere. 

Anche in questo caso, come abbiamo visto negli altri incontri, occorre avere un obiettivo e domandarsi: 

  • Come e cosa voglio comunicare?
  • Qual è il mio pubblico?
  • A quale target mi rivolgo?
  • Quali canali è meglio utilizzare?

Nella giornata con Mery Greiss abbiamo lavorato partendo da uno schema chiamato analisi Swat Brand. In questo foglio occorre evidenziare i punti di forza e quelli di debolezza, le opportunità e le minacce relative al propio brand. Analisi non facile che mi sta ancora facendo pensare.

Una volta chiarito chi è il tuo pubblico, puoi passare ad un secondo schema molto importante: la mappa dell’empatia. In questa mappa si risponde a quattro domande molto precise che riguardano il pubblico del proprio blog:

  • Cosa pensa e come si sente?
  • Cosa vede?
  • Cosa sente?
  • Cosa dice e fa?

In pratica bisogna immaginare una persona tipo che rappresenti il nostro pubblico, dandogli anche un nome. Di questa persona si conosce tutto per poter offrire quello che sta cercando. Non è un’analisi facile: io sono sempre alle prese con questi schemi e sono ancora in fase di elaborazione. Se hai un blog anche tu capirai che è sicuramente un’analisi essenziale.

Blog in Rete: Facebook con Mery Greiss
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