CURIOSA DI NATURA

Biova Project, la birra che nasce dal pane recuperato

Si chiama Biova Project, la start up che trasforma il pane invenduto in birra premium artigianale. Dalla scorsa estate è nata una nuova partnership con Eataly, presentata oggi a Torino, e presto un nuovo prodotto: il Ri-Snack. Scopri nel post la storia di questo esempio di economia circolare nel settore del cibo. Perché il pane non si spreca, si beve.

L’economia circolare di Biova: il pane non si spreca, si beve

Biova Project è una start up nata a Torino nel novembre del 2019: il suo nome, biova, è quello dalla classica pagnotta piemontese. Il pane è il punto di partenza del progetto che vuole creare un esempio virtuoso di economia circolare reale nel settore del cibo.

Ogni giorno in Italia 13.000 quintali di pane restano invenduti sugli scaffali

Uno spreco alimentare, un danno economico e sociale.

Cosa possiamo fare? Si sono chiesti Franco, Emanuela, Simone e Martina, i fondatori di Biova project. Generare nuovo valore dagli scarti. Hanno pensato di utilizzare una filiera corta locale per poter recuperare gli avanzi del pane invenduto. La start up Biova Project si rivolge alle panetterie, alle piccole aziende, ai ristoranti e ai distributori di pane, a tutte quelle realtà locali che la sera si ritrovano con del pane invenduto.

L’idea si sviluppa su tre livelli, seguendo tre linee guida:

  • trasformare il pane in birra
  • fare responsabilità sociale d’impresa
  • creare birra in co-branding.

I ragazzi di Biova Project hanno iniziato da Torino e dal Piemonte, individuando panifici e negozi con avanzi di pane da donare ai birrifici artigianali della zona per produrre birra secondo un modello di economia circolare a chilometro zero.

Biova Project: noi lo spreco ce lo beviamo

Il pane invenduto viene tostato e sbriciolato. Seguono poi i processi di macinatura e fermentazione. Infine viene utilizzato e trasformato dai birrifici locali in birra artigianale premium.

I vantaggi ecologici, sociali ed economici del Biova Project si possono riassumere nei dati seguenti. Ogni 150 chilogrammi di pane recuperato:

  • si producono 2.500 litri di birra premium
  • si risparmia il 30% di malto d’orzo, ovvero di materie prime necessarie
  • si risparmia energia e si immettono 1365 chilogrammi di CO2 in meno nell’ambiente.

In un anno di utilizzo del progetto, la start up Biova Project ha raggiunto questi importanti risultati:

I risultati raggiunti in un anno dalla start up Biova Project

Generare valore da uno scarto è possibile. Il pane invenduto è recuperato e questo va senza dubbio a favore dell’ambiente e dell’economia, aiutando anche dal punto di vista sociale.

Le birre artigianali, la partnership con Eataly e il nuovo Ri-Snack

Le birre artigianali che si trovano sul sito di Biova Project sono le classiche artigianali, le birre del territorio e quelle nate da una partnership.

Tra le birre artigianali troviamo birre a gradazione medio bassa, con sapore diverso a seconda del tipo di pane utilizzato, ma sempre dal gusto leggermente salato caratteristico di questo alimento. La birra classica Biova permette di risparmiare fino al 30% di malto d’orzo, mentre la birra leggera ha una gradazione alcolica pari a 3,7%, leggera ma dal gusto deciso. C’è poi la birra che deriva dal pane integrale, scura, ad alta fermentazione con un risparmio di malto d’orzo pari al 15%

Un circolo virtuoso positivo che fa del bene, un progetto che aiuta l’ambiente e le persone. Un nuovo prodotto, una birra artigianale prodotta localmente, che deriva da un alimento che resta invenduto a fine giornata e considerato, a torto, uno scarto.

Le birre artigianali Biova Project si possono trovare in molte città del Piemonte e dell’Italia. A Milano, ad esempio, le troviamo presso il Consorzio Stoppani, la Cascina Santa Brera, le catene alimentari Unes e Coop.

Quest’estate è nata una nuova birra, una partnership tra Biova Project e Eataly Lingotto a Torino: la birra Biova Eataly, fresca, estiva e leggera. Dal forno a legna del Lingotto sono stati recuperati 150 chilogrammi di pane invenduto: il pane è stato trasformato in 2.500 litri di birra artigianale.

Il progetto di economia circolare in abito alimentare di Biova Project vedrà presto un nuovo prodotto: il Ri-Snack. Il Ri-Snack sarà il primo snack italiano che combatte lo spreco alimentare.

Uno spuntino a base di malto d’orzo, quel malto che rimane dalla produzione della birra, chiamato anche “trebbia”: questo impasto permette di risparmiare il 40% di nuove materie prime.

Dal malto d’orzo germinato e tostato si crea un mosto base per la produzione della birra. Una volta estratta la parte liquida della bevanda, ciò che resta nella botte può prendere tre diverse strade:

  • essere utilizzato nell’alimentazione degli animali
  • produrre compost
  • venire gettato in discarica.

Biova Project utilizzerà questo malto per produrre il nuovo Ri-Snack a base di malto d’orzo, trasformando ancora una volta uno scarto alimentare in un nuovo prodotto da utilizzare sulle nostre tavole o nei momenti di pausa.

Una start up innovativa quella di Biova Project che sta mettendo in pratica i principi dell’economia circolare, evitando lo spreco di un alimento prezioso e antico come il pane, aiutando il Pianeta a risparmiare energia e materie prime. Perché ormai il pane non si spreca, ma si beve.

3 eventi green del FuoriSalone Milano 2021

Anche quest’anno al FuoriSalone Milano i designer, gli artisti e gli architetti hanno affrontato il tema del green e della sostenibilità. Ecco i tre spazi più green di questa edizione 2021.

Natural Capital all’Orto Botanico di Brera e Creative Connections presso l’Università degli Studi di Milano sono due tra gli spazi che hanno parlato di natura, piante, animali. Al Museo della Scienza e della Tecnica il focus è stato il riciclo e la plastica.

dOT, design Outdoor Taste ha trasformato il quartiere di Brera in un giardino fiorito a cielo aperto. Per concludere, all’ADI Museum il lancio del nuovo progetto di Vaia sono tra gli eventi più green di questo FuoriSalone. Ripercorriamoli insieme in questo post.

Natural Capital e Creative Connection

L’Orto Botanico di Brera ha ospitato un’interessante mostra in occasione del FuoriSalone Milano 2021. Natural Capital è il titolo di questa esposizione, un progetto dello studio design e innovazione Carlo Ratti Associati in collaborazione con Eni.

Una serie di sfere, delle bolle, hanno accolto i visitatori all’interno dell’Orto. Un modo originale per visualizzare i dati relativi al ruolo fondamentale delle piante nel ridurre le emissioni di anidride carbonica in atmosfera. Questo concept racconta di un futuro più sostenibile, un futuro da costruire grazie a progetti di conservazione delle foreste e tutela della biodiversità.

I numeri sono difficili da visualizzare: questa esposizione li ha resi visibili al pubblico grazie alla dimensione di una sfera. Ciascuna sfera rappresenta una delle 34 specie dell’Orto prese in considerazione per questa prima parte dello studio. Il volume di ogni sfera esprime il volume di anidride carbonica catturata e stoccata dalla pianta in un anno.

I dati raccolti riguardano:

  • 34 specie di alberi studiati
  • 41.000 chilogrammi di anidride carbonica già stoccata da questi alberi nel corso della loro vita
  • 500 metri quadrati di superficie dell’Orto dedicati alla data visualization

Lo studio ha valutato che:

“Una persona nella sua vita (media di 85 anni) rilascia in media in atmosfera 28.145,88 chilogrammi di CO2

Ad esempio, l’albero dei cachi, il Diòspero (Diospyros kaki) in un anno mette da parte 61 kg/CO2 e la sfera associata ha un diametro pari a 175 centimetri, mentre il pino mugo (Pinus mugo) compatta meno di 1 kg/CO2 all’anno e la sua sfera è più piccola: ha un diametro di 35 centimetri.

Ogni chilogrammo stoccato da ciascuna pianta va poi a compensare quello che noi emettiamo in atmosfera.

[dati tratti dal sito del progetto: eni.com/naturalcapital]

Nel cortile dell’Università degli Studi di Milano la mostra Creative Connections, patrocinata dal Comune di Milano (in collaborazione con Eni e Audi) ha raccontato la volontà di ripresa e rigenerazione che passa attraverso la cura delle cose e delle risorse naturali. Un nuovo orizzonte creativo che tiene in considerazione la natura e i luoghi.

Al centro del cortile dominava la scultura Qeeboo, un gruppo di animali per rappresentare l’immagine biblica del salvataggio delle specie. Il surriscaldamento globale e la pandemia ci hanno fatto riflettere sulla nostra sopravvivenza e sulla volontà di ricominciare con una nuova umanità e un nuovo rapporto con la natura.

Le numerose installazioni presenti nel cortile hanno raccontato, grazie al design, come la plastica delle nostre bottiglie si può trasformare da rifiuto in risorsa, come il legno può essere alla base di progetti di architettura e di interazione con lo spazio che ci circonda e come allenarsi per progettare un futuro sulle basi del passato.

3 eventi green del FuoriSalone Milano 2021

Ro GuiltlessPlastic 2021

Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano, ha ospitato la terza edizione del premio RoGuiltlessplastic. Una performance curata dall’artista Rossana Orlandi e Nicoletta Orlandi Brugnoni.

Un progetto che ha coinvolto artisti di ogni età in tutto il mondo a realizzare opere per dare un effettivo contributo ad un reale problema ambientale.

Il premio RoGuiltlessPlastic si articola in tre categorie:

  • arredi urbani
  • progetti innovativi
  • emozioni e comunicazione

Gli arredi urbani sono sempre più comunemente realizzati con plastica di riciclo. In questa categoria si trovano oggetti di arredo come panchine e sedie, ma anche materiali per costruire strade, parchi gioco per i bambini, ospedali e stazioni ferroviarie. Per queste opere è importante la sicurezza, il design, la durabilità dell’oggetto stesso.

Nella categoria progetti innovativi si punta a realizzare prodotti utili alla salute a partire da prodotti di rifiuto per ridisegnare il rapporto dell’uomo con la natura che ci circonda. Sono progetti di ampio respiro che migliorano la qualità della vita dell’uomo nel rispetto delle piante e degli animali.

Nella categoria comunicare con le emozioni, si vuole mettere in evidenza come la sostenibilità passa dalle nostre emozioni, dagli stati d’animo. Parlare ai giovani, agli adulti, agli anziani con i loro linguaggi e con l’intento comune di raccontare un mondo possibile di coesistenza e rispetto della natura.

Un’esposizione davvero interessante, ricca di idee sul riciclo della plastica. Mi ha molto colpito l’attenzione ai materiali naturali: ho scoperto che è possibile riutilizzare i capelli tagliati per fare un filato con il quale realizzare dei tappeti veramente naturali.

Parlando di arredo e design, gli architetti progettano ambienti nuovi, ricchi di piante e di verde, spazi all’aperto per chi oggi lavora utilizzando un computer. Un modo per essere a contatto con la natura, lavorare all’interno di un cortile ricco di piante e vasi che rendono l’atmosfera più serena e naturale.

dOT, design Outdoor Taste

Nel quartiere di Brera, davanti alla chiesa in Piazza San Marco esperti di design, arredo e green hanno ricreato una piccola isola verde. La chiesa è stata circondata di piante verdi e fiori in occasione della settimana del FuoriSalone di Milano.

Quest’anno il tema del viaggio era il focus dell’allestimento. Il viaggio come esperienza di vita, capacità di adattamento e desiderio di esplorazione. Nel presente e nel futuro sentiamo forte le esigenze di vivere nel verde, tra il profumo e il colore dei fiori, a stretto contatto con la natura.

Nello spazio dOT, designer ed architetti hanno proposto soluzioni innovative, colorate, in linea con il riciclo, l’ecologia e la sostenibilità. Il verde è vivo: le piante e i fiori sono protagonisti.

Il concetto del viaggio è stato proposto per la città, la campagna, il mare e la montagna. Erano presenti specie botaniche rare, provenienti da tuto il mondo, come l’acero campestre, l’olivo cipressino, il vitigno secolare, l’acero saccarino e la ginkgo biloba.

Un percorso lento, tra i corridoi dell’installazione, per viaggiare tra mari e monti, tra campagna e città

Questi i tre eventi green più ricchi e interessanti della settimana del FuoriSalone Milano 2021.

Il mio giro al FuoriSalone si è concluso al l’ADI Design Museum per visitare l’installazione di Vaia. Vaia nasce dall’amara esperienza della tempesta che ha colpito il nord dell’Italia nell’ottobre 2018. Attraverso un visore mi sono immersa nei boschi e ho ascoltato il rumore della tempesta che si abbatte sugli alberi.

Vaia ha riutilizzato il legno di queste foreste per realizzare il suo amplificatore di suoni e ad ottobre lancerà un nuovo amplificatore per la vista. Lo spazio espositivo è stato realizzato con materiali di riciclo smontabili e riutilizzabili.

Hai partecipato ad uno di questi eventi? Sei un’azienda che era presente? Ti è piaciuto il mio articolo sull’angolo green del FuoriSalone Milano 2021? Contattami

Konobooks, cancelleria ecosostenibile

Konobooks è un nuovo brand made in Italy di cancelleria ecologica ed ecosostenibile. Nasce in uno studio di design in Sardegna dalla passione di Stefano Figus per i dettagli, il colore e la sostenibilità.

Scopriamo insieme i quaderni e i block notes Konobooks, il loro progetto di riforestazione KonoGarden e il nuovissimo quaderno nato dalla lavorazione degli scarti dei kiwi.

Perché le grandi idee hanno bisogno di posti speciali.

Quaderni e block notes ecologici

In Sardegna, Stefano Figus e collaboratori hanno dato vita ad un nuovo marchio e ad uno shop online di cancelleria ecologica. Si chiama Konobooks e propone quaderni, block notes e taccuini nati dalla passione per il design ed il colore unite al rispetto per l’ambiente.

La bellezza del colore, la rifinitura della carta, l’uso di materiali made in Italy sono alla base del progetto. Ma Konobooks è un marchio attento all’ambiente e alla sostenibilità: perché la bellezza da sola non basta. Occorre un impegno maggiore per l’ambiente ed il sociale in accordo con gli obiettivi dell’Agenda 2030.

Konobooks nasce dalla passione per il design, con grande energia e con un pizzico di follia

Stefano Figus

I quaderni e i block notes Konobooks sono tutti made in Italy, in carta riciclata e certificata FSC. Li trovi nei formati puntinati, a righe e da disegno. Perché Konobooks progetta la copertina, la carta e gli interni ma ognuno di noi li riempie con le proprie idee, i progetti, i disegni, la creatività rendendoli unici e autentici.

I quaderni della linea Konobooks sono colorati ed ecologici: troverai di sicuro il prodotto più adatto ai tuoi gusti e alle tue esigenze tra le varie proposte della loro cancelleria ecosostenibile.

Ad esempio, Lemonade è un quaderno dalla copertina gialla, dal design minimale, per dare un tocco di colore e originalità ai tuoi appunti. Se sei un fan del look total black, Konobooks ha un quaderno anche per te: il Basic Black. Se invece hai un’energia colorata da mostrare al mondo, scegli il rosso e il viola del modello Red Wave.

Tra i quaderni Konobooks più originali troviamo il Pink Pearl Basic, con una copertina rosa polvere perlata e il Blue Scrapes Sketch book, un quaderno da disegno con il dorso rosa e la copertina blu e nera. Tutti i quaderni sono ecologici e prodotti in Italia nel rispetto della natura e dell’ambiente.

Konobooks ti offre anche i suoi block notes tascabili, nati per prendere appunti in modo veloce e per essere sempre a portata di mano. Con le sue cinquanta pagine in formato to do list, è possibile organizzare impegni di lavoro e personali tramite un elenco adatto alla lista con spunta.

Un progetto concreto di impegno ecosostenibile per seguire una filosofia di vita a sostegno dall’ambiente e del sociale. Qual è l’impegno di Konobboks per l’ambiente?

Il progetto KonoGardens: l’impegno ecosostenibile

I quaderni Konobooks sono tutti in carta ecologica. L’impegno dell’azienda nasce dalla grande ricerca per una carta e una stampa sempre migliori per dare vita ad un prodotto unico e autentico.

Per Konobooks, la sostenibilità è un impegno, un progetto, ma prima di tutto è uno stile di vita concreta a sostegno del Pianeta e dell’ambiente.

Stefano Figus

Una filosofia di vita che amo, che condivido e che vivo ogni giorno, raccontando come la bellezza è legata alla natura e al rispetto per tutti gli individui.

Nasce così KonoGardens, il progetto di riforestazione di Konobooks. Il 10% del ricavato dalla vendite online viene investito nella riforestazione, un impegno nato seguendo i principi dell’economia circolare e della sostenibilità.

Il primo obiettivo è quello di creare la KonoGardens, un’area di rimboschimento in tre tappe:

  • lo sviluppo e il rimboschimento di aree sensibili
  • la creazione di una prima foresta con 100 alberi entro il 2022
  • i 100 alberi forniranno 30 tonnellate di CO2 in 15 anni

La sostenibilità di Konobooks riguarda anche il settore sociale: le famiglie di contadini e lavoratori addetti al mantenimento degli alberi saranno finanziate tramite il progetto stesso.

Tutto lo shop Konobooks è pensato come un processo di economia circolare per un progetto di cancelleria ecologica:

  • acquisti ecosostenibili
  • design e materiali made in Italy
  • materiali di riciclo
  • spedizioni smart e convenienti
  • pagamenti sicuri e certificati SSL

Tra tutti i prodotti di cancelleria ecosostenibile che offre Konobooks, ho provato il nuovo quaderno KW1 nato dagli scarti dei Kiwi: un ottimo esempio di sostenibilità, economia circolare e amore per il Pianeta.

KW1, il quaderno ecologico dagli scarti dei kiwi

Il quaderno KW1 è una grande idea di Konobooks. Si tratta di un quaderno nato dalla lavorazione degli scarti dei kiwi. Perché proprio i kiwi?

La pianta del kiwi è originaria della Cina. Il suo frutto è una bacca che deriva da diverse specie del genere Actinidia. In Cina il kiwi era un frutto destinato agli imperatori, arrivato in Europa nel Novecento dove si è diffuso grazie al clima ideale. Ricco di vitamina C e potassio è stato subito consigliato agli sportivi e a chi ha bisogno di fibre. Per questo la coltivazione del kiwi e la sua vendita hanno avuto un grande successo in Italia.

In Italia vengono prodotte 400 tonnellate di kiwi e l’Italia è il primo produttore in Europa.

Come per la maggior parte della frutta, il kiwi viene sbucciato per realizzare sottoprodotti come succhi di frutta e marmellate. La buccia viene gettata nell’umido e inutilizzata.

Ma Konobooks, insieme ad una delle più importanti cartiere italiane di carta ecologica ha pensato di lavorare le bucce dei kiwi e realizzare un particolare impasto per la carta dei quaderni.

I quaderni KW1 di Konobooks sono realizzati con carta mista costituita da:

  • 15% scarti delle lavorazioni industriali di kiwi
  • 40% cellulosa da riciclo
  • la restante parte di cellulosa certificata FSC.

Lo scarto che diventa una nuova materia prima da reinventare e riutilizzare per dei quaderni originali ed ecologici. Il design semplice e naturale, la carta di un colore verde pistacchio rendono il quaderno in carta di kiwi di Konobooks un ottimo compagno per le idee di lavoro, personali, in viaggio.

Per produrre la carta ecologica è stata utilizzata energia verde certificata e per la stampa un impianto tipografico a basso impatto ambientale: per un prodotto finale ecologico ed ecosostenibile.

Le idee nuove che uniscono la bellezza del design, il rispetto della natura e i principi della sostenibilità sono da conoscere, provare e valorizzare. Vi suggerisco di visitare il sito di Konobooks e provare la loro cancelleria ecosostenibile e made in Italy, adatta anche come idea regalo.

Perché le grandi idee hanno bisogno di posti speciali

Orti della Legnana: fiori, ortaggi e musica

Gli Orti della Legnana aprono ai visitatori da settembre 2021. A Bussero, alle porte di Milano, un nuovo spazio verde dedicato a fiori e ortaggi che offre un percorso autunnale unico tra natura, ambiente e musica.

Orti della Legnana, un percorso tra ambiente e sostenibilità

Apre sabato 11 settembre 2021 il nuovo spazio verde gli Orti della Legnana. A Bussero, a pochi chilometri da Milano, una vasta area dedicata a fiori, piante e ortaggi. Per l’occasione, da settembre a novembre, alla natura si unisce un’offerta musicale nei weekend.

Gli Orti della Legnana sono uno spazio aperto dedicato alla coltivazione di fiori e ortaggi. Pensato da Monica Baghetti, direttrice colturale degli Orti della Legnana e da Friderika Bertalanic, esperta di coltivazioni floreali.

L’idea è quella di un percorso unico tra botanica, storia e musica. Nei primi mesi di apertura degli orti, il pubblico avrà la possibilità di visitare orto e giardino, acquistare i prodotti a chilometro zero e rilassarsi con la musica jazz.

Gli orti nascono dall’idea di Monica di “promuovere nuove modalità di acquisto e di consumo di fiori e ortaggi” e allo stesso tempo di proporre nuovi orizzonti all’insegna del rispetto dell’ambiente e della sostenibilità, per vivere insieme una nuova socialità e fare cultura.

Monica ci racconta come sono stati progettati gli spazi dell’orto e del giardino:

“Oggi i filari sono diversi e accolgono numerose varietà floreali. Le varie specie sono state scelte proprio per avere fioriture che rispettano i ritmi della natura con diversificazioni cromatiche particolari e attrattive dal punto di vista estetico”.

Sarà proprio Monica ad accompagnare i visitatori durante il percorso, racontando la sua esperienza di chi mette ogni giorno le mani nella terra, per seminare e vedere crescere i germogli, ammirare le fioriture e raccogliere i frutti.

La visita agli orti prevede un vero e proprio percorso di tipo “you pick field”: un luogo dove poter trascorrere piacevoli momenti immersi nella natura. I visitatori avranno la possibilità di raccogliere fiori e ortaggi oppure di comprare la verdura direttamente nel punto vendita in mezzo al verde.

Il giardino di settembre degli Orti della Legnana ci offre le sue dalie da raccogliere per dare vita a bellissimi bouquet colorati e profumati. Troveremo anche echinacee “fiore nel fiore” e le eleganti e slanciate verbene. Saremo catturati, come le farfalle, dai cosmos e dalla bellezza dei girasoli mignon. Le zinnie ornamentali, le calle, i gigli del Nilo ci accompagneranno nel nostro percorso in giardino insieme agli anemoni, agli aster e alle bocche di leone per poi scoprire, con grande sorpresa, le signore del giardino: le ortensie.

Spostandoci nell’area dedicata agli orti, troveremo ortaggi molto particolari e fuori dal comune come le zucchine gialle, le melanzane bianche e i fagiolini viola. Le verdure sono molte, tutte coltivate in modo naturale senza l’uso di sostanze chimiche. E ce n’è per ogni gusto: le puntarelle da cucinare con le acciughe, i pomodori, le cipolle di Tropea. Per poi arrivare alle verdure autunnali, verze e broccoletti, e alle erbe aromatiche come menta e rosmarino.

Orti della Legnana, un percorso tra ambiente e sostenibilità (foto©OrtidellaLegnana)

Area M e Orti della Legnana, il jazz incontra la natura

Cosa c’è di meglio di una buona musica quando sei in un bel giardino tra i fiori? Monica e Friderika hanno pensato anche a questo per proporre un’inaugurazione davvero unica degli Orti della Legnana. Per chi vuole visitare orto e giardino, l’appuntamento è il sabato e la domenica dalle ore 11 alle ore 19: per raccogliere fiori e ortaggi e acquistarli sul posto nel loro punto vendita a chilometro zero.

Se ami la musica e non vuoi perderti uno spettacolo unico, all’aperto, nel verde del giardino, gli Orti della Legnana propone un concerto musicale ogni domenica sera alle ore 18, dal’ 11 settembre fino a metà novembre, in collaborazione con Area M, storica manifestazione jazzistica milanese. Un programma musicale vario, dedicato alla natura, all’ambiente e ai fiori.

Area M, Area Musica Città Studi Sound, è un progetto di Rete Culturale del quartiere Città Studi. Un’idea nata per produrre, ospitare e realizzare concerti e appuntamenti di musica jazz di alto profilo. Sul loro sito si legge che un ulteriore obiettivo, attraverso la musica, è quello di facilitare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.

Dalla passione per la musica, la storia e i giardini che accomuna Monica e Friderika, nasce l’idea delle serate musicali agli Orti della Legnana. Un percorso unico, tra botanica, storia e musica che prevede un concerto ogni domenica per accompagnare il visitatore dall’estate all’autunno inoltrato, con la possibilità di visitare anche una coltivazione moderna, sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

Il programma jazz di Area M prevede per gli Orti della Legnana:

domenica 12 settembre 2021 omaggio al Brasile con “Voçe ama as flores”?

domenica 19 settembre 2021 tributo a Duke Ellington con “Dukes’ Gadrens”, i giardini di Duke

domenica 26 settembre i mitici “The Beatles – flower power”

domenica 3 ottobre 2021 omaggio a Stevie Wonder con “Journey through the secret life of plants”

Un programma unico, un’idea fantastica per unire la bellezza del giardino all’armonia della musica. Ci vediamo agli Orti della Legnana! Per maggiori info, visitate il sito Orti della Legnana

5 libri per l’estate nel mondo degli animali

Cinque libri per l’estate che parlano di animali. Romanzi, saggi, storie vere e fantastiche che ci avvicinano agli animali. Per capire meglio loro e noi stessi.

Anche quest’anno, in occasione dell’estate, dai miei giri in libreria e dalle letture di riviste del settore, ho trovato cinque libri che parlano di animali. Ultimamente ho dedicato loro poco spazio, qui sul blog, e ora le letture estive sono tutte per loro.

Tra le nuove uscite ho scelto questi cinque libri che parlano di animali in modo molto diverso, ma comunque interessante, per andare incontro al gusto di tutti.

I cinque libri per l’estate nel mondo degli animali che vi racconto nel post sono:

  • Animali eroici
  • Adattamenti meravigliosi
  • L’eloquenza delle sardine
  • Animal spirit
  • L’assemblea degli animali.
5 libri per l’estate nel mondo degli animali

Animali eroici. Clare Balding è una scrittrice inglese di libri dedicati agli animali. Ha ottenuto importanti riconoscimenti tra i quali il National Book Award. Nel suo libro Animali eroici racconta cento storie vere di intelligenza, coraggio, fedeltà.

Clare ci svela com’è nata la storia del famoso cane Lessie. Si ispira a Bobbie, cane che ha percorso più di 2500 miglia tra montagne e pianure per ritrovare la strada di casa. C’è poi il piccione Cher Ami che nel 1918 ha salvato la vita a duecento soldati consegnando il suo messaggio tra mille difficoltà

Trakr è il cane poliziotto che ha trovato l’ultimo sopravvissuto a Ground Zero dopo due giorni di incessanti ricerche. Troviamo le storie di Simon, gatto di mare, e Paul, il polpo che ha giocato a prevedere i risultati delle partite di coppa del mondo. Sono tutte avventure divertenti e indimenticabili di animali coraggiosi.

Perché tra uomo e animali c’è un legame speciale e senza tempo che è bello riscoprire leggendo storie vere di animali eroici.

Adattamenti meravigliosi è il primo libro di Kenneth Catania, insegnante di biologia all’Università di Nashville. In questo volume ci racconta sette storie, sotto forma di sette indagini poliziesche che riguardano sette diversi animali. Troviamo le talpe, i serpenti marini, i toporagni, le anguille elettriche e le vespe.

Ogni storia, un mistero da risolvere, attraverso l’avventura. La soluzione ci porta a scoprire la meraviglia del mondo animale, le loro strategie di vita e gli adattamenti meravigliosi. Un libro che racconta come il mondo naturale è un miracolo di inventiva e che la scienza può essere una disciplina molto divertente.

L’eloquenza delle sardine. Il mondo sott’acqua sembra un posto vuoto e silenzioso. Ma non è così. Anche sott’acqua, si parla, si ascolta, si comunica. L’eloquenza delle sardine, storie incredibili dal mondo sotto il mare è in libro scritto da Bill François, giovane scienziato e divulgatore. Ha studiato idrodinamica a Parigi e con questo libro ha vinto il riconoscimento Prix Ecume de mer 2020.

I pesci comunicano tra loro. In questo viaggio nelle profondità marine troveremo balene musiciste e storie di merluzzi che hanno scoperto l’America. Ascolteremo la voce del tonno rosso e impareremo l’ordine dalle sardine. Assisteremo alla crescita del cavalluccio marino e sentiremo parlare le capesante.

Un libro che ci porta a fare un tuffo nelle profondità della scienza e della storia, tra leggende fantasiose e incredibili realtà.

Animal spirit è una raccolta di sei racconti scritta da Francesca Marciano. Gli animali non sono i diretti protagonisti ma fanno da sfondo alle storie, evidenziando il carattere e le emozioni dei personaggi.

Una relazione clandestina che finisce nella sala di un ristorante. Una ragazza che lascia la comunità di recupero per seguire un gruppo di circensi. Due coppie in vacanza in un’isola greca e un uomo con problemi psicologici che viene aiutato dalla sua ex mentre vaga spaesato in un deserto americano. Un’attrice in vacanza a Roma si prende una pausa dal suo matrimonio e si ritrova catapultata nel passato di un doloroso ricordo. Serpenti, cani e gatti, gabbiani, falchi sono gli animali che accompagnano le vicende dei protagonisti.

La meraviglia di fronte al mondo animale è spesso la scintilla che fa cambiare prospettiva alle persone.

L’assemblea degli animali è una favola selvaggia scritta da Filelfo. È dedicata ad Ash, il primo koala nato dopo il grande incendio australiano del 2020. In un luogo segreto sulla Terra, un posto che solo gli animali conoscono, ci sarà un grande raduno. Un’assemblea alla quale partecipano tutti: il leone, l’aquila, la balena, il topo e anche il cane e il gatto, considerati ormai animali domestici.

C’è un’emergenza ecologica. Bisogna salvare la Terra dall’uomo. Come fare? Tutti gli animali prendono la parola per dire la loro opinione sugli esseri umani. Alla fine, si decide di inviare sulla Terra un’avvertimento importante: una pandemia. Sarà sufficiente? Farà cambiare modo di agire agli esseri umani?

Ogni animale ha preso la parola e parlato in assemblea. Tutti insieme, gli animali hanno deciso. Un libro moderno, una storia raccontata dal punto di vista degli animali. Ma anche un riferimento alle allegorie e ai classici della letteratura antica e moderna.

Ecco i cinque libri per l’estate nel mondo degli animali che ho scelto per voi. Buona scelta dei vostri preferiti e buona lettura a tutti. Se leggerai uno di questi libri, mi piacerebbe sapere la tua opinione in un commento. Se hai altri libri interessanti da proporre, scrivili nei commenti. Buona estate!

Frida Kahlo, il caos dentro

Il caos dentro è la mostra dedicata all’artista Frida Kahlo, presso la Fabbrica del Vapore a Milano: dipinti, lettere e fotografie di una donna che ha amato tanto la vita. Amante delle piante e della natura, Frida si circondava di oggetti colorati di artigianato che le ricordavano ogni istante la bellezza della vita.

La mostra si svolge su due piani: sono esposti abiti e gioielli, lettere e fotografie, busti e oggetti appartenuti all’artista. Frida viene raccontata anche attraverso i ritratti fotografici del fotografo Leo Matiz e i dipinti del marito Diego Rivera.

Alla fine del percorso, un filmato di oltre trenta minuti racconta la vita e gli amori di Frida Kahlo. Da non perdere anche l’esperienza nella sala della realtà multimediale che ci porta a camminare sulle strade messicane di terra battuta e sul tram dell’incidente.

Quanto è fragile e preziosa la vita? Come possiamo volare e liberarci da un corpo a pezzi che ci fa soffrire attraverso i colori, l’arte, la natura? Questo è il viaggio che ho percorso con Frida Kahlo.

La donna e l’artista Frida Kahlo

Frida Kahlo nasce vicino a città del Messico, a Coyocán, il 6 luglio 1907. Il padre è un fotografo tedesco e la madre una donna messicana benestante. Da piccola è colpita dalla poliomelite che le causa problemi al piede e alla gamba. Frida è molto affezionata al padre: saranno i colori appoggiati in un angolo del suo studio fotografico ad aiutarla nei periodi della malattia e a farle scoprire il mondo della pittura.

Frida intraprende gli studi per diventare medico e le arti figurative sono solo un gioco e un passatempo per lei. Il 25 settembre 1925 è una data fatidica nella vita di Frida Kahlo. Era sul bus, stava tornando a casa da scuola insieme al suo fidanzato, quando un tram schiacciò il bus contro un muro. Ci furono morti e feriti e Frida, a soli 18 anni, subì un grave danno alla colonna vertebrale che le cambiò per sempre la vita.

Dopo anni di cure, Frida inizia a dipingere e incontra il famoso pittore Diego Rivera. Si innamora di lui e i due si sposano nel 1929: Frida ha solo 22 anni, Diego ne ha 43. Nel 1930 si trasferiscono negli Stati Uniti, a Detroit e poi a New York. In questi anni Frida ha il suo secondo aborto per problemi di salute legati al suo incidente.

La vita con Diego non procede più come prima e i due si separano nel 1935: Frida torna in Messico, Diego resta in America. In questi anni Frida vive nella sua casa, Casa Azul, che sarà uno dei luoghi più cari per lei. Ora è una pittrice famosa: la sua prima mostra personale è a New York nel 1938 e l’anno seguente espone a Parigi.

Nel 1940 è costretta a tornare a San Francisco per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute e a subire sette interventi alla colonna vertebrale. Resterà in ospedale per più di nove mesi. Vicino a lei ci sarà ancora Diego Rivera che ha sposato per la seconda volta proprio nel 1940. Nel 1953 subirà l’amputazione di una gamba, ma potrà camminare grazie all’uso di una protesi. Quest’ultima operazione la fa cadere in uno stato di profonda depressione e dipendenza dall’alcol, dai farmaci, dall’oppio e della morfina. Muore il 13 luglio 1954 a soli 47 anni in seguito ad una polmonite.

Chi ha conosciuto Frida Kahlo la descrive come una donna molto intelligente e sensibile, ma anche dal carattere difficile, molto gelosa e con una forza straordinaria. Amava dedicare del tempo a vestirsi, pettinare i capelli, indossare i gioielli. Una donna libera, indipendente, amante della vita, della natura, dei fiori.

Nei suoi ritratti emerge il suo sguardo curioso e vivo, l’amore per la quotidianità. Sdraiarsi sul prato, festeggiare e ridere con gli amici, accarezzare i cani: gesti semplici e genuini di una donna che colpisce per la sua particolarità di essere un’opera d’arte vivente.

Non vale la pena andarsene senza aver goduto un po’ la vita

Frida Kahlo
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