curiosa di natura

Economia circolare nel fashion

Anche nel settore della moda ci si muove verso la sostenibilità, verso un tipo di economia sempre più circolare. Due esempi incontrati al Fashion Camp 2016: scarpe per vegani e fibre biodegradabili.

A settembre, il 16 e il 17, sono stata al Fashion Camp 2016 a Milano. L’idea iniziale era appunto questa: capire se esiste un’economia circolare anche nel campo della moda. Poi ho divagato e mi sono occupata anche di molto altro. Di come rendere bello il blog, di come riprovare a far partire la newsletter, di come usare meglio i social network.

Tornando al mondo della moda, il tema della sostenibilità è sempre più sentito, sia dai produttori, che dai consumatori. Due esempi di economia circolare nella moda mi hanno molto colpito.

Fera Libens è un nome bellissimo che dà già l’idea di animali liberi e felici. Federico e Francesco si sono posti il problema di molti vegetariani e vegani, perché il loro è uno stile di vita, una questione di etica che riguarda tutto, non solo l’alimentazione. Che vestiti comprare? Quali scarpe sono create senza l’utilizzo di materiali di origine animale?

Fera Libens ha creato una gamma di scarpe da uomo e da donna che non utilizza prodotti di origine animale. Perché si possono fare scarpe anche senza pelle. Per la tomaia utilizzano l’alcantara, certificata 100% carbon neutral. Per la scarpa, la microfibra. Alcantara e microfibra insieme danno origine ad una scarpa che ha tutte le caratteristiche di quella in pelle, ma assolutamente “animal free”. Questo prodotto è stato certificato con il massimo del rating animal free (VVV+) dalla LAV.

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Esempio di scarpe “animal free” prodotte da Fera Libens (foto ©Fera Libens)

Anche per i capi di abbigliamento ci sono importanti novità. Emana è un tipo di filato “intelligente” che agisce sul corpo favorendo la micro-circolazione. La pelle risulta più elastica, più morbida e appare più giovane. Anche per chi pratica sport, questi capi sono molto comodi, confortevoli e migliorano i rendimenti, accelerando il recupero muscolare e riducendo l’affaticamento.

Inoltre, sempre parlando di ecologia, tutte le sedi produttive del gruppo Fulgar utilizzano processi a basso consumo energetico. Oltre il 60% dei materiali utilizzati nel ciclo produttivo sono riciclati e molta dell’energia utilizzata deriva da fonti rinnovabili.

Ma ciò che mi ha colpito sono le considerazioni sul ciclo di vita di un prodotto (LCA). Perché una fibra non di origine naturale? Perché la fibra che noi consideriamo la più naturale, il cotone, non è la più sostenibile.

Per produrre 1 chilogrammo di cotone occorrono 7.000 litri d’acqua. Per produrre 1 chilogrammo di fibra sintetica ne occorrono 170.

Si ma poi, alla fine del ciclo di vita del prodotto, che succede? A tale proposito, si aprono nuove e interessanti prospettive. Alla Fulgar stanno studiando fibre che contengono microrganismi (innocui per la salute umana) che, posti in un contenitore al buio e in assenza di ossigeno, sono in grado di degradare completamente la fibra sintetica. In pratica: se la mangiano, e non restano scarti nell’ambiente. Già mi immagino moderni contenitori per la raccolta degli abiti usati pieni di queste nuove fibre che al buio si degradano senza lasciare traccia :-)

Durante la tavola rotonda sull’economia circolare si è parlato anche di vintage e della Milano Vintage Week che ho più volte visitato. Il vintage è bello, è alla moda, è ecologico.

Una bella iniziativa è anche quella di Drexcode che propone il noleggio di abiti da sposa, eleganti e da cerimonia. Ho potuto osservare due abiti “dal vivo”, alla presentazione, e sono davvero bellissimi. Tra l’altro ce ne sono molti che richiamano la natura, come questo per esempio (non direste che fa tanto “curiosa di natura style”! ;-))

Sono stata molto bene al Fashion Camp e sono felice che anche nel mondo della moda si cominci a pensare all’ambiente, alla natura, al riuso e al riciclo. E anche a noi stessi, in fondo.

Clorofille: la natura fiorisce ovunque

Oggi vi racconto il progetto di Giulia e Bianca per far fiorire la natura ovunque. Quattro kit per iniziare a coltivare e produrre bellissimi fiori dai mille utilizzi. Perché la natura è anche in casa e sul balcone di città.

Giulia, da bambina, giocava ad indovinare le coltivazioni che vedeva dai finestrini dell’auto mentre viaggiava. Poi ha studiato agronomia e botanica, in Italia e all’estero. Bianca coltiva fin da piccola piante grasse sul balcone di casa. Oggi è web designer. Insieme stanno lanciando il progetto Clorofille.

Clorofille è un progetto che vuole proporre quattro diversi starter-kit per coltivare altrettanti tipi di piante. Ogni scatola contiene tutto il necessario per coltivare: terra, semi, schede, consigli e anche ricette. Il loro progetto mi è sembrato interessante. Vorrei raccontatevelo, facendovi conoscere i bellissimi fiori di ogni kit e i loro utilizzi.

Grow your Colours. È un kit per coltivare sul balcone, in terrazzo o nell’orto piante da cui estrarre colori. Siete pronti a dipingere con la barbabietola e gli spinaci? La scatola contiene: terra, i semi di spinaci (Spinacia oleracea), barbabietola (Beta vulgaris), cavolo rosso (Brassica oleacea) e tagete (Tagetes eretta). Ci sono anche le schede con i consigli per la coltivazione e le istruzioni per fare i colori.

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Clorofille: Grow your colors kit (foto ©Clorofille)

Grow your Gourmet Flower. È un kit per aggiungere un tocco creativo a tutte le vostre ricette. Si possono coltivare sul balcone o sul davanzale fiori commestibili per piatti che stupiranno i vostri ospiti. Nella scatola troviamo: terra, i semi di Mexican tarragon, Tagetes lucida, Nasturtium, Tropaeolum majus, Pot Marigold, Calendula officinalis, Borago, Borago officinalis. Con le schede e i consigli per la coltivazione possiamo ottenere bellissimi fiori commestibili.

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Clorofille: Grow your gourmet flower kit (foto ©Clorofille)

Grow your Soap. È un kit che contiene tutto il necessario per produrre sapone naturale in casa. La Saponaria è la base per un sapone o shampoo molto delicato e le altre piante sono perfette per aggiungere fragranze al sapone e al dentifricio fatto in casa. In questo kit troverete: terra, semi di saponaria (Saponaria officinalis), menta (Mentha spiccata), calendula (Calendula officinalis) e lavanda (Lavandula officinalis), schede con i consigli per la coltivazione.

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Clorofille: Grow your soap kit (foto ©Clorofille)

Grow your Cocktail. È un kit divertente per coltivare piante con cui preparare squisiti cocktail. Basta seguire le istruzioni per far crescere piante rigogliose e stupire i vostri ospiti con cocktail dissetanti. La scatola contiene: terra, semi di basilico (Ocimum basilicum), cetriolo  (Cucumis sativus ‘Lemon’), menta (Mentha spiccata), aneto (Anethum graveolens) e le schede operative.

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Clorofille: grow your cocktail kit (foto ©Clorofille)

Il progetto Clorofille di Giulia e Bianca è molto bello, fantasioso e interessante. Oltre a incentivare la coltivazione di piante e fiori su balconi e terrazzi di casa, con questa idea vogliono spingerci verso uno stile di vita più sostenibile, verso l’autoproduzione di cibi, colori e prodotti naturali. Vi invito a guardare il video del loro progetto su Kickstarter: potrebbe essere un’ottima idea per un regalo di Natale green (i kit saranno disponibili da novembre).

L’orto a settembre

Settembre: si torna a scuola e al lavoro dopo le vacanze, è il mese dei cambiamenti e degli sviluppi che determineranno la nostra routine fino alla prossima estate. E l’orto non fa eccezione. Ecco i lavori di settembre consigliati da Planeta Huerto.

Sono tante le attività da svolgere a settembre. Nell’agenda dell’orto si tratta di un mese importante in cui la raccolta estiva, come in passato, deve essere combinata con la progettazione dell’orto d’inverno.

Messa in dimora, trapianto e raccolta
Messa in dimora: bietole, sedano, cavoli, spinaci, piselli, scarola, lattuga, porri, ravanelli, rape e finocchi.
Trapianto: cipolle, cavoli, cavolfiori, lattuga, indivia, porri.
Raccolta: barbabietole, sedano, melanzane, cipolle, cavoli, meloni, cetrioli, peperoni, porri, ravanelli, angurie, pomodori e carote. È anche il momento di raccogliere i fagiolini e fagioli secchi per il consumo o la conservazione di semi.

La semina prevede soprattutto coltivazioni a ciclo corto che ci accompagnano tutto l’anno (lattuga, ravanelli) e quelle che necessitano di meno ore di insolazione e sono più resistenti al freddo (bietole, cavoli, spinaci, scarola, piselli e cavolfiori). È anche l’epoca per seminare le fave più precoci e nelle zone più calde si possono ancora seminare i pomodori tardivi.

Nel momento in cui ci accingiamo a fare la semina, dobbiamo tener presente la peculiarità di questo mese, durante il quale possono alternarsi le alte temperature dell’estate e le ondate di freddo con forti piogge. I giorni iniziano a essere più corti e le notti più fresche, per cui dobbiamo proteggere i semenzai e le coltivazioni più sensibili attraverso le serre.

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A settembre occorre preparare il substrato per i mesi seguenti

Preparazione del substrato. Le coltivazioni dell’estate, soprattutto le Solanaceae sono coltivazioni voraci che consumano una grande quantità di nutrienti ed impoveriscono il terreno. Affinché le nuove coltivazioni possano crescere con forza è necessario rivedere la qualità del substrato, aggiungendo humus di lombrico se, una volta strappata la pianta, il substrato è in buone condizioni e non è stato completamente invaso dal sistema reticolare, oppure preparando un nuovo compost di humus e fibra di cocco, per aumentare l’areazione e l’acqua. Un’opzione interessante è quella di applicare fertilizzanti verdi per apportare nutrienti e materia organica al terreno. Un’altra opzione può consistere nellla piantagione di legumi come fagioli che apportano azoto al terreno.

Ottenimento dei semi. Se vogliamo essere autonomi e coltivare a partire dai nostri semi, questo è il momento di ottenere semi di pomodori, peperoni o fagiolini se di stagione.

E se hai un po’ di tempo libero per assaporare i frutti dell’estate fuori stagione è possibile conservarli attraverso sottaceti, marmellate o essicazioni. Se hai voglia di sperimentare nel tuo orto, puoi provare la cucina con i cetrioli sottaceto, marmellata di pomodoro, fichi o pomodori secchi! Buon appettito!

Come sempre, sul sito Planeta Huerto trovate tutte le sementi e le attrezzature nominate. Anche questo guest-post è stato rivisitato da me per il blog: grazie a Gennaro Savanelli di Planeta Huerto per la collaborazione e a Celia Gosálbez per la stesura del post originale.

Riflessi sull’acqua

“Riflessi sull’acqua” è la bellissima mostra dedicata a Paul Signac. Sono stata a visitarla in anteprima al LAC di Lugano e ho avuto modo di passeggiare lungo le rive del bellissimo lago di questa cittadina svizzera. Vi racconto la mia giornata.

Grazie allo Studio Battage sono stata a Lugano per l’anteprima della bellissima mostra dedicata al grande artista Paul Signac presso il LAC. Il titolo, Riflessi sull’acqua, non poteva passare inosservato ad una curiosa di natura come me.

Qualche notizia sulla mostra. Sul sito del MASI Lugano potrete trovare tutte le informazioni sulla mostra. Si tratta di una collezione privata che ha riunito 140 opere di Signac: dipinti, disegni, acquerelli, incisioni. Una panoramica sull’evoluzione artistica del pittore, dal periodo impressionista fino alla sperimentazione della tecnica del Pontillisme.

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Inizio conferenza stampa di presentazione della mostra “Riflessi sull’acqua” dedicata a Paul Signac

Prima di partecipare all’evento, ho cercato informazioni su questo artista e quello che trovato in rete mi ha incuriosito. Visitando l’esposizione, Signac mi ha colpito ancor di più per il suo amore per i colori, per il mare e i luoghi d’acqua in generale, per la sua passione per i viaggi e la navigazione. Ogni quadro, dipinto o acquerello racconta la natura, che sia il mare, un fiume o un giardino. L’acqua e i suoi colori, l’acqua che cambia riflesso nelle diverse ore del giorno sono i temi preferiti da Signac. Anche io amo molto il mare e visitare questa esposizione me lo ha fatto amare ancor di più. Vi racconto in breve cosa ho trovato lungo il percorso espositivo e la mia visita alla città.

Il percorso espositivo si sviluppa attraverso cinque sezioni. Il neo-impressionismo e la teoria del colore è la prima sezione che racconta Signac come pittore autodidatta dopo aver abbandonato gli studi di architettura. Inizia a dipingere osservando i quadri di Manet, Monet, Degas e grazie all’incontro con Georges Seurat che diventerà poi suo socio e suo grande amico. Di questa parte della mostra ho apprezzato il fatto che l’artista era interessato alle contemporanee idee sulla percezione del colore. In quel periodo la fiducia nella scienza era assoluta e i due amici studiarono le teorie sulla mescolanza ottica proposte dal chimico francese Michel Chevreul.

Secondo questa teoria, il dipinto doveva essere fatto di piccoli tocchi di colore puro, un insieme di piccole tessere che ricorda un mosaico. In questo modo la retina degli occhi dell’osservatore, ad una certa distanza, poteva comporre un’immagine ben precisa. In particolare, i colori freddi, scendendo verso sinistra, indicavano tristezza, mentre quelli caldi, salendo verso destra, portavano all’euforia.

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Collage di mie foto scattate durante la visita all’esposizione “Riflessi sull’acqua”

Per il colore. Dall’impressionismo al neo-impressionismo è l’area che racconta questo passaggio fondamentale nelle opere di Signac. La sezione raccoglie i dipinti all’aperto, en plein air, con i loro colori forti. Il soggetto preferito è l’acqua con i suoi riflessi.

Al tempo dell’armonia raccoglie i lavori del periodo 1893-1895. Signac si trasferisce a Saint-Tropez che ora è al centro delle sue rappresentazioni. Sperimenta le tecniche dell’acquarello – che permettono di cogliere gli effetti meteorologici più fugaci, come l’arcobaleno- , lavora alla nuova tecnica impressionista, ricerca una maggiore libertà cromatica.

L’epoca dei viaggi. Tra il 1896 e il 1914 Signac gira per la Francia e per il mondo: Olanda, Belgio, Germania, le rive della Senna, le periferie di Parigi, le spiagge della Manica e Mont-Saint-Michel fino ad arrivare a Venezia e a Costantinopoli. L’acquerello è il suo fedele compagno di viaggio. Signac acquarellista nomade riprende il tema del viaggio. Dopo il periodo della Guerra, che lo ha costretto ad Antibes, Signac torna ad essere nomade e ad attraversare la Francia.

I porti di Francia è l’ultima sezione della mostra e l’ultimo grande progetto dell’artista. Tra il 1929 e il 1931 torna a rappresentare i porti, le barche e il mare di tutto il mondo, prima di morire a Parigi nel 1935 a causa di una setticemia renale.

La giornata a Lugano è stata bellissima. Dopo la conferenza stampa e la visita all’esposizione ho avuto il tempo per passeggiare lungo il lago. Il caldo di queste giornate mi ha favorito e mi ha fatto incontrare bellissimi cigni e gabbiani :-)

lugano2016

Lungolago Lugano

Lugano è una cittadina piena di verde, che ha molta attenzione per l’ecologia. Ci sono ovunque cestini per la raccolta differenziata dei rifiuti, un servizio di bike-sharing e ottimi mezzi pubblici. Per non parlare del fatto che appena ti accosti alle strisce pedonali non fai in tempo a contare fino a tre che le automobili sono già ferme e pronte a lasciarti passare. Un’oasi sulle rive del lago. Sono contenta di aver avuto la possibilità di tornarci e invito tutti a fare un giro, approfittando della bellissima esposizione di Signac appena inaugurata :-)

Il mare e la nostra dieta

Siamo arrivati all’ultimo post estivo che racconta del mare, della sua bellezza e dei suoi problemi. Il mare fornisce molto del nostro cibo, per questo occorre fare attenzione alla nostra dieta.

Eccoci arrivati alla fine di agosto. Ecco l’ultimo post che racconta, attraverso dati e citazioni, episodi tratti dal libro di Nicolò Carnimeo, “Come è profondo il mare“.

Abbiamo visto quanti e quali sono i problemi che affliggono mari ed oceani. L’ecosistema è un tutt’uno e quello che scarichiamo in mare ce lo ritroviamo poi sulla nostra tavola negli invertebrati e nei pesci con i quali ci nutriamo.

Il destino delle nazioni

“Il destino delle nazioni dipende dal modo in cui si nutrono (Anthelme Brillant-Savarin)

Dati scientifici dicono che i pesci e gli animali del Mediterraneo contengono più metalli pesanti rispetto a quelli negli oceani. Perché? Il Mar mediterraneo è un mare chiuso e quasi tutto quello che vi gettiamo resta al suo interno. Sui fondali marini si sono trovati giacimenti di cinabro, solfuro di mercurio, che si ritrova disciolto nelle acque poiché si è innalzata la temperatura.

Nel Mediterraneo c’è anche molta attività vulcanica. Resta comunque fermo che:

“Più del 60% degli inquinanti deriva da attività umane”  

In natura, tutto è connesso. Quello che rilasciamo in mare passa nella catena alimentare attraverso quel processo detto di biomagnificazione.

Ogni anno vengono rilasciati in acqua:

  • 85.000 tonnellate di metalli pesanti
  • 200.000 tonnellate di azoto
  • 900.000 tonnellate di fosforo
  • 47 tonnellate di idrocarburi policiclici aromatici

e della pericolosità di queste sostanze abbiamo parlato nei post precedenti.

Facciamo attenzione, dunque, ai molluschi e ai pesci che portiamo a tavola. Ho scoperto (e ne sono rimasta molto sorpresa) che gli italiani sono grandi consumatori di squali, quarti dopo la Spagna, la Corea e Hong Kong. Forse perché non li sappiamo riconoscere o perché spesso un pesce viene venduto con un diverso nome e le etichette sulle confezioni alimentari dovrebbero essere ancor più chiare e trasparenti di quello che già sono.

Molto rischiosi sono alcuni pesci di importazione che spesso vengono venduti a un prezzo bassissimo (anche meno di 1 euro al chilogrammo in alcune catene di discount alimentari). I tranci di verdesca, di tilapia, di pangasio e del persico del Nilo sono pesci provenienti da zone estremamente inquinate che possono mettere a grave rischio la salute dell’uomo.

È importante essere consapevoli di ciò che mangiamo. Serve una buona etichetta che racconti tutto di ogni alimento, con le informazioni necessarie per la tracciabilità e la rintracciabilità.

Occorre tenere sempre e comunque presente che ogni cibo ha un suo prezzo minimo al di sotto del quale non è consigliato l’acquisto. Un suggerimento potrebbe essere quello di scaricare e consultare la guida di Slow Food dedicata al pesce da mangiare, in modo da rispettare la natura, l’ambiente e la sostenibilità e da essere più sicuri per quanto riguarda la nostra salute. Si chiama Mangiamoli Giusti.

Siamo all’ultimo post che parla di mare e plastica. Spero che questi post estivi dedicati ad un libro interessante, al mare, alla plastica, all’inquinamento vi siano piaciuti. Il mare è una grande risorsa e una grande bellezza della quale non possiamo fare a meno :-)

Cosa ci portiamo dentro

Il titolo di questo post doveva terminare con: “dopo le vacanze”, ma il recente terremoto lo ha cambiato.  Dopo il silenzio di questi giorni, qualche piccola riflessione sul recente sisma e sulle mie vacanze.

Avrei voluto tornare a scrivere, dopo la pausa estiva, un post dal titolo: “Cosa ci portiamo dentro dopo le vacanze”. Nel frattempo, il terribile terremoto di questi giorni nel centro Italia mi ha tolto le parole. Mi ha lasciato addolorata e sgomenta. Cosa avrei potuto scrivere in questi giorni?

Sono vicina alle zone colpite dal terremoto, luoghi devastati che non sono (e forse non saranno mai) più come erano prima. Strade distrutte, case ed edifici crollati al suolo. Sono ancor più vicina alle persone che hanno perso i loro i cari in questa tragedia e a tutte le forze dell’ordine, ai soccorritori, alla protezione civile e ai volontari che si sono dati da fare senza risparmiarsi per ore di seguito scavando tra le macerie spesso a mani nude.

Il mio silenzio di questi giorni voleva essere una preghiera per tutti loro.

Ogni persona ha diverse sensibilità. Se seguite questo blog saprete quanto mi emozionano gli animali. In questi giorni li ho ricordati sulla pagina Facebook di curiosa di natura. Soprattutto loro, i cani da salvataggio e i cani molecolari che sentono la vita sotto le macerie e prestano il loro prezioso aiuto ai soccorritori per cercare di portare di nuovo alla luce queste vite umane.

Ancor di più mi hanno emozionato le immagini dei soccorritori che hanno salvato anche molti cani e gatti. Così come la storia del cane che è rimasto sul letto di ospedale, ai piedi del suo padrone ultra-novantenne. E poi la storia del cocker vicino alla bara del suo giovane padrone durante i funerali, lì a piangerlo assieme alla moglie e ai parenti e agli amici più cari.

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Il cocker vicino alla bara del padrone che ha perso la vita nel recente terremoto in centro Italia (foto trovata nel web)

Altre parole non ne ho. Non voglio esagerare, esprimere opinioni, dire cosa si doveva o non doveva fare. Ho scritto queste poche righe solamente per esprimere quello che ho provato in queste ore. Sperando che la situazione possa tornare presto come era prima, concludo la prima parte di questo post dedicata al terremoto.

Per tornare alle vacanze, le mie sono sempre state al mare, in campeggi che poi si sono trasformati in villaggi, aggiungendo case bungalow, piscine e campi sportivi, animazione. Amo la vita all’aria aperta, tutto il giorno al mare, nella pineta, fuori. Le mie vacanze sono sempre più strane se pensate che non ho televisione, né computer, né cellulare. Accendo il telefono solo qualche ora la sera e cerco di collegarmi ancor meno, aiutata dal fatto che in zone come le isole o i boschi della nostra Italia, la connessione risulta spesso assente o difficile. Tutto questo mi aiuta: a staccare dalla vita quotidiana, dall’eccesso di notizie e tecnologia che per tutto l’anno mi accompagna. A rilassarmi, a stare all’aria aperta, il più possibile nella natura. Spesso mi chiedo: ma ci saranno altre persone che fanno vacanze simili? Se ci siete, fatemi sapere, condividete la vostra esperienza :-)

Dato che sono pigra durante l’anno, spesso ho poco tempo e anche poche disponibilità, approfitto delle vacanze per praticare sport. La mia mattina si riempie con il risveglio muscolare, il nuoto, l’acquagym attività che amo molto fare quando mi trovo al mare.

Quest’anno il risveglio muscolare sulla spiaggia con Melania (l’animatrice-fitness) era particolarmente interessante, di tipo yoga-zen. Musica rilassante in sottofondo, qualche posizione yoga e una riflessione finale. Quella del bosco (come potete immaginare) mi è piaciuta molto e vorrei riproporvela (vado a memoria). Una bella riflessione, ancor più dopo i recenti fatti di cronaca. Vuole essere un pensiero, una dedica, una speranza verso una nuova vita :-) La sera, quando andrò a dormire, me la ripeterò e spero possa piacere anche a tutti voi :-)

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“Ponete la vostra coscienza all’interno di questo albero secolare”

“Distendetevi, chiudete gli occhi e respirate lentamente. Immaginate di essere in un bosco. Un grande bosco, pieno di alberi verdi. Sentite il rumore del vento tra le foglie. Il vento ora accarezza anche il vostro viso. Sentite i profumi dei fiori e della terra. Sentite il canto degli uccelli e il rumore dell’acqua di un ruscello in lontananza. Ora, davanti a voi, c’è un grosso albero, un albero secolare. Ponete la vostra coscienza all’interno di questo albero. Un albero forte, possente, con radici profonde che arrivano all’interno della terra. Un albero con rami forti, pieno di foglie verdi. Sentite la forza, la maestà, il coraggio, il valore di questo albero. Ora, pian piano, tornate in voi e portate con voi queste sensazioni, questa forza e questo coraggio. Respirate sempre con calma, aprite gli occhi e tornate alla vita”

Cosa ci portiamo dentro, dunque, dopo le vacanze? Io mi porto la sensazione del camminare a piedi nudi sulla sabbia. La gentilezza delle onde del mare che si infrangono sulla riva. Quella particolare canzone che parla di estate. Dei bei libri e delle buone lettura. Una cena particolare. Amici e persone conosciute. Amore per tutti. Rinascita. Voglia di ricominciare e di essere migliore.