curiosa di natura

Boonrod e la Soi Dog Foundation

Per la rubrica “Li abbiamo aiutati così” Paola Tonussi ci racconta del salvataggio del cane Boonrod e della Soi Dog Foundation

La mia storia con Boonrod
Boonrod è un cane e il suo nome significa “colui che si è salvato”. Boonrod è stato liberato dalla Fondazione Soi Dog e dalla polizia tailandese nel gennaio del 2015, dopo che tutti i suoi compagni erano stati uccisi sotto i suoi occhi dai contrabbandieri.
Boonrod doveva essere l’ennesima vittima del DMT (Dog Meat Trade, o Traffico della carne e pelle di cane e gatto) che, nel sud-est dell’Asia, uccide ogni anno dai 30 ai 50 milioni di cani e altrettanti gatti, oltre il 75% dei quali sono animali domestici.

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Boonrod al momento del salvataggio, chiuso nella gabbia, in attesa di essere ucciso
(foto©PaolaTonussi. Foto gentilmente concessa da Paola Tonussi per questo articolo)

Soi Dog Foundation
Soi Dog Foundation è un’organizzazione no profit, legalmente registrata, che agisce in Tailandia, negli Stati Uniti, in Australia, nel Regno Unito, in Canada, Olanda e Francia. Aiuta i cani e i gatti di strada, quelli senza casa, abbandonati e maltrattati.
L’organizzazione opera per porre fine al commercio di carne di cane all’interno di queste nazioni e per aiutare gli animali nei disastri e nelle emergenze.
Non descrivo tutte le torture che questi animali subiscono: trasporto in gabbie strette, maltrattamenti, sofferenze, morti atroci. Forse conoscete il triste evento del festival di Yulin, non solo un evento, ma una realtà che si ripete durante tutto l’anno e in tante altre località dell’est asiatico.
Il commercio della carne di cane è un dramma ancora poco conosciuto qui in Italia. Raccontando la mia storia e quella di Boonrod vorrei fare luce su questo problema e sensibilizzare chiunque ami i cani e i gatti.

Ci sono anche buone notizie.
Grazie alla Soi Dog, dal 2014 la Tailandia ha una Legge per la protezione animale, che ha reso il DMT illegale: un ottimo risultato, essendo la prima legge in assoluto, in questo ambito, approvata nel sud-est dell’Asia. Un risultato ottenuto partendo dalla petizione di un milione di firme raccolte grazie all’impegno di tutti i collaboratori, volontari e sostenitori della Soi Dog.

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Boonrod nella sua nuova vita con Paola
(foto©PaolaTonussi. Foto gentilmente concessa da Paola Tonussi per questo articolo)

Io sono Paola Tonussi e Boonrod è stato adottato da me. Viviamo in Italia, a Verona e la sua storia è diventata un libro il cui titolo porta il suo nome: Boonrod, appunto.
Il libro è stato tradotto anche in inglese ed è in vendita nello shop on line di Soi Dog. I proventi delle vendite sono devoluti alla stessa Soi Dog per aiutare a combattere il DMT.

Anche in Italia è presente un Gruppo Facebook di Sostenitori Italiani della Fondazione Soi Dog (per farvi parte chiedere l’amicizia FB a Paola Tonussi o Donna Freelove)

Ho partecipato alla rubrica “Li abbiamo aiutati così” per far conoscere la drammatica situazione in cui vivono ancora oggi i gatti e i cani in molte zone del mondo. L’incontro con Boonrod ha cambiato e arricchito la mia vita e ora mi piacerebbe cambiare anche quella di molti altri esseri viventi grazie alla mia collaborazione con la Fondazione Soi Dog.

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Boonrod nella sua nuova vita con Paola e Nicola
(foto©PaolaTonussi. Foto gentilmente concessa da Paola Tonussi per questo articolo)

Ti è piaciuta la storia di Boonrod? Hai salvato anche tu una specie animale o vegetale? Sei un’azienda che cerca di recuperare il buono, il bello ed il sano che la natura può donare? Partecipa alla rubrica “Li abbiamo aiutati così” col tuo racconto. Leggi qui come fare. Aspetto nuove storie :-)

Perché guardiamo gli animali?

“Perché guardiamo gli animali?” è il libro di John Berger che ci fa riflettere sull’uomo e sulla natura attraverso dodici racconti che parlano di diverse specie animali.

Perché guardiamo gli animali? è un libro scritto da John Berger che ha come sottotitolo “Dodici inviti a riscoprire l’uomo attraverso le altre specie viventi”. Dodici racconti che ci fanno riflettere sugli animali e ci fanno pensare all’uomo attraverso il confronto con le altre specie viventi.
Vi racconto, in sei punti, i pensieri e le riflessioni principali che mi sono venute in mente leggendo il libro.

Perché guardiamo gli animali?

Perché guardiamo gli animali? Il libro di John Berger

1 . Trappola e libertà è il titolo di un racconto. Un uomo vuole catturare dei topi che entrano nella sua casa e decidere di utilizzare una trappola col formaggio, una di quelle classiche trappole per topi. Ma succede un fatto che lascia l’uomo perplesso: quando il topo entra nella trappola e questa si chiude, quando l’animale capisce di essere imprigionato in una scatola senza via d’uscita, non ha più fame. Il formaggio resta sempre intatto. Prevale nel topo il senso della prigionia. L’uomo ne rimane colpito e decide di non uccidere i vari topi che ha catturato in casa con questo sistema ma di liberarli in un campo vicino. L’uomo si immedesima nel topo, ed è come

“Un prigioniero che realizza un sogno di felicità”

2. La bellezza ci commuove. Nel racconto “L’uccello bianco” si tratta il tema della bellezza. Viviamo in un mondo di sofferenza, il male dilaga, bisogna resistere e trovare la speranza. Ma dove? Nella bellezza. La bellezza è un’eccezione, perciò ci commuove.
Il concetto di bellezza dipende dal periodo storico nel quale viviamo e dalla cultura, ma ci sono delle eccezioni, delle cose che tutti, in ogni parte del mondo e in ogni epoca storica, trovano belle: il mare, la luna, i fiori, gli animali.

“L’emozione che proviamo di fronte a un oggetto creato dall’uomo è un derivato dell’emozione che proviamo davanti alla natura”

3. Il rapporto uomo – natura Se ne parla nel racconto “Aprire un cancello”. Gli animali, all’origine, erano il primo cerchio attorno all’uomo e gli uomini dipendevano dagli animali. Nei secoli questo rapporto si è perso, è cambiato e l’uomo ha costretto gli animali dentro delle categorie, a proprio piacimento. Oggi ci sono animali addomesticabili, specie alimentari e specie magiche.

4. Perchè guardiamo gli animali? È il racconto che dà il titolo al libro e che ispira molte riflessioni sullo sguardo, su come ci guardiamo a vicenda, noi e gli animali.
Gli animali non ci guardano con occhi diversi rispetto a come si guardano tra di loro. Però sono vigili e diffidenti verso l’uomo. Manca un linguaggio comune tra uomo e animali.

L’uomo si distingue dagli animali perché sa pensare per simboli e perché ha sviluppato un linguaggio, anche se i primi simboli usati dal linguaggio umano erano proprio degli animali.

La storia ci racconta che l’uomo viveva in armonia con la natura e con gli animali fino all’epoca di Cartesio e dell’animale-macchina. Poi gli animali sono stati considerati materia prima per il lavoro, per la compagnia, per l’alimentazione. Ora sono un prodotto industriale. Le tecniche di condizionamento sociale si basano su esperimenti fatti sugli animali.

Gli animali erano presenti in ogni famiglia. Da sempre, però, l’ideologia era una sola: ad essere osservati erano solo gli animali. L’ uomo non pensa che viene a sua volta ossservato dagli animali stessi. Riconosciamo che la natura è un valore, ma questo è proprio all’opposto del pensiero delle istituzuoni sociali. Oggi gli animali sono come il popolo minuto: stanno scomparendo.

5. Gli zoo. Se ne parla all’interno del racconto “Perchè guardiamo gli animali?”. Gli zoo nascono nelle capitali europee attorno alla fine del 1700 (uno dei primi zoo nati in Europa è il Jardin des Plantes di Parigi del 1793) per dare prestigio alla città e alla nazione stessa.

Oggi tutti sappiamo che gli animali negli zoo non sono liberi, ma si trovano in uno stato di reclusione totale. Vivono la dipendenza e l’isolamento. Non si interessano più a quello che accade attorno a loro, ma assumo un atteggiamento che è esclusivo dell’uomo: l’indifferenza.
Come ci insegna Desmond Morris nei suoi libri, il comportamento innaturale degli animali in cattività ci aiuta a comprendere, accettare e superare lo stress di vivere nelle società consumistiche.

6. Lo sguardo. Quello che ci rende consapevoli che anche gli animali sono esseri viventi come noi, che provano le nostre stesse emozioni, è il loro sguardo.

Allo sguardo degli animali è dedicata la poesia “Loro sono le ultime” che recita, tra gli altri versi:

“… Ora che non ci sono più
è la loro resistenza a mancarci.
A differenza dell’albero
del fiume o della nuvola
gli animali avevano occhi
e nel loro sguardo
c’era permanenza…”

Libro: John Berger – Perché guardiamo gli animali? Dodici inviti a riscoprire l’uomo attraverso le altre specie viventi – Il Saggiatore – 2016 – pagine 120 – prezzo di copertina 16€

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3_Qual è il tuo animale guida?

Siamo all’ultimo dei tre post che racconta altri quattro animali guida, la loro biologia e cosa possono insegnarci. Fatti scegliere dal tuo preferito e sfoglia i bellissimi quaderni di Gruppo Macro.

Continua il racconto degli animali guida, dei bellissimi quaderni di Gruppo Macro, con le illustrazioni e i testi elaborati da Eleonora Tassani e Cristina Cicognani. 

Questo è l’ultimo (è un po’ ne sentirò la mancanza) dei tre post che racconteranno i dieci animali guida. Se hai perso gli altri post, ecco il primo e il secondo. Io ho scritto la parte relativa alla loro biologia ed Eleonora ci racconta come mai sono considerati Animali Guida, utilizzando le sue bellissime immagini e le sue t-shirt. Per portare sempre con voi il vostro animale guida ed essere ispirati da lui, vi suggerisco di non perdervi questi bellissimi quaderni, che sono anche una bella idea per un piccolo pensiero :-)

Perché questi post sugli animali guida? Perché gli animali vivono il momento, seguono la propria natura, sono spontanei e autentici e si fidano dell’istinto. Queste sono caratteristiche che spesso trascuriamo noi esseri umani e che dovremmo tornare a considerare :-)

cobra_animale guida

Il cobra. Illustrazioni, t-shirt eforo di @animatrama

Biologia del cobra. Cobra è un nome comune utilizzato per designare dei Rettili della famiglia degli Elapidi. Questi serpenti si possono trovare in Africa, Asia e negli Stati Uniti.
Hanno un corpo cilindrico, ricoperto da squame, con colori mimetici che richiamano l’ambiente nel quale vivono (mimetismo criptico). Sono predatori, sia notturni, che diurni e si nutrono di roditori, anfibi e piccoli uccelli. Le prede vengono inghiottite intere. Sono ovipari, depositano uova fecondate e l’embrione terminerà la propria crescita al di fuori del corpo materno. Non hanno cure parentali.
Una delle caratteristiche di questo serpente è la reazione ad una minaccia esterna. Se vengono disturbati o attaccati, alzano il collo per sembrare più imponenti e assumono un aspetto minaccioso. Sono quasi tutte varietà velenose. Il veleno del cobra è di tipo neurotossico e agisce sulle trasmissioni nervose e sull’apparato respiratorio della vittima.

Cobra, Animale Guida. Energia cosmica, forza vitale primordiale, essere sacro.
Sensibile alle vibrazioni di bassa frequenza, il Cobra sente per primo quando la terra trema, per questo è il simbolo dei segreti misteri di conoscenza.
Coraggiosi e terrificanti, i Cobra emergono dalle rocce o dall’oscurità della psiche con manifestazioni inattese e repentine. Ciò significa che se permettiamo all’autorità dell’Io di governare l’inconscio, quest’ultimo potrebbe sollevare forze istintive in opposizione, veri e propri attacchi velenosi contro noi stessi.
Com’è noto, il veleno dei serpenti può uccidere, ma allo stesso tempo ha straordinarie capacità terapeutiche, per questo i serpenti sono preziosi alleati nel processo di guarigione. Il Cobra ha la capacità di distruggere le malattie così come uno schema di abitudini negative.

Il serpente è quindi dotato del potere di vita e di morte, e questo lo rende simbolo di immortalità.

Nelle tradizioni tantriche il serpente rappresenta l’Energia Cosmica femminile che si dispiega dalla base della colonna vertebrale in ascesa lungo i chakra (i centri energetici del corpo) per raggiungere il nostro Sé superiore, connettendo il nostro cuore alla coscienza cosmica.
Il Cobra come animale guida ci conduce nel viaggio del risveglio dell’Energia, placa l’autorevolezza dell’Io, aiuta nelle guarigioni e permette una connessione tra il cuore e la coscienza cosmica.

CAVALLO_animaleguida

Cavallo,animale guida. Illustrazione, t-shirt e foto di @animatrama

Biologia del cavallo. Il cavallo (Equus ferus caballus, L. 1758) è un mammifero dell’ordine dei Perissodattili e della famiglia degli Equidae. I Perissodattili sono animali che hanno arti con dita in numero dispari. Il cavallo moderno ha un unico dito, ma in origine ne aveva quattro negli arti anteriori e tre in quelli posteriori.
Vivevano allo stato selvaggio e oggi sono stati quasi del tutto addomesticati dall’uomo. Questi animali sono originari delle steppe asiatiche e del continente europeo. Vivevano nelle praterie e hanno un corpo adatto alla corsa, grazie al particolare apparato locomotore e muscolare. Sono erbivori e si nutrono di foglie, paglia, fiori, cortecce e vegetali. Vivono in media 20-30 anni. Dalla loro dentatura si possono avere molte informazioni sull’età e sullo stato di salute dell’animale. Il loro mantello può essere di colori diversi ed esiste una classificazione specifica (baio, morello, sauro…)
La femmina ha una gravidanza che dura quasi un anno e dà alla luce un piccolo puledro che subito è in grado di stare in piedi e di correre.

Cavallo, Animale Guida. Potenza, selvaggia bellezza, libertà e forza.
Il Cavallo è una creatura indipendente, rappresenta lo spirito di libertà per eccellenza.
È un animale solare, portatore di un’energia vivace e irrequieta, dal corpo elegante e possente. Nelle tradizioni di molti popoli il Cavallo è onnipresente. Ha fatto parte della storia dell’uomo e da quando è stato domato, ha contribuito al progresso delle civiltà. Per questo è profondamente legato alla nostra psiche.

Il Cavallo selvaggio incarna la potenza, le pulsioni vitali, la fertilità, l’istinto ribelle

Domato rappresenta la trascendenza per l’uomo. Eroi e sognatori cavalcano in sella ai loro poteri personali ancora grezzi, ma prossimi a svilupparsi, incalzati dagli impulsi frementi e dalla libido pulsante. Per riuscire a rimanere in sella, quindi a vivere pienamente la vita come un’avventura spirituale, è necessario che imparino ad armonizzare gli istinti con mente e cuore.

Il Cavallo come Animale Guida ci insegna l’equilibrio tra libertà e potere, tra forza e mente

Nei doni che ci porta attraverso la sua guida c’è la capacità di vivere pienamente ogni momento; esso invita ad abbandonarsi all’esperienza della vita. Quando ci si sente limitati, si può salire sul dorso del Cavallo e conoscere la gioia del vento tra i capelli; ci insegna ad avere fiducia nel momento, è un animale che aiuta a trovare la forza per sostenere progetti e idee.

*** continua la lettura, non perderti l’orso 🐻 e il lupo 🐺  ***

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2_Qual è il tuo animale guida?

Ecco il secondo post che racconta altri tre animali guida, la loro biologia e cosa possono insegnarci. Fatti scegliere dal tuo preferito, sfoglia i bellissimi quaderni di Gruppo Macro.

Continua il racconto degli animali guida, dei bellissimi quaderni di Gruppo Macro, con le illustrazioni e i testi elaborati da Eleonora Tassani e Cristina Cicognani. 

Questo è il secondo dei tre post che racconteranno i dieci animali guida. Se hai perso il primo, lo trovi qui. Io ho scritto la parte relativa alla loro biologia ed Eleonora ci racconta come mai sono considerati Animali Guida, utilizzando le sue bellissime immagini e le sue t-shirt. Per portare sempre con voi il vostro animale guida ed essere ispirati da lui, vi suggerisco di non perdervi questi bellissimi quaderni, che sono anche una bella idea per un piccolo pensiero :-)

Perché questi post sugli animali guida? Perché gli animali vivono il momento, seguono la propria natura, sono spontanei e autentici e si fidano dell’istinto. Queste sono caratteristiche che spesso trascuriamo noi esseri umani e che dovremmo tornare a considerare :-)

AQUILA_animaleguida

Aquila, Animale guida. Immagine, t-shirt e foto di @animatrama

Biologia dell’aquila. Le aquile sono un genere di uccelli rapaci, della famiglia Accipitridae. Sono diffuse in tutto il mondo; predatori evoluti, carnivori per eccellenza e abili volatori. Il loro corpo è forte e robusto, le zampe vigorose, il becco affilato e gli artigli poderosi. Hanno una vista molto acuta e un udito davvero sviluppato. Cacciano di giorno, solitari o in coppia, iniziano a divorare la preda appena catturata e la inghiottono intera, per poi rigettare le parti non digerite. Si nutrono di molti altri animali: vermi, pesci, rettili, uccelli e mammiferi. Instaurano forti legami di coppia, costruendo insieme il nido. La femmina depone 2-3 uova e la coppia dedica molto tempo alle cure parentali dei neonati. Alcune specie sono a rischio estinzione, come l’aquila reale e l’aquila del Bonelli.

Aquila, Animale Guida. Rinnovamento, purificazione, visione e altezza.
Dall’alba della civiltà l’Aquila è stata accostata al Sole. Si ritiene sia l’unico essere vivente in grado di sostenerne la vista. È l’equivalente celeste del Leone, ha il dominio assoluto del cielo, per questo è definita come il re degli uccelli. In volo, il suono delle sue grandi ali ricorda quello dei venti forti o il fragore del tuono. I Sioux, tribù dei nativi americani, avvertivano nell’Aquila la presenza del Grande Spirito, in quanto è l’uccello che vola più in alto nel cielo descrivendo la forma sacra del cerchio. Volando, le Aquile riescono a sovrastare le tempeste, così anche noi trasportati dalle Aquile, possiamo volare sopra le tempeste delle nostre emozioni, purificare la mente con l’aria sottile e ritornare a terra per applicare le alte intuizioni che abbiamo ricevuto.

L’Aquila è l’Animale Guida che ci permette di vedere cosa ci sta aspettando nel nostro orizzonte di vita.

Chiarisce le scelte che ci troviamo a fare, grazie alla sua acuta visione e all’altezza che può raggiungere volando. Più che a conseguire la meta, ci aiuta a individuarla. Spesso la cosa più difficile non è raggiungere l’obiettivo, ma avere chiarezza sull’obiettivo stesso. L’Aquila, con grande capacità di discernimento e con una prospettiva esterna e lungimirante, ci sostiene nella scelta, senza giudizio. Tutte le scelte per l’Aquila sono uguali, nel senso che qualsiasi scelta venga fatta è assaporata per quello che vale. Una volta che viene individuata la meta, l’Aquila attacca con tutto il cuore.

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Leone, Animale Guida. Illustrazione, testo e foto di @animatrama

Biologia del leone. Il leone (Panthera leo, L.1758) è un mammifero carnivoro della famiglia Felidae. Unico tra i felini a formare gruppi sociali stretti, vive ormai quasi esclusivamente nell’Africa sahariana. Le femmine vivono in branchi di circa 6 adulti, tra loro parenti: del branco fa parte un solo maschio alfa. Partoriscono e allattano i piccoli tutte nello stesso periodo. I maschi adulti, invece, vivono in gruppi di 2-3 individui, per poi passare ad una vita solitaria. Hanno un corpo robusto e possente, zampe con artigli acuminati, denti per uccidere e lacerare la preda. Sono quasi inattivi durante il giorno per dedicarsi alla caccia dopo il tramonto o all’alba. Necessitano di 5-7 chilogrammi di carne al giorno, ma possono mangiarne anche 30 quando la preda è disponibile per poi digiunare per lunghi periodi. Cacciano in branco con abile strategia. Le prede preferite sono gli erbivori della prateria e della savana: gnu, zebre, impala, bufali, ma anche lepri o uccelli. In questi felini c’è molta socialità: le femmine unite da parentela si aiutano e si proteggono a vicenda. La caccia in gruppo favorisce tutto il branco. Il ruolo e la posizione di ogni individuo sono ben definite all’interno del branco stesso.

Leone, Animale Guida. Il potere, la forza e la sovranità della giustizia.
Il Leone, autorità regale che popola la savana, si sposta in branco. La criniera folta che circonda il capo del maschio ricorda il disco radioso del Sole e contribuisce ad associare il Leone allo splendore dell’energia solare. La fierezza e la prodezza della femmina come cacciatrice, che nutre e protegge il branco, sono caratteristiche che simbolicamente si collegano alla magnanimità del salvatore sovrano.

I Leoni sono dunque emblema sia del potere temporale, che dell’autorità mentale e morale.

In alcune culture antiche e native il leone è visto come leonessa. Nella tradizione degli antichi abitanti dell’odierno Messico è un archetipo dell’energia femminile, rappresenta il nutrimento e il sostegno del gruppo. È l’espressione della forza dell’amore nel senso più ampio e profondo; la potenza della caccia si unisce alla tenerezza del nutrimento. È anche maestra della sincronicità, dell’arrivare nel luogo giusto al momento giusto e nel modo adeguato.
Come Animale Guida il Leone ci accompagna nel viaggio di esplorazione del nostro essere conferendo un senso di forza e di coraggio per affrontare le paure interiori, aiutando ad alimentare la fiducia in se stessi. 
Incoraggia la leadership e promuove una visione di realizzazione e di successo. Spinge a tenere fede alle proprie convinzioni più profonde e ad attenersi sempre alla verità. Queste sono le qualità di chi è in grado di guidare gli altri, posizione che comporta anche una grande responsabilità.

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Giaguaro, Animale Guida. Illustrazione, t-shirt e foto di @animatrama

Biologia del giaguaro. Il giaguaro (Panthera onca, L.1758) è un mammifero, il più grande Felide del centro-sud America. Ha un corpo tozzo e robusto, la testa grossa, gli arti muscolosi. Il suo passo è lento e caccia le sue prede uccidendole con un balzo e mordendole alla testa, piuttosto che alla gola: il suo morso è uno dei più potenti e forti che esistano in natura. Il suo mantello è maculato e spesso viene confuso con il leopardo (che però vive solo in Asia e in Africa e non nel continente americano) al quale lo lega una stretta parentela. Vive in zone di foresta vicino a corsi d’acqua; esemplari di questa specie si possono trovare anche sulle montagne, fino ai 2.500 metri sul livello del mare. Sono abili nell’arrampicarsi e passano molte ore della giornata distesi sugli alberi. Cacciano altri mammiferi: daini, pecari, tapiri, cervi. Si riproducono da gennaio ad aprile. I piccoli (da 2 a 4) nascono dopo circa 100 giorni di gestazione e i genitori si occupano di loro con molte cure parentali. Il manto dei cuccioli è scuro e solo dopo la crescita assumerà il colore tipico del giaguaro adulto. Il giaguaro è a rischio estinzione per la perdita dell’habitat nel quale vive.

Giaguaro, Animale guida. Profondità, coraggio e guida.
Il Giaguaro è un animale misterioso e solitario, è difficile vederlo nelle sue abitudini. È un abile predatore notturno, caccia nella foresta e nelle paludi e lo si trova vicino all’acqua. Vive nelle grotte e per questo è accostato all’eclissarsi della Luce e della coscienza verso l’oscurità della notte e dei poteri misteriosi.
In Sud America la sua abilità nella caccia lo ha reso il “Signore degli animali” e il maestro degli spiriti. Si pensa che abbia la capacità di viaggiare tra i mondi e nel tempo, e attraverso questi suoi viaggi, abbia acquisito i suoi molteplici poteri e la saggezza arcaica di tenere segrete le sue conoscenze.
Come tutti i grandi felini, ha bisogno di spazio e di rispetto per la sua forza e l’importanza che ha in natura. Questo significa che è fondamentale non reprimere l’aggressività creativa, il nostro istinto sovrano, ma averne rispetto: il Giaguaro insegna l’equilibrio e il sano contenimento. Per gli antichi abitanti del Messico è l’animale delle cause giuste, dell’equilibrio, dell’etica eccelsa, del potere di espressione e della guida perseverante.
I poteri che il Giaguaro porta sono importanti e impegnativi da gestire, regalano il talento in molti campi diversi, ma anche la solitudine intesa come capacità di gestire questi talenti da soli e di essere guide e Maestri per altri.
Il Giaguaro come Animale Guida entra in rapporto con la profondità dell’anima umana; come per il cielo le stelle, così per la terra le grotte. Guardandolo negli occhi possiamo vedere prima la profondità del nostro essere, poi quella del cosmo e infine quella della terra. Essendo un cacciatore notturno, ci insegna a trovare senza cercare, con coraggio, eleganza, forza fisica, agilità e spiritualità.

Ecco dunque altri tre animali guida. Vi sono piaciuti? Il vostro animale guida è tra questi?

Per conoscere gli altri quattro, appuntamento con il prossimo post qui sul blog.

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I ricci: 25 grammi di felicità

“25 grammi di felicità” racconta il percorso di un veterinario verso il sogno di creare un’oasi per i ricci, il Centro Recupero Ricci “La Ninna”. Un libro per conoscere e aiutare questi piccoli animali

Massimo è un veterinario che cura i bovini. Un giorno riceve una richiesta d’aiuto dal suo collega Andrea che sta curando un piccolo riccio orfano. L’incontro con questa creatura cambierà la vita di Massimo e dei ricci che incroceranno la sua strada.

Il piccolo riccio di pochi giorni è una femmina che pesa solo 25 grammi e pigola piano: la Ninna. Ninna è la prima ricetta curata da Massimo che darà poi il nome al centro che il veterinario sognava che è riuscito a realizzare: il Centro Recupero Ricci “La Ninna”.

25 grammi di felicità

25 grammi di felicità, il libro di Massimo Vacchetta con Antonella Tomaselli

Un libro scorrevole e piacevole che si legge tutto d’un fiato. Le vicende personali di Massimo si alternano alle storie dei molti ricci che ha curato. La Ninna è stata la prima e ha catturato il cuore di tutti. Poi sono arrivati Ninno e Giò, una ricetta senza le dita dei piedi. Trilly, un riccio dongiovanni e Lisa, guerriera dei boschi. E ancora Selina e Zoe, cieco da un occhio e con un arto mutilato. C’è anche Salvo, riccio disabile ed è proprio lui a far riaffiorare in Massimo uno dei suoi tanti sogni: aprire, oltre ad un centro recupero ricci, anche un’oasi per ricci disabili. Sì perché anche loro, come tutti noi pensiamo sia vero per gli esseri umani, hanno diritto ad una vita serena.

Un libro da leggere, una bella storia quella di Massimo e delle persone che lo hanno aiutato e incoraggiato nel percorso per realizzare il suo sogno.

Nella casa dei miei genitori, in campagna, alle porte di Milano, mi è capitato di vedere dei ricci. Percorrevano il vialetto e si dirigevano sotto il balcone, in una zona riparata, per fermarsi a trascorrere l’inverno. Io li lasciavo lì, mettendo vicino dell’acqua e del cibo, anche se non ero sicura che si sarebbero svegliati dal letargo per mangiare o per bere.

Questo libro, “25 grammi di felicità”, mi ha svelato molti particolari della vita dei ricci che non conoscevo.

“I ricci vedono principalmente in bianco e nero, più alcuni colori. Non tutti. In ogni caso, non hanno una buona vista. Però hanno udito e olfatto molto sviluppati.

I ricetti aprono gli occhi tra le due e le tre settimane di vita. Lo svezzamento si conclude intorno ai quaranta giorni d’età

Secondo delle linee guida – italiane ed estere – che mi aveva indicato Giulia, per essere liberato in autunno, un riccio deve pesare almeno 650 grammi.

I ricci sono animali protetti. Sono a rischio di estinzione”

Il libro racconta anche che non è una cosa semplice soccorrere e curare queste piccole creature. Dal libro ho tratto consigli per chi trova un riccio ferito e suggerimenti sulla loro alimentazione.

Cosa fare se si trova un riccio ferito? Questo post dell’Associazione Milano Natura spiega come soccorrere un riccio ferito, dove portarlo e quando, invece, non è il caso di muovere l’animale ma è meglio lasciarlo dov’è.

Cosa mangiano i ricci? Se si trova un riccio ferito, prima occorre scaldarlo e reidratarlo. Poi gli si può dare del latte di capra, del latte in polvere per cuccioli di cane sciolto in una tisana di finocchio, sciroppo di vitamina B e carne liofilizzata per cuccioli di gatto. Via via che il riccio si riprende e cresce, mangerà carne e frutta fresca.

Il libro mi è piaciuto molto e vi consiglio di leggerlo, sia per la bellezza, ma anche per aiutare il Centro Recupero Ricci “La Ninna” con il ricavato delle vendite. Potete acquistarlo da questo link e seguire la pagina Facebook del Centro “La Ninna”

Ninna rimarrà anche nel vostro cuore :-)

“Ninna lasciava il posto agli altri ricci. Ma non avrebbe mai lasciato il posto nel mio cuore. Lì ci sarebbe sempre stato uno spazio speciale per lei.

Pure ogni riccio che è passato dal centro, o che ancora è qui, è nel mio cuore. Perché ognuno ha lasciato, o lascia, un suo segno. Ninna la riconosco negli sguardi di ciascuno di loro. Lei è tutti i ricci. E tutti i ricci sono Ninna”

Libro: Massimo Vacchetta con Antonella Tomaselli – 25 grammi di felicità – Come un piccolo riccio può cambiarti la vita – Sperling & Kupfer – 2016 – 192 pagine – prezzo di copertina 17€

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1_Qual è il tuo animale guida?

Gli animali sono presenti in tutto il mondo, le loro caratteristiche sono riconosciute in modo universale, molti popoli li considerano delle guide. Qual’è il tuo animale guida? Sceglilo tra i dieci che ti racconto in una serie di tre post

Durante la mia visita a Tempo di Libri mi sono fermata allo stand del Gruppo Macro ad osservare dei bellissimi quaderni. Sono dieci in tutto e raccontano dieci animali guida con meravigliose illustrazioni e testi elaborati da Eleonora Tassani e Cristina Cicognani. Questi quaderni e la presentazione di Vera ed Eleonora mi hanno molto colpito tanto che ho deciso di raccontarveli insieme a loro.

Ci saranno tre post per parlare dei dieci animali guida. Io ho scritto la parte relativa alla loro biologia ed Eleonora ci racconta come mai sono considerati Animali Guida, anche grazie alle sue bellissime immagini e alle sue t-shirt. Allora, si comincia con i primi tre animali. Intanto voi scegliete il vostro quaderno e animale preferito.

Perché questi post sugli animali guida? Perché gli animali vivono il momento, seguono la propria natura, sono spontanei e autentici e si fidano dell’istinto. Queste sono caratteristiche che spesso trascuriamo noi esseri umani e che dovremmo tornare a considerare :-)

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La farfalla, animale guida. Foto @animatrama. Quaderni @Gruppo.Macro

Biologia della farfalla. Le farfalle sono Insetti Lepidotteri. Questo Ordine comprende oltre 150.000 specie, perciò è difficile raccontarle nel particolare. In generale, le farfalle sono tra gli insetti più diversificati al mondo. Il nome si riferisce alle squame che ricoprono le loro ali. Il loro corpo è diviso in capo, torace e addome. Si nutrono di liquidi zuccherini grazie ad un particolare apparato boccale detto spirotromba. Caratteristico delle farfalle è il loro ciclo vitale con metamorfosi completa. Cambiano del tutto il loro aspetto, da bruco a farfalla, passando attraverso 4 stadi vitali: uovo, larva o bruco, pupa o crisalide, adulto o immagine. Il bruco non vola e cammina grazie a 3 paia di zampe, mentre la farfalla spicca il volo con le sue bellissime e fragilissime ali. I colori del bruco sono spesso simili a quelli del luogo in cui vive per mimetizzarsi meglio. Le farfalle possono avere colori vivaci per tenere alla larga i predatori (colorazioni aposematiche) oppure avere disegnati sulle ali dei falsi occhi in modo da sembrare la testa di un animale più grande ed essere evitate. Le farfalle Monarca (Danaus plexippus, L. 1758) sono in grado di migrare e percorrere anche 4.000 chilometri dal Canada e Nord America verso il Messico (dove trascorrono l’inverno) per poi fare ritorno in primavera.

Farfalla: Animale Guida Trasformazione, metamorfosi, antico simbolo dell’anima e delicata bellezza.

Sin dai tempi antichi la Farfalla ha rappresentato il mistero della metamorfosi fisica, ma anche delle trasmutazioni dell’anima. Nell’antica Grecia per definire farfalla e anima si utilizzava la stessa parola: psiche.
La Farfalla nasce da un uovo in forma di bruco. Dopo aver cambiato più volte la muta, il bruco costruisce un bozzolo che non permette di intravedere nulla di ciò che sta accadendo al suo interno. Questo mistero lascia a noi la sensazione di una delicata magia. Questa magia ci ha incantati e ha reso la Farfalla il simbolo dell’anima che rinasce da un contenimento simile ad una crisalide.
Gli stadi della metamorfosi della Farfalla corrispondono quindi alle fasi di crescita spirituale dell’uomo e rivelano il mistero di ciò che accade quando si entra nell’oscurità del proprio io (bozzolo), per uscirne liberi spiritualmente, pronti a spiccare il volo e a condividere questa gioia con il mondo.
La fragilità della farfalla è solo apparente, è data più che altro dalla trasparenza delle ali, in realtà riesce a volare galleggiando nelle tempeste, con eleganza e pazienza.

Esprime la forza della saggezza nella lentezza

La Farfalla come Animale Guida ci accompagna nel viaggio all’interno del nostro spirito, nell’oscurità delle burrasche interiori, per renderci consapevoli del mistero della trasformazione delle nostre ombre, con pazienza ci aiuta a guardare come stiamo vivendo e a uscire dal bozzolo con una rinnovata bellezza di esseri integri.

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Gufo, animale guida. Foto @animatrama. Quaderni @Gruppo.Macro

Biologia del gufo. Il gufo comune (Asio otus, L.1758) è un uccello della famiglia Strigidae, diffuso in Europa, Nord America e Asia. È un animale notturno, abile cacciatore, grazie ai suoi artigli robusti e all’udito fine. Caccia piccoli mammiferi, ma anche uccelli e insetti. La preda è ingerita intera, viene poi digerita e la parte non digeribile è rigettata in pallottole dette borre. Durante il giorno dorme nelle cavità degli alberi e il colore delle sue piume lo aiuta a mimetizzarsi meglio. La sua apertura alare può raggiungere il metro. Non muove gli occhi, che sono grandi e frontali, ma può ruotare la testa anche di 270°. Nidifica in primavera (marzo-maggio) e la femmina depone da 3 a 10 uova che schiudono dopo circa 27 giorni. Di solito non costruisce un proprio nido, ma utilizza quelli lasciati liberi da altre specie. I piccoli lasciano il nido dopo circa 1 mese. D’inverno, i gufi si riuniscono in gruppi per passare la giornata insieme sugli alberi.

Gufo: Animale Guida. Signore della notte, silenzioso osservatore e depositario della saggezza.
I gufi sono i più grandi predatori della notte, così come le aquile lo sono di giorno. I loro grandi occhi si sono evoluti permettendo ai Gufi di vedere nell’oscurità. L’abilità nel mimetizzarsi e la silenziosità del loro volo, permette ai Gufi di planare sulle prede con precisione e rapidità. Quelle rare volte che capita di vederli di giorno, il loro sguardo sembra avere sembianze umane.

Non c’è da meravigliarsi se i Gufi sono diventati il simbolo di una consapevolezza profonda: la dea Atena, dea greca della sapienza, è raffigurata accompagnata dal gufo. Hanno la capacità di guardare e vedere tutto, divenendo depositari dei segreti.

Sono anche simbolo della morte, in quanto visitatori notturni che in maniera fulminea portano via la vita. Tuttavia i poteri della morte sono anche i poteri della trasformazione, per questo il Gufo è l’Animale Guida della forza di transizione. Grazie al Gufo diventiamo consapevoli di tutti gli aspetti del cambiamento.

Con il suo sguardo penetrante, porta luce e chiarezza nelle situazioni intricate

Non solo porta alla luce ciò che è nascosto, ma insegna anche a vedere nel buio stesso. Rappresenta l’accesso all’ignoto, la libertà dell’inconscio. Il Gufo é Guida nell’oscurità e porta luce negli spazi bui della nostra anima.

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Pavone, animale guida. Foto @animatrama. Quaderni @Gruppo.Macro

Biologia del pavone. Il pavone comune o blu (Pavo cristatus, L.1758) è un uccello della famiglia Phasianidae, originario dell’India, ma vive in tutta Europa fin dal tempo dei Romani. È un caso di dimorfismo sessuale: i maschi sono completamente diversi dalle femmine. Il maschio ha un piumaggio vistoso e appariscente, molto colorato ed elegante. Il collo è blu e le penne della coda (o meglio del groppone) sono di un verde vivo con disegni tondi a forma di occhio. Il maschio le solleva per “fare la ruota” quando vuole corteggiare la femmina. La femmina, invece, ha la testa bianca e il corpo bruno. Ogni maschio ha un harem con più femmine (fino a cinque). Le femmine depongono da 4 a 9 uova in primavera. I piccoli nascono dopo 1 mese circa e seguono subito la madre in cerca di cibo. Non sono abili volatori, ma si possono trovare sui tetti delle case da dove emettono il loro tipico richiamo.

Pavone: Animale Guida. Magia, bellezza senza tempo e immortalità.
Originario dell’India, il Pavone fu accolto dal mondo antico come un prodigio. La stravaganza della natura ha reso quest’uccello quasi una creatura più mitica che reale. Come la Fenice, è un uccello solare. L’ampia coda iridescente che apre a ruota nel corteggiamento è l’emblema della luce del Sole che emerge dall’oscurità come un ventaglio. L’occhio onniveggente delle sue mirabili piume richiama una grande fortuna e un grande potere personale.

Nell’antichità il Pavone era simbolo di rinascita, quindi di immortalità. Si dice abbia un’antica conoscenza della magia e possa plasmare l’energia per creare qualsiasi cosa. Il Pavone è ostile ai serpenti, infatti riesce a uccidere i piccoli di cobra; si narra che possa ingerirne il veleno senza risentirne. Per questo motivo al Pavone sono attribuite le capacità di trasformare in benefico medicinale il veleno del serpente.

Sebbene abbia una bella forma, non è attaccato ad essa, è consapevole dell’eterno ciclo di vita. Per questo ci aiuta a vivere il corpo con maggiore leggerezza, sa che la Bellezza eterna risiede nell’essenza.

È l’Animale Guida della bellezza senza tempo

Dona la capacità di trasformare in beneficio ciò che viene percepito come velenoso e dannoso, in positiva qualsiasi situazione negativa. Trasmette la fiducia primordiale della rinascita dopo la morte e promuove il risveglio interiore. Aiuta ad accettare e a vivere con generosità i doni personali. Seguire il pavone ci permette di raggiungere la nostra essenza nella sua immortale bellezza.

Ecco dunque i primi tre animali guida. Vi sono piaciuti? Il vostro animale guida è tra questi?

Per conoscere gli altri sette, appuntamento con i prossimi due post qui sul blog.

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