curiosa di natura

Le belle azioni nella crisi ecologica

Ecco dunque l’ultimo post che racconta del movimento dell’ecologia profonda e del libro “Introduzione all’ecologia” di Arne Næss: le belle azioni, l’ecologia e le donne.

Arne Næss ci racconta che Spinoza e Kant sono due dei filosofi che ha preso come riferimento per enunciare i principi del movimento dell’ecologia profonda. Proprio questi due filosofi distinguono tra azioni morali e azioni belle

Azioni morali e azioni belle. Kant afferma: “un atto merita il nome di atto morale se è unicamente determinato dal rispetto per la legge morale: agisci semplicemente perché è un tuo dovere, non esiste altro motivo”. Quando invece compi un atto perché sei incline ad agire in quel modo, perché hai una certa tendenza a compiere azioni di un certo tipo, ovvero “perché ti sembra naturale fare così”, in questo caso si parla di azione bella. L’azione bella è un atto moralmente completo e caritatevole. Un’azione caritatevole allarga il nostro amore fino ad abbracciare la totalità della vita. Ci completa, ci perfeziona.

Azioni morali e azioni belle nell’ecologia. Cosa ce ne facciamo di questa introduzione filosofica noi che ci occupiamo di ecologia? A cosa ci serve? Come hanno ben detto i filosofi Kant, Spinoza e Næss, l’uomo può compiere azioni perché lo ritiene giusto dal punto di vista morale o perché è portato, è incline a compiere certe azioni. Un atto per superare la crisi ecologica, secondo Næss, è un atto morale se e solo se è determinato dalla chiamata a compiere il proprio dovere.
Esistono però atti ecologicamente vantaggiosi che mostrano facilità e fanno sembrare di essere compiuti senza un lavoro faticoso. Ad esempio, per il nostro mondo occidentale, chiudere il rubinetto dell’acqua per non sprecarla, oppure abbassare il riscaldamento di qualche grado o ancora fare con criterio la raccolta differenziata e altri esempi che vi verranno sicuramente in mente. Sono queste le belle azioni che hanno ancor più valore quando sono fatte in contesti eticamente ed ecologicamente rilevanti.

“Agire per inclinazione è superiore all’agire per dovere”

Per questo, nell’ecologia e in altri campi, occorre chiedersi: “Esistono dei modi per cui possiamo rendere una persona incline ad agire in un certo modo?”

Solo quando le leggi, le norme, vengono interiorizzate, l’atto morale diventa un atto bello.

Anche in ecologia non è facile questa opera di promozione delle belle azioni. Ogni individuo, in base alle proprie capacità, ogni istituzione, devono agire insieme in questa direzione. Spesso non si riesce a far capire l’intrinseco valore della natura, indipendentemente dalla sua utilità per gli esseri umani.

Un’idea potrebbe essere quella di agire in una bella maniera e mostrare le belle azioni:
“Parlami delle tue belle azioni di oggi! Sei incoraggiato, dalle istituzioni, dagli amici, dai sostenitori del movimento dell’ecologia profonda, a compiere ogni giorno delle belle azioni e a raccontarle!”

“Il sé ecologico di una persona è ciò che identifica la persona”

Dev’esserci identificazione per avere compassione e solidarietà. Abbiamo bisogno di un’etica ambientale. “L’amore per gli altri e l’amore per noi stessi non sono mutualmente esclusivi” (Erich Fromm). La massima dell’ecologia “tutto è collegato” si applica al sé e alla sua relazione con gli altri esseri viventi, agli ecosistemi, all’esosfera, alla Terra.

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Per le italiane la difesa dell’ambiente è un valore assoluto ed è indispensabile per garantire l’avvenire della Terra”

Le donne e le belle azioni. Secondo Kant, le donne agiscono in una bella maniera più spesso degli uomini, con compassione e bontà d’animo.

“Le donne sono la principale forza motrice per motivarci a belle azioni, ecologicamente rilevanti” (Kant)

È bello leggere che, fin dai tempi antichi, alla donna era riconosciuto un ruolo importante nel comportamento ecologico. Credo che sia vero, senza nulla togliere agli uomini, e le ricerche che leggiamo in questi giorni, come questa ad esempio, ce lo dimostrano. Le donne sono maggiormente portate verso ciò che riguarda l’amore e il rispetto per il pianeta e i suoi abitanti :-)

In conclusione. Cosa mi lascia questa lettura estiva, non facile, ma interessante che ho voluto raccontarvi in una serie di post? Qualche riflessione che vi lascio in chiusura come un riassunto per salvare il nostro pianeta e noi stessi, per uscire da questa crisi economica ed ecologica che sembra non darci scampo.

“Oggi non dobbiamo esitare, ispirati dall’ecologia e da una rafforzata relazione intima con la natura, a riconoscere e ad accettare sinceramente il nostro sé ecologico”

“Ora è tempo di condividere con tutta la vita sulla nostra maltrattata Terra, mediante l’identificazione profonda con le forme di vita e le più grandi unità, gli ecosistemi e Gaia, il favoloso nostro vecchio pianeta”

*nota* I concetti raccontati in questo post sono tratti dal seguente libro: Arne Næss – Introduzione all’ecologia – traduzione e introduzione a cura di Luca Valera – Edizioni ETS.

L’orto a dicembre

Se durante l’anno non trovate il tempo per fare dei cambiamenti e migliorare l’orto, questo è il momento, perché, soprattutto nelle zone interne, l’arrivo di dicembre rappresenta una pausa per le verdure. Ecco l’ultimo post dell’anno per la rubrica dedicata all’orto.

Revisione di attrezzi e installazioni. Nonostante sia conveniente eseguire la manutenzione degli utensili del giardino in maniera continua, se siamo sempre di fretta, possiamo cogliere l’occasione della pausa di dicembre per ripulire gli strumenti di metallo, eliminando la terra e oliandoli per prevenire la ruggine.

Come è gia stato detto per i mesi scorsi, migliorare la fertilità del suolo/substrato è un altro compito che non dobbiamo dimenticare. Inoltre possiamo ripianificare il nostro sistema di irrigazione per migliorarlo in vista del maggiore consumo di acqua. Un programmatore di irrigazione associato ad un sistema di irrigazione a goccia, ci eviterà di essere schiavi del giardino durante il periodo estivo, quando la frequenza di irrigazione varia da 7 a 14 volte alla settimana.

Pianificazione con rotazione. Per ottenere maggiori prestazioni dalla terra o dal substrato su cui coltiviamo è il momento di immaginare come sarà il giardino tra qualche mese: dobbiamo ruotare le colture di diverse aiuole o contenitori, in modo che la stessa coltura non si ripeta nello stesso spazio.

La spiegazione di questa regola è che se si tratta della stessa coltivazione o della stessa famiglia di piante, è chiaro che necessiteranno degli stessi nutrienti, esaurendo pertanto la riserva di questi nel suolo. Inoltre, la coltivazione ripetuta crea un ambiente ideale per la proliferazione dei parassiti, perchè ogni ciclo o la generazione del parassita disporrà dell’alimento che preferisce per molto tempo.

La tecnica della rotazione va molto più in là che il semplice evitare di non ripetere coltivazioni, poiché tiene anche conto della voracità che hanno alcuni ortaggi e della capacità di migliorare il suolo per altri. Per questo, sarebbe interessante raccogliere informazioni in questo periodo per poi mettere tale tecnica in pratica.

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Aiutiamo uccelli e insetti che abitano il nostro orto a dicembre, procurando loro un riparo e del cibo

Solidarietà nell’orto. 

L’obiettivo dell’orto biologico è quello di ottenere un una rappresentazione “artificiale” di quello che sarebbe un ecosistema naturale nel quale gli elementi sono in perfetto equilibrio.

Per raggiungere questo obiettivo si devono tenere in considerazione tutti gli altri abitanti dell’orto, come insetti e uccelli che possono rappresentare un beneficio per l’orto come fauna utile. Un modo per aiutarli nell’affrontare il duro mese di dicembre è quello di procurargli rifugio e cibo.

Messa in dimora, trapianto e raccolta. Nelle zone miti ancora è possibile portare a termine semine di aglio, crescioni, spinaci e piselli, direttamente, anche se la varietà è maggiore attraverso la semina in un semenzaio caldo, in cui possono svilupparsi una varietà di pomodori più precoci come Marglobe, Tres Cantos o cuore di bue. Inoltre, negli orti situati vicino al mare, si potranno realizzare trapianti di lattuga, scarola, cavolo o bietola.

Anche se a causa della mancanza di luce vediamo che le piante crescono lentamente, è il momento di raccogliere lattuga, scarola, cavolo, ravanello, cavolfiore, carote, porri, bietole, spinaci, cipolle tenere e piselli che abbiamo piantato un paio di mesi fa.

Un altro compito proprio del mese di dicembre è quello di lasciare che il Natale si presenti anche in giardino, e decorarlo con addobbi tipici.

Come sempre, sul sito Planeta Huerto trovate tutte le sementi e le attrezzature nominate. Anche questo guest-post è stato rivisitato da me per il blog: grazie a Gennaro Savanelli di Planeta Huerto per la collaborazione e a Celia Gosálbez per la stesura del post originale.

Otto alberi nei Giardini Montanelli a Milano

Nel weekend di BookCity Milano ho partecipato alla passeggiata con Tiziano Fratus nei Giardini Montanelli a Milano. Abbiamo incontrato otto alberi notevoli: ecco perché lo sono.

Se mi avete seguito sui social, forse saprete che ho partecipato alla presentazione del libro di Tiziano Fratus “L’Italia è un giardino”. È stata anche un’ottima occasione per visitare la Libreria della Natura che si è spostata da Corso Magenta in via Achille Maiocchi (zona Porta Venezia).

In libreria, c’è stata una piacevole conversazione sul libro, molto interessante, libro che leggerò presto.  Intanto avevo parlato di quest’altra pubblicazione dello stesso autore in questo post . Dopo la presentazione ci siamo incamminati in gruppo verso i Giardini Montanelli, quelli che circondano il Museo di Storia Naturale per una passeggiata dendrosofica.

Già il nome “passeggiata dendrosofica” ha qualcosa di speciale. Si tratta di una cosa che facciamo spesso, senza accorgerci. Significa passeggiare tra alberi e piante e riflettere, meditare, sulla biologia, la botanica, la storia, la letteratura.

Nei giardini, anche quelli di città, ci sono spesso specie e alberi degni di nota che non conosciamo. Eccone otto che Tiziano Fratus ci ha raccontato in questi giardini, durante la passeggiata

1 – Gli ippocastani, con la loro foglia grande e composta. Le bacche di questa pianta sono usate per le loro proprietà febbrifughe.

2 – La quercia rossa, ormai quasi morta. La più grande quercia rossa di Milano: 6 metri di circonferenza. Messa a dimora a fine Ottocento, è un tipo di albero che spesso si caria a causa di un fungo. Di origine nordamericana, la sua foglia ha il margine frastagliato (a differenza delle querce europee che lo hanno più tondeggiante)

3 – Il Sacerdote, il cipresso delle paludi. Il più grande “tassodio” di Milano con una circonferenza di 1,30 metri alla base del colletto e una altezza di 30-35 metri, ha circa 200 anni.

4 – Le ginkgo biloba con le loro foglie gialle in autunno e verde brillante in primavera-estate. Arrivate a Milano alla fine del Settecento, provengono dal Giappone, dove sono simbolo di importanti famiglie, apprezzate per la loro eleganza.

5 – Il platano, uno dei più grandi della zona (il più grande sembra essere quello di Villa Litta) con una circonferenza di 10,10 metri.

6 – L’ albero dei sigariGenere Catalpa, chiamato così perché i suoi baccelli allungati appesi ai rami sembrano proprio dei sigari, è spesso ciatato nella letteratura.

7 – I tigli. Sono gli alberi tipici delle città italiane, assieme agli olmi, almeno fino al Novecento. Con le loro foglie cuoriformi, fioriscono a maggio-giugno e i loro semi sono usati per tisane rilassanti.

8 – Il bagolaro o spaccasassi, un albero che veniva piantato nelle città perché raggiunge dimensioni più piccole rispetto ai platani ed è quindi più gestibile. Si è visto poi che sopporta anche meglio l’inquinamento.

Una passeggiata molto bella e rilassante che mi ha fatto apprezzare i colori caldi che le foglie assumono in questo periodo autunnale. C’era anche una leggera nebbiolina (che fa tanto atmosfera tipica dell’autunno milanese) a rendere interessante la nostra visita. Io, che amo sopratutto la stagione primaverile, mi sono ripromessa di fare qualche passeggiata in più anche nel periodo autunnale, proprio per la bellezza di questi colori :-)

Per chi non conosce questi giardini, ecco una mia mini-gallery fotografica, scattata nella giornata di BookCity. Per chi si fosse perso l’evento, ecco un mio breve Storify che lo racconta.

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Domotica: quando la tecnologia migliora la vita

Negli ultimi anni capita sempre più frequentemente di sentir parlare di domotica e di case intelligenti, tant’è vero che sono sempre di più le persone che si lasciano conquistare da questa nuova rivoluzione tecnologica che ha coinvolto le abitazioni e che di conseguenza decidono di investire qualcosa in più in termini economici per poter beneficiare degli innumerevoli vantaggi che può apportare alla nostra vita quotidiana. Vediamo dunque di capire esattamente a cosa ci si riferisce quando si parla di casa domotica e quali sono i motivi che dovrebbero spingerci in questa direzione!

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Grazie alla domotica, possiamo gestire la nostra casa attraverso lo smartphone

Cosa si intende con il termine demotica? 

La domotica di fatto è quella disciplina che si occupa di studiare e mettere a punto tutte quelle tecnologie a servizio degli edifici, che possono migliorare, anche notevolmente la qualità della vita all’interno degli stessi. A conti fatti la domotica però non si limita a questo, in quanto è in grado di incrementare ed ottimizzare al massimo le prestazioni dei diversi impianti presenti in un’abitazione, integrandoli tra loro e consentendone non solo un controllo a richiesta e da remoto, ma portando ad alti livelli tutto ciò che può essere definito comfort abitativo, compresa la sicurezza, il risparmio energetico e ogni forma di comunicazione.
Grazie alla domotica dunque ci si ritrova a relazionarsi con una «casa intelligente», che mette a disposizione di chi la abita tutta una serie di impianti e di funzioni che vanno ben al di là di quelli di tipo tradizionale. Il ventaglio delle soluzioni offerte in questo campo è davvero amplissimo e giorno dopo giorno si aggiungono sempre nuove opportunità, anche perché non si ha più a che fare con impianti standard, ma vi è la possibilità, nel tempo, di implementarli e riprogrammarli per assecondare le esigenze in continuo mutamento.

Perchè scegliere di avere una “Casa Intelligente”.

Una “casa intelligente” è in grado di gestire: l’accensione automatica delle luci, che può prevedere la configurazione di diversi scenari da attivare a seconda dei casi; la programmazione e la partenza automatica degli elettrodomestici, in modo tale che funzionino in determinate ore del giorno; il riscaldamento e la climatizzazione, differenziandolo locale per locale; l’apertura e la chiusura di porte, finestre, tapparelle e quant’altro ed ovviamente la gestione integrale dell’impianto antifurto. È possibile gestire anche i sistemi audiovisivi, quali la TV, il decoder o lo stereo, ma anche gli spazi esterni, programmando ad esempio il funzionamento dei sistemi di irrigazione, o ancora l’apertura e la chiusura automatica di pergolati, tende da sole. Le possibilità sono davvero infinite; senza contare che tutto può essere gestito anche da remoto attraverso pc, tablet e smartphone, in modo tale da avere in ogni momento l’assoluto controllo della propria casa.
Inoltre grazie ad un impianto domotico ben progettato e perfettamente funzionante è possibile ridurre in maniera significativa i consumi (e non solo quelli elettrici), eliminando gli sprechi ed ottenendo così un vero e proprio risparmio energetico in un’ottica non solo di benessere e confort abitativo, ma anche di efficienza assoluta.

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Il futuro sarà delle “smart house”

Domotica: sogno o realtà? 

L’errore che purtroppo in molti commettono è quello di ritenere che si tratti di soluzioni costosissime o al limite del futuristico e che per riuscire a governarle siano necessarie particolari abilità informatiche o di qualche altro tipo. In realtà non è così, basta pensarci fin da subito, ovviamente sarà necessario prevedere un budget un po’ più elevato del normale, ma non così inarrivabile ed inoltre si tratta di sistemi estremamente affidabili e sicuri, che valorizzano notevolmente le abitazioni in cui vengono installati. Anche per ciò che concerne la facilità d’uso la domotica è molto più semplice ed intuitiva degli impianti tradizionali, perché con un’unica interfaccia si governa ogni cosa all’interno della casa: non è più necessario cercare il telecomando giusto o impazzire per trovare quel tale libretto di istruzioni e tramite il vostro cellulare potrete, anche a distanza, attivare o disattivare funzioni!
Senza contare che se non si vuole strafare, per cominciare, è possibile anche prevedere solo la presenza di alcune soluzioni domotiche di base, quali la videocitofonia, il controllo dell’illuminazione, delle chiusure e del clima e poi integrarle in un secondo momento, anche in base alle proprie necessità, senza però dover poi intervenire con ulteriori dispendiose opere murarie.

Grazie alla redazione del sito CasinaMia – consigli per la casa – che ha scritto questo guest-post per il blog. Per altri suggerimenti sulla casa, sull’ecologia domestica e sul risparmio energetico vi invito a visitare il loro sito.

Il movimento della gioia

I sostenitori del movimento dell’ecologia profonda sono sostenitori della gioia. La gioia è correlata all’ambiente e alla natura, la gioia è contagiosa, anche (e forse, soprattutto) in un momento di crisi ecologica.

“La miglior maniera di promuovere una buona causa è fornire un buon esempio: la gioia è contagiosa”.

Arne Næss afferma che la gioia è molto importante anche e soprattutto in questo momento di crisi ecologica. La miseria del mondo e l’eco-catastrofe non possono renderci tristi. Molti esempi del passato e del presente ci raccontano che è cosa molto comune scoprire che chi ha costantemente a che fare con la miseria estrema è molto più spesso allegro. Pensiamo a chi vive in stato di grave povertà, spesso nel Sud del mondo, e a chi si trova ad aiutare queste persone: quante volte, nelle interviste in televisione, abbiamo visto bambini e ragazzi senza cibo sorridere, anziani poveri col sorriso sulle labbra e volontari pieni di gioia?

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Molti bambini, tra i più poveri e miseri al mondo, mostrano una grande gioia

Uno dei filosofi che ha ispirato il movimento dell’ecologia profonda è Spinoza. Spinoza parla di laetitia, hilaritas, tintillatio, tre “gradazioni” diverse della gioia, tutte correlate tra loro perché il sistema è più della somma delle sue parti. Spinoza parla del tutto del corpo, del tutto della mente cosciente, del tutto dell’universo e della natura.

La gioia per tutti noi deriva anche dalla contemplazione dei nostri risultati, dalla creatività, dall’agire, dalla contemplazione della gioia al di fuori di noi.
Anche ai nostri giorni sappiamo che le persone sono scettiche verso chi dichiara valori a parole ma non li esprime con i propri stili di vita. Spesso la gente è passiva verso chi si occupa dei conflitti ambientali. Non abbiamo abbastanza autostima, dice Arne Næss. C’è però una piccola minoranza di persone che combatte con gioia anche per le persone più scettiche.

La gioia è collegata con la crescita sotto molti aspetti: perfezione, potenza, virtù, libertà, razionalità, azione. Potere non significa obbligare gli altri a fare qualcosa, non vuol dire che dobbiamo costringere nessuno a salvare il mondo (a meno che non sia contento di farlo).

“Essere felici non vuol dire sempre e solo divertirsi, ridere, rilassarsi, essere passivi.
Già secondo Spinoza, allegria era sinonimo di essere presenti, agire.”

“Ciò di cui siamo attualmente carenti, nella nostra era tecnologica, è il riposo in noi stessi”

La gioia può derivare dalla contemplazione di quello che siamo in grado di fare, dalla maggiore conoscenza delle cose più grandi di noi, dall’interazione attiva. Una conoscenza adeguata ha sempre un aspetto personale di gioia, perché indica una potenza della nostra personalità.

Le cose sono viste come frammenti della natura totale. Spinoza, al contrario di Freud, pone l’attenzione su quel che possiamo fare, anziché su ciò che non possiamo fare.

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La gioia deriva anche dalla contemplazione dei nostri risultati

Le premesse filosofiche dell’ambientalismo. Le basi dell’ambientalismo sono senz’altro la non-violenza, il rispetto reciproco, i sentimenti di identificazione. Ogni individuo umano maturo ammette un diritto universale all’auto-realizzaizone. Ognuno cerca un ordine sociale un ordine biosferico che favorisca la massima auto-realizzazione di ciascuno di noi.

“Il nostro ambiente vivente è fatto di ogni dettaglio variopinto, ricco di odore, sgradevole o bello, ed è pura follia cercare una cosa esistente che sia senza colore, odore o senza qualità”

Il movimento dell’ecologia profonda è un movimento di gioia: cosa ne pensate? Siete d’accordo?

*nota* I concetti raccontati in questo post sono tratti dal seguente libro: Arne Næss – Introduzione all’ecologia – traduzione e introduzione a cura di Luca Valera – Edizioni ETS.

Ecologia e risparmio con il Tetto Ventilato

Oggi curiosa di natura ospita il guest-post di Sara De Nardi che ci parla di come si può essere ecologici e risparmiare anche nelle nostre case con il tetto ventilato.

La Terra ci è stata solo data in prestito, per questo motivo dobbiamo cercare di tutelarla e di lasciarla al meglio alle generazioni future che saranno qui dopo di noi. Questo pensiero dovrebbe accompagnare anche la scelta relativa ad interventi di ristrutturazione e di rifacimento riferiti alla propria casa, e forse è proprio per questi motivi che in tanti stanno scegliendo di optare per un Tetto Ventilato negli ultimi anni.

Se, infatti, i Governi di tutto il mondo cercano di sensibilizzare la popolazione sugli importanti temi dell’ecologia e del risparmio energetico, è anche vero che passare all’azione diventa spesso difficile. Ma sono i piccoli gesti a poter fare davvero la differenza.

E se nel momento in cui si ci approcci a dei lavori che possono modificare la propria casa si desideri andare a coniugare questi diversi aspetti, il primo passo sarà già stato fatto.

Il Tetto Ventilato è, per questo, uno strumento in grado di toccare positivamente tali tematiche. Ma in quale modo?

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Ecologia e risparmio con il tetto ventilato

Innanzitutto, tale manufatto è in grado di ridurre notevolmente il dispendio energetico nell’ambiente domestico, e non solo. La ventilazione e l’isolamento termico che vengono garantiti dalla sua realizzazione daranno l’opportunità a chi abbia optato per la sua costituzione di risparmiare migliaia di euro ogni anno. In particolare, si stima che per una casa famigliare il risparmio possa raggiungere i 3 mila euro in un anno, tra bollette della luce e del riscaldamento.

Le conseguenze di questo risparmio sono evidenti anche da un punto di vista ambientale. Infatti, dovendo riscaldare meno la casa d’inverno, e raffreddarla poco d’estate, si disperderà un numero ridotto di sostanze inquinanti all’interno dell’ambiente. E se il riscaldamento globale, con tutte le conseguenze del caso, è provocato proprio dal nostro inquinamento, questo intervento non potrà che essere positivo per la Terra.

Inoltre, il rispetto dell’ambiente potrà essere assicurato anche nel momento stesso in cui ci si occupi di progettare e realizzare il Tetto Ventilato.

Come prima cosa, infatti, sarà possibile rivolgersi ad un architetto o un geometra in grado di provvedere alla realizzazione di un piano dei lavori ottimale, capace, cioè, di garantire il più possibile la riduzione dell’inquinamento. Dai materiali alla struttura, tutto potrà essere programmato tenendo a mente questi importanti elementi.

Inoltre, nel momento in cui si vada a realizzare il progetto stesso sarà possibile compiere un’ulteriore scelta consapevole. Si potranno ricercare aziende che forniscano materiali ecologici e che utilizzino sistemi non inquinanti per la costruzione del tetto.

Un esempio classico è la scelta relativa alla costruzione di un Tetto Ventilato in Legno: si potrà ricercare un fornitore che garantisca che il legname provenga da fonti certificate e che, quindi, non sia stato prelevato da aree a rischio per il disboscamento.

Ecco perché in quest’epoca in cui anche i più piccoli gesti possono davvero fare la differenza, è necessario cercare di capire se il Tetto Ventilato possa essere la soluzione ottimale per la propria casa.

E forse, pian piano, saranno sempre di più coloro che guarderanno alla copertura degli immobili come ad un simbolo di consapevolezza e tutela dell’ambiente.

Grazie a Sara De Nardi per questo guest-post. Vi invito a visitare il sito Tetti Ventilati per maggiori informazioni.