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Andrea Camilleri e gli animali: I tacchini non ringraziano

Ho letto molti libri di Andrea Camilleri, ho visto molte fiction con protagonista il Commissario Montalbano. Vorrei dedicare un post al maestro Camilleri, un post insolito che parla del suo amore per gli animali 

Andrea Camilleri e il commissario Salvo Montalbano

Sono una fan di Andrea Camilleri e del suo Commissario Salvo Montalbano. Ho letto diversi libri e visto e rivisto le fiction che hanno come protagonista il Commissariato di Vigata con Fazio, Catarella, Mimì Augello. Sarà che amo la Sicilia perché sono per metà siciliana e sogno la casa di Marinella in riva al mare, le calde giornate d’agosto, gli arancini di Adelina e i cannoli del dottor Pasquano.

I racconti e le fiction del Commissario più amato d’Italia mi riportano in un mondo che amo, a una vita più lenta e a misura d’uomo, con un clima mite e la vicinanza della natura e del mare. Le indagini sono sempre complicate e la scoperta del colpevole lunga e faticosa ma è così piacevole sentir parlare Montalbano con i suoi modi un po’ rudi, ma con un cuore grande. E così alcuni episodi li ho visti più di una volta e mi fa piacere rivederli.

Gli animali e Montalbano

Nella fiction televisiva, forse più conosciuta rispetto ai racconti, la fidanzata del commissario, Livia, adotta una cagnolina che chiama Selene. Montalbano non è molto favorevole alla nuova arrivata perché gli morde sempre i pantaloni. Ma, come accade a chi dice no all’inizio, diventa poi sempre più affettuoso e comprensivo verso l’animale. 

Ricordo di un episodio – Il senso del tatto – nel quale il protagonista è il bellissimo cane Orlando, un cane per non vedenti, nero dal pelo lungo e folto che Montalbano e Livia porteranno a Levanto per una breve vacanza e per indagare.

Nell’episodio Il cane di terracotta due coniugi vengono trovati morti in una caverna che contiene dei reperti archeologici, tra i quali un cane di terracotta.

Il cane sembra essere tra gli animali più presenti nelle storie di Andrea Camilleri. Ricordo un’episodio del Commissario Montalbano – Il gatto e il cardellino – nel quale si parla di un cardellino e di un gatto che una signora anziana affida alla vicina di casa per andare ad assistere il marito malato ricoverato nell’ospedale di un’altra città.

Andrea Camilleri è uno scrittore. Tornando alle sue pubblicazioni mi sono chiesta: come posso lasciare un mio omaggio ad Andrea Camilleri? Questo blog parla di animali, natura, ambiente. E lui stesso mi è venuto incontro scrivendo un piccolo libro testamento nel quale racconta del suo amore per gli animali e il suo rapporto con queste bellissime creature.

I tacchini non ringraziano è il libro scritto da Andrea Camilleri

proprio con l’intenzione di lasciare ai suoi nipoti e pronipoti una testimonianza del suo rapporto con gli animali. Come dice Camilleri, uno scrittore scrive per diverse ragioni e lui ha deciso di mettere su carta alcuni racconti della sua infanzia e della sua vita da adulto per testimoniare il suo amore per gli animali.

Itacchininonringraziano

Andrea Camilleri – I tacchini non ringraziano

Ha scritto questo libro in primo luogo “per testimoniare che ai miei tempi gli animali non erano ancora artificiali” visto che oggi sembrano esserci delle perplessità tra i bambini delle scuole. Alla domanda: un pollo ha più o cosce o più ali? Si entra nel panico. E il pesce-bastoncino, dove vive?

Dopo aver letto un articolo sulla rivista “New Scientist” nel 2006 che informava degli studi per costruire “apparecchiature in grado di raccogliere, amplificare e trasmetterci le emozioni e i pensieri degli animali”, strumenti che potrebbero essere in uso nel 2050, ecco che Camilleri ci lascia il suo punto di vista sul mondo degli animali:

“Se veramente un giorno riusciremo a sapere quale opinione hanno di noi gli animali, sono certo che non ci resterà da fare altro che sparire dalla faccia del pianeta, sconvolti dalla vergogna. Sempre che, tra cinquant’anni, gli uomini saranno ancora in grado di provare questo sentimento. Io, fortunatamente, non ci sarò. Ma vorrei che qualche mio pronipote consegnasse agli animali una copia di questo mio libretto…”

Grazie, Maestro Andrea Camilleri!

Vorrei semplicemente ringraziare Camilleri per tutti i libri che ha scritto. Grazie per i personaggio di Salvo Montalbano e tutti i suoi colleghi. Grazie dell’amore verso gli animali, cani, gatti e uccellini, sempre incontrati e adottati per strada. Grazie perché ha sempre saputo che sono loro a scegliere noi e non il contrario. 

Anche io, come lei, lo so che le cose stanno così ma con gli animali faccio finta di non saperlo, come lei suggerisce nei suoi racconti di vita vera:

“I cani, i gatti, gli uccelli che abbiamo avuto si sono sempre presentati spontaneamente a casa nostra e hanno quasi subito mostrato di volerci restare. Tutti noi siamo sempre stati convinti che, se un animale desidera essere ospitato per qualche ora o per tutta la vita, è giusto esaudire quel suo desiderio.

Anche perché sempre più mi vado convincendo che non siamo noi a scegliere un animale per compagno, ma è lui che sceglie noi e oltretutto fa in modo che ci si continui a cullare nell’illusione di aver agito di nostra libera iniziativa”

Andrea Camilleri e gli animali

Una riflessione per concludere

Grazie anche al Commissario Montalbano scrissi un racconto e vinsi la partecipazione al primo Perfect Day di Scuola Holden Torino nel 2010. In seguito a quell’evento è nato questo blog, un mio personale e continuo messaggio alle generazioni presenti e future sulla bellezza della natura, degli animali, delle piante, dei paesaggi di questo pianeta. 

Perché, come dice lei, dottor Camilleri, scriviamo blog, racconti, libri per lasciare un messaggio diverso, una testimonianza di amore verso il mondo della natura.

“… perché di me e di moltissimi altri come me gli animali possano avere un’opinione sia pure leggermente diversa”

Andrea Camilleri – I tacchini non ringraziano – disegni di Paolo Canevari – Salani Editore – pagine 196 – prezzo di copertina 15,90€

Blog in rete: Business Model Canvas con Fabiana Palù

Questo mese inizia per me un nuovo progetto, un percorso che farò insieme ad un piccolo gruppo di blogger. Si chiama Blog in rete de LeROSA, progetto di SeoSpirito Società Benefit srl, in collaborazione con &Love e Scoprirecosebelle. Un percorso di studio, apprendimento e azione che prevede un video incontro al mese riguardante argomenti fondamentali per chi ha un blog e tanta esercitazione pratica.

In questo post ti racconterò del primo incontro con Fabiana Palù che ci ha fatto conoscere il Business Model Canvas, uno strumento fondamentale per avere una visione d’insieme del proprio business, una base sulla quale impostare il proprio blog. 

Ogni mese ti racconterò le varie fasi del progetto, le mie impressioni, i progressi e le difficoltà che ho incontrato. Ti parlerò del percorso che stiamo facendo insieme, noi blogger partecipanti a Blog in rete e i tutor che terranno i laboratori. Presenterò i tutor che ci accompagneranno, il loro lavoro, gli argomenti trattati per questo percorso. Sarà un post insolito per il blog, un modo per parlare di argomenti utili a tutti i blogger.

Spero che questi post saranno comunque di tuo interesse, in particolare se anche tu hai già un blog o pensi di aprirne uno. Ti invito a leggerli comunque anche perché ci sarà sempre una sorpresa che riguarda la natura, gli animali, le piante.

Blog in rete: Business Model Canvas con Fabiana Palù

Blog in rete: Business Model Canvas con Fabiana Palù

Blog in rete: primo incontro

Il percorso di Blog in rete prevede due modalità di partecipazione: la presenza in aula oppure l’invio del video. Ho scelto di seguire il percorso online e ogni mese attenderò con grande trepidazione che mi arrivi il video della giornata. Soprattutto per questo primo incontro non vedevo l’ora di conoscere le altre blogger, Fabiana Palù, la prima tutor che incontrerò in questo progetto, e Giulia Bezzi ideatrice del progetto stesso tramite LeROSA e SeoSpirito. 

Quando è arrivato il video ho scoperto tante donne piene di energia e di entusiasmo, una carica che è arrivata fino a me attraverso il filmato, un gruppo speciale che mi sta incoraggiando a fare con altrettanta voglia e passione.

Sei curioso di conoscerle anche tu? Ecco il video con gli highlights della giornata girato dal nostro media partner Puffin Media House:

L’argomento dei primi due incontri è bello tosto: il Business Model Canvas. È uno strumento che permette di avere in un unico grande schema una visione completa e generale del proprio business. Questa prima giornata si è svolta con la modalità di un laboratorio nel quale ognuna di noi ha riempito le varie caselle del modello scrivendo parole e concetti chiave su foglietti colorati.

Idee, progetti, valori, temi per me davvero insoliti che mi hanno costretto a ragionare sul blog e su quello che potrebbe darmi. Seguendo a distanza, sto ancora completando il mio modello, anche perché si tratta di una mappa sempre in divenire, da tenere sottomano durante l’intero percorso. Devo dire che per me non è facile programmare, focalizzare le idee sul business e sui clienti. Dovrò impegnarmi molto, inquadrare le mie idee, pensare alle mie risorse, riflettere sul mio personale poster del Business Model Canvas. Le altre partecipanti, invece, le ho viste molto spigliate, con le idee già molto chiare sui propri progetti, con nuovi sogni nella testa e nuove parole scritte su foglietti colorati. Vedere loro mi spinge a impegnarmi, a darmi da fare ancora di più.

Chi è Fabiana Palù?

La prima tutor del percorso Blog in rete si chiama Fabiana Palù. Ha lavorato in azienda nel settore delle risorse umane per molti anni, poi ha deciso di crearsi un proprio spazio professionale partendo dal coaching, aiutando le persone nei cambiamenti a livello personale e lavorativo. È un consulente organizzativo per aziende e team sui temi del benessere e dell’innovazione, come si legge sul suo profilo LinkedIn:

“Realizzo progetti di Welfare Aziendale che supportino il benessere organizzativo e processi flessibili per il work-life balance. Supporto le Aziende nell’adozione di processi di Lavoro Agile (Certified Agile People Coach). Sono Coach ACC certificato da ICF e Consulente accreditato Family Audit.”

Per Blog in rete ci ha introdotto lo strumento del Business Model Canvas. Per me – che l’ho vista in video da casa – ho amato il suo vestire colorato, di blu, di giallo, di rosso con bellissimi fiori e accessori. Ho apprezzato molto anche tutto il set di pennarelli, pastelli, foglietti che ha portato con sé, vivaci e colorati come lei. Mi piace molto lavorare con i colori, anche solo per scrivere e fare schemi. Un primo passo del laboratorio è stato quello di disegnare una nostra vision del blog e qui ho inserito nel mio schema piccoli disegni, punti, simboli molto colorati.

Questa è la presentazione ufficiale della nostra tutor. Ma siccome la natura è una mia fissa, ho deciso di fare qui un piccolo gioco del “se fosse” con le mie personali impressioni sui tutor, quello che sento di loro dopo aver visto il video da casa.

Se fosse un animale, Fabiana la vedo come una via di mezzo tra una farfalla leggera e colorata e un’ape attenta e operosa per quel suo amore per i colori, per il gesticolare con le mani e il modo in cui le muove per scrivere sui fogli della lavagna. Se fosse un fiore, sarebbe un giallo girasole, per quel suo grande sorriso, per la forma del suo viso e per il colore dei capelli.

Cos’è il Business Model Canvas?

Il Business Model Canvas è uno schema, un modello, che permette di avere una visione completa del proprio business in un’unica pagina. 

Questo modello è interessante perché ci permette di:

  • descrivere il business
  • visualizzare il business
  • valutare il business
  • cambiare il modello

Non si tratta di uno schema fisso, ma di un foglio da variare di settimana in settimana, di mese in mese. Correzioni da fare in base alle nuove idee, alle esigenze, agli errori e ai risultati ottenuti. Devo dire che è la prima volta che mi confronto con questo modello e vorrei spiegarti un po’ com’è fatto e quel che ho capito da non esperta.

Il poster è composto da nove caselle, ciascuna con un titolo, da compilare e riempire in un determinato ordine. Può essere scaricato gratuitamente online da questo link. Ti invito, se non lo conosci, a provare a compilarlo e a soffermarti a riflettere sul tuo lavoro.

Per prima cosa si focalizza l’attenzione sulla casella “segmenti di clientela” partendo da alcune domande base alle quali rispondere: chi è il mio cliente? Quali sono i suoi bisogni? Come posso aiutarlo a risolvere alcuni dei suoi problemi? E già questa prima domanda è molto complicata per chi è solo all’inizio del proprio business o per chi vorrebbe intraprendere nuove strade. 

Il secondo box ha per titolo “proposte di valore” e invita a riflettere sui propri valori, argomento abbastanza difficile da affrontare per chi non ci è abituato. I valori possono essere di diversi tipi: il valore venduto, quello aggiunto e quello distintivo. È stato utile per me pormi tutte queste domande e creare qualche risposta per poi affrontare il tema di quali sono i benefici che offro al cliente.

Nel terzo riquadro occorre inserire le “attività chiave” i prodotti e/o servizi che vengono offerti al cliente. Nel mio caso mi sono concentrata su un paio di voci che intendo sviluppare nel corso del Blog in rete.

La quarta sezione ci parla delle “risorse chiave”. Questa volta il nostro lavoro di compilazione è stato fatto suddividendo le risorse in quattro diverse categorie: risorse materiali, risorse personali, risorse sociali e risorse emotive.

A questo punto siamo arrivati a circa metà del poster del Business Model Canvas.

Nella quinta casella si affrontano le domande sulle “relazioni con i clienti”: siano essi clienti attuali o futuri, ci chiediamo in quale modo noi ci relazioniamo con i nostri clienti, qual è il nostro stile personale nel trattare con loro.

Nel sesto box la nostra attenzione è rivolta ai “partner chiave”, coloro che ci aiutano a realizzare e migliorare un progetto, ci danno visibilità, ci fanno conoscere al pubblico e a nuovi potenziali clienti o lettori.

Nel settimo riquadro scriveremo i nostri “canali” attraverso i quali possiamo incontrare i clienti: fiere di settore, eventi, web.

Nell’ottava sezione passiamo all’argomento dei “flussi di ricavi” cercando di capire per quali valori i clienti mi pagano – e questa riflessione tornerà utile nel momento in cui dovremmo proporre il prezzo per un nostro prodotto o servizio – cosa non sempre facile da valutare. Infine, nell’ultimo box, scriveremo la “struttura dei costi” pensando sia ai costi fissi che a quelli variabili che reggono ogni business.

Come vi sembra? Siete riusciti a compilare il vostro Business Model Canvas? Per ogni dubbio, vi invito a rivolgervi direttamente a Fabiana Palù.

Questo articolo fa parte di “Bloginrete” de LeROSA, progetto di SeoSpirito Società Benefit srl, in collaborazione con &Love e Scoprirecosebelle, che ha come obiettivo primario ascoltare le donne, collaborare con tutti coloro che voglio rendere concrete le molteplici iniziative proposte e sorridere dei risultati ottenuti. È un progetto PER le donne, ma non precluso agli uomini, è aperto a chiunque voglia contribuire al benessere femminile e alla valorizzazione del territorio, in cui vivere meglio sotto tutti i punti di vista.

Animali domestici: diverse forme di abbandono

L’abbandono degli animali domestici è un problema ancora irrisolto nonostante le numerose campagne di sensibilizzazione. Quando pensiamo all’abbandono, subito ci viene in mente la situazione più comune, quella delle vacanze estive o natalizie quando una famiglia si ritrova a chiedersi: dove lascio il cane o il gatto? 

Queste situazioni derivano spesso dall’adozione inconsapevole o da un regalo non richiesto. Gli animali non sono dei giocattoli e vanno adottati con responsabilità

Visitando la fiera Pets in The City mi sono resa conto che esistono molte altre forme di abbandono, quelle che si conoscono meno, più difficili da individuare, forse perché più inconsce. Sono altrettanto importanti e vanno affrontate e risolte nel modo migliore. Pensiamo, ad esempio, alla nascita di un figlio, a un trasloco, all’arrivo in casa di un altro animale o alla malattia e alla perdita di uno dei componenti della famiglia.

Incuriosita da queste domande mi sono fermata a parlare con alcuni espositori: il loro prodotto o servizio mi è sembrato interessante e innovativo e rispondente a questi bisogni che tutti potremmo incontrare nella nostra vita.

Il Condomicio: come risolvere il problema delle vacanze in una struttura a misura di gatto

Finora sono stata fortunata con i miei gatti perché non ho mai avuto bisogno di lasciarli ad estranei. Ma non tutti hanno la possibilità di poter affidare il proprio gatto a delle persone amiche e conosciute. Penso ad un breve problema di salute o alla necessità di assistere a delle persone malate: ecco che pensiamo a come fare con il nostro cane o gatto. Lasciarlo in una pensione per animali, seppure moderna e attrezzata, è una decisione sempre difficile da prendere.

A Pets in The City ho visitato lo stand che riproduce la struttura del Condomicio e mi è piaciuto molto il loro approccio e la cura verso i nostri quattrozampe.

ilCondomicio

ilCondomicio

Il Condomicio è una struttura in provincia di Milano, un punto di riferimento specializzato per ospitare gatti per brevi o lunghi periodi. Quando il micio arriva, trova a disposizione la sua piccola casetta – con cibo, acqua, lettiera, giochi e cuscini – e da lì può osservare in tranquillità lo spazio esterno e gli altri gatti ospiti della struttura, liberi nello spazio comune. Quando si sente pronto, il micio uscirà e entrerà a far parte della comunità. Il personale è sempre presente per ogni eventuale problema, così come le telecamere che permettono un totale controllo dell’area e degli animali. C’è la possibilità di ricevere foto e filmati del nostro micio, insieme alle notizie dallo staff e dagli esperti: così potremmo stare tranquilli durante la nostra assenza.

Nel Condomicio si trovano diverse aree: l’area svago, piena di giochi e tiragraffi, l’area relax, con cucce, tappeti, luci e aromi rilassanti, l’area ristorante, con cibo e acqua, l’area toilette, una zona tranquilla e riservata per i bisognini e l’area notte per trascorrere ore di sonno in compagnia degli altri mici del Condomicio.

Un’idea interessante e innovativa, una struttura ecologica e a misura di gatto. Per tutte le info ti rimando al sito Il Condomicio

Popimù: come presentare il bebè in arrivo al cane o al gatto di casa 

Non avevo mai pensato troppo a questa eventualità. Eppure ho sentito parlare di coppie che, all’arrivo di un bebè, decidono di lasciare temporaneamente il proprio cane o gatto a un parente o a un amico. Il nostro quattro zampe vive questa situazione come un vero abbandono inspiegabile. Per sensibilizzare a questo problema esiste online la campagna #AncheQuestoèUnAbbandono e presso lo stand di Popimù ho trovato una soluzione, bella, ecologica e utile da provare quando arriva un neonato in famiglia. 

Popimù - la copertina dell'amicizia

Popimù – la copertina dell’amicizia

È una copertina dell’amicizia, morbida, in cotone organico al 100%. Può essere anche una bella idea regalo per i neo genitori. La mamma metterà la copertina nella borsa che prepara per l’ospedale per quando sarà ora di partorire. Quando il piccolo sarà nato, la mamma lo accarezzerà con la copertina che si impregnerà dell’odore del nuovo arrivato in famiglia. Il papà, il giorno stesso del parto, porterà a casa la copertina Popimù e la farà subito annusare al cane o al gatto di casa. 

Sappiamo che, ancor più della vista, i cani e i gatti riconoscono le persone e gli oggetti attraverso l’olfatto. Gli animali sentono che l’odore della donna in gravidanza è diverso da quello che aveva prima ma non sanno del nuovo arrivo perché non ne percepiscono ancora l’odore. Per questo è molto importante far conoscere il neonato al cane o al gatto, attraverso il suo odore caratteristico, prima che il bebè arrivi in casa. In questo modo il nostro compagno a quattro zampe prenderà confidenza col neonato e quando lo vedrà arrivare a casa lo riconoscerà dal suo odore come membro della famiglia. I genitori, il piccolo e gli animali saranno tutti più tranquilli e rilassati.

Una bella idea dal punto di vista ecologico e affettivo, un nuovo modo per comunicare l’arrivo di un bimbo o di una bimba ai nostri cani e gatti di casa ed evitare traumi e stress a noi e a loro. Trovi tutte le informazioni nel sito Popimù

Gattastrofe: col gatto teppista chiama il professionista

Non solo noi esseri umani ma anche gli animali possono avere bisogno di un educatore o di un supporto psicologico. Spesso i gatti ci comunicano un problema cambiando il loro comportamento. Possono sporcare fuori dalla lettiera, essere troppo aggressivi, saltare come impazziti o al contrario diventare timidi e troppo tranquilli. Oppure possono aver subito seri traumi e non essere più lo stesso gatto di prima.

Di questi e altri problemi ho parlato con Chiara, Gattastrofe esperta di comportamento dei gatti. Presso il suo stand in fiera si è resa disponibile per una chiacchierata preliminare di venti minuti per dare a noi interessati un’idea del problema e delle possibili soluzioni. Non entro troppo nel mio caso particolare, ma mi sono sentita molto meglio, più rilassata. Ho capito che le intuizioni che avevo sono vere e che ci serve fare un percorso insieme, io e la mia micia. Ci sono molti casi di abbandono che possono traumatizzare i nostri gatti, anche solo l’assenza per un breve periodo o il cambiamento di casa, di orari o stili di vita. Se pensi di avere un problema anche tu con il tuo gatto, ecco il sito Gattastrofe con tutte le informazioni necessarie.

Spero che le informazioni contenute in questo post ti siano utili. Ti invito a riflettere sui diversi tipi di abbandono – anche quelli più inconsci e a noi nascosti – ma importanti per gatti e cani tanto da farli ammalare e cambiare i loro comportamenti. 

Ti piaciuto il mio post? Sei un’associazione, un privato, un’azienda che lavora nel settore natura, animali, ecologia? Contattami per una possibile collaborazione

Dalla Milano Pet Week a Pets in The City

Quest’anno Milano ha voluto dedicare una settimana e una fiera ai nostri amici animali a quattro zampe. Vi racconto la mia esperienza in giro per la città e a Pet in The City

Mi è piaciuta molto questa iniziativa della città di Milano: dedicare ai nostri amici quattrozampe un’intera settimana di eventi e una fiera proprio in occasione del 4 ottobre, Giornata Mondiale degli Animali.

È stata una settimana ricca di eventi per i proprietari di cani milanesi, fatta di corse insieme in vari parchi della città e di incontri con gli esperti cinofili. Ho visto le bellissime foto dei partecipanti e dello staff della Milano Pet Week e mi è dispiaciuto davvero non avere un cane da portare con me a questi incontri – ho una gatta abituata a stare a casa.

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Milano Pet Week. Le installazioni di Cracking Art per incoraggiare le adozioni di animali dai rifugi ENPA

Da quando ho letto di questa fiera – Pets in The City – la scorsa estate, non vedevo l’ora di andare a curiosare tra le novità per i nostri cani e gatti, compagni di vita e di avventure. E mi sono molto divertita, scoprendo anche cose nuove e interessanti.

Pets in The City è stato dedicato ampio spazio alle case produttrici di alimenti per cani e gatti, ai prodotti vegetariani e vegani anche per loro e all’alimentazione casalinga sul tipo della dieta Barf che sta catturando l’attenzione di molti proprietari di animali, il tutto racchiuso nell’ampia Area Pet Food. 

L’attenzione per la dieta di cani e gatti è ormai pari a quella per i prodotti umani: evitare additivi, conservanti e altri prodotti chimici, scegliere prodotti sani, naturali, provenienti da coltivazioni biologiche e tipi di cotture adeguate è la strada che le aziende del pet food stanno percorrendo.

Molto ampia anche l’Area Care & Vet nella quale ho trovato tanti prodotti per la cura dei nostri animali, dagli antipulci naturali, ai fiori di Bach, alle sostanze da diffondere nella casa e nel trasportino per tranquillizzare cani e gatti. 

Le assicurazioni per gli animali domestici sono un settore abbastanza nuovo ma che si sta fortemente sviluppando, sia per quanto riguarda i danni che cani e gatti possono provocare ad altre persone, ma soprattutto nell’area delle assicurazioni veterinarie per poter garantire sempre le cure più adeguate.

Molto carina e davvero alla moda l’Area Pet Fashion con tutti gli accessori per loro. Guinzagli, cappottini, collari, ciotole, cucce e trasportino uno più bello dell’altro. Anche in questo settore ho notato molta più attenzione all’ambiente rispetto al passato con l’utilizzo di plastica riciclata e di materiali atossici, naturali e biodegradabili.

Area Pet Fashion a Pets in The City

Area Pet Fashion a Pets in The City

La Pet Pool e la Pet Arena. Mi sono rilassata, divertita ed emozionata nelle zona dedicata alla piscina per i cani. Con la presenza degli istruttori qualificati, i proprietari invitavano i loro cani a tuffarsi e a farsi una nuotata, lanciando loro bellissimi bastoncini e giochi a forma di orma.

I cani sono proprio come noi riguardo al rapporto con l’acqua: c’è chi si tuffa subito, nuota e non vorrebbe più uscire, chi mette una zampa per sentire com’è l’acqua e poi si butta, ma con molta calma, e chi proprio non ne vuole sapere di scendere in acqua e lentamente cerca di tornare sui propri passi verso le scalette

Nella Pet Arena ho seguito la dimostrazione della Polizia Locale Cinofila per la ricerca di sostanze stupefacenti: gli istruttori hanno messo in evidenza la capacità dei cani di distinguere e scegliere tra vari oggetti quelli con un odore specifico. Molto bella anche l’esibizione del Campione del Mondo di Disc Dog, Adrian Stoica, con i suoi quattro zampe.

La Biosfera e la Cat House hanno catturato l’attenzione dei visitatori. 

Una grande struttura a forma di cupola ha ospitato la ricostruzione del clima e delle piante presenti nella foresta tropicale: tra ficus, filodendri e liane abbiamo incontrato pappagalli calopsitta e roseicollis. 

Exotic Experience: la Biosfera

Exotic Experience: la Biosfera

La Cat House ha ospitato mamma gatta con i suoi cuccioli e ha proposto un esempio di casa a misura di gatto, con ciotole, lettiera, percorsi aerei, cucce e tiragraffi su misura per loro. Il tutto costruibile partendo da comuni mobili componibili, divani, tappeti e oggetti già presenti nelle nostre case.

Cat House

Cat House

Le Associazioni per la protezione degli animali non potevano mancare in questa fiera. Conosco molte di loro, quelle che operano a Milano per l’adozione di gatti e cani, quelli salvati da corse in Spagna o in Irlanda, o in Romania. È stato bello rivedere visi conosciuti e incontrare organizzazioni che seguo online. 

Spero che questa fiera, insieme alla Milano Pet Week, entri a far parte degli eventi annuali organizzati dalla città. Ho visto molte famiglie con i loro cani partecipare, chiedere, informarsi e divertirsi. Spero che ci siano sempre più aiuti per le associazioni che soccorrono e curano gli animali e che molte persone decidano di adottare uno dei tanti cani e gatti ancora in attesa in queste strutture.

In uno dei prossimi post vorrei parlarvi dell’abbandono. Un aspetto che mi ha fatto molto riflettere durante la mia visita. Perché ci sono diversi tipi di abbandono nei confronti degli animali, non solo quello che conosciamo maggiormente, d’estate, in autostrada. Ci sono forme di abbandono, anche inconsapevoli, che possiamo prevedere ed evitare o curare.

Seguite i prossimi post per saperne di più. Vi aspetto.

E voi, avete partecipato agli eventi della Milano Pet Week? Siete stati a Pets in The City? Raccontatemi le vostre esperienze nei commenti :-) 

Di galli e galline, upupe, civette e altri animali

Le opere dell’artista Toni Zuccheri, appassionato di natura e materiali, esposte alla Casa Museo Bagatti Valsecchi e raccontate dalla Lipu – Sezione Milano per avvicinarci alla natura e agli animali.

Dal 5 giugno, fino al 13 ottobre 2019, presso la Casa Museo Bagatti Valsecchi nel centro di Milano sono esposte le opere dell’artigiano Toni Zuccheri che raccontano l’amore per il mondo della natura e degli uccelli in particolare. Ho partecipato ad un’interessante doppia visita guidata: da un lato, le opere d’arte esposte nella casa, dall’altro il mondo meraviglioso della natura e degli uccelli.

La Casa Museo Bagatti Valsecchi è aperta al pubblico dal 1994. Alla fine dell’Ottocento i fratelli Bagatti Valsecchi, Fausto e Giuseppe, decisero di ristrutturarla e di farne la loro abitazione. Al piano terra c’erano la scuderia, la selleria, le cucine e ai piani superiori i loro appartamenti con con i Saloni – delle Armi e della Cupola – e le sale da bagno e da pranzo. Una casa bellissima, da visitare, ricca di elementi artistici, che ci riporta indietro nel tempo, in una Milano al centro del Rinascimento.

Il maestro Toni Zuccheri e la mostra Di galli e galline, upupe, civette e altri animaliNelle sale della casa sono ospitate le creazioni del maestro Toni Zuccheri. Artista, architetto, designer lui si definiva “artigiano” del vetro. Nato in Friuli, si trasferì a Venezia dove incontrò questo bellissimo materiale lavorando per diverse vetrerie. Il padre era pittore specializzato in animali e la sua vita da giovane in campagna e poi sulle rive della laguna veneziana ha fatto sì che Zuccheri si appassionasse alla natura e in particolare al mondo degli uccelli: nel 1964 realizza il suo primo Bestiario e dal 1964 al 2008, anno della sua scomparsa, numerose sculture esposte ora al Bagatti Valsecchi

La natura e i materiali. Ho amato da subito questo artista così attento alla riproduzione del mondo animale. Gli uccelli di campagna e di laguna si possono ammirare nelle sue bellissime opere nelle quali il vetro è l’elemento principale. Ma non solo, Zuccheri ama sperimentare e utilizzare materiali diversi, quali gesso, fil di ferro, bronzo, conchiglie e materiali di recupero e di riciclo che si fondono insieme per rappresentare ogni singola specie.

Il percorso al Museo mi ha ispirato un racconto suddiviso per elementi naturali collegati agli animali. 

L’elemento terra: galli, galline e gazze. Galli e galline sono molto rappresentati da Zuccheri. Nella voliera finale, bellissimo il Gallo testa nera e il Gallo Pannocchia, realizzato con bronzo, vetro, cera, gesso e foglie vere di pannocchia. 

Gallo Fantastico_Toni Zuccheri

I galli hanno colori vivaci, come molti uccelli, utilizzati per comunicare insieme al canto. Gli uccelli vedono i colori in modo diverso da noi: si vedono molto più colorati – sarebbe bello poter sperimentare la loro visione.

Le gazze sono corvidi di campagna, chiamate spesso ladre perché i maschi raccolgono piccoli sassolini e oggetti colorati da donare alle femmine nel periodo del corteggiamento. Sono animali di campagna che si avvicinano sempre più alle città, per cercare cibo tra i nostri rifiuti e per il clima più mite.

L’elemento aria: pappagalli e upupe. Anche i pappagalli sono molto rappresentati nelle opere di Zuccheri. Sono di origine tropicale, diffusi anche da noi come animali da compagnia. Si sa che i pappagalli amano imparare e ripetere delle parole che usano poi, in natura, per corteggiare le femmine. 

Le femmine degli uccelli amano il piumaggio colorato, gli uccelli dal corpo sano e forte, in grado di cantare bene o di stupirle con strani suoni dagli accenti particolari – quelli che noi chiamiamo parole.

Pappagallo_Toni Zuccheri_ Credits Francesco Allegretto

Pappagallo_Toni Zuccheri_ Credits Francesco Allegretto

Le upupe sono bellissimi animali di campagna, purtroppo in declino. Sono migratori, arrivano dall’Africa in primavera per nidificare. Il loro becco, un po’ ricurvo, serve per scavare e cercare grilli talpa, uno dei loro cibi preferiti. Purtroppo l’agricoltura è cambiata – come ci hanno detto gli amici della Lipu – e l’uso di fitofarmaci, erbicidi, diserbanti sta uccidendo anche le upupe che, tra l’altro, non trovano più i muretti a secco utilizzati per nidificare.

Upupetta rosa_Toni Zuccheri_ Credits Francesco Allegretto

L’elemento acqua: i cavalieri d’Italia e i martin pescatore. Nella bellissima vasca da bagno – tra l’altro dotata anche di doccia – della Casa Museo sono stati collocati gli uccelli acquatici: i cavalieri d’Italia. Sono comuni nella laguna di Venezia, hanno zampe lunghe e rosse e un becco adatto a cercare nel fango piccole conchiglie e vermi di cui si nutrono. Più che in altri uccelli, in questa specie si vede proprio come ogni individuo è diverso dall’altro per il colore, la forma, le dimensioni.

Cavaliere d’Italia_Toni Zuccheri_ Credits Francesco Allegretto

Cavaliere d’Italia_Toni Zuccheri_ Credits Francesco Allegretto

Il martin pescatore è un piccolo uccellino dai bellissimi colori. Una specie che vive vicino all’acqua, caccia d’agguato, si tuffa per catturare la preda che consuma poi posandosi su di un ramo.  

I rapaci, l’albero della vita e le voliere. La mostra è davvero bella e interessante e il racconto della vita e delle abitudini degli uccelli mi ha catturato – tanto che non finirei più di palarne.

Meraviglioso è anche l’albero della vita con i suoi rami intrecciati e gli uccelli in vetro appollaiati sopra. Una zona delle voliere è dedicata anche ai rapaci: gufi e civette sono simbolo del buon augurio, di saggezza e conoscenza. Nelle voliere possiamo ammirare numerose opere di Toni Zuccheri e altre specie di uccelli comuni in Italia: anatra, pendolino, beccaccia, trampoliere, cocal, beccaccino.

Molti animali e molti ambienti sono minacciati. Lipu ci ricorda che stiamo perdendo molte specie di uccelli: allodole e cutrettole potrebbero essere sconosciute alle nuove generazioni. Aiutiamo questi bellissimi uccelli a non scomparire e a trovare le loro aree di nidificazione.

Grazie a queste bellissime opere del maestro Zuccheri e al Museo Bagatti Valsecchi possiamo tornare ad avvicinarci al mondo della natura.

Si parla di plastica al Milano Green Forum

Per la prima volta a Milano si è svolto il Milano Green Forum, incontro dedicato al tema dell’ambiente. Ho partecipato alla prima giornata di discussione sul tema del momento: la plastica

Dal 12 al 14 settembre presso il MiCo, Centro Milano Congressi, si è svolta la prima edizione del Milano Green Forum, “laboratorio culturale dedicato a tematiche di attualità che spaziano dall’economia circolare, al design, alle risorse energetiche, passando per la comunicazione e le nuove possibilità di green job”.

Un nuovo incontro interessante che pone al centro l’ambiente perché l’interesse per i temi ambientali riguarda ogni aspetto della vita quotidiana. Milano, città polo d’innovazione, ricca di idee nel settore della sostenibilità e dell’attenzione per il mondo green, ha ospitato il Green Forum che tornerà tra un anno sempre più ricco di relatori e partecipanti.

Milano Green Forum 2019

Milano Green Forum 2019

Plastic Strategy era il titolo degli incontri dedicati al tema green più attuale e più inquietante: la plastica. Qualche estate fa, leggendo il libro Come è profondo il mare mi sono resa conto che questo problema sarebbe stato centrale in questi anni e purtroppo è andata proprio così. 

Alla plastica nei mari ho dedicato diversi post, tratti dalla lettura del libro, ancora attuali e interessanti: 

Un mare di plastica 

Scarpe colorate e paperelle gialle 

Come sta il nostro Mar Mediterraneo?

La natura ha orrore del vuoto

Il caso del mercurio

Tritolo e simili

Il mare e la nostra dieta

 I due volti della plastica. Ascoltando gli esperti al Milano Green Forum, i professori, chi lavora in settori che hanno a che fare con il riciclo della plastica e la produzione di prodotti riciclati ho pensato che la plastica ha davvero due volti.

Da un lato sappiamo che la plastica è un derivato del petrolio e il petrolio è una risorsa non rinnovabile, destinata ad esaurirsi nel tempo. Il petrolio è anche un prodotto non-neutro dato che causa numerosi problemi e conflitti in corso in diverse aree del mondo.

Tra l’altro ci sono ancora molti dubbi sull’uso della plastica perché gli studi scientifici e medici sono ancora tutti in divenire e non sanno ancora dirci con precisione quali danni possono provocare le plastica e le microplastiche sulla salute dell’uomo.

D’altra parte il riciclo dei rifiuti in plastica e la produzione di nuovi prodotti da questo materiale riciclato è un settore che dà molto lavoro in Italia e i nostri impianti sono ai primi posti in Europa per qualità.

La plastica monouso è un tema che ha coinvolto molti partecipanti. L’uso di queste plastiche è vietato – o sta per esserlo – per legge. Cannucce, bicchieri, piatti, stoviglie di bar, ristoranti, mense verranno sostituiti con nuovi prodotti nati da bioplastiche, plastiche che hanno origine da scarti vegetali, che sono quindi più naturali e si possono compostare facilmente nella frazione umida. 

Il Comune di Milano sta lavorando molto con gli esercenti per indirizzarli verso questo tipo di prodotti. Nelle scuole elementari milanesi sono state già distribuite borracce ecologiche per incoraggiare all’uso dell’acqua del rubinetto ed evitare di acquistare bottiglie in plastica.

Due diverse tecniche di riciclo. Al Milano Green Forum si è parlato molto di impianti di riciclo della plastica. Attualmente il riciclo avviene soprattutto in modo meccanico, cioè gli impianti separano meccanicamente le plastiche che possono essere riutilizzate dagli altri prodotti. Queste plastiche sono trasformate in granuli che poi verranno lavorati. Il riciclo chimico prevede invece di rompere i legami chimici della plastica per ottenere dei polimeri da riformare e sembra che nel futuro sarà preferibile questo tipo di lavorazione.

Milano Green Forum 2019

Milano Green Forum 2019

Il futuro della plastica. La plastica scomparirà dal nostro pianeta? No, non è possibile perché il suo impiego è necessario in molti campi. Però è possibile utilizzarla solo quando serve effettivamente e non ci sono altre valide alternative e riciclarla correttamente, in modo che possa dare origine ad altri nuovi oggetti. 

Alcuni numeri che sono stati dati durante il Green Forum:

arrivare nel 2040 ad avere il 70% del riciclo degli imballaggi

arrivare nel 2040 a riciclare il 50% di tutti i rifiuti

Con la plastica riciclata si possono creare molti nuovi prodotti, anche per l’utilizzo alimentare. Occorre progettare bene i nuovi oggetti in modo che siano fatti da un unico componente – ad esempio solo plastica, o solo vetro: così sarà più semplice riciclarli e la raccolta differenziata sarà più produttiva. 

Appuntamento al Milano Green Forum del 2020. Intanto facciamo molta attenzione ad utilizzare poca plastica e a smaltirla correttamente.