curiosa di natura

Marzio Tamer, pittore per natura

Negli ultimi giorni di dicembre ho visitato la bellissima mostra di Marzio Tamer “Pittore per natura” al Museo di Storia Naturale di Milano aperta ancora per pochi giorni: vi consiglio di visitarla!

Mi spiace non aver saputo prima di questa mostra e di potervela raccontare solo a pochi giorni dalla chiusura. Se siete a Milano, a passeggio in centro, vi consiglio di fare un giro al Museo di Storia Naturale e di visitare, oltre al museo stesso, la bellissima mostra dell’artista Marzio Tamer “Pittore per natura”.

Pittore per natura. Con questo titolo, una curiosa di natura come me non poteva certo farsela scappare. La mostra è piccola ma molto interessante. Si suddivide in tre sezioni: i lupi, gli animali, i paesaggi.

Nell’ingresso che precede la mostra, fermatevi a guardare i video nei quali l’autore racconta (sempre col suo fedele cane al proprio fianco) di come abbia iniziato a dipingere paesaggi e animali e di quali scelte abbia fatto. Una di queste, ad esempio, è stata quella di passare dalla tempera ad acrilico a quella col tuorlo d’uovo, tecnica che, onestamente, non conoscevo.

I lupi. La parte iniziale della mostra mi ha subito colpito. Non avrebbe potuto essere diversamente. Il lupo è uno dei miei animali guida e scoprire che anche questo artista ha una grande passione, o meglio “una vera ossessione”, per i lupi mi ha dato molta gioia.
All’inizio sono rimasta un po’ perplessa nel vedere i lupi su uno sfondo marrone o grigio, senza paesaggio. Mi sono chiesta: dov’è il paesaggio? Gli alberi? La natura? Dove vive questo lupo? Ma poi mi sono avvicinata al quadro e ho capito.

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Marzio Tamer, Tre lupi, 1999
tempera all’uovo su tavola, cm 41 x 70
© Marzio Tamer, Courtesy Salamon&C. Milano

“Il suo primo lupo è del 1994, e ognuno viene accolto con entusiasmo. Ma non è il successo che spinge Marzio a riprendere il tema con regolarità. Ogni volta o quasi superandosi nel cogliere la maestà, l’intelligenza e il mistero dello straordinario animale”

I lupi ci parlano con i loro sguardi che ci invitano a riflettere: siamo fratelli, siamo esseri animali che vivono fianco a fianco su questo Pianeta. I lupi ci parlano con le loro pose: sdraiati, quasi morti, a dirci di avere più rispetto per delle creature così belle oppure attenti, in piedi, a fare la guardia per sé e per il branco o ancora distesi con gli occhi semi chiusi, ma senza perdere mai il contatto con tutto quello che li circonda.

Prima di passare alla sezione successiva, sedetevi per qualche minuto a vedere il cortometraggio girato da Gabriele Salvatores per il progetto Almo Nature: The Promise, racconta la promessa di amicizia e fedeltà fatta dall’uomo con il cane e ci invita a riflettere sul rapporto uomo-natura.

Gli animali. Anche gli altri animali sono dipinti su uno sfondo colorato, senza paesaggio attorno. Anche loro ci parlano con uno sguardo che lascia davvero stupiti. Ci parlano anche con il loro corpo.
Mi ha molto colpito la bravura del pittore nel rappresentare il pelo, le squame, le piume di ogni singolo animale. Ogni pelo si distingue da quello accanto, ha un diverso colore, così anche le piume: davvero spettacolare.

Tra gli animali, ci sono dipinti che raffigurano i rinoceronti, il leone, l’elefante, i cervi, gli orsi, gli impala.
Molto bella la sezione dedicata agli uccelli, le piccole creature che popolano i nostri campi e i giardini: pettirossi, cinciallegre, luì, passeri, ma anche tucani, pappagalli, macao e cacatua.

“Nelle tele più recenti Marzio Tamer propone un confronto immediato con l’animale, concentrandosi sul muso e sull’espressione”

I paesaggi. Al paesaggio è dedicata l’ultima sezione della mostra. Qui ritrovo quello che mi ero aspettata di vedere insieme agli animali. Sono davvero vari, questi paesaggi: dalle zone di pianura, alle rocce a picco sul mare. Gli alberi, i prati e l’acqua sono i protagonisti della sezione. Anche in questi dipinti sono rimasta affascinata da come viene rappresentato il singolo filo d’erba, ogni ago di pino, ogni sfumatura della roccia tanto da sembrare quasi una fotografia. Le faggete, i pini marittimi, i gelsi sono i rappresentanti dei paesaggi italiani, spesso immersi nella nebbia o avvolti dal vento.

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Marzio Tamer, Rio Stagno, 2010
acquerello, cm 95,4 x 135,3
© Marzio Tamer, Courtesy Salamon&C. Milano

“Molti dei paesaggi più belli e più intensi sono ambientati in un momento indeterminato del giorno e della stagione, con toni e timbri armonizzati e attenuati.
A parte qualche rarissima eccezione, non compaiono edifici o tracce di presenza umana: domina su tutto il respiro solenne della natura, vista come un’entità inscindibile ma sempre fragile e minacciata, giocata sull’equilibrio armonico ma precario tra gli elementi dell’acqua, del fuoco e dell’aria”

“… chi guarda è invitato a condividere uno stato d’animo, una condizione naturale che pervade l’ambiente. Intorno a noi cambia il clima, avvertiamo fisicamente la temperatura, la luce, l’umidità, le condizioni climatiche…
Con la sua pittura pacata, attenta, sensibile, Tamer mette lo spettatore al centro di un mondo naturale sincero e forte, osservato con totale rispetto”

Buona visita alla mostra, dunque. Sono felice di iniziare questo nuovo anno con un post che parla di natura e animali. Anche se non da un punto di vista scientifico, ma artistico, da questi dipinti appare  la bellezza e la fragilità della natura e degli animali, l’invito ad osservare i loro sguardi, il loro corpo, le piume e il pelo. Attraverso tutto questo la natura e gli animali ci parlano. Sta a noi ascoltare il loro richiamo, il loro appello, interpretare le frasi di fedeltà, amore e amicizia.

Buon Natale, buone feste!

Natale è tempo di doni, della magia delle luci e dello stare insieme. In particolare, il pranzo di Natale dovrebbe essere un momento di condivisione e ospitalità. E se fossero stati gli animali – magari i gatti – ad ispirarci questa idea col loro comportamento? Un’ipotesi fantasiosa per augurare a tutti voi buon Natale e buone feste!

Buon Natale e buone feste a tutti voi che seguite il blog e a chi ci passa di qui per caso proprio durante queste feste. Natale è periodo di doni, di luce, di speranza. Una giornata per stare insieme ai nostri cari e agli amici, ma anche un’occasione per aiutare chi ha più bisogno.
Molte famiglie ospitano un senza tetto, un rifugiato, una persona in difficoltà, una famiglia di migranti per condividere il pranzo e la festa del Natale. Non solo per la religione cristiana, ma per molte religioni e per chi non crede, Natale è tempo di ospitalità a tavola, di cibo, di allegria, tempo per scambiarsi opinioni, idee, chiacchierare e stare insieme.

Leggendo il libro “Il gatto che arrestava i malviventi e altre storie” ho trovato il racconto di Frate Medardus. Il frate narra della nascita di questa tradizione natalizia, quella dell’ospitare i più poveri e bisognosi durante il pranzo del Natale.
Si tratta di un racconto, dunque non è detto che sia vero, ma, come ogni racconto che si rispetti, si basa sulla vita reale e ha una sua verità da rivelare e degli spunti per farci riflettere sul mondo animale, al quale anche noi apparteniamo, e che troppo spesso torturiamo, distruggiamo e danneggiamo.

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Buon Natale, buone feste a tutti voi :-)

Nel periodo del Medioevo, nei monasteri, molti frati davano da mangiare a dei gatti. Anche Frate Medardus nutriva dodici gatti, ospitati nella soffitta del convento. I gatti fanno sempre comodo, si sa, ancor di più nei pressi di una abbazia: cacciano topi e altri animali fastidiosi per la vita dei frati stessi e per le loro coltivazioni. Quando si parla di monastero, si parla di orti e giardini, api e alveari, coltivazioni naturali, produzioni di composte di frutta e miele, tutti prodotti da conservare e preservare dalle grinfie di animali selvatici di ogni specie.

Nella colonia di gatti del monastero, il più anziano ha 17 anni e si chiama Grigio. Ultimamente Grigio non sta molto bene e una gatta nera lo ha preso sotto la propria protezione. Ecco cos’è successo un giorno:

“Nel corso degli anni Medardus è diventato molto bravo e veloce nel distribuire il cibo nelle ciotole di legno. I gatti molto affamati si gettano sul pesce e il pollo, uova e fagioli e pancetta. Mentre Medardus riflette se deve porre la ciotola del Grigio nell’angolo, che il gatto sembra non aver lasciato da questa mattina presto, si accorge di qualcosa mai vista. La piccola gatta nera con le zampe bianche addenta con le sue zanne il pezzo del petto di pollo più grosso nella sua ciotola. Ma invece che mangiarlo, lo porta nell’angolo in cui si è ritirato il Grigio. Lì spezzetta la carne bianca in piccoli pezzettini e li depone davanti al gatto. Ogni tanto si guarda indietro per assicurasi che nessun altro gatto si avvicini per prendersi il pasto. Il Grigio ha visto la gatta ma non mangia. Giace sdraiato sul lato e respira velocemente.
Quando Frate Medardus si avvicina, la gatta mostra le fauci soffiando. “Sei una una buona gatta” le dice Medardus sottovoce. “Porti da mangiare al tuo amico malato. E lo difendi dall’avidità degli altri. Si è mai visto qualcosa di simile?”

Purtroppo le condizioni del gatto Grigio peggiorano. Anche la sua ultima vita ha fatto il suo corso e muore proprio all’inizio dell’inverno.
Sarà questo avvenimento della gatta nera che aiuta il compagno anziano e malato, sarà che gli animali, con i loro comportamenti, ci invitano a riflettere sui nostri, ad un certo punto, quando tocca a Frate Medardus fare il discorso ai frati, il suo monologo sarà tutto concentrato sulla morte del gatto Grigio.

Sì, perché proprio questo gatto ha dato l’idea – almeno nel racconto – di condividere il cibo con i malati, gli anziani, i bisognosi nel girono di Natale.
E il discorso di Frate Medardus suonava più o meno così:

“Accidenti, eri un eccezionale cacciatore di topi e un vecchio amico. E se la gatta nera non avesse condiviso con te il suo cibo, i fratelli oggi non sarebbero andati nei villaggi per dar da mangiare ai poveri. Perché non ci siamo arrivati prima da soli? A pensare ai poveri nel giorno del Signore? A far loro dei doni?
Chissà se qualcun altro seguirà il nostro esempio?
Gatto Grigio non ci hai lasciato per sempre, sei solo andata via prima”

Con questo racconto natalizio, auguro a tutti voi buon Natale, buone feste e buon anno! Che sia un anno felice e sereno per tutti, da trascorrere con i vostri cari e gli amici in tranquillità.
E un augurio da curiosa di natura: che tutti possano passare più tempo nella natura, conoscere meglio e rispettare gli animali e le piante che condividono con noi la vita su questo Pianeta! Auguri!

Sette libri di Natale, tra cani e gatti

Ogni anno faccio un giro in libreria per vedere qualche novità natalizia e quest’anno ho trovato sette libri che parlano di cani e gatti. Te li presento come idea per un regalo bello e interessante.

Forse lo sapete già, se seguite il blog. Ogni anno, nel periodo di Natale, faccio un giro in libreria in cerca di qualche titolo da regalare a parenti e amici che amano la lettura. Nel frattempo, mi aggiro tra gli scaffali delle sezioni scienza, animali, piante, giardinaggio e prendo nota di qualcosa di interessante da raccontarvi.

Questa volta ho trovato sette titoli – un numero che mi piace molto – con cani e gatti protagonisti. Sì, proprio i nostri migliori amici. Con loro condividiamo molte esperienze e anni di vita.
Ecco, dunque, i sette titoli. Li conoscete? Li avete letti? Oppure li vedete ora per la prima volta ma vi sembrano interessanti? Fatemi sapere, mi fa sempre piacere conoscere le vostre opinioni.

Quindici cani è il libro di Andrè Alexis. Protagoniste sono due divinità, Apollo ed Ermes, che si mettono in gioco con una bella scommessa: cosa succederebbe se i cani avessero l’intelligenza umana? Detto, fatto. A quindici cani di una clinica veterinaria viene data la coscienza umana. Sicuramente ne succederanno delle belle e sarà da vedere se i cani ameranno questa nuova loro condizione o se avrebbero preferito vivere la loro semplice vita da quattro zampe.

Cronache di un gatto viaggiatore è scritto dalla giapponese Hiro Arikawa. Nana è un gatto randagio e indipendente. Un giorno, a causa di un incidente, viene aiutato dal giovane Satoru. Entrambi schivi e diffidenti uno verso l’altro, diventeranno amici quando dovranno affrontare insieme un viaggio tra i paesaggi del Giappone.

Attraverso i miei piccoli occhi è il romanzo di Emilio Ortiz. Cross è un cane particolare, un golden retriver che aiuta Mario, ragazzo non vedente, ad affrontare il mondo e la vita. La storia di un’amicizia, di una fedeltà che passa attraverso la vista per arrivare al cuore. Una lettura che sicuramente cambierà la nostra visione del mondo.

Gatti molto speciali è la nuova edizione, con bellissime illustrazioni, di un libro scritto da Doris Lessing. Da sempre amante dei gatti, racconta la propria vita al fianco di questi felini, dal primo gatto incontrato in Persia, quando aveva solo tre anni, a tutti gli altri che l’hanno accompagnata nei suoi viaggi in tutto il mondo.

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Cosa regalare per Natale? Magari un bel libro che parla di cani e gatti

Felice come un cane è il libro di Julie Barton. Nella vita ci sono momenti difficili e tristi, quando la nostra autostima diminuisce e abbiamo bisogno di un amore speciale, quello di un cane ad esempio. Julie, a 20 anni, si trova sola, disperata, caduta in depressione. Sarà Bunker, un golden retriver a salvarla e a farle vedere quanto è bello il mondo visto con gli occhi di un cane.

“A volte abbiamo bisogno che qualcuno ci ami anche al nostro posto, finché non torniamo in grado di farlo da soli. Spesso quel qualcuno è un cane”

Il gatto che regalava il buonumore è scritto da Rachel Wells. Continuano le avventure di Alfie, un gattino curioso che vive nei giardini di Edgar Road. In questo libro Alfie è alle prese con un nuovo arrivato, un tenero cucciolo di nome George. E le avventure non mancheranno.

“Quando hai paura di non farcela. Lasciati guidare dalle mie fusa. Ti indicherò la strada per la felicità”

Il cane, il lupo e dio è il libro di Folco Terzani. Un cane, abituato agli agi della vita domestica, si ritrova randagio, sulla strada. Incontra un lupo che lo condurrà nella natura selvaggia, a contatto col branco. Il cane dovrà tornare a vivere come facevano i suoi antenati, in una storia che parla di amicizia, di natura e senso del divino.

Gatti e cani protagonisti della nostra vita, così come dei nostri racconti. Buona lettura a tutti e buone feste con i nostri amici animali :-)

Doni e clima natalizio

Mancano davvero pochi giorni al Natale. Ho pensato di annotare qui qualche idea per entrare nelle atmosfere natalizie e per un dono piacevole per chi lo fa, per chi lo riceve, per la natura e gli animali

Dunque ci siamo. Tra una decina di giorni sarà Natale. Il 2017 è stato per me un anno molto particolare e impegnativo e ora mi trovo un po’ in ritardo con l’atmosfera natalizia, con le idee per le prossime festività. Il Natale si avvicina e dobbiamo entrare nel clima delle feste. Qui sul blog, come vedete, siamo già nel mood natalizio e scende la neve! Allora ho pensato a questo post, a qualche spunto per dei doni di Natale che fanno bene agli animali e al Pianeta.

Doni e clima natalizio. Qualche idea per un regalo che fa bene a chi lo fa, a chi lo riceve, agli animali e al Pianeta

Il Natale c’è chi lo ama alla follia e chi non vede l’ora che passi. Voi, da quale parte vi sentite? Avete le idee chiare sui regali da fare ai vostri cari? E per voi, avete già pensato a un piccolo dono? Se siete un po’ nel panico, vi suggerisco di leggere questo post scritto da Cinzia Life & Job Coach, una vera fatina del Natale :-)

Ora che anche voi, come me, siete entrati nel clima delle feste, ecco alcune idee regalo che vorrei suggerirvi.

Se siete amanti del design, non perdetevi questi animali per decorare le vostre case. Animali Pucciosi è una bellissima pagina che unisce la passione per il design all’amore per gli animali: da seguire assolutamente.

Se siete in cerca di una borsa, uno zaino o un accessorio cruelty-free, fatto con materiali naturali e di riciclo, vi consiglio Miomojo Italia. Mia mamma mi ha regalato una loro borsa la scorsa estate e me ne sono innamorata. Oltre ad essere un marchio italiano, che non usa prodotti di origine animale, devolve anche il 10% di ogni acquisto ad associazioni certificate che aiutano gli animali in Italia e nel mondo.

Sempre per chi ama la natura, gli animali e la moda, vi suggerisco le bellissime t-shirt con le illustrazioni di Eleonora, ovvero Animatrama. Se non conoscete ancora gli animali guida, ho dedicato loro tre post: uno, due e tre.

Se cercate un libro che parli di natura, benessere, animali, yoga, ecologia, vi consiglio di dare un’occhiata al catalogo di Gruppo Macro Editoriale. Sto leggendo diversi loro libri sulla natura, gli alberi e gli animali, tutti interessanti e molto belli. Alcuni li racconto nel loro blog.

A proposito di scienza, da poco ho scoperto la casa editrice Codice Edizioni per un mio percorso di studi e approfondimento. Hanno davvero un ricco catalogo, tra matematica e altre scienze, tutto da scoprire. Trash è una delle loro ultime pubblicazioni e sembra davvero interessante: mi segno questo titolo come una delle prossime letture.

Tornando al mondo degli animali, molte associazioni propongono regali belli e utili che aiutano la natura.
Anche quest’anno WWF consiglia di adottare una specie in pericolo oppure, se preferite, potete acquistare una tazza, un’agenda o una shirt da regalare o regalarvi.

LAV propone l’adozione di un cucciolo a distanza, una bella idea per chi non può tenere un cane in casa ma ne vorrebbe tanto uno. Con LAV aiutate gli studi scientifici alternativi, una ricerca senza l’uso di animali, la diffusione di una moda cruelty-free e di una dieta vegetariana. Anche OIPA aiuta gli animali più bisognosi: quest’anno in particolare è la Sicilia a chiedere sostegno per una situazione non più accettabile nella zona di Gela.

Save the Dogs and other animals nasce dall’emergenza dei cani randagi in Romania. Sara, fondatrice dell’associazione, opera anche in Italia. Se volete dare una mano potete scegliere un gadget natalizio o una adozione a distanza.

Due belle iniziative di questo Natale mi hanno interessato molto e vorrei segnalarvele.
Lifegate ed ENPA propongono dei bellissimi cuscini raffiguranti un cane e un gatto. Un cuscino da utilizzare e col quale farsi un selfie, oggi tanto di moda, per passare parola. Seguite #AdottaUnaMascottinaEnpa e aiutate gli animali che non hanno ancora una casa.

Molto bella è anche l’iniziativa della Lega Nazionale per la Difesa del Cane che incoraggia l’adozione dei cani senior, ovvero “diversamente giovani”, come dicono loro. Per saperne di più, seguite #AdottaUnNonno. Vi confesso che quando sarò più anziana mi piacerebbe molto adottare un cagnolino della mia età

E per finire, non possiamo dimenticare il film delle feste. Quale potrei consigliarvi se non “Gli eroi del Natale“?! La natività raccontata dal punto di vista degli animali.

Ecco, dunque, alcuni suggerimenti per dei doni di Natale che fanno bene a chi li fa, a chi li riceve, agli animali, al Pianeta.
Se ne avete provato qualcuno, fatemi sapere cosa ne pensate. Avete altri suggerimenti? Mi farebbe piacere uno scambio di idee su questo argomento. Allora, buone feste! … e alla prossima settimana con qualche altro suggerimento natalizio :-)

***nota*** questo post non è sponsorizzato. Non ricevo denaro né omaggi da nessuna azienda per averlo scritto. Si tratta di suggerimenti basati sulla mia esperienza personale.

Il gatto, i malviventi e altre storie

I gatti sono i protagonisti di undici racconti che hanno dell’incredibile nel libro di Detlef Bluhm “Il gatto che arrestava i malviventi e altre storie”

Qualche settimana fa ho letto il libro”Il gatto che arrestava i malviventi e altre storie scritto da Detlef Bluhm. Mi è tornato in mente proprio all’inizio di dicembre perché una di queste storie parla proprio delle atmosfere del Natale.

Nel libro ci sono dei racconti davvero incredibili nei quali i gatti mostrano doti quasi soprannaturali tanto da chiedersi: sarà tutto frutto della fantasia dello scrittore oppure i gatti ne sono davvero capaci? (e mi sa che la seconda risposta è spesso quella giusta :-))

Il gatto che arrestava i malviventi

Una lettura interessante, tra gatti, gialli e storie da raccontare: “Il gatto che arrestava i malviventi e altre storie”

Il “Gatto tigre“, per esempio, è un racconto con protagonista un gatto che si trova nel mezzo di un delitto e segue le tracce del colpevole, un ricercato dall’F.B.I.

Nel racconto “Day dreamer“, invece, si parla dell’amicizia tra un cavallo da corsa e una gatta. Il cavallo corre solo se vede l’amica, una gatta nera che lo aspetta al traguardo. Certo, l’amicizia tra gatti e altri animali non è così insolita ed è stata documentata spesso.

I gatti sono ovunque, si sa, anche sulle navi, come nel racconto “Karl, il gatto della nave“. Karl è un gatto bianco e nero che ha perso l’occhio sinistro nella lotta con un gatto di città. Karl si imbarca sulla nave e segue le tappe del viaggio, per scendere poi al prossimo porto. Il bello è che riesce sempre ad essere a bordo in tempo per la successiva partenza: istinto felino? Chissà… Ad un certo punto della sua vita anche Karl si innamora di una micia e mette su famiglia. La sua vita finirà durante un combattimento, come un vero eroe.

Nel libro ci sono tanti racconti incredibili, come “Einstein e la gatta immortale“. La gatta Newton è bianca con striature grigie sulla fronte e sul dorso. Un alunno, dopo 15 anni, è alla ricerca del suo professore scomparso e lo trova. Trova anche una gatta, uguale, identica, a quella di un antico dipinto, quindi dovrebbe avere più di 500 anni. Sarà una gatta immortale?

C’è anche il caso dell’ultima lettera di Francesco Petrarca. Si ipotizza che lo scrittore, negli ultimi anni della sua vita, si sia innamorato di una gatta a tre colori, incontrata d’estate, alla quale ha pure scritto un’appassionante lettera d’amore.

La gatta del Broken” si trova sulla strada di un pittore che vuole scalare una montagna, d’inverno, nella nebbia. La gatta gli fa da guida, evitandogli di prendere pericolose strade senza uscita. Alla fine si scoprirà l’identità del pittore-scrittore e tutti resteranno sbalorditi (ma questo è un particolare che non vi svelo).

Un gatto si trova perfino ad essere testimone di un fatto di cronaca e aiuterà uno scrittore di gialli nelle sue investigazioni.

Il racconto dal titolo “Frate Medardus” è quello al quale mi sto ispirando per il post di Natale. Dunque, vi lascio con la suspance e la curiosità.

L’ultima storia del libro mi ha lasciato sbalordita. S’intitola “La gatta e la morte“. Tutti abbiamo un certo appuntamento con questa Signora e non possiamo scappare. Ma se si potesse rimandare? Come? Certo bisogna scendere a patti con Signora Morte la quale sembra essere molto affascinata dalle belle storie, dai racconti. Allora, come guadagnare un altro anno di vita? Con due, tre, belle storie da raccontare :-)

“La vecchia gatta rimase sul prato e si rotolò felice sulla schiena da un lato all’altro facendo le fusa. Per un anno poteva stare tranquilla perché la Morte avrebbe teso la sua mano protettiva sopra di lei. Un paio di storie le aveva in serbo. Tuttavia, in questo periodo, si ripromise di tenere le orecchie ben aperte. Forse ne poteva mettere insieme ancora altre due. Non immaginavo, pensò allegra, che le storie potessero essere così utili”

Questa sarebbe una buona notizia e, se non ritarda la morte, raccontare storie belle e interessanti, magari che parlino di animali, piante e natura, di sicuro ci rende più piacevole e lunga la vita :-)

Il post fa riferimento al libro di Detlef Bluhm – Il gatto che arrestava i malviventi  altre storie – Corbaccio Editore

I cinque sensi in giardino

Il giardino è la natura a portata di mano. Leggendo il libro “Effetto biofilia” sono rimasta affascinata dal potere terapeutico dei nostri orti e giardini e da come possiamo allenare i nostri cinque sensi tra fiori e piante.

Ho letto da poco il bellissimo libro di Clemens G. arvay dal titolo Effetto biofilia. Un libro scorrevole e interessante, scritto da un biologo e basato su dati scientifici che ci racconta “il potere di guarigione degli alberi e delle piante”.

Il bosco è il luogo dove praticare l’effetto biofilia. Ne ho parlato in due post sul blog della casa editrice Gruppo Macro, raccontando come Potenziare il nostro sistema immunitario nel bosco e Passeggiare nel bosco: i benefici.

Se vuoi sapere cosa significa “effetto biofilia”, ho creato questo breve video

Nel libro, oltre alla natura selvaggia e al bosco, si parla della natura più a portata di mano: quella degli orti e dei giardini. Gli orti e i giardini sono da millenni zone create e curate dall’uomo per avere a disposizione cibo fresco e sano – come diciamo oggi, a chilometro zero.

Prendersi cura di orti e giardini fa bene alla nostra salute. Stare all’aria aperta, sistemare foglie e fiori, seminare e raccogliere, sono tutte attività salutari. Il sole e la luce, anche in inverno, hanno la caratteristica di far produrre al nostro organismo serotonina e vitamina D, sostanze che aiutano a ridurre lo stress e ad aumentare la concentrazione e l’attenzione.

Orti e giardini ci ricordano la ciclicità della vita, il susseguirsi delle stagioni. In inverno, attendiamo che il gelo e la neve passino e che arrivi la primavera che si preannuncia con i primi verdi germogli, per poi sbocciare con nuove foglie e fori colorati. L’estate ci fornisce i suoi frutti, è tempo di raccolta, di mettere via i semi per il nuovo anno, di preparare il terreno per nuove future coltivazioni.

Le piante ci affascinano,

“le piante sono esseri di luce”

sono in grado di utilizzare la luce solare per produrre nutrienti ed energia, sono alla base di ogni altro tipo di alimentazione.

Da sempre l’uomo ha coltivato piante e modificato il loro genoma facendo incroci favorevoli alle coltivazioni, incroci per avere più frutti, per ottenere piante più resistenti. Ne sono un esempio il pomodoro, le zucche, le mele e le pere che hanno subìto una loro evoluzione aggiunta a quella portata avanti dall’uomo.

Quello che più mi affascina del giardino è la riscoperta dei cinque sensi.

La vista nei giardini ci fa immergere in un mondo pieno di verde, del giallo, del rosso e del marrone delle foglie nelle varie stagioni. I colori dei fiori e dei frutti, le loro mille sfumature sono un piacere da non perdere. Il giardino ci fa scoprire anche simmetrie e asimmetrie, forme e perfezione, ma anche la bellezza delle imperfezioni e della diversità.

L’olfatto trova il suo mondo nel giardino. I profumi che indossiamo ogni giorno provengono da essenze ricavate dal mondo vegetale. L’erba appena tagliata, il muschio, la corteccia del legno sono odori che ognuno ha sperimentato passeggiando per boschi e giardini.

Una curiosità che ho letto in questo libro riguarda uno dei profumi più amati: la rosa. La rosa è uno dei fiori più belli e più amati anche per il suo profumo: sapete perché? Perché ci riporta alla nostra infanzia, alla vita nel grembo materno. Il profumo dell’indolo, presente nelle rose, è simile a quello dell’indolo che abbiamo respirato come sostanza di scarto del liquido amniotico nel quale siamo stati immersi per i primi nove mesi della nostra vita. Nella sua forma pura, infatti, l’indolo sa di frutta troppo matura. Il nostro cervello però sa riconoscerlo nella rosa, dove assume la sua caratteristica fragranza trovandosi assieme ad altri elementi.

Forse è proprio per questo che la rosa ci piace tanto – a me per prima, è il mio fiore preferito – perché la associamo alle sensazioni di calore, protezione, amore, nutrimento.

rose

Il profumo dell’indolo, presente nelle rose, è simile a quello dell’indolo che abbiamo respirato come sostanza di scarto del liquido amniotico nel quale siamo stati immersi per i primi nove mesi della nostra vita

Anche il gusto trova ampio spazio nell’orto. Frutta e verdura sono il dono che ci offre tutto l’anno. Le radici e i tuberi dei quali ci nutriamo hanno sapori diversi dalle foglie, dai fiori, dai germogli.

Il tatto è un senso tutto da provare nei nostri giardini e nell’orto. È bello fermarsi a toccare le foglie, i rami, i tronchi, le cortecce e poi i fiori e i frutti. Chi non è in grado di vedere, nell’orto e nel giardino può allenare il tatto a riconoscere quello che trova sul suo cammino.

Anche l’udito trova spazio negli orti e nei giardini. Nel libro Effetto biofilia si parla del movimento che fanno le radici delle piante. Si tratta di uno schiocco che non viene percepito dall’udito umano, ma che le orecchie di altri animali sono in grado di riconoscere. E poi il vento, la pioggia, il canto degli uccelli, i suoni prodotti dagli animali sono tutti parte dell’ecosistema dell’orto e del giardino che ospitiamo sotto casa.

Negli orti e nei giardini possiamo ritrovare molti simboli. Il simbolo è un disegno che viene percepito dall’inconscio umano e che spesso rimanda allo stesso significato in culture diverse, in popoli lontani migliaia di chilometri. Il verde è simbolo di vita, di speranza, di giovinezza, è la primavera, il germoglio, un nuovo inizio, è la crescita e lo sviluppo.

Il potere terapeutico di orti è giardini è sotto gli occhi di tutti noi. Curare un giardino o un orto è come prendersi cura di un animale domestico: richiede responsabilità e amore.

Il giardino ci aiuta a porre la nostra attenzione all’altro, al diverso da noi, ai bisogni degli altri esseri viventi. Quando arrivano buoni risultati, poi, la nostra autostima ne ricava grandi benefici e fiori e frutti ci ripagano del lavoro fatto e dell’attesa.

Insomma il giardino è per tutti. I suoi stimoli sensoriali sono lì a nostra disposizione. Il giardino, come gli animali e la natura, non discriminano e ci amano per come siamo. Chi ha una disabilità, chi non può utilizzare appieno i cinque sensi, trova nell’orto e nel giardino un luogo ideale, dove può essere sé stesso, senza essere giudicato, né discriminato, perché:

“… lì nessuno riceve meno degli altri, la natura offre qualcosa a tutti”

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