curiosa di natura

Doni e clima natalizio

Mancano davvero pochi giorni al Natale. Ho pensato di annotare qui qualche idea per entrare nelle atmosfere natalizie e per un dono piacevole per chi lo fa, per chi lo riceve, per la natura e gli animali

Dunque ci siamo. Tra una decina di giorni sarà Natale. Il 2017 è stato per me un anno molto particolare e impegnativo e ora mi trovo un po’ in ritardo con l’atmosfera natalizia, con le idee per le prossime festività. Il Natale si avvicina e dobbiamo entrare nel clima delle feste. Qui sul blog, come vedete, siamo già nel mood natalizio e scende la neve! Allora ho pensato a questo post, a qualche spunto per dei doni di Natale che fanno bene agli animali e al Pianeta.

Doni e clima natalizio. Qualche idea per un regalo che fa bene a chi lo fa, a chi lo riceve, agli animali e al Pianeta

Il Natale c’è chi lo ama alla follia e chi non vede l’ora che passi. Voi, da quale parte vi sentite? Avete le idee chiare sui regali da fare ai vostri cari? E per voi, avete già pensato a un piccolo dono? Se siete un po’ nel panico, vi suggerisco di leggere questo post scritto da Cinzia Life & Job Coach, una vera fatina del Natale :-)

Ora che anche voi, come me, siete entrati nel clima delle feste, ecco alcune idee regalo che vorrei suggerirvi.

Se siete amanti del design, non perdetevi questi animali per decorare le vostre case. Animali Pucciosi è una bellissima pagina che unisce la passione per il design all’amore per gli animali: da seguire assolutamente.

Se siete in cerca di una borsa, uno zaino o un accessorio cruelty-free, fatto con materiali naturali e di riciclo, vi consiglio Miomojo Italia. Mia mamma mi ha regalato una loro borsa la scorsa estate e me ne sono innamorata. Oltre ad essere un marchio italiano, che non usa prodotti di origine animale, devolve anche il 10% di ogni acquisto ad associazioni certificate che aiutano gli animali in Italia e nel mondo.

Sempre per chi ama la natura, gli animali e la moda, vi suggerisco le bellissime t-shirt con le illustrazioni di Eleonora, ovvero Animatrama. Se non conoscete ancora gli animali guida, ho dedicato loro tre post: uno, due e tre.

Se cercate un libro che parli di natura, benessere, animali, yoga, ecologia, vi consiglio di dare un’occhiata al catalogo di Gruppo Macro Editoriale. Sto leggendo diversi loro libri sulla natura, gli alberi e gli animali, tutti interessanti e molto belli. Alcuni li racconto nel loro blog.

A proposito di scienza, da poco ho scoperto la casa editrice Codice Edizioni per un mio percorso di studi e approfondimento. Hanno davvero un ricco catalogo, tra matematica e altre scienze, tutto da scoprire. Trash è una delle loro ultime pubblicazioni e sembra davvero interessante: mi segno questo titolo come una delle prossime letture.

Tornando al mondo degli animali, molte associazioni propongono regali belli e utili che aiutano la natura.
Anche quest’anno WWF consiglia di adottare una specie in pericolo oppure, se preferite, potete acquistare una tazza, un’agenda o una shirt da regalare o regalarvi.

LAV propone l’adozione di un cucciolo a distanza, una bella idea per chi non può tenere un cane in casa ma ne vorrebbe tanto uno. Con LAV aiutate gli studi scientifici alternativi, una ricerca senza l’uso di animali, la diffusione di una moda cruelty-free e di una dieta vegetariana. Anche OIPA aiuta gli animali più bisognosi: quest’anno in particolare è la Sicilia a chiedere sostegno per una situazione non più accettabile nella zona di Gela.

Save the Dogs and other animals nasce dall’emergenza dei cani randagi in Romania. Sara, fondatrice dell’associazione, opera anche in Italia. Se volete dare una mano potete scegliere un gadget natalizio o una adozione a distanza.

Due belle iniziative di questo Natale mi hanno interessato molto e vorrei segnalarvele.
Lifegate ed ENPA propongono dei bellissimi cuscini raffiguranti un cane e un gatto. Un cuscino da utilizzare e col quale farsi un selfie, oggi tanto di moda, per passare parola. Seguite #AdottaUnaMascottinaEnpa e aiutate gli animali che non hanno ancora una casa.

Molto bella è anche l’iniziativa della Lega Nazionale per la Difesa del Cane che incoraggia l’adozione dei cani senior, ovvero “diversamente giovani”, come dicono loro. Per saperne di più, seguite #AdottaUnNonno. Vi confesso che quando sarò più anziana mi piacerebbe molto adottare un cagnolino della mia età

E per finire, non possiamo dimenticare il film delle feste. Quale potrei consigliarvi se non “Gli eroi del Natale“?! La natività raccontata dal punto di vista degli animali.

Ecco, dunque, alcuni suggerimenti per dei doni di Natale che fanno bene a chi li fa, a chi li riceve, agli animali, al Pianeta.
Se ne avete provato qualcuno, fatemi sapere cosa ne pensate. Avete altri suggerimenti? Mi farebbe piacere uno scambio di idee su questo argomento. Allora, buone feste! … e alla prossima settimana con qualche altro suggerimento natalizio :-)

***nota*** questo post non è sponsorizzato. Non ricevo denaro né omaggi da nessuna azienda per averlo scritto. Si tratta di suggerimenti basati sulla mia esperienza personale.

Il gatto, i malviventi e altre storie

I gatti sono i protagonisti di undici racconti che hanno dell’incredibile nel libro di Detlef Bluhm “Il gatto che arrestava i malviventi e altre storie”

Qualche settimana fa ho letto il libro”Il gatto che arrestava i malviventi e altre storie scritto da Detlef Bluhm. Mi è tornato in mente proprio all’inizio di dicembre perché una di queste storie parla proprio delle atmosfere del Natale.

Nel libro ci sono dei racconti davvero incredibili nei quali i gatti mostrano doti quasi soprannaturali tanto da chiedersi: sarà tutto frutto della fantasia dello scrittore oppure i gatti ne sono davvero capaci? (e mi sa che la seconda risposta è spesso quella giusta :-))

Il gatto che arrestava i malviventi

Una lettura interessante, tra gatti, gialli e storie da raccontare: “Il gatto che arrestava i malviventi e altre storie”

Il “Gatto tigre“, per esempio, è un racconto con protagonista un gatto che si trova nel mezzo di un delitto e segue le tracce del colpevole, un ricercato dall’F.B.I.

Nel racconto “Day dreamer“, invece, si parla dell’amicizia tra un cavallo da corsa e una gatta. Il cavallo corre solo se vede l’amica, una gatta nera che lo aspetta al traguardo. Certo, l’amicizia tra gatti e altri animali non è così insolita ed è stata documentata spesso.

I gatti sono ovunque, si sa, anche sulle navi, come nel racconto “Karl, il gatto della nave“. Karl è un gatto bianco e nero che ha perso l’occhio sinistro nella lotta con un gatto di città. Karl si imbarca sulla nave e segue le tappe del viaggio, per scendere poi al prossimo porto. Il bello è che riesce sempre ad essere a bordo in tempo per la successiva partenza: istinto felino? Chissà… Ad un certo punto della sua vita anche Karl si innamora di una micia e mette su famiglia. La sua vita finirà durante un combattimento, come un vero eroe.

Nel libro ci sono tanti racconti incredibili, come “Einstein e la gatta immortale“. La gatta Newton è bianca con striature grigie sulla fronte e sul dorso. Un alunno, dopo 15 anni, è alla ricerca del suo professore scomparso e lo trova. Trova anche una gatta, uguale, identica, a quella di un antico dipinto, quindi dovrebbe avere più di 500 anni. Sarà una gatta immortale?

C’è anche il caso dell’ultima lettera di Francesco Petrarca. Si ipotizza che lo scrittore, negli ultimi anni della sua vita, si sia innamorato di una gatta a tre colori, incontrata d’estate, alla quale ha pure scritto un’appassionante lettera d’amore.

La gatta del Broken” si trova sulla strada di un pittore che vuole scalare una montagna, d’inverno, nella nebbia. La gatta gli fa da guida, evitandogli di prendere pericolose strade senza uscita. Alla fine si scoprirà l’identità del pittore-scrittore e tutti resteranno sbalorditi (ma questo è un particolare che non vi svelo).

Un gatto si trova perfino ad essere testimone di un fatto di cronaca e aiuterà uno scrittore di gialli nelle sue investigazioni.

Il racconto dal titolo “Frate Medardus” è quello al quale mi sto ispirando per il post di Natale. Dunque, vi lascio con la suspance e la curiosità.

L’ultima storia del libro mi ha lasciato sbalordita. S’intitola “La gatta e la morte“. Tutti abbiamo un certo appuntamento con questa Signora e non possiamo scappare. Ma se si potesse rimandare? Come? Certo bisogna scendere a patti con Signora Morte la quale sembra essere molto affascinata dalle belle storie, dai racconti. Allora, come guadagnare un altro anno di vita? Con due, tre, belle storie da raccontare :-)

“La vecchia gatta rimase sul prato e si rotolò felice sulla schiena da un lato all’altro facendo le fusa. Per un anno poteva stare tranquilla perché la Morte avrebbe teso la sua mano protettiva sopra di lei. Un paio di storie le aveva in serbo. Tuttavia, in questo periodo, si ripromise di tenere le orecchie ben aperte. Forse ne poteva mettere insieme ancora altre due. Non immaginavo, pensò allegra, che le storie potessero essere così utili”

Questa sarebbe una buona notizia e, se non ritarda la morte, raccontare storie belle e interessanti, magari che parlino di animali, piante e natura, di sicuro ci rende più piacevole e lunga la vita :-)

Il post fa riferimento al libro di Detlef Bluhm – Il gatto che arrestava i malviventi  altre storie – Corbaccio Editore

I cinque sensi in giardino

Il giardino è la natura a portata di mano. Leggendo il libro “Effetto biofilia” sono rimasta affascinata dal potere terapeutico dei nostri orti e giardini e da come possiamo allenare i nostri cinque sensi tra fiori e piante.

Ho letto da poco il bellissimo libro di Clemens G. arvay dal titolo Effetto biofilia. Un libro scorrevole e interessante, scritto da un biologo e basato su dati scientifici che ci racconta “il potere di guarigione degli alberi e delle piante”.

Il bosco è il luogo dove praticare l’effetto biofilia. Ne ho parlato in due post sul blog della casa editrice Gruppo Macro, raccontando come Potenziare il nostro sistema immunitario nel bosco e Passeggiare nel bosco: i benefici.

Se vuoi sapere cosa significa “effetto biofilia”, ho creato questo breve video

Nel libro, oltre alla natura selvaggia e al bosco, si parla della natura più a portata di mano: quella degli orti e dei giardini. Gli orti e i giardini sono da millenni zone create e curate dall’uomo per avere a disposizione cibo fresco e sano – come diciamo oggi, a chilometro zero.

Prendersi cura di orti e giardini fa bene alla nostra salute. Stare all’aria aperta, sistemare foglie e fiori, seminare e raccogliere, sono tutte attività salutari. Il sole e la luce, anche in inverno, hanno la caratteristica di far produrre al nostro organismo serotonina e vitamina D, sostanze che aiutano a ridurre lo stress e ad aumentare la concentrazione e l’attenzione.

Orti e giardini ci ricordano la ciclicità della vita, il susseguirsi delle stagioni. In inverno, attendiamo che il gelo e la neve passino e che arrivi la primavera che si preannuncia con i primi verdi germogli, per poi sbocciare con nuove foglie e fori colorati. L’estate ci fornisce i suoi frutti, è tempo di raccolta, di mettere via i semi per il nuovo anno, di preparare il terreno per nuove future coltivazioni.

Le piante ci affascinano,

“le piante sono esseri di luce”

sono in grado di utilizzare la luce solare per produrre nutrienti ed energia, sono alla base di ogni altro tipo di alimentazione.

Da sempre l’uomo ha coltivato piante e modificato il loro genoma facendo incroci favorevoli alle coltivazioni, incroci per avere più frutti, per ottenere piante più resistenti. Ne sono un esempio il pomodoro, le zucche, le mele e le pere che hanno subìto una loro evoluzione aggiunta a quella portata avanti dall’uomo.

Quello che più mi affascina del giardino è la riscoperta dei cinque sensi.

La vista nei giardini ci fa immergere in un mondo pieno di verde, del giallo, del rosso e del marrone delle foglie nelle varie stagioni. I colori dei fiori e dei frutti, le loro mille sfumature sono un piacere da non perdere. Il giardino ci fa scoprire anche simmetrie e asimmetrie, forme e perfezione, ma anche la bellezza delle imperfezioni e della diversità.

L’olfatto trova il suo mondo nel giardino. I profumi che indossiamo ogni giorno provengono da essenze ricavate dal mondo vegetale. L’erba appena tagliata, il muschio, la corteccia del legno sono odori che ognuno ha sperimentato passeggiando per boschi e giardini.

Una curiosità che ho letto in questo libro riguarda uno dei profumi più amati: la rosa. La rosa è uno dei fiori più belli e più amati anche per il suo profumo: sapete perché? Perché ci riporta alla nostra infanzia, alla vita nel grembo materno. Il profumo dell’indolo, presente nelle rose, è simile a quello dell’indolo che abbiamo respirato come sostanza di scarto del liquido amniotico nel quale siamo stati immersi per i primi nove mesi della nostra vita. Nella sua forma pura, infatti, l’indolo sa di frutta troppo matura. Il nostro cervello però sa riconoscerlo nella rosa, dove assume la sua caratteristica fragranza trovandosi assieme ad altri elementi.

Forse è proprio per questo che la rosa ci piace tanto – a me per prima, è il mio fiore preferito – perché la associamo alle sensazioni di calore, protezione, amore, nutrimento.

rose

Il profumo dell’indolo, presente nelle rose, è simile a quello dell’indolo che abbiamo respirato come sostanza di scarto del liquido amniotico nel quale siamo stati immersi per i primi nove mesi della nostra vita

Anche il gusto trova ampio spazio nell’orto. Frutta e verdura sono il dono che ci offre tutto l’anno. Le radici e i tuberi dei quali ci nutriamo hanno sapori diversi dalle foglie, dai fiori, dai germogli.

Il tatto è un senso tutto da provare nei nostri giardini e nell’orto. È bello fermarsi a toccare le foglie, i rami, i tronchi, le cortecce e poi i fiori e i frutti. Chi non è in grado di vedere, nell’orto e nel giardino può allenare il tatto a riconoscere quello che trova sul suo cammino.

Anche l’udito trova spazio negli orti e nei giardini. Nel libro Effetto biofilia si parla del movimento che fanno le radici delle piante. Si tratta di uno schiocco che non viene percepito dall’udito umano, ma che le orecchie di altri animali sono in grado di riconoscere. E poi il vento, la pioggia, il canto degli uccelli, i suoni prodotti dagli animali sono tutti parte dell’ecosistema dell’orto e del giardino che ospitiamo sotto casa.

Negli orti e nei giardini possiamo ritrovare molti simboli. Il simbolo è un disegno che viene percepito dall’inconscio umano e che spesso rimanda allo stesso significato in culture diverse, in popoli lontani migliaia di chilometri. Il verde è simbolo di vita, di speranza, di giovinezza, è la primavera, il germoglio, un nuovo inizio, è la crescita e lo sviluppo.

Il potere terapeutico di orti è giardini è sotto gli occhi di tutti noi. Curare un giardino o un orto è come prendersi cura di un animale domestico: richiede responsabilità e amore.

Il giardino ci aiuta a porre la nostra attenzione all’altro, al diverso da noi, ai bisogni degli altri esseri viventi. Quando arrivano buoni risultati, poi, la nostra autostima ne ricava grandi benefici e fiori e frutti ci ripagano del lavoro fatto e dell’attesa.

Insomma il giardino è per tutti. I suoi stimoli sensoriali sono lì a nostra disposizione. Il giardino, come gli animali e la natura, non discriminano e ci amano per come siamo. Chi ha una disabilità, chi non può utilizzare appieno i cinque sensi, trova nell’orto e nel giardino un luogo ideale, dove può essere sé stesso, senza essere giudicato, né discriminato, perché:

“… lì nessuno riceve meno degli altri, la natura offre qualcosa a tutti”

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Wildlife Photographer of the Year 2017

Anche quest’anno a Milano presso Fondazione Luciana Matalon torna Wildlife Photographer of The Year 2017, la mostra di fotografie naturalistiche più prestigiosa al mondo.

Non me la sono persa nemmeno quest’anno. Sono stata a visitare Wildlife Photographer of The Year 2017 la mia mostra fotografica preferita. Ci sono stata anche gli scorsi anni: nel 2016, nel 2015 e anche nel 2014 (quando ho scritto ben due, post: il primo e il secondo).

La mostra è organizzata dall’Associazione Culturale Radicediunopercento con il patrocinio del Comune di Milano e resta in città fino al 10 dicembre (segnatevi le date, perché è una mostra da non perdere!) alla Fondazione Matalon.

Siamo alla 52esima edizione, 50.000 scatti realizzati da fotografi provenienti da 95 Paesi del mondo e selezionati da una giuria internazionale di esperti in base alla creatività, al valore artistico e alla complessità. Questa edizione è particolarmente fortunata per i fotografi italiani: otto premiati, tra vincitori di categoria e finalisti.

Amo la fotografia, amo la natura e questa mostra mi emoziona e mi incuriosisce sempre di più. Il perché è riassunto in questa frase della mostra:

“L’acclamata esposizione mostra straordinarie immagini della Terra che riflettono la bellezza e la diversità della natura e evidenziano la fragilità della fauna selvatica sul nostro pianeta. I paesaggi, il regno botanico e quello animale, immortalati dai fotografi, regalano uno sguardo emozionante ma altresì consapevole quale testimonianza visiva di un ambiente da salvaguardare e preservare”

Manifesto della mostra Wildlife Photographer of the Year 2017

Manifesto della mostra Wildlife Photographer of the Year 2017

Il percorso della mostra inizia con i due vincitori: Tim Laman e Gideon Knight. Vite intrecciate ritrae un orangutan nel Borneo. La foresta pluviale indonesiana, gli orangutan, le piante e gli animali che la abitano sono a rischio estinzione a causa della perdita degli habitat e del commercio illegale di animali selvatici. Questo premio ci fa riflettere sui nostri comportamenti nei confronti della natura e del Pianeta.

La foto di Gideon – un ragazzo di soli 16 anni – La luna e il corvo, è un esempio di come la natura non sia solo scienza ma anche poesia. Il corvo sui rami di un sicomoro con la Luna alle spalle mi ha fatto subito pensare all’aspetto poetico della natura e a quanto sia bello raccontarla anche da questo punto di vista.

Si continua poi con la sezione Documentari che indaga la relazione tra uomo e natura, sia in positivo, che in negativo. Le foto trattano problemi attuali: gli animali nei circhi e sul palcoscenico, il commercio illegale, gli avvelenamenti da parte dei bracconieri. Mi ha colpito molto la fotografia che ritrae 4.00 pangolini congelati assieme ai pesci, una delle più grandi confische fatte nella zona tra Cina e Vietnam. Anche il gabbiano che vola sul fiume portando nel becco una gruccia di plastica ci invita a riflettere sul mondo attuale.

La sezione Diversità sulla Terra comprende le categorie Invertebrati, Anfibi e Rettili, Piante, Uccelli, Mammiferi. Comportamenti bizzarri e nuovi punti di vista sul mondo animale e vegetale.

Invertebrati. Un bellissimo mondo tutto da scoprire quello dei granchi, del polpo, degli opilioni e degli efemerotteri sul fiume Danubio.

Nella sezione dedicata ad Anfibi e Rettili ha vinto lo scatto di Marco Colombo – Testuggine. Le rane, i pesci selene che si mimetizzano con le loro scaglie argentee, i tritoni e le tartarughe raccontano di questi animali che sembrano essere un po’ più primitivi ma dal comportamento affascinante.

Le Piante mi colpiscono sempre per le loro forme e colori: il rosa e il giallo di una specie erbacea presente nelle praterie e i baccelli a forma di cuore sui vecchi muri della nostra Europa.

Nella sezione Uccelli colpisce molto la foto scelta per il volantino di questa edizione: un parrocchetto dal collare che tira la coda del varano intento a guardare in un tronco cavo. Bellissimo anche il bucero dal becco giallo che cattura un insetto e la sula che vola sul mare blu, pieno di nebbia e illuminato dal pallido riflesso del sole. Il barbagianni che caccia il topo nel fienile ci ricorda che si può andare A caccia con l’udito. Ci fanno pensare, invece, le aquile del Sud Africa con la loro apertura alare di 2,6 metri, minacciate dalla perdita di habitat e dagli avvelenamenti.

Tra i Mammiferi, le iene maculate si cibano delle carcasse di gnu morti durante la migrazione in Kenya. È un Soffio notturno bellissimo quello dell’orca marina nella nebbia della Norvegia. Molta delicatezza si vede nella mamma di marà della Patagonia con suoi tre cuccioli nelle tane comuni, luoghi molto simili ai nostri asili nido. Un nuovo inizio per il bisonte ci ricorda che il bisonte europeo si è estinto in natura nel 1927 e che è tornato ad essere presente in Europa in cattività con 5.000 esemplari. Si tratta di uno dei più grandi mammiferi terrestri che svolge un ruolo importante nella catena ecologica.

96-2_© Tim Laman (USA)_Quando la mamma ne sa di più

96-2_© Tim Laman (USA)_Quando la mamma ne sa di più

La sezione Ambienti terrestri racconta la diversità degli habitat presenti in natura attraverso le categorie Natura in città, Mondo subacqueo e Paesaggi.

Natura in città è una sezione che mi piace sempre molto. Il felino randagio ci narra della coesistenza dell’uomo col leopardo a Mumbai. Bellissima l’immagine de Il vicino ficcanaso, una volpe con un’occhio lacrimante che si affaccia ad un muretto in città a Bristol. Il rifugio raffineria, purtroppo, ci mostra dei nidi di cicogne sui pali alti nei pressi di una raffineria in Spagna.

Il mondo subacqueo premia la foto Il party dei lutiani a Palau, in Sardegna. Pesci lutiani rossi che cambiano colore nel periodo degli accoppiamenti. Affascinanti cubomeduse, megattere, delfini, sule e sardine ci portano nel mondo sommerso. Le orate della False Bay in Sud Africa ci ricordano che i mari sono un ecosistema unico, spesso troppo sfruttato. Molto impressionante lo scatto Il killer del gigante, che ritrae la lotta tra un leone marino e un pesce luna, il più grande tra i pesci ossei.

I paesaggi della Terra sono tutti diversi, attraenti e incredibili. Spirito delle montagne è una foto che sembra un intarsio nel legno: larici, rocce, avvoltoi si incontrano tra cielo e terra nel Parco italiano del Gran Paradiso. Ghiacciai, fiumi, monti e oceani raccontano la diversità degli habitat sulla Terra.

Nella sezione Design della Terra possiamo cogliere la prospettiva artistica della natura raccontata nelle categorie Dettagli, Impressioni e Bianco e nero.

I Dettagli che la natura ci offre sono incedibili. Ritratto di pellicano, un primissimo piano tra il becco e le piume di questo uccello, il giallo, il rosa e il blu che si intrecciano. La lava rossa che contrasta con le rocce nere delle isole Hawaii. L’iguana verde, addormentata, con la sua cresta di spine che disegna dei picchi lunghi 1,7 metri.

Impressioni, come quelle di Una spirale di passeri in volo sulle mangiatoie in cerca di cibo. Oppure la Star Player, il cucciolo di leone marino che gioca con la stella marina. Che romantica la natura, con Un desiderio a forma di cuore, una coppia di urie, uccelli marini posti uno di fronte all’altro a disegnare nell’aria un cuore.

Bianco e nero è un’altra sezione che amo molto. È vero che la natura ci incanta per la ricchezza dei suoi colori, ma spesso il bianco e nero ci fa vedere meglio dei dettagli, ci fa concentrare su dei particolari. Come Il pangolino appallottolato tra gli artigli di un leone, o La foresta delle fiabe, dei funghi mazza di tamburo fotografati in Grecia, come folletti nei boschi. Una foto di questa sezione mi ha colpito molto: Requiem per una civetta. Una civetta, in Svezia, posata su ramo di un albero, piange il compagno morto con la Luna sullo sfondo. È incredibile come si legga il dolore e la tristezza negli occhi semichiusi di questo uccello, nella posizione che assume col corpo. Queste civette nane cacciano di giorno e nella didascalia si legge che anche lei, purtroppo, è stata trovata morta alcuni giorni dopo. Forse non ha resistito al dolore, chissà…

55_© Hugo Wassermann (Italia)_Rifugio alpino

55_© Hugo Wassermann (Italia)_Rifugio alpino

Per concludere, ma sicuramente non di minore importanza, la sezione dedicata ai Primi scatti, quelli realizzati da fotografi con meno di 17 anni. Anche questa sezione, come tutta la mostra, è da vedere di persona. Come si possono descrivere questi scatti di giovani e pazienti fotografi? Il luì piccolo nel canneto, il voltapietre in cerca di cibo, le scimmie dell’India, il picchio nero, gli stambecchi, il gipeto in volo, la femmina di orso bruno sulla neve mentre caccia un orso imperiale

Insomma, anche quest’anno una mostra bellissima nella sua semplicità. Ho trovato gli scatti davvero semplici e belli, lineari, puri: senza bisogno di fronzoli o effetti speciali, la natura ha tutte le carte in regola per stupirci con la sua semplicità. Se ne avete l’occasione, non perdete questa bellissima mostra di fotografia e natura, dedicate un paio d’ora a questa visita. Ne uscirete amando ancora di più le piante e gli animali di questo nostro bellissimo Pianeta :-)

Maggiori info sul sito della mostra

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Ottobre salute, consigli per uno stile di vita più sano

Ottobre è il mese dedicato alla salute e alla prevenzione. Alcune blogger del gruppo Progetto Blog hanno deciso di dedicare un loro post a questo argomento. Quindi ho pensato a qualche semplice suggerimento per uno stile di vita più sano

Ottobre è il mese dedicato alla salute e alla prevenzione. Da anni in questo mese è consigliato fare dei controlli medici e molti sono anche gratuiti proprio per sensibilizzare e incoraggiare i cittadini a non sottovalutare i controlli medici periodici. Questo blog non parla di medicina, dunque vi invito innanzitutto a rivolgervi ai medici e alle associazioni che si occupano di salute.

L’idea di dedicare un post ad ottobre, al mese della salute, nasce dal blog di Maria Chiara, Wonna be wondergirl. Chiara, io e ad altre blogger del gruppo Facebook Progetto Blog abbiamo deciso di dare un nostro piccolo contributo, parlando di un argomento che conosciamo correlato ad ottobre, mese della salute e della prevenzione.

Occupandomi di natura, ambiente, animali, ho pensato a qualche semplice consiglio per vivere meglio e stare bene. Per i problemi di salute, ripeto, vi invito a rivolgervi ai medici competenti. Qui vi racconto i benefici della natura per proteggerci e stare meglio.

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Il contatto con la natura aiuta a star bene

Come stare meglio nella natura? Qualche  semplice consiglio

Passeggia nel verde. Passeggiare nei boschi, nei giardini, nelle zone verdi ci permette di respirare le molecole che le piante producono – soprattuto i terpeni – che rafforzano le nostre difese immunitarie. Ti consiglio di leggere questo mio post nel quale racconto proprio  del libro Effetto Biofilia. L’uomo è attratto della natura perché ne fa parte, perché lì ha sempre vissuto per milioni e milioni di anni. E tutto questo è rimasto nel nostro patrimonio genetico. Anche la scienza oggi ci dimostra che è vero: camminare nella natura fa bene.

Programma una visita in un’oasi naturale. Ogni tanto, in ogni stagione, sarebbe bene programmare qualche passeggiata in un’oasi naturale. Oltre a beneficiare della camminata nel verde, come abbiamo detto prima, potremmo anche incontrare animali selvatici, fermarci negli agriturismi per provare cibi sani fatti in casa o prodotti raccolti nelle oasi stesse, come miele, marmellata, frutta.

Fermati e medita. Non solo è bello camminare nella natura, ma anche fermarsi ad osservare e respirare è davvero consigliato e fa bene alla nostra salute. Fermatevi e guardatevi attorno, fermatevi ad ascoltare un po’ di musica a basso volume, fermatevi a leggere qualche pagina del vostro libro preferito. Per chi ama queste attività, è bello fare yoga o meditazione in un ambiente naturale. Oppure praticare anche Feldenkrais, un’attività che ho provato con Antonia e che mi ha fatto davvero stare bene.

Adotta un animale o vai nelle cascine. Si sa che cani e gatti fanno bene alla salute umana. Chi vive con un animale domestico ottiene dagli animali molti benefici. Se puoi, se ti piacciono gli animali, adotta anche tu un cane o un gatto da un canile o da un’associazione di volontari. Se non puoi, vai nelle cascine per stare a contatto con cani e gatti, ma anche asini, cavalli, galline, mucche: dei momenti di animal-teraphy fanno senz’altro bene alla nostra salute e al nostro umore.

Adotta uno stile di vita sano. Cosa significa? Se sei in buona salute, fai qualche scala in più invece di prendere l’ascensore. Passeggia, corri o dedica qualche ora allo sport. Scegli un’alimentazione sana, basata sulla dieta mediterranea. Mangia soprattuto frutta, verdura, cereali e riduci il consumo di carne, dolci, insaccati.

Sono semplici consigli, forse li conosci già. Allora puoi fare passaparola, farli conoscere ad un amico. Soprattutto, ricorda che in questo mese è possibile fare dei controlli medici, anche gratuiti: approfittane e cerca quali strutture aderiscono all’iniziativa.

I post delle blogger. Come ho detto, questo è un lavoro di gruppo. Ecco dunque i post delle altre blogger. Buona lettura e buona salute a tutti :-)

Wannabe Wondergirl

In cucina con Sissi

Fragiacomo Alessandra

Il tuo benessere

Cooking beauty

Alchimie alimentari

My Sweet Ohana

Sara Alessandrini

Cucinare le stagioni

Foodie Translator

One Ocean Forum: la sostenibilità degli oceani

La scorsa settimana si è svolto a Milano One Ocean Forum, un momento d’incontro per parlare della sostenibilità degli oceani. Ho partecipato alla prima giornata di lavori e vi racconto come stanno i nostri mari e i buoni esempi da seguire.

One Ocean Forum è il primo evento in Italia di rilievo internazionale dedicato alla sostenibilità degli oceani. Si è svolto a Milano, al Teatro Franco Parenti, organizzato da Yacht Club Costa Smeralda, voluto dalla Principessa Zahra Aga Khan.

Un forum dedicato ai progetti innovativi di salvaguardia dell’ambiente marino e alla promozione di azioni pratiche volte alla sua tutela. Si è parlato dello stato degli oceani e delle conseguenze che inquinamento e riscaldamento globale hanno sugli ecosistemi marini.

“Nel 2050 si stima che il rapporto palstica-pesci sarà di 1:1  (Report Ellen MacArthur Foundation, 2016)

Ad oggi 3 miliardi di persone dipendono dalla biodiversità marina e costiera per la loro sussistenza (Sustainable Development Goals, United Nations)”

Quattro temi principali sono quelli dei quali si è parlato ad One Ocean Forum:

1 – Marine Litter and Pollution, gli enormi quantitativi di rifiuti presenti in tutti i mari del Pianeta. Ogni anno finiscono in mare 8 milioni di tonnellate di plastica che, oltre a recare seri danni alla fauna marina, si inseriscono nella catena alimentare sotto forma di microplastiche, frammenti dai 2 ai 5 millimetri, ingeriti dai pesci.

2 – Climate and Global Changes, i cambiamenti climatici, responsabili dell’acidificazione delle acque e degli effetti sulla conservazione degli habitat oceanici.

3 – Blue Technologies, le tecnologie legate al mare, ovvero le opportunità di sviluppo dell’economia marittima, utilizzando innovazione e ricerca.

4 – Ocean Literacy, la diffusione di una cultura che permetta di capire quanto l’oceano influenza la nostra vita e le nostre scelte, e a loro volta come le nostre azioni hanno effetti sugli oceani.

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Alcuni dati One Ocean Forum – A marine environment preservation program

Come stanno gli oceani? Ce lo ha spiegato Vladimir Ryabinin (Segretario Esecutivo della Commisisone Ocenaografica) nel suo intervento al forum:

“La perdita di biodiversità, così come i cambiamenti cliamtici e l’acidificazione degli oceani, stanno sfuggendo al nostro controllo”

Negli obiettivi dell’Agenda Sostenibile 2030 è stato introdotto un punto che riguarda il mare, gli oceani, la flora e la fauna, il loro stato di salute.

“L’economia degli oceani, la Blue Economy, è la settima al mondo per giro d’affari”

Nei mari e negli oceani c’è ancora tanta flora e tanta fauna da scoprire. Molti di questi esseri viventi ci forniscono sostanze utili alla cura e prevenzione di diverse malattie.

Anche l’inquinamento da plastica è un problema serio: occorre conoscerlo, studiarlo e combatterlo. Finora, però, siamo in grado di monitorare solo il 30-50% degli oceani e dei mari del mondo.

Arte e bellezza per comunicare i problemi. Molto bello e interessante il discorso della fotografa ambientalista Anne da Carbuccia:

“Il mare e le spiagge di tutto il mondo sono piene di plastica. Abbiamo perso più del 60% dei coralli. Non abbiamo ancora molto tempo per agire”

Anne si immerge nei mari di tutto il mondo. Per far conoscere quanto le acque siano inquinate crea delle opere d’arte introducendo “un altare del tempo” per invitare tutti ad agire al più presto.

Chi gestisce gli oceani? François Bailet (Senoir Legal Officer, Divisione Affari Marini e Diritto del Mare presso ONU) ci ha spiegato chi gestisce gli oceani. Tutti noi, cittadini, ma anche gli Stati, le organizzazioni, in base alla distanza dalla costa. Una questione complicata.

Cosa ne sappiamo degli oceani? C’è ancora tanto da scoprire. Anche la stessa plastica negli oceani, sappiamo che è una sostanza estranea a questo ecosistema, sappiamo che è dannosa, ma gli studi di oggi ci svelaranno di più domani, nel futuro. È importante creare aree marine protette, così come è importante non inquinare, per non danneggiare gli abitanti del mare e noi stessi con le microplastiche che finiscono nella catena alimentare e nei nostri piatti.

L’acidificazione degli oceani è stato uno degli argomenti trattati da Sam Dupont (ricercatore in Ecofisiologia marina, Università di Gothenburg). L’anidride carbonica nell’aria è troppa: questa finisce negli oceani e, interagendo con l’acqua, forma acido carbonico che rende più acidi mari e oceani, ne abbassa il pH. Studi scientifici mostrano come per milioni di anni il pH delle nostre zone marine è stato misurato tra 8.2-8.0. Oggi i valori misurati sono tutti inferiori ad 8.

Sappiamo che gli oceani sono più acidi rispetto al passato, occorre rendere gli ecosistemi più resilienti, ridurre lo stress dei mari, utilizzare e selezionare ceppi giusti di piante e invertebrati. Ma come comunicare tutto ciò per essere capiti? Dupont e collaboratori hanno allevato gamberetti in acque acide e li hanno fatti assaggiare alle persone. Le persone coinvolte hanno notato che il gusto di questi alimenti era peggiore rispetto al solito: da qui sono partiti per spiegare che il problema è l’acidificazione degli oceani e che tutti possiamo fare qualcosa.

Buone pratiche, buoni esempi. Durante la giornata del 3 ottobre ho scoperto cose che non sapevo sul mondo del mare e del riciclo e ne sono rimasta affascinata. Buone pratiche da seguire per rispettare il mare e riciclare. Ad esempio, c’è chi ricava del filo simile al nylon dalle reti da pesca usate,

“Una rete da pesca può restare in mare fino a 500 anni. Ne abbiamo recuperate 200.000 tonnellate”

evitando seri danni agli animali marini e anche a noi. Quando compriamo un oggetto, infatti, oltre al rapporto qualità-prezzo, dovremmo chiederci: “Dopo, cosa ne faccio? Posso riutilizzarlo?”

Nella zona di Como c’è una ditta del settore tessile che fabbrica tessuti a partire dal chitosano presente nel guscio dei gamberetti. La qualità del prodotto resta costante, si risparmiano il 95% dell’acqua e dell’energia normalmente usata per la lavorazione.

In Sardegna si costruiscono biomateriali per l’edilizia a partire dalla lana di pecora, utilizzando leganti vegetali che assorbono 230 chilogrammi di anidride carbonica per metro cubo. Visto che il 25% degli inquinamenti in mare è dato da piccoli svernamenti quotidiani, una striscia di tessuto naturale mangia-petrolio può salvare un intero porto.

Lungo le coste dell’Africa si raccolgono migliaia e migliaia di scarpe infradito in plastica. Sono fatte di materiale scadente e si rompono subito, ma costano solo 1 dollaro e molte persone possono permettersi solo questo tipo di scarpe. C’è chi li raccoglie, lavora la plastica – riciclandone fino a 400.000 l’anno – e crea bellissimi oggetti a forma di animali e vere e proprie opere d’arte.

E per concludere, qualche riflessione con Davide Carrera. La giornata qui a One Ocean Forum è stata molto ricca di informazioni e di incontri. Tutti – scienziati, artisti, sportivi, studiosi – sono concordi nel dire che bisogna rispettare mari e oceani, inquinare meno, riciclare di più, per fare del bene alla natura e a noi stessi. Il mio post è già davvero molto lungo, ma mi hanno colpito molto le semplici parole di Davide Carrera, campione mondiale di apnea:

“Cosa ci attrae del mare? La paura dell’ignoto e dell’infinito.

Il mare insegna la pazienza, saper aspettare il momento giusto, l’equilibrio.

Il mare insegna ad essere umili e curiosi, a cadere e a rialzarsi.

Prima di ogni immersione chiedo sempre al mare di accogliermi e di proteggermi.

Il mare ha bisogno di rispetto.

L’ecologia è il pensare a noi stessi, è avere cura di noi stessi e del mondo”

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